Non è facile, nell'esiguo spazio di una pagina, scrivere di un capolavoro immortale della storia della musica, coglierne l'essenza in pochi tratti con impareggiabile stile e chiarezza, indurci ad ascoltarlo subito (o a riascoltarlo piú consapevolmente, se già lo conoscevamo) e consigliarci un'autorevole esecuzione su compact disc. Giorgio Pestelli ci riesce sapientemente in questo libro che raccoglie oltre duecento «profili» di classici imprescindibili della musica occidentale, pensati per un «ipotetico lettore digiuno di musica classica cui fornire una traccia per formarsi una discoteca essenziale».
Un percorso stimolante e ricco di sorprese che non mancherà di affascinare anche il musicofilo piú esigente. Questa edizione è arricchita da trentacinque nuove schede.

- 240 pagine
- Italian
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MusicaPëtr Ilič Čajkovskij
Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra
Musiche che si credono troppo ascoltate molte volte sono soltanto ascoltate malamente, sotto la pressione di pregiudizi e luoghi comuni; un caso tipico è il Primo concerto per pianoforte e orchestra di Čajkovskij, vulcanica meraviglia che nessun «consumo» moderno è ancora riuscito a rendere inoffensivo; sospenderlo ogni tanto dalla circolazione serve soltanto a farlo brillare di maggiore incandescenza alla prima riapparizione. Limitiamoci a guardare dove il pezzo sembra piú riposarsi, l’Andantino semplice: incomincia con la minuziosa delicatezza di un pizzicato di archi, sul quale si posa il soffio (letteralmente, è un flauto) di un tema incantevole, subito ripreso dal pianoforte, tema che sembra fiorire come un nuovo bocciolo dallo stesso ramo della Berceuse di Chopin; tutto il brano poi guarda alla Romanza del Concerto K. 466 di Mozart, due episodi «lirici» che racchiudono all’interno un brano mosso, eccitato: che in terra russa diventa un pullulare di fuochi fatui e folletti di stampo gogoliano, anche per la presenza di un tema tratto da Vakula il fabbro, l’opera di Čajkovskij ricavata da una delle Veglie alla fattoria di Dikanka. Il nostro Andantino si innesta dunque su modelli precedenti, assorbendoli in assoluta naturalezza; e tuttavia per il fatto che questi precedenti si sentono e per il fatto di essere ricavati dal passato, pezzi di memoria, ramoscelli d’oro, ne deriva alla «semplicità» del brano il tono unico, immortale, della sua malinconia; non c’è ripetizione che possa seccarne il profumo: lo sanno i pianisti, che ogni volta attaccano quella frase con nuove attenzioni; un Arthur Rubinstein pluriottantenne riuscí a riscoprirlo con l’emozione della prima volta (la Rai ha la registrazione); ma non da meno è Vladimir Horowitz nell’esecuzione classicissima, con Toscanini alla Carnegie Hall nel 1943: difficile trovare di meglio per la torrenziale inventiva, la varietà, il fuoco che divampa da capo a fondo.
P. I. ČAJKOVSKIJ, Concerto n. 1 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra op. 23, Nbc Symphony Orchestra, direttore Arturo Toscanini, pianista Vladimir Horowitz, cd Bmg Classics Gd 87992.
Giovanni Pierluigi da Palestrina
Messe
Non c’è storia della musica che non gratifichi Giovanni Pierluigi da Palestrina dell’appellativo di «principe della musica» già attribuitogli dai suoi contemporanei; ma oggi questo principato, è il caso di dirlo, rimane solo sulla carta. A parte l’indifferenza della Chiesa cattolica, che ha lasciato andare in dimenticanza quel patrimonio musicale che era specialmente suo, quante pagine di Palestrina si ascoltano in un anno nei concerti di città come Roma o Milano? Forse una manciata di minuti, meno in ogni caso di quanto si potrebbe ascoltare a Regensburg o a Cambridge. Ma le ragioni di tale penuria dipendono prima di tutto dal fatto che Palestrina è difficile; per cominciare a capirlo la cosa migliore sarebbe entrare in un coro, anche amatoriale, e provare a cantarlo: solo cosí si fa esperienza dei due elementi contrari che lo costituiscono, la libera fluenza del canto gregoriano e la metrica rigorosa dell’edificio polifonico. Eppure, difficoltà o no, una discoteca che si rispetti non potrà rinunciare alla presenza del «principe della musica». E allora è consigliabile cercare qualche disco che offra le Messe di Palestrina precedute dall’Antifona e dal Mottetto in cui viene impiegato lo stesso tema basilare della Messa: come il cd Decca dove il coro del St John’s College di Cambridge, diretto egregiamente da George Guest, presenta Assumpta est Maria e Veni Sponsa Christi: anche un orecchio non allenato noterà almeno le quattro o cinque note iniziali dell’Antifona e le riconoscerà, trasformate in pilastri di archi polifonici, nel Mottetto e nella Messa; certo, dopo i primi minuti le linee si complicano, specie nel Gloria e nel Credo, ma anche qui con un po’ di allenamento ogni tanto è possibile sentire quelle note riaffiorare e galleggiare tra i flutti. Riconoscere non vuol dire capire, ma è un primo passo necessario; e poi parliamo di dischi, di riproduzioni, in un’arte che dovrebbe respirare con la vastità delle basiliche in cui è nata.
