Il sangue amaro
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Il sangue amaro

  1. 160 pagine
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Il sangue amaro

Informazioni su questo libro

A otto anni dall'uscita di Disturbi del sistema binario, la nuova raccolta di Valerio Magrelli si presenta estremamente articolata rispetto alla precedente. Diviso in dodici sezioni e in due metà di 55 poesie ciascuna, Il sangue amaro affronta un ampio ventaglio di argomenti. Si va da poesie su artisti, poeti o amici, a una sorta di iper-testo sul tema della lettura, dalla ripresa dell'antico genere dei calendari, al poemetto «etologico» La lezione del fiume. A ciò si aggiungono versi civili ( Cave! e Il Policida ), che si alternano ora a parti piú lievi ( Piccole donne e Paesaggi laziali ) ora a un'approfondita riflessione intorno al rumore, alla musica, all'acustica ( Otobiografia ). Un caso a sé è costituito dalla forte presenza religiosa che si ritrova, sia pure in una prospettiva critica, nelle composizioni dedicate all'immagine del Natale o al dibattito sull'eutanasia. Il cuore del libro, però, va individuato nel capitolo ispirato al motto paolino, e poi kierkegaardiano, di «Timore e tremore». È questa infatti l'impronta di una scrittura segnata da quella «età dell'ansia» che, sebbene covi ormai da lungo tempo, non è evidentemente ancora giunta alla sua piena maturazione. Valerio Magrelli ha vinto il Premio Letterario Castelfiorentino di Poesia e Narrativa 2014.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2014
Print ISBN
9788806218454
eBook ISBN
9788858412596
Argomento
Letteratura
Categoria
Poesia

La lezione del fiume
in rondinets irregolari

Prologo
«Pontucci e Solagè. Lavaggio auto». Ecco
la prima immagine del fiume. Acqua direzionata
e schizzi e spruzzi e insieme, gloriola di riflessi,
la nebulizzazione, che aureola la mia macchina
in uno sfarfallío di arcobaleni. Siedo nell’abitacolo
e mi godo questa febbrile, buia immersione
in fondo a un fiume magico. Le alghe delle spazzole
rotanti accarezzano il cofano: sono sul letto
di un antico affluente, e vago solitario,
seppellito in un astuccio liquido.
Fino a che l’auto sorge dalle acque,
tersa, fiammante ninfa, divinità fluviale.
I. La Festa
Mentre pago il lavacro, la cassiera mi ignora,
troppo presa a narrare la giornata di ieri all’Aquafelix.
I grandi parchi acquatici imitano la forma delle rapide,
replicano l’ebbrezza dei ruscelli.
Ricordo ancora tutta la vertigine di una discesa,
io fatto proiettile,
oscillando sull’acqua dentro il folle intestino di un tubo,
dentro un folle cervello dalle mille circonvoluzioni.
Perché anche questo è un fiume,
esseri umani scagliati verso il basso ma dal basso salvati
grazie al cuscino d’acqua che alla fine raccoglie nel bacino
la folla di fedeli battezzati grazie al tuffo lustrale.
II. Un fiume in casa
Fenomeno domestico, abituale,
benché dotato di un oscuro mistero,
sono le tubature che avviluppano casa,
vero intrico di vene e capillari,
acquifero reticolo domestico.
A volte basta un chiodo,
e uno zampillo schizza dalle mura,
lasciandoci smarriti,
dimentichi di vivere avvolti in un gomitolo
che sosta attorno a noi,
devoto, docile,
cingendoci in un mormorante abbraccio.
III. Noterelle pedagogiche
Parlando del fiume a mio figlio bambino lo descrivevo come
un essere amico, burbero, irato, eppure di buon cuore:
«Il fiume non sta mai a sentire nessuno,
corre via dalle proprie responsabilità
fuggendo sempre in una direzione.
Inaffidabile e insieme prevedibile,
“vado di fretta”, dice, e con questa scusa
si sottrae ad ogni tipo di richiesta.
Prendilo come esempio per disfarti
di tutti gli importuni,
ma lascia che un’ansa si formi
dove ascoltare chi ami».
IV. Argini
Fu il cristianissimo Carlo Betocchi, a descrivere gli argini
come nessuno mai, quando erano di terra, quando il mondo
era terra, in una manciata di versi fervidi e francescani,
tremanti di animismo, intitolati La lezione dell’argine:
Beato l’argine che contiene il corso
del torrente e del fiume, e difende
la ricchezza dei campi: beata
la sua pazienza erosa e linearità,
la monotonia della sua preghiera.
È della stessa terra di ciò che difende,
ma per sé ha scelto la sterilità
del suo esistere contemplativo.
V. Ponti/poeti
I ponti! Quanti ponti nella storia, ancora in costruzione o già in rovina!
Davanti al loro gesto connettivo, davanti al loro amore pontificale,
ripenso ai tanti riti celebrati in tanti luoghi di passaggio e guado.
Per Eliade, nel ponte a Finisterre, fu sepolto un bambino, mentre Pont d’Os,
situato nella Loira, sorgerebbe sui resti di invasori sconfitti
e trasformati in fondamenta. Tali efferate pratiche miravano
a fare delle vittime anticorpi, segreti spiriti protettori dell’opera.
Vennero poi liturgie meno brutali, per addomesticare questa pena.
Cosí, ad esempio, nell’antica Roma, prima di fabbricare un nuovo ponte,
le vergini Vestali gettavano nell’acqua bamboline di giunco
(si tratta del medesimo sistema che Eliade scorse nel brahmanesimo,
con l’impiego di effigi o figure di pane, invece di creature sacrificali).
VI. Ponti/poesie
«Per durare, una costruzione deve essere animata,
ricevere al contempo un’anima e una vita.
Il transfert dell’anima si compie solamente
per mezzo di una morte violenta. Si può dire
che dopo la morte la vittima prosegua la sua esistenza,
non piú nel suo corpo fisico, bensí nel nuovo corpo:
la costruzione che essa ha animato immolandosi.
Si può perfino parlare di un corpo architettonico
sostituito al corpo carnale».
Di questo corpo ci parlano i ponti,
fibre di un mondo organico, vivente,
benché dimenticato dal passante.
VII. Al caldo
Agosto in campagna, gita in un casolare alto sulla collina.
Scendo lungo il pendio, fino a che appare il fiume,
un’ampia curva, il greto, e il suo corso possente,
di animale da tiro.
Sugli argini, una ricca corona vegetale,
mentre la serpentina si perde all’orizzonte.
Ma ecco che l’abbraccio delle acque era tiepido!
Mi preparavo al freddo dei ruscelli, invece sto nel cuore
di un vero calidarium,
e noi nuotiamo, soli, nella culla bollente.
Risalii quasi un’ora quella vena:
mai piú, nella mia vita, mi ritrovai in un simil...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Il sangue amaro
  3. Coppie di nomi propri
  4. Otto volte Natale
  5. Timore e tremore
  6. La lettura è crudele. Undici endecasillabi in forma di ipertesto
  7. Cave!
  8. Annopenanno. Un calendario
  9. Piccole donne
  10. Otobiografia
  11. Il policida
  12. La lezione del fiume inrondinets irregolari
  13. Paesaggi laziali
  14. Il sangue amaro
  15. Note
  16. Il libro
  17. L’autore
  18. Dello stesso autore
  19. Copyright

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