
- 264 pagine
- Italian
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Informazioni su questo libro
Per la prima volta riuniti in un unico volume, i tre poemetti autobiografici di Ottieri mostrano la continuità che li lega e appaiono ancora piú potenti. Sono tre monologhi torrenziali, un'unica confessione estrosa e tragicomica in bilico tra la sanità e la malattia, il privato e il politico, la follia e il desiderio sfrenato. L'ironia è la chiave di questa partitura in tre movimenti. L'autoironia e l'autodenigrazione sembrano uno sberleffo sull'orlo del baratro, uno sberleffo che, attraverso il caso individuale, colpisce il mondo intero. La malinconia e la disperazione sono come nascoste dalla maschera teatrale, dai giochi di parole, dalle rime impreviste, ma costituiscono la struttura profonda dei poemetti, il luogo dove immancabilmente vanno a finire le ossessioni dell'autore e il mondo esterno, risucchiato anch'esso in una spirale senza fine.
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Informazioni
Il palazzo e il pazzo
Nel mio palazzo non c’è cazzodi palafreniere, cameriere, portiere.Io, in quanto pazzo, mi ci aggiro in mutande.La dolce pseudo-custode di Tarantoessendo neo-catecumena,è sempre in chiesa.La catechesi è uno dei poteri occultidenunciati dal Papa?Noi toscani nasciamoeretici.Il paese è fortemente politicizzato.Vi regnano il Fascio e la Catechesi,e l’Imbarazzo dell’area marxiana.Una mattina suonava la campanellae andai personalmente ad aprire.«Sono Betti Etrusco, il muratoreche compra metà del suo terrenodi 17.222 mq».«E l’altra metà?» allarmato dissi.«Turrini Wolfango.Sono venuto per chiederledi stipulare il contrattoentro venerdí sera.Sabato all’albaparto per la montagna».«Certo!In punta di piedi m’infuturo.Scusi la mia tenuta. È la mia tenutadi poeta. Lei capisceche solo un poetapuò stare a mezzogiorno in mutande».«Lei è forseun poeta maledetto?Allora può capirela mia tenuta da muratore». «Io non sonoun poeta maledetto.La mia vita è maledetta,ma la scrittura è tardo-borghese.È cosí difficile essere coerentiche rimane poco tempoper essere felici».«Il notaio è a Chianciano.La porto io.Wolfango, con la madre, ci segue».«Ma chi è questo Wolfango?».«È sposato a una tedesca.Compra Mercedes a Coloniae qui le vende.Ha comprato esattamente8600 mq».«Mi scusi. Il mio Amministratoreha l’ernia del disco.Mia moglie, pur tra le difficoltà amata, è a Milano.Sono loro che affrontanoi miei problemi amministrativi.Ci sono narratori che si fanno vividirettamente col fisco, non io.Mi sono arreso,impegnato nell’assalto alla torturadelle letterarie mura.Ma dove cazzoè questo terreno?»«Nel vecchio spaziodel Tiro al piccione».«Come, qui a Belverdec’è il Tiro al piccione?»«C’era, conte».«E ora?»«C’è, c’erail suo terreno».«Ho demandato tuttoall’Amministratoree a mia moglie. Dicono che ciòmi fa comodo. No! Non mi fa comodo!È necessità, non scelta.Dove cazzo erail tiro al piccione?»«Sotto a Vallelunga,a sinistra dei Pozzarelli,a destra del Toppo».«Capisco. Il mio Amministratoremi ha tenuto informatovia via di questo business.Quindi si è ammalato.Il contrattoavrebbe dovuto farlo lui».«La firma deve essere la Sua.A meno che non faccia la procura.Vuol far la procura?»«No, signor Etrusco, per niente.Il contratto lo faccio io».«Lei vuole ...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Poemetti
- Prefazione di Valerio Magrelli
- POEMETTI
- Vi amo
- L’infermiera di Pisa
- Il palazzo e il pazzo
- Il libro
- L’autore
- Dello stesso autore
- Copyright