PALESTRINA, Messe, coro del St John’s College di Cambridge, direttore George Guest, cd Decca 433 678.
Igor Stravinskij
Petruška
Attorno alla culla di Petruška (Parigi: Théâtre du Châtelet, 13 giugno 1911) si era chinato uno stuolo di teste coronate dell’arte e della scena: oltre, naturalmente, a Stravinskij e Diaghilev c’erano il direttore d’orchestra Pierre Monteux, il coreografo Fokine, lo scenografo Alexander Benois e due primi ballerini come Tamara Karšavina e Vaslav Nijinskij: un cast principesco, in tutto degno di una partitura destinata a segnare una data nella storia della musica. Con Petruška, si era subito detto e poi a lungo ripetuto, il romanticismo era stato liquidato per sempre, era finito l’Ottocento; la «profondità» germanica, non meno dell’estenuata eleganza dell’impressionismo, erano state soppiantate dal grandinare di note della «Danza russa», dagli sberleffi del burattino e dal ritmo travolgente della «Danza dei cocchieri». Buona parte della sensazione provocata a Parigi da quelle famose «scene burlesche» era dovuta alla scarsa conoscenza che allora si aveva della musica russa precedente: laddove nelle frequenti apparizioni di skamaroki (saltimbanchi) da Glinka a Rimskij-Korsakov, nei rutilanti gopàk ucraini di Čajkovskij molto di quel sommovimento aveva già fatto sentire il suo passo; inoltre Petruška è tutto intessuto di canti popolari e di travestimenti da inni liturgici dove il legame con la terra madre era non meno presente dell’aspetto innovativo. Con tutto ciò, in una Europa immersa in Wagner, Strauss e Debussy, l’urto con quella musica era stato frontale e chiarissima la parola d’ordine contenutavi: ritmi oggettivi, timbri puri, nettati dai cascami dello psicologismo tardoromantico. Questa scoperta è ancora viva sopra tutto nell’edizione diretta da Pierre Boulez alla testa della New York Philharmonic nel maggio 1971; ma resto in attesa di una nuova incisione di qualche direttore russo attuale, ad esempio Yuri Temirkanov, che di quella pagina immortale perpetui l’altra faccia, quella affettuosamente legata a una tradizione russa che la Parigi del 1911 non conosceva ancora.
