Candelaio
  1. 208 pagine
  2. Italian
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Informazioni su questo libro

Il Candelaio offre uno degli esempi più caratteristici di intrigo e di invenzione linguistica. I tre nuclei principali della vicenda sono costituiti dal ridicolo innamoramento di Bonifacio per Vittoria, con gli equivoci che ne derivano; dall'inganno fatto da Cencio a Bartolomeo col dargli a intendere di trasformare i metalli vili in oro con l'alchimia; infine dalle avventure del pedante Manfurio, più volte ingannato e derubato per le vie della città. L'intrigo ha la sua conclusione nel ritrovarsi finale di tutti i personaggi nelle mani di alcuni falsi sbirri, che sono in realtà furfanti. Ma nel Candelaio, più dell'intrigo, delle avventure, dei fatti, hanno significato e peso quel movimento di linguaggi e quelle intenzioni di polemica culturale e morale che sono la scoperta di Giordano Bruno, e il fondamento della sua originalità di scrittore di teatro.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2017
Print ISBN
9788806064457
eBook ISBN
9788858426593

NOTE

Sonetto

1. Fonte caballino: il fonte di Ippocrene, fatto scaturire con un calcio, secondo il mito, dal cavallo alato Pegaso, ai piedi dell’Elicona, il monte sacro alle Muse; le sue acque davano l’ispirazione poetica. Gli abbeverati al fonte caballino sono, quindi, i poeti.
2. tettate di muse da mamma: succhiate il latte dalle mammelle delle Muse.
3. natate: nuotate.
4. musso: labbro. Tutti questi primi tre versi contengono scherzose circonlocuzioni per indicare i poeti.
5. in poppa over in proda: davanti o dietro, cioè all’inizio o alla fine della commedia.
6. tata: babbo.
7. Bia: Biante, uno dei sette savi dell’antica Grecia, che andava in giro nudo dicendo «Omnia mea mecum porto».
8. gramo: infelice.
9. zero: deretano.
10. menchia: il membro virile.
11. cavalli: il cavallo era una punizione corporale in uso nelle scuole, consistente nello sferzare i ragazzi fatti spogliare nudi e posti a cavalcioni di un compagno. L’intero sonetto è una scherzosa invocazione ai poeti, da parte dell’opera che parla in proprio, di darle una presentazione autorevole e di non lasciarla oscenamente andare in giro nuda, tanto piú che, in un tempo dominato dai pedanti, c’è il pericolo di subire qualche punizione corporale (qualche critica ingiusta e troppo severa).

Dedica

1. Signora Morgana B.: forse una donna di Nola, conosciuta dal Bruno negli anni giovanili.
2. intitoli: dedichi.
3. paranimfo: ruffiano (perché dovrà servire ad acquistare al Bruno le grazie della signora Morgana).
4. Corifeo: propriamente, colui che guidava il coro dell’antica tragedia greca; qui, in senso figurato, significa l’opera che porta i complimenti e le lodi del Bruno alla signora Morgana.
5. sirio: Sirio è la stella principale della costellazione del Cane maggiore, in cui il sole resta dal 2 luglio al 2 agosto (qui la parola è usata come aggettivo: sirio influsso, l’influsso che viene dalla stella Sirio). La lettera dedicatoria è stata scritta, evidentemente, fra luglio e agosto (nel 1582).
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Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Candelaio
  4. IL LIBRO. A gli abbeverati nel Fonte Caballino
  5. ALLA SIGNORA MORGANA B., SUA SIG[NORA] S[EMPRE] O[NORANDA]
  6. Atto primo
  7. Atto secondo
  8. Atto terzo
  9. Atto quarto
  10. Atto quinto
  11. Note
  12. Il libro
  13. Copyright