La sostituzione
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La sostituzione

  1. 96 pagine
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Informazioni su questo libro

Terzo atto di una distillata produzione poetica (tre volumi di versi in 13 anni), la nuova raccolta di Enrico Testa dà spazio a una pluralità di figure e voci: viventi e trapassati che, con diversi accenti, affermano la loro radicale ed eterna separazione, anche se sono vive in tutto il libro una solidarietà e una complicità che legano gli uni agli altri in maniera non meno radicale ed eterna. Fra questi colloqui, a volte veri dialoghi, spicca quello tra un figlio e un padre: "Quante volte sono stato / (per qualche istante) tuo padre! / per tornare, poco dopo, / nuovamente tuo figlio /... / Ora nulla e nessuno / siamo ad entrambi / seppure lambiti dal coraggio / e avvolti nel sospetto del bene; / che fu e che resta, / nell'esaurirsi della conta, /la sfolgorante moneta del passaggio". In questo caso l'angoscia della perdita trova a poco a poco, come in una lenta elaborazione del lutto, la via di un piú mansueto senso di colpa da parte di chi è sopravvissuto, sfociando in quel tono malinconico che peraltro era già tipico di Testa nelle raccolte precedenti, seppure piu lievi e, talvolta, addirittura scherzose. E fra i vivi e i morti, altri. Altri, quasi presenze angeliche, una selva di piccoli animali, un bestiario poetico fatto di talpe, marmotte, topi, serpenti, presenze annunciatrici di eventi, o muti testimoni. Animali umili, come lo stile non da ora scelto da Testa, che richiama, per lingua e sostanza poetica, quello di Caproni e di Sereni.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2015
Print ISBN
9788806153250
eBook ISBN
9788858421468

La sostituzione

la calura, le nuvole ammassa
su queste cime di scogli e pinastri
e acre, come di febbre, un tremore
(brivido a luglio) preme e agghiaccia
in folate di lontani piovaschi
laggiú, dietro il vallone
tra afflizione e fragore:
ha i tempi dispari del vuoto
nel rio la minaccia di serpe a topo
al gonfiore delle tue braccia
o – se voi lo preferite –
al livido e gelido
arcobaleno della nostra fine
so che devo rispondere
non sapendo cosa rispondere:
ho soltanto una misera piccola storia,
la balbettante (nel buio fluorescente)
preghiera della tua gloria
«guarda come passa fiero
per i viali del San Martino!
inerme come ogni mattina
ma con forza ancora
e baldanzoso quasi
nella sua rovina!»
non ne ha nemmeno mai visto
i volti cosí da vicino
ben rasati e netti nel bianco
di questi prati glaciali
– le grinfie già pronte allo slancio
per sfilacciare
le frange e i nodi amari
tessuti nella veglia domenicale.
Credono qui che ragione e errore
facciano conto pari.
Chiudo gli occhi:
ti prendo sulle spalle
e siamo nella valle
spopolata del tramonto
di fronte ai monti chiari
e ai campi di giacinti
e verranno le piogge solenni
di novembre e le visite noiose
(querule o silenziose)
e le insolenti mie preghiere
recitate a mezza voce
per i viali e sulle crose
avrei dovuto invece portarlo
alla piana dei giosperi
tenuta dai tuoi avi,
mostrargli come il frutto
che sparge a terra il suo colore
non abbia piú ricordo
della guerra degli insetti
intorno al fiore
e che, quando va in frantumi,
la porcellana vibra ancora
del gesto che la fece
e niente resta invece
dell’antica forma e della sua durezza;
e oppormi all’agrezza degli amici
e provare, nel buio, a far felici
loro e tutti noi per te!
«sin qui sei stato
attento ad ogni cosa
e indulgente – certo –
anche piú del dovuto.
Ma di fronte a questo mare
che ora si spalanca
lévati di torno
lasciami! ti prego.
Non vedi come si sgrana
sul filo delle labbra
il requiem aeternam
che recito per me
nella mia mente?
Sulla riga frusciante del niente
si sente ora solo il tuo saluto»
ed io la guardai e il suo viso
sul mio non si fermava piú:
a poco a poco e poi all’improvviso
si slanciava – dio mio! – indietro e lontano
insieme, nel vano
corridoio della notte:
nel ristagno del pianto.
Sul rovescio una luce
meridiana – uno schianto –
e nel parco, arido e bianco,
frotte di bambini in corsa
«per distrarsi gli basta una coppia di rondoni
in volo verticale sui cipressi
o lo zampettío del merlo lungo il muro
di questo fortino d’ombre
che scoscende oscuro
nell’azzurro sino al mare.
E anche il pregare
spesso gli resta a metà
come se il fiato fosse
solo fuga o urgenza...
Ma qui dove il senza
s’è tramutato in tutto,
al ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. La sostituzione
  3. Quattro battute
  4. Fuga
  5. La sostituzione
  6. Anatole
  7. L’eden
  8. Nota
  9. Il libro
  10. L’autore
  11. Dello stesso autore
  12. Copyright