I. STRAVINSKIJ, Petruška, New York Philarmonic Orchestra, direttore Pierre Boulez, cd Sony Smk 64 109.
Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte op. 57 «Appassionata»
Sembra che un pomeriggio del 1804 Beethoven sia rientrato dalla solita passeggiata nei pressi di Döbling canticchiando o borbottando qualcosa d’indefinibile, una sorta di bolli bolli continuo e sommesso; un allievo che l’aspettava per la lezione racconta che senza nemmeno togliersi il cappello il maestro era andato dritto al pianoforte e per quasi un’ora aveva continuato a cercare sui tasti l’idea di quel mormorio inarticolato (era il finale della Sonata op. 57 «Appassionata» che stava fermentando); alla fine Beethoven si alza e scoprendo l’allievo seduto in un angolo lo congeda dicendogli: «Oggi non c’è lezione, ho ancora molto da lavorare». In quel borbottare indecifrabile, dove non contano piú le singole note e dove non c’è disegno, ma conta l’effetto d’insieme, il tono e il colore, si può dire che tramonti l’idea classica della musica come «cosa bella» e sia incominciata la musica romantica e moderna: intesa come qualcosa che ti viene contro senza un tema ben raffigurato, che significa senza essere cantabile, solubile in canto, ma solo depositata e ingranata nel suono artificiale dello strumento. La passione è materia comune in Beethoven; ma l’«Appassionata» (chiamata cosí, a ragione, dall’editore Cranz nel 1838) è il testo capitale di quella visione del mondo: una passione domata e messa in forma dal vero lavoro che Beethoven compiva poi al tavolino. Tutti i grandi pianisti, è chiaro, l’hanno celebrata con successo; ma nessuno, a mio modo di sentire, con l’impeto e la verità di Rudolf Serkin, un musicista che da una giovinezza tutto fuoco era stato disciplinato a una sorta di classico umanesimo da Adolf Busch: una magnifica esecuzione dal vivo, a Lugano nel 1957, è consegnata in un cd Ermitage (assieme a pagine di Bach, Schubert, Brahms e Mendelssohn): e proprio quel finale, con il grandinare di note che sembrano gocce di fuoco, fa rivivere l’energia nascosta e l’emozione che deve aver provato Beethoven in quella passeggiata memoranda.
L. VAN BEETHOVEN, Sonata per pianoforte in fa minore op. 57 «Appassionata», pianista Rudolf Serkin, cd Ermitage 110-2.
Georg Friedrich Haendel
Water Music
Se c’è una musica che bisogna ascoltare tutte le mattine prima d’incominciare le solite occupazioni, nulla di piú tonico e corroborante si può trovare della Water Music (Musica sull’acqua) di Haendel; come le pratiche igieniche, il rassettarsi e vestire con appropriatezza, questa musica potrà mettere in forma lo spirito per buona parte della giornata. C’è persino il pericolo che quella grandiosità di respiro, quel fraseggiare sempre maestoso, quella misura sempre aulica inducano, in chi ascolta e se ne compenetri, una certa qual grandigia e altezzosità di gesti e atteggiamenti: c’è il rischio di non rispondere al saluto del vicino sul pianerottolo, peggio, di respingere schifati e annoiati la piú urbana riprensione di un superiore: tanto è maiuscola quella musica, tanto nutrita da maniere graziose e regali! un «lever du roi» in piena regola, che oggi il democratico disco ha messo alla quotidiana portata degli abitanti di un condominio. Celebre l’origine della composizione: a Londra nel luglio 1717 il re Giorgio I aveva raggiunto Saint James Palace scendendo lungo il Tamigi su una imbarcazione dietro la quale manovrava una chiatta con sopra 50 musicisti che suonavano la suite composta da Haendel per l’occasione (ma le suites sono tre e le occasioni furono probabilmente piú di una). Haendel aveva assorbito in Italia la grande maniera di Corelli; ma in lui quella lingua di marmo si ossigena e si scioglie, lievitando nel vitalismo di timbri puri: l’oro zecchino di trombe e corni, la malinconia dell’oboe, il comico caracollare del fagotto, la fantasia di combinazioni e impasti che resteranno classici (il terzetto di legni che chiude la prima suite è già il Čajkovskij del Lago dei cigni). Anche la corrente scelta antologica è sufficiente a dare l’idea del pezzo; ma una superba realizzazione delle tre suites al completo è diretta da Pierre Boulez in un cd della Ades: e l’Orchestra Filarmonica dell’Aia suona con la perfezione e lo splendore che competono al famoso capolavoro.
