
- 376 pagine
- Italian
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Quaderno di traduzioni
Informazioni su questo libro
"Non ho mai fatto differenza, o posto gerarchie di nobiltà, tra il mio scrivere in proprio e quell'atto che, comunemente, viene chiamato tradurre", afferma Giorgio Caproni sottolineando la sostanziale continuità tra traduzione e scrittura poetica e affidando alla traduzione l'importante funzione di "allagamento della propria esperienza e coscienza: del proprio essere ed esistere, più che del conoscere".Progettato da Caproni stesso pochi anni prima della morte, questo Quaderno presenta una scelta delle sue traduzioni poetiche: alle versioni ormai famose da Apollinaire, Char, Frenaud, Garcia Lorca, se ne accompagnano altre inedite, come quelle da Baudelaire, o fin qui reperibili solo su rivista o su antologia: Prevert, Verlaine, Cadou, Henri Thomas, De Viau, Hugo, Manuel Machado. Dall'accostamento di testi originali e versioni caproniane risulta un rapporto dialogico fitto di convergenze e agnizioni; un affascinante intreccio vocale a cui la scrittura poetica di Caproni partecipa in profondità, poiché tradurre è, nelle parole dello stesso poeta, quanto "rende diurno ciò che già era in lui, ma dormiente: notturno". Nella sua sequenza di "imitazioni", il Quaderno consente di individuare una forma del tradurre che si sottrae originalmente, sia nella teoria che nella testualità, alle tendenze dominanti nella nostra tradizione novecentesca della versione poetica.Il volume, introdotto da uno scritto di Pier Vincenzo Mengaldo, è accompagnato da una ricca nota ai testi del curatore in cui si individuano le varianti di traduzione e le scelte che le hanno motivate.
Domande frequenti
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Informazioni
Guillaume Apollinaire
Il gambero
Incertezza, io e te pari siamo.Io e te, mio bene segreto,Come i gamberi ce n’andiamoA culo indietro, a culo indietro.
Da Le Bestiaire
L’écrevisse
Incertitude, ô mes délicesVous et moi nous nous en allonsComme s’en vont les écrevisses,A reculons, à reculons.
Zona
Alla fine sei stanco di questo mondo anticoPastora o Torre Eiffel stamani i tuoi ponti belanoNe hai abbastanza di vivere nell’età greca e romanaPerfino le automobili qui sembrano anticheNuova nuova è rimasta soltanto la religioneSemplice come gli hangar di Porto AviazioneTu solo o Cristianesimo non sei antico in EuropaL’europeo piú moderno siete voi Papa Pio XE tu se non entri in chiesa stamani a confessartiÈ perché le finestre t’osservano e ti vergogniLeggi i volantini i cataloghi i manifesti che cantano avoce altaEcco la poesia stamani e per la prosa ci sono i giornaliCi sono le dispense da 25 centesimi piene d’avventurepoliziescheRitratti di grandi uomini e mille titoli diversiHo visto stamani una simpatica via il nome non loricordoNuova e pulita era la tromba del soleI dirigenti gli operai e le belle stenodattilografeDal lunedí mattina al sabato sera quattro volte algiorno ci passanoAl mattino per tre volte la sirena vi alza il suo lamentoUna campana rabbiosa vi abbaia verso mezzodíLe scritte delle insegne e sui muriLe targhe gli avvisi schiamazzano come pappagalliMi piace la grazia di questa via industrialeQui a Parigi fra Rue Aumont-Thiéville e l’Avenue desTernesEccola la giovane via e tu sei ancora un piccino nulla piúChe la mamma veste soltanto di bianco e di bluSei molto devoto e col tuo piú vecchio compagno RenéDalizeNulla ti attrae tanto quanto le pompe della ChiesaSono le nove il gas è abbassato tutto blu di nascostoUscite dal dormitorioPregate tutta la notte nell’oratorioMentre eterna e adorabile profondità ametistaGira in perpetuo la sfavillante aureola del CrocifissoÈ il bel giglio che tutti noi coltiviamoÈ la torcia rossochiomata che il vento non spengeÈ il figlio bianco e vermiglio della madre dolorosaÈ l’albero sempre folto di tutte le preghiereÈ la doppia forca dell’onore e dell’eternitàÈ la stella a sei brancheÈ Dio che muore il venerdí e risuscita la domenicaÈ Cristo che sale in cielo meglio d’un aviatoreDel primato mondiale d’altezza è lui il detentorePupilla Cristo dell’occhioVentesima pupilla dei secoli questo secoloCi sa fare e mutato in uccello come Gesú in aria saleI diavoli negli abissi alzano il capo a guardareDicono che imita Simon Mago in GiudeaGridano se sa rubar gli spazi di ladro abbia nomeaGli angeli intorno al bel volteggiatore volteggianoIcaro Enoch Elia Apollonio di TianaIntorno al primo aeroplano aleggianoSi scansano a tratti per lasciare il passo a tutti itrascinati dalla SantaEucarestiaI preti che eternamente salgono elevando l’ostiaL’aeroplano si posa infine senza richiudere le aliIl cielo si riempie allora di milioni di rondiniAd ali spiegate giungono i corvi i falchi i gufiDall’Africa arrivano gli ibis i fenicotteri i marabúL’uccello Roc celebrato da favolisti e poetiSi libra stringendo fra gli artigli il cranio d’Adamo laprima testaL’aquila piomba dall’orizzonte lanciando un grandestridoE dall’America viene il piccolo colibríDalla Cina son giunti i pihi lunghi e agiliChe hanno un’ala sola e volano a coppiePoi ecco la colomba spirito immacolatoScortata dall’uccello lira e dal pavone occhiatoLa fenice rogo che da sé si generaPer un attimo vela tutto con la sua ardente cenereLe sirene lasciati i pericolosi strettiArrivano cantando tutte e tre bellamenteE tutti aquila fenice e pihi della CinaFraternizzano con la volante macchinaOra te ne vai per Parigi solo solo tra la follaMandrie d’autobus muggenti ti passano accanto di corsaL’angoscia dell’amore nella tua gola è una morsaCome se mai piú tu dovessi essere amatoIn altri tempi in monastero saresti entratoTi vergogni se ti sorprendi a recitare una preghieraTi sfotti e il tuo riso crepita come il fuoco infernaleLe faville di quel riso dorano il fondo della tua vitaÈ un quadro appeso in un buio museoE a volte t’avvicini per meglio vederloOggi te ne vai per Parigi le donne sono bagnate disangueEra e vorrei non ricordarmene al declino della bellezzaCircondