L'ultimo viaggio di Sindbad
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L'ultimo viaggio di Sindbad

  1. 64 pagine
  2. Italian
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L'ultimo viaggio di Sindbad

Informazioni su questo libro

Sindbad, reincarnazione mediterranea del personaggio di Le mille e una notte, conosce ogni tempesta e ogni bellezza, ha visto uomini e donne lasciare l'Europa per raggiungere l'America nel primo Novecento. Oggi è lui a portare verso il sogno italiano ed europeo i nuovi migranti, che riempiono la sua storia di sogni, leggende, incoscienti atti di coraggio. Ma ad allacciare gli uomini alle parole ci sono anche Giona, Kohélet, san Paolo, Sheherazade, e altre voci ancora. E soprattutto c'è il mare, con la sua forza terribile, i riti propiziatori, la generosità inattesa. Un libro di appuntamenti, questo di Erri De Luca: appuntamenti cercati, mancati, trovati. Una prosa scarna ed evocativa che fa di una pièce teatrale un indimenticabile racconto.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2014
eBook ISBN
9788858412633
Print ISBN
9788806218874

Primo tempo

Scena 1

Notte, una piccola nave, una stiva in cui entrano uno alla volta dei passeggeri di fortuna, futuri clandestini d’Europa. Terminato l’imbarco una voce brusca detta i primi ordini.
CAPITANO Malvenuti a bordo. Per la durata della traversata resterete nella stiva. Sarà permessa l’uscita di un uomo alla volta e per un’ora al giorno. Nessuna donna esce. Ci sono satelliti che controllano pure quanti pidocchi abbiamo in testa. Chiaro?
Nessuno risponde.
CAPITANO Bene, ora mi presento, mi chiamo Sindbad, marinaio da che mondo è mondo. Sono il capitano, quello che vi farà sbarcare in bocca all’occidente, alla civiltà. Vedrete che civiltà, che accoglienza. Voi volete andare là e io vi porto, ma su questa barca le leggi le faccio io e chi sgarra finisce buttato a mare. Il mangiare passa una volta al giorno. Se c’è mare mosso non si mangia, cosí non si vomita e non si spreca il cibo. Per lavarsi c’è acqua di mare a volontà, là c’è il secchio, lo calate da quell’apertura sulla fiancata. Da bere un litro al giorno per ognuno. Non c’è il gabinetto, buttate fuori quello che vi esce.
Dopo il discorso, il trambusto di chi occupa il proprio spazio che conserverà per la durata della traversata. Sembrano di molte nazionalità.
MARINAIO Capitano Sindbad, c’è una donna incinta, piena fino alle orecchie. Facile che sgrava a bordo.
CAPITANO Non sono stato io a riempirla. Sgravasse pure, ma dalla stiva non esce.
UN PASSEGGERO Siamo poveri e prigionieri come al nostro paese. E abbiamo anche pagato per questo.
ALTRO PASSEGGERO Io ho pagato per la libertà. Non importa come viaggio, mi possono infilare pure in una cassa da morto, basta che mi fanno sbarcare vivo. Dev’esserci da qualche parte la libertà e se sta dall’altra riva del mare io la trovo.
ALTRO PASSEGGERO Abbiamo patito cosí tanto che qua dentro sarà una villeggiatura.
MARINAIO Zitti, oh!
Le donne si muovono meglio degli uomini che sono spaesati e non sanno dove mettersi. Mentre loro in fretta e semplicemente si spartiscono i posti e li organizzano. Spunta uno spago, stendono un filo, appoggiano sopra una tela per separare. Uno straccio serve a ripulire, la donna incinta viene aiutata dalle altre a sistemarsi dove c’è un po’ d’aria.

Scena 2

CAPITANO (terminando le istruzioni dopo la prima sistemazione) Non voglio buttare nessuno in mare, vi voglio scaricare tutti in terraferma, ma non vi voglio sentire. Niente liti tra di voi, voi siete delle casse, cosí è scritto sul libro di bordo e non è la prima volta che butto una parte del carico a mare. Chi si fa trovare sul ponte senza permesso finisce in acqua.
Dopo un po’ di silenzio un passeggero chiede:
PASSEGGERO Capitano Sindbad!
CAPITANO Che vuoi?
PASSEGGERO Dov’è l’oriente? Chiuso qua sotto non so da che parte voltare la preghiera.
CAPITANO La prua volta a occidente, l’oriente è a poppa dove senti il rumore delle eliche.
PASSEGGERO Grazie capitano Sindbad.
CAPITANO Niente grazie, il viaggio sarà lungo e molti di voi malediranno di essersi imbarcati. Ringraziate il Dio vostro che vi ha consigliato di mettervi in questo buco in mezzo al mare.
Finché non saremo al largo dovete restare zitti.
Quando avremo il mare sotto i piedi allora potete parlare, cantare, raccontarvi le vostre storie.
Breve cesura che fa intendere che sono già per mare, sale il brusio dei racconti, delle preghiere, di uno che a labbra mute accenna un canto mentre ripara qualcosa.

Scena 3

Notte, in cabina di comando vicino alla barra del timone. Il capitano ascolta dal nostromo il conto degli imbarcati. Alla fine il nostromo ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. L'ultimo viaggio di Sindbad
  3. Premessa
  4. Primo tempo
  5. Secondo tempo
  6. Il libro
  7. L’autore
  8. Dello stesso autore
  9. Copyright