G. F. HAENDEL, Water Music, Orchestra Filarmonica dell’Aia, direttore Pierre Boulez, cd Ades 13.234-2.
Georges Bizet
Carmen
La Carmen resta uno dei casi piú straordinari di tutta la storia del teatro musicale: con audacia temeraria Bizet aveva portato una storia d’amore di Mérimée (ambientata fra zingari, contrabbandieri, sigaraie che fumano in scena; e finita a coltellate) all’Opéra-Comique di Parigi, teatro sacro alla piú edificante e pacifica tradizione borghese; e come prevedibile, la prima, il 3 marzo 1875, si risolse in un fiero disastro. Ma l’opera rinasce due anni dopo a Vienna: Brahms la vide venti volte, il cancelliere Bismarck ventisette, Čajkovskij ne fu entusiasta, idem Saint-Saëns; Wagner, mai tenero verso i colleghi, esclamò: «Grazie a Dio, qui c’è finalmente qualcuno con idee in testa», e poi, piú di tutti, c’è l’ammirazione di Nietzsche, che ci fondò sopra il suo mito mediterraneo; e davvero sembra incredibile che quella conturbante creazione abbia messo d’accordo un drappello cosí eterogeneo. Proprio per questo una esecuzione definitiva, modello alle genti, non esiste; come il Don Giovanni di Mozart, Carmen è un mito che ciascuno porta in sé e solo in parte trova soddisfazione in realizzazioni concrete. Tuttavia una registrazione da ricordare è quella della Rca Victor diretta da Karajan all’Opera di Vienna: la protagonista è una superba Leontyne Price, che riesce a essere sfrontata e tragica senza nascondere il tratto giovane e acerbo essenziale al personaggio; alla sua fiamma si consumano Franco Corelli, Robert Merrill e Mirella Freni (che di Micaela sembrò essere l’incarnazione assoluta); Karajan, assolto qui dalla sua brutta regia perché nel disco il reato non sussiste, dirige senza mai cedere al verismo, con una leggerezza di tocco quasi da Mendelssohn (il terzetto nella scena delle carte ricorda le fate del Sogno d’una notte d’estate); la tragedia scatta inattesa, l’odio-amore che lega i due protagonisti diventa un destino inconsapevole; simbolizzato, fin dal preludio, da quel tema di cinque note che Nietzsche ha definito, da par suo, «un epigramma sulla passione».
G. BIZET, Carmen, Wiener Philarmoniker e Wiener Staatsopernchor, direttore Herbert von Karajan, 2 cd Rca Victor Gd 86199.
Johannes Brahms
Sinfonia n. 1
Quando Brahms fece conoscere la sua Prima sinfonia (1876), Hans von Bülow proclamò che il mondo musicale aveva finalmente una «Decima sinfonia»: l’allusione era alla Nona di Beethoven e Bülow aveva voluto dire che con la Prima di Brahms la storia della sinfonia riprendeva il suo corso alle stesse quote di quel modello, ma senza imitazioni accademiche come subito male intesero i nemici di Brahms (ne aveva anche lui). Dopo la Nona, infatti, a parte la grande Sinfonia in do maggiore di Schubert che la segue di pochi anni, la sinfonia scantona dal confronto frontale con Beethoven; ci voleva Brahms per riprendere (in realtà dopo lunghe esitazioni) il filo del discorso, con questa che è forse la piú grande, certo la piú coraggiosa, delle sue sinfonie; la componente retorica che alcuni raffinati ritengono di riconoscervi è soltanto l’ampiezza di visuale, il punto d’osservazione altissimo in cui Brahms si colloca: guardando a Bach, Schütz, Mozart, Beethoven e Schubert, ricapitolando insomma tutta la storia della musica. Le esecuzioni eccellenti sono molte: ma quella canonica da cui partire l’ha diretta Furtwaengler nel 1947 con la Filarmonica di Vienna: dove è pur...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Gli immortali
- Prefazione di Giorgio Pestelli
- Gli immortali
- Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 9
- Gioachino Rossini - Il barbiere di Siviglia
- Fryderyk Chopin - Andante spianato e grande polacca brillante
- Franz Joseph Haydn - La creazione
- Béla Bartók - Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra
- Claudio Monteverdi - Vespro della Beata Vergine
- Johann Sebastian Bach - Concerti per uno e due violini
- Franz Schubert - Quintetto per archi D. 956
- Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 5
- Wolfgang Amadeus Mozart - Le nozze di Figaro
- Modest Musorgskij - Quadri di un’esposizione
- Wolfgang Amadeus Mozart - Sinfonia n. 41 K. 551 «Jupiter»
- Maurice Ravel - Trio
- Giuseppe Verdi - Macbeth
- Pëtr Ilič Čajkovskij - Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra
- Giovanni Pierluigi da Palestrina - Messe
- Igor Stravinskij - Petruška
- Ludwig van Beethoven - Sonata per pianoforte op. 57 «Appassionata»
- Georg Friedrich Haendel - Water Music
- Georges Bizet - Carmen
- Johannes Brahms - Sinfonia n. 1
- Johann Sebastian Bach - Passione secondo Giovanni
- Johann Sebastian Bach - Cantata Christ lag in Todesbanden
- Wolfgang Amadeus Mozart - Trio «dei birilli» K. 498
- Giuseppe Verdi - La traviata
- Maurice Ravel - Le Tombeau de Couperin
- Franz Schubert - Lieder
- Josquin Desprez - Chansons
- Robert Schumann - Humoreske
- Johannes Brahms - Rapsodia per contralto
- Franz Joseph Haydn - Sinfonia n. 88
- Antonio Vivaldi - Concerti «delle stagioni»
- Claude Debussy - Preludi
- Domenico Scarlatti - Sonate
- Richard Wagner - L’olandese volante
- Georg Friedrich Haendel - Acis and Galatea
- Felix Mendelssohn-Bartholdy - Ouverture Le Ebridi o La grotta di Fingal
- Ludwig van Beethoven - Trio op. 97 «L’Arciduca»
- Fryderyk Chopin - Preludi
- Hector Berlioz - Les Nuits d’été
- Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 3 «Eroica»
- Johann Sebastian Bach - Mottetto Jesu, meine Freude
- Wolfgang Amadeus Mozart - Concerto per pianoforte e orchestra K. 271
- Modest Musorgskij - Boris Godunov
- Franz Schubert - Sinfonia n. 8 «Incompiuta»
- Felix Mendelssohn-Bartholdy - Trio op. 49
- Heinrich Schütz - Salmi di Davide
- Igor Stravinskij - Le Sacre du Printemps
- Robert Schumann - Studi sinfonici
- Darius Milhaud - Scaramouche
- Johannes Brahms - Sinfonia n. 2
- Benjamin Britten - War Requiem
- Ludwig van Beethoven - Sonate per violoncello e pianoforte
- Wolfgang Amadeus Mozart - Quartetti dedicati a Haydn
- Richard Strauss - Il cavaliere della rosa
- Claude Debussy - Prélude à l’après-midi d’un faune
- Robert Schumann - Lieder op. 35 e op. 39
- Henry Purcell - Dido and Aeneas
- Ludwig van Beethoven - Variazioni Diabelli
- Richard Wagner - Ouvertures
- Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 2
- Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 6 «Pastorale»
- Georg Friedrich Haendel - Ode per il compleanno della regina Anna
- Wolfgang Amadeus Mozart - Don Giovanni
- Felix Mendelssohn-Bartholdy - Concerto per violino e orchestra
- Claudio Monteverdi - Quarto Libro dei Madrigali
- Antonio Vivaldi - L’estro armonico
- Fryderyk Chopin - Studi
- Johann Sebastian Bach - Il clavicembalo ben temperato, libro primo
- Richard Strauss - Don Quixote
- Wolfgang Amadeus Mozart - Sinfonia n. 40 K. 550
- Robert Schumann - Il Paradiso e la Peri
- Franz Joseph Haydn - Quartetti op. 76
- Giuseppe Verdi - Un ballo in maschera
- Béla Bartók - Concerto per orchestra
- Fryderyk Chopin - Berceuse
- Heinrich Schütz - «Piccoli concerti sacri»
- Johannes Brahms - Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra
- Ludwig van Beethoven - Sonata per pianoforte op. 111
- Carl Maria von Weber - Ouvertures
- Franz Joseph Haydn - Sinfonie «londinesi»
- Johann Sebastian Bach - Cantata Wie schön leuchtet der Morgenstern
- Ludwig van Beethoven - Sonate per violino e pianoforte
- Franz Schubert - Winterreise
- Gustav Mahler - Das Lied von der Erde
- Wolfgang Amadeus Mozart - Concerto per clarinetto e orchestra K. 622
