Osservazioni sui colori
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Osservazioni sui colori

Una grammatica del vedere

  1. 144 pagine
  2. Italian
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Osservazioni sui colori

Una grammatica del vedere

Informazioni su questo libro

Attraverso queste Osservazioni sui colori il filosofo viennese costruisce una vera e propria grammatica del vedere. D'altra parte il tema del colore è una costante nella riflessione di Wittgenstein: riferimenti, riflessioni ed esemplificazioni sul tema ricorrono infatti diffusamente nei suoi scritti e già nel Tractatus logico-phitosophicus. Considerando la varietà di questi riferimenti, si può cosí dire che ciò costituisce una sorta di laboratorio intellettuale nel quale vengono analizzati i rapporti tra logica ed esperienza.

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Informazioni

III.

1. 24/3/50.
In un quadro il bianco dev’essere il colore piú chiaro?
2.
Nel tricolore [francese], per esempio, il bianco non può essere piú scuro del blu e del rosso.
3.
Qui c’è una specie di matematica del colore.
4. 26/3.
Ma anche il giallo puro è piú chiaro del rosso puro saturo o del blu puro saturo. E questa è una proposizione dell’esperienza? – Per esempio, io non so se il rosso (cioè, il rosso puro) sia piú chiaro o piú scuro del blu. Per poterlo dire dovrei vederlo. E tuttavia se l’avessi visto lo saprei una volta per tutte, cosí come so una volta per tutte il risultato di un calcolo.
Dove si distinguono, qui, logica ed esperienza (empiria)?
5.
La parola, il cui significato non è chiaro, è «puro» o «saturo». Come impariamo questo significato? Come si fa a vedere che con queste parole gli uomini intendono la stessa cosa? Dico che un colore (per esempio il rosso) è «saturo», se non contiene né il nero né il bianco, e non dà sul nero né sul bianco.
Ma questa definizione serve soltanto per una comprensione provvisoria.
6.
Che importanza ha il concetto di colore saturo?
7.
Un dato di fatto è qui chiaramente importante: il fatto, cioè, che gli uomini concedono una posizione particolare e privilegiata a una posizione nel cerchio dei colori. Il fatto che non debbano far fatica per tenere a mente questo punto, ma tutti possano sempre ritrovare facilmente il medesimo punto.
8.
Esiste una ‘storia naturale dei colori’, e fino a qual punto essa è analoga a una storia naturale delle piante? Non è forse, questa, temporale, quella atemporale?
9.
Quando diciamo che «il giallo saturo è piú chiaro del blu saturo» non è una proposizione della psicologia (perché soltanto cosí, potrebbe essere storia naturale) – questo significa: noi non la impieghiamo come proposizione della storia naturale; e allora la questione è: che aspetto ha l’altro impiego, quello atemporale?
10.
Soltanto cosí, infatti, la proposizione della ‘matematica dei colori’ si può distinguere dalle proposizioni della storia naturale.
11.
Oppure, anche: la questione è: si possono qui distinguere (chiaramente) due impieghi?
12.
Se ti sei impresse in mente due tonalità di colore, A e B, e A è piú chiaro di B, e poi chiami A una tonalità di colore, e B un’altra, ma questa è piú chiara di quella, allora hai dato nomi sbagliati alle tonalità di colore. (Questo è logica).
13.
Il concetto di colore ‘saturo’ sia di una specie tale che l’X saturo non possa essere ora piú chiaro ora piú scuro dell’Y saturo; cioè sia tale che non abbia senso il dire che sia una volta piú chiaro e un’altra volta piú scuro. Questa è una determinazione concettuale e appartiene ancora alla logica.
Se un concetto determinato cosí sia utile o non lo sia, non si decide qui.
14.
Questo concetto potrebbe avere soltanto un impiego molto limitato. E precisamente per questa ragione: che quello che di solito chiamiamo un X saturo è un’impressione di colore all’interno di un determinato ambiente. Si può confrontare con l’X ‘trasparente’.
15.
Dà alcuni esempi di semplici giuochi linguistici con il concetto di ‘colore saturo’!
16.
Suppongo che certi composti chimici, per esempio i sali di un determinato acido, abbiano colori saturi e possano essere riconosciuti da ciò.
17.
Oppure suppongo che dalla saturazione dei loro colori sia possibile indovinare il luogo di provenienza di certi fiori. Cosicché, per esempio, si possa dire: «Questo dev’essere un fiore alpino, perché il suo colore è cosí intenso».
18.
In un caso del genere potrebbe però esserci un rosso saturo piú chiaro e un rosso saturo piú scuro, eccetera.
19.
E non devo ammettere che certe proposizioni siano spesso usate ai limiti tra logica ed empiria, cosicché il loro senso venga a trovarsi ora al di qua e ora al di là di questo confine, ed esse ora siano l’espressione di una norma, ora possano venir trattate come espressione dell’esperienza?
Infatti ciò che distingue la proposizione logica dalla proposizione empirica non è per nulla il ‘pensiero’ (ossia un fenomeno psichico collaterale), ma un impiego (ossia, qualcosa che la circonda).
20.
L’immagine falsa imbroglia, quella vera aiuta.
21.
La questione sarà, per esempio: si può insegnare che cosa si chiami «verde saturo» insegnando che cosa siano il rosso saturo, o il giallo saturo, o il blu saturo?
22.
