Un séparé da Riedhof, di una eleganza confortevole e misurata.
La stufa a gas è accesa. Il marito, la ragazzina. Sul tavolo gli avanzi di un pranzo: meringhe alla panna, frutta, formaggio. Nei bicchieri vino bianco ungherese.
Il marito fuma un avana, appoggiato a un angolo del divano. La ragazzina siede su una poltrona accanto a lui, assaporando con gusto la panna di una meringa.
MARITO Ti piace?
RAGAZZINA (continuando a mangiare) Eccome!
MARITO Ne vuoi ancora?
RAGAZZINA No, ne ho già mangiata troppa.
MARITO Hai finito il vino. (Le versa da bere).
RAGAZZINA No... guardi, tanto non lo bevo.
MARITO Ecco che ricominci a darmi del lei.
RAGAZZINA Davvero?... Sa, è difficile abituarsi...
MARITO Sai.
RAGAZZINA Che cosa?
MARITO «Sai» devi dire, non «sa». – Vieni, siediti accanto a me.
RAGAZZINA Subito... non ho ancora finito. (Il marito si alza, va dietro la poltrona e abbraccia la ragazza voltandole la testa verso di sé). Cosa c’è?
MARITO Voglio un bacio.
RAGAZZINA (gli dà un bacio) Lei è... pardon, sei un tipo intraprendente, tu.
MARITO Te ne accorgi solo adesso?
RAGAZZINA Oh no, me n’ero accorta già prima... per la strada... Lei deve...
MARITO Tu devi...
RAGAZZINA Tu devi avere proprio un bel concetto di me.
MARITO Perché mai?
RAGAZZINA Perché ho accettato subito il suo invito ad accompagnarla in un séparé.
MARITO Be’, «subito» non è proprio esatto.
RAGAZZINA Ma lei sa pregare in modo cosí carino.
MARITO Trovi?
RAGAZZINA E poi, che c’è di male?
MARITO Già, infatti.
RAGAZZINA Andare a spasso, oppure...
MARITO Fa troppo freddo per andare a spasso.
RAGAZZINA Certo, era troppo freddo.
MARITO Qui, invece, fa un bel calduccio, non ti pare? (Si è seduto di nuovo; abbraccia la ragazza e la attira accanto a sé).
RAGAZZINA (debolmente) Ma...
MARITO Adesso dimmi... mi avevi notato già prima, vero?
RAGAZZINA Naturalmente, fin dalla Singerstrasse.
MARITO Non intendevo dire oggi. Anche l’altroieri e il giorno avanti ancora, quando ti ho seguita.
RAGAZZINA Sono molti quelli che mi seguono.
MARITO Me lo immagino. Ma voglio sapere se mi hai notato.
RAGAZZINA Sa... voglio dire... sai cosa mi è successo giorni addietro? Il marito di mia cugina mi ha seguito al buio senza riconoscermi.
MARITO Ti ha rivolto la parola?
RAGAZZINA Ma cosa credi? Che tutti siano intraprendenti come te?
MARITO Però succede.
RAGAZZINA Certo che succede.
MARITO Cosa fai in questi casi?
RAGAZZINA Mah, nulla; non rispondo.
MARITO Hm... a me, però, hai risposto.
RAGAZZINA Forse le è dispiaciuto?
MARITO (baciandola con foga) Le tue labbra sanno di panna.
RAGAZZINA Oh, loro sono sempre dolci!
MARITO Te lo hanno già detto molti?
RAGAZZINA Molti!! Ma che altre idee ti vengono in mente, adesso!
MARITO Sii sincera, almeno una volta! Quanti ti hanno già baciata?
RAGAZZINA Perché me lo chiedi? Non mi crederesti, se te lo dicessi!
MARITO E perché no?
RAGAZZINA Indovinalo!
MARITO Be’, diciamo... ma non ti devi arrabbiare!
RAGAZZINA Perché dovrei arrabbiarmi?
MARITO Dunque, diciamo... venti.
RAGAZZINA (respingendolo) Ma bene... anzi, perché non cento?
MARITO Ho detto a caso.
RAGAZZINA Ti sei sbagliato, però.
MARITO Allora dieci.
RAGAZZINA (offesa) Sicuro! Una che si lascia fermare per la strada e che si fa condurre subito in un séparé!...
MARITO Non fare la bambina. Che si passeggi per la strada o che si stia seduti in una stanza... In fondo, siamo in un ristorante. Il cameriere può entrare da un momento all’altro... non c’è proprio nulla di male...
RAGAZZINA L’ho pensato anch’io.
MARITO Sei stata mai in un séparé?
RAGAZZINA A dir la verità, sí.
MARITO Vedi, mi fa piacere che tu sia almeno sincera.
RAGAZZINA Ma non come tu immagini. Ci sono stata una volta quest’anno, a carnevale, con una mia amica e il suo ...