- Luca Marenzio - Madrigali
- Richard Wagner - La valchiria
- Franz Schubert - Ottetto D. 803
- Fryderyk Chopin - Notturni
- Franz Schubert - Sinfonia n. 9 «la Grande»
- Georg Friedrich Haendel - Israele in Egitto
- Wolfgang Amadeus Mozart - Divertimento K. 251
- Pëtr Ilič Čajkovskij - Evgenij Onegin
- Arnold Schoenberg - Variazioni per orchestra op. 31
- Ludwig van Beethoven - Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra
- Gioachino Rossini - Cenerentola
- Antonio Vivaldi - Concerti vari
- Franz Liszt - Consolations
- Richard Wagner - I maestri cantori di Norimberga
- Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 4
- Johann Sebastian Bach - Cantata Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit
- Franz Schubert - Trio op. 100
- Giuseppe Verdi - Il Trovatore
- Wolfgang Amadeus Mozart - Concerto per pianoforte e orchestra K. 482
- Henry Purcell - Ode a Santa Cecilia
- Johann Sebastian Bach - Variazioni Goldberg
- Fryderyk Chopin - Sonata per pianoforte op. 35
- Richard Strauss - Arianna a Nasso
- Leóš Janáček - Quartetti per archi
- Johannes Brahms - Sinfonia n. 3
- Felix Mendelssohn-Bartholdy - Elijah
- Ludwig van Beethoven - Quartetti per archi op. 59
- Wolfgang Amadeus Mozart - Il flauto magico
- Igor Stravinskij - Le baiser de la fée
- John Dowland - Songs
- Antonio Vivaldi - Concerti per molti strumenti
- Franz Schubert - Sonata per pianoforte D. 960
- Giuseppe Verdi - Rigoletto
- Franz Liszt - Totentanz
- Wolfgang Amadeus Mozart - Sinfonia concertante K. 364
- Robert Schumann - Scene dal Faust di Goethe
- Ludwig van Beethoven - Quartetto per archi op. 74
- Richard Wagner - L’oro del Reno
- Arnold Schoenberg - Pierrot lunaire
- Johannes Brahms - Quintetto op. 115
- Claudio Monteverdi - Il combattimento di Tancredi e Clorinda
- Robert Schumann - Carnaval
- Fryderyk Chopin - Fantasia op. 49
- Wolfgang Amadeus Mozart - Divertimento K. 563
- Pëtr Ilič Čajkovskij - Sinfonia n. 4
- Johannes Brahms - Ouvertures
- Franz Joseph Haydn - Le stagioni
- Wolfgang Amadeus Mozart - Cosí fan tutte
- Igor Stravinskij - L’histoire du soldat
- Robert Schumann - Quintetto con pianoforte op. 44
- Ludwig van Beethoven - Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra
- Gaetano Donizetti - Lucia di Lammermoor
- Johann Sebastian Bach - «Concerti brandeburghesi»
- Franz Schubert - Opere per pianoforte a 4 mani
- Wolfgang Amadeus Mozart - Sinfonia n. 39 K. 543
- Johann Sebastian Bach - Passione secondo Matteo
- Johannes Brahms - Requiem tedesco
- Giovanni Battista Pergolesi - Stabat Mater
- Ludwig van Beethoven - Quartetto per archi op. 132
- Carl Maria von Weber - Il franco cacciatore
- Claude Debussy - Quartetto op. 10
- Igor Stravinskij - Les noces
- Franz Schubert - Wanderer-Fantasie
- Vincenzo Bellini - La sonnambula
- Gustav Mahler - Sinfonia n. 4
- Georg Friedrich Haendel - Dixit Dominus
- Wolfgang Amadeus Mozart - Serenate per fiati
- Ludwig van Beethoven - Fidelio
- Georges Bizet - Sinfonia in do maggiore
- Richard Strauss - Don Juan
- Claude Debussy - Nocturnes per orchestra
- Alban Berg - Wozzeck
- Maurice Ravel - Schéhérazade
- Gaetano Donizetti - L’elisir d’amore
- Felix Mendelssohn-Bartholdy - Sinfonia n. 4 «Italiana»
- Aleksandr Borodin - Opere
- Franz Joseph Haydn - Messe
- Hector Berlioz - Harold en Italie
- Johannes Brahms - Concerto per violino e orchestra
- Richard Wagner - Tristano e Isotta
- Manuel de Falla - Retablo de Maese Pedro
- Ludwig van Beethoven - Concerto per violino e orchestra
- Franz Liszt - Sonata in si minore
- Felix Mendelssohn-Bartholdy - Sogno di una notte di mezza estate
- Antonín Dvořák - Sinfonia n. 9 «Dal Nuovo Mondo»
- Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 7
- Wolfgang Amadeus Mozart - Aria «Ch’io mi scordi di te?»
