L'anitra selvatica
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L'anitra selvatica

  1. 116 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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L'anitra selvatica

Informazioni su questo libro

Scritta nel 1884, L'anitra selvatica rappresenta forse la più complessa e originale tra le opere di Ibsen. Tra i temi di questo dramma in cinque atti spiccano i falsi miraggi senza i quali l'uomo comune è incapace di resistere alla pressione dell'ambiente e dei condizionamenti sociali.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2016
Print ISBN
9788806068417
eBook ISBN
9788858423059

ATTO TERZO

Lo studio di Hjalmar Ekdal. È mattino. La luce del giorno penetra dai grandi lucernari, le tende sono scostate.
Hjalmar siede al tavolo, occupato a ritoccare una fotografia. Davanti a lui molti vecchi ritratti. Dopo un istante entra Gina dal pianerottolo in cappello e soprabito, con un paniere coperto infilato al braccio.
HJALMAR Già tornata, Gina?
GINA Eh, bisogna bene spicciarsi. (Posa il paniere su una sedia e si toglie cappello e soprabito).
HJALMAR Sei stata di là, da Gregers?
GINA Oh sí, ci son stata. Un bel lavoro ha fatto. Appena arrivato ha già combinato una sfilza di guai.
HJALMAR Che cosa?
GINA Voleva far tutto da sé, ha detto. E allora s’è messo anche ad accendere la stufa, ma ha chiuso il tiraggio, sicché tutta la stanza si è riempita di fumo. Uh, c’era un puzzo che…
HJALMAR Ma no!
GINA Anzi, adesso viene il piú bello. Perché, dopo, ha voluto spegnere il fuoco e allora ha versato nella stufa tutta l’acqua da lavarsi; cosí adesso si sguazza nella fanghiglia.
HJALMAR Un bel disastro.
GINA Ho mandato la portinaia a far pulizia da quel porcellone; ma per oggi in camera non si può stare.
HJALMAR E lui che cosa fa, intanto?
GINA Ha detto che usciva.
HJALMAR Io ero andato un momento da lui… mentre tu eri fuori.
GINA Sí, lo so. Lo hai anche invitato a colazione.
HJALMAR Oh, appena uno spuntino, sai. È il primo giorno… non si poteva farne a meno. Tu hai sempre qualche provvista in casa.
GINA Cercherò di rimediar qualcosa.
HJALMAR Ma che non sia troppo scarso perché credo che verranno su anche Relling e Molvik. Relling l’ho incontrato poco fa per la scala, e ho dovuto…
GINA Come? vengono anche quei due?
HJALMAR Dio mio… due persone di piú o di meno fanno poca differenza.
Il vecchio Ekdal apre la sua porta e mette dentro il capo.
EKDAL Senti un po’, Hjalmar… (Vede Gina) Ah!
GINA Vuole qualcosa, nonno?
EKDAL No, no; fa lo stesso. Ehm! (Ritorna in camera sua).
GINA (prendendo il paniere) Bada tu che non esca.
HJALMAR Sí, sí, ci penso io. Senti, Gina, un po’ di insalata di aringhe andrebbe molto bene; perché Relling e Molvik han di nuovo fatto baldoria stanotte.
GINA Purché non mi vengano troppo presto tra i piedi…
HJALMAR No, no. Puoi fare con comodo.
GINA Va bene; e tu intanto potresti lavorare ancora un po’.
HJALMAR Se son qui che lavoro! Lavoro a piú non posso.
GINA Dicevo, perché cosí dopo sei libero. (Prende il paniere e va in cucina).
Hjalmar torna al lavoro ma è pigro e svogliato.
EKDAL (socchiude la porta, getta un’occhiata nello studio e dice a bassa voce) Hai da fare, di’?
HJALMAR Eh già, son qui a dannarmi su queste fotografie…
EKDAL Sí, sí, per carità, se hai tanto da fare, allora… Ehm! (Ritorna in camera lasciando l’uscio aperto).
HJALMAR (lavora per un momento in silenzio; poi depone il pennello e s’avvicina alla porta) E tu, babbo, hai da fare?
EKDAL (brontola di dentro) Se tu hai da fare ho da fare anch’io. Ehm!
HJALMAR Va bene, va bene. (Ritorna al lavoro).
EKDAL (poco dopo, ricomparendo sull’uscio) Ehm! Sai, Hjalmar, non ho poi una cosí gran premura.
HJALMAR Credevo che stessi copiando.
EKDAL Al diavolo, Graaberg può ben aspettare un giorno o due. Suppongo che il mondo andrà avanti lo stesso.
HJALMAR Ma sí, e dopo tutto non sei mica uno schiavo.
EKDAL E poi ci sono quelle faccende, là dentro…
HJALMAR Giusto. Vuoi entrare? Debbo aprirti?
EKDAL Eh, magari.
HJALMAR (alzandosi) Cosí sarebbe una cosa fatta.
EKDAL Appunto. Per domattina dev’essere tutto pronto. È ben domani, no?
HJALMAR Sí, è domani. (Hjalmar e Ekdal fanno scorrere un battente ciascuno. Il sole entra dagli abbaini; alcuni piccioni svolazzano qua e là, altri tubano appollaiati sulle travi; in fondo al solaio, di quando in quando, schiamazzano i polli) Ecco, ora puoi entrare, babbo.
EKDAL (entrando) E tu non vieni?
HJALMAR Mah, veramente… credo che… (Vede Gina sulla porta della cucina) Io? No, non ho tempo; debbo lavorare. Ma però il meccanismo… (Tira una corda. Nel solaio cala una tenda, la cui parte inferiore è fatta con una striscia di stoffa da vela, la superiore con un pezzo di rete da pescatori. In tal modo il pavimento del solaio non è piú visibile. Hjalmar ritorna alla tavola) Ecco fatto; ora potrò lavorare un momento in pace.
GINA È andato di nuovo a pasticciare là dentro?
HJALMAR Preferisci che corra giú dalla signora Eriksen? (Siede) Ti occorre qualcosa? Dicevi che…
GINA Volevo soltanto chiederti se dobbiamo apparecchiare qui per la colazione.
HJALMAR Sí… non verrà mica nessuno cosí presto?
GINA No, aspetto soltanto i due innamorati che vogliono farsi fotografare insieme.
HJALMAR Accidenti, potevano ben venire un altro giorno.
GINA Ma no, caro Ekdal, ho detto loro di venire dopopranzo, quando tu fai la siesta.
HJALMAR Ah, benissimo. Allora possiamo mangiare qui.
GINA Sí, ma è troppo presto per apparecchiare. Puoi servirti del tavolo per un bel poco ancora.
HJALMAR Vedi bene che me ne servo a piú non posso.
GINA Cosí togli di...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. L'anitra selvatica
  3. Personaggi
  4. Atto primo
  5. Atto secondo
  6. Atto terzo
  7. Atto quarto
  8. Atto quinto
  9. Il libro
  10. L’autore
  11. Dello stesso autore
  12. Copyright