Lo ‘splendore’, la ‘luce risplendente’ non possono essere neri. Se in un quadro sostituisco il nero alla chiarezza delle luci risplendenti, non ottengo luci nere: e precisamente, non semplicemente perché in natura la luce risplendente si forma soltanto in questo modo cosí e cosí, e non altrimenti, ma anche perché noi reagiamo in una determinata maniera a una luce in questo punto. Una bandiera può essere gialla e nera, un’altra gialla e bianca.
23.
La trasparenza dipinta in un quadro ha un effetto diverso da quello dell’opacità.
24.
Perché non è possibile un bianco trasparente? Dipingi un corpo rosso trasparente e poi al rosso sostituisci il bianco!
Quando si tratta della trasparenza d’un colore il nero e il bianco hanno già una mano nel giuoco.
Se sostituisci il bianco al rosso, l’impressione della trasparenza non sorge piú, cosí come non sorge l’impressione della tridimensionalità se trasformi il disegno
images
nel disegno
images
.
25.
Perché un colore saturo non è semplicemente: questo, o questo, o quest’altro, o quest’altro ancora? – perché lo si riconosce, o lo si determina in modo diverso.
26.
Quello che può renderci sospettosi è il fatto che qualcuno ha creduto di riconoscere tre colori fondamentali, qualcuno quattro. Qualcuno sosteneva che il verde è un colore intermedio tra il blu e il giallo; cosa, questa, che a me, per esempio, appare falsa anche indipendentemente da ogni esperienza.
Il blu e il giallo, cosí come il rosso e il verde, mi appaiono opposti – ma ciò forse potrebbe derivare semplicemente da questo: che nel cerchio dei colori sono abituato a vederli in punti opposti.
Sí, quale importanza ha per me (per cosí dire da un punto di vista psicologico) la questione circa il numero dei colori puri?
27.
Una cosa logicamente importante mi par di vedere: Se si dice che il verde è un colore intermedio tra il blu e il giallo, allora si deve anche poter dire, per esempio, che cosa vuol dire un giallo che dà solo leggermente sul blu, oppure un blu che dà soltanto un po’ sul giallo. E queste espressioni non mi dicono nulla affatto. Ma non potrebbero dire qualcosa a qualcun altro?
Allora io potrei capire uno che mi descrivesse il colore di un muro dicendo: «Era un giallo che dava un po’ sul rosso», nel senso che da un certo numero di campioni potrei sceglierne uno che si avvicinasse piú o meno a questo colore. Ma a chi descrivesse il colore cosí: «è un giallo che dà un po’ sul blu», io non potrei indicare un campione cosí fatto. – Di solito qui si dice che nell’un caso possiamo rappresentarci il colore, nell’altro non possiamo rappresentarcelo – ma quest’espressione è ingannevole, perché qui non c’è affatto bisogno di pensare all’emergere di un’immagine all’occhio della mente.
28.
Come c’è un orecchio assoluto, e c’è gente che non ce l’ha, cosí si potrebbe benissimo pensare che, per quanto riguarda il vedere i colori, esista un gran numero di talenti diversi.
Confronta, per esempio, il concetto ‘colore saturo’ con ‘colore caldo’. Forse che tutti dovrebbero conoscere colori ‘caldi’ e colori ‘freddi’? A meno che non si impari semplicemente a chiamar cosí, o cosí, una certa disgiunzione di colori.
Non potrebbe darsi, per esempio, che un pittore non avesse nessun concetto affatto dei ‘quattro colori puri’, e trovasse addirittura ridicolo il parlare di colori del genere?
29.
Oppure anche cosí: Che cosa mancherebbe a uomini, per i quali questo concetto non fosse affatto naturale?
30.
Chiedi: Sai tu che cosa significa: «che dà sul rosso»? E come fai vedere che lo sai?
Giuochi linguistici: «Indica un giallo (un bianco, un blu, un marrone) che dà sul rosso!» – «Indicane uno che dà ancor piú sul rosso!» – «Uno che dà meno sul rosso!», e cosí via. Ora, che padroneggi questi giuochi, ti chiedono: «Indica un verde che dà un po’ sul rosso!» Ora supponi due casi. Il primo: indichi un colore (e sempre il medesimo) per esempio (forse) un verde oliva. Il secondo caso: Dici: «Non so che cosa voglia dire», oppure: «Questo non c’è».
Si potrebbe essere disposti a dire che l’uno ha un concetto di colore diverso da quello che ha l’altro; oppure che ha un concetto diverso di «che dà sul…»
31.
Parliamo dell’«acromatopsia», e diciamo che è un difetto. Ma potrebbero facilmente esserci parecchi talenti diversi, nessuno dei quali è chiaramente inferiore all’altro. – E rifletti anche su questo: che un uomo può passare una vita senza che nessuno si accorga della sua acromatopsia, fin quando qualche circostanza particolare non la fa comparire.
32.
Cosí, dunque, uomini diversi potrebbero avere concetti di colore diversi? – Un po’ diversi. Diversi per l’uno o per l’altro aspetto. E ciò ostacolerà la loro comprensione in misura maggiore o minore; ma spesso non l’ostacolerà quasi per nulla.
33.
Qui vorrei fare un’osservazione generale sulla natura dei problemi filosofici. L’oscurità filosofica è inquietante. La si sente come un che di vergognoso. Si ha la sensazione di non potersi raccapezzare proprio là dove raccapezzare ci si dovrebbe. E tuttavia non è cosí. Possiamo benissimo vivere anche senza queste distinzioni; anche senza sapercisi raccapezzare.
34.
Qual è la connessione tra la mescolanza di colori e i ‘colori intermedi’? P...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Osservazioni sui colori
  3. Introduzione di Aldo Gargani
  4. Osservazioni sui colori
  5. I.
  6. II.
  7. III.
  8. Il libro
  9. L’autore
  10. Dello stesso autore
  11. Copyright