- Antonio Vivaldi - Gloria
- Giuseppe Verdi - Don Carlos
- Sergej Prokof´ev - Concerto per violino e orchestra op. 19
- Jean-Baptiste Lully - Mottetti
- Gustav Mahler - Il corno meraviglioso del fanciullo
- Franz Schubert - Die schöne Müllerin
- Pëtr Ilič Čajkovskij - La donna di picche
- Anton Bruckner - Sinfonia n. 7
- Johann Sebastian Bach - Mottetto Singet dem Herrn ein neues Lied
- Ludwig van Beethoven - Trio op. 70 n. 2
- Franz Schubert - Gesang der Geister über den Wassern
- Claude Debussy - Images per pianoforte
- Alessandro Scarlatti - Cantata Il giardino d’Amore
- Fryderyk Chopin - Polacche
- Christoph Willibald Gluck - Orfeo ed Euridice
- Johannes Brahms - Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra
- Johann Sebastian Bach - Partite per violino solo
- Hector Berlioz - Huit Scènes de Faust
- Johannes Brahms - Sinfonia n. 4
- Dmitrij Šostakovič - Quartetto op. 110
- Georg Friedrich Haendel - Messiah
- Benjamin Britten - Inno a Santa Cecilia
- Wolfgang Amadeus Mozart - Concerto per pianoforte e orchestra K. 453
- Henry Purcell - Songs
- Robert Schumann - Kinderszenen
- Giacomo Puccini - La Bohème
- Johannes Brahms - Sonate per violino e pianoforte
- Pëtr Ilič Čajkovskij - Suites dai balletti
- Gioachino Rossini - Guillaume Tell
- Pëtr Ilič Čajkovskij - Sinfonia n. 5
- Wolfgang Amadeus Mozart - La clemenza di Tito
- Fryderyk Chopin - Ballate, Fantasia op. 49, Barcarola op. 60
- Antonín Dvořák - Trio Dumky
- Paul Hindemith - Sinfonia Mathis der Mahler
- César Franck - Sonata per violino e pianoforte
- Gustav Mahler - Kindertotenlieder
- Isaac Albéniz - Iberia
- Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 8
- Carlo Gesualdo - Sesto Libro di Madrigali
- Pëtr Ilič Čajkovskij - Gli stivaletti
- Maurice Ravel - Sonatina
- Igor Stravinskij - «Danze ombra»
- Ludwig van Beethoven - Missa solemnis op. 123
- Georg Friederich Haendel - Apollo e Dafne, Crudel tiranno Amor
- Johannes Brahms - Liebeslieder Walzer op. 52
- Giuseppe Verdi - Aida
- Franz Schubert - Quintetto per pianoforte e archi D 667 «La trota»
- Camille Saint-Saëns - Concerti per pianoforte
- Felix Mendelssohn Bartoldy - La prima notte di Valpurga
- Maurice Ravel - L’enfant et les sortilèges
- Alessandro Scarlatti - Il Vespero di Santa Cecilia
- Fryderik Chopin - Sonata per violoncello op. 65
- Johann Sebastian Bach - Fantasia cromatica e Fuga
- Giacomo Carissimi - Jephte
- Pëtr Ilič Čajkovskij - Sinfonia n. 6 «Patetica»
- Ludwig van Beethoven - Quartetto op. 127
- Luciano Berio - Coro
- Luigi Cherubini - Requiem in do minore
- Antonio Vivaldi - Musiche per la Cappella della Pietà
- Richard Wagner - Parsifal
- Dietrich Buxtehude - Ciaccona
- Johannes Brahms - Lieder
- Claude Debussy - L’Isle joyeuse
- Christoph Willibald Gluck - Paride ed Elena
- Sergej Prokof´ev - Lieutenant Kijé op. 60
- Vincenzo Bellini - Norma
- Ludwig van Beethoven - Sonata op. 47 «A Kreutzer»
- Dmitrij Šostakovič - Sinfonia n. 13 «Babi Yar»
- Domenico Scarlatti - Trentatre sonate
- Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov - Shéhérazade
- Robert Schumann - Fantasia in do maggiore op. 17
- Johannes Brahms - Giulini e la Terza Sinfonia di Brahms
- Goffredo Petrassi - Concerti per orchestra
- Maurice Ravel - Chansons madécasses
- Franz Lehár - La vedova allegra
- Georg Friederich Haendel - Jephtha
- Ludwig van Beethoven - Ultimi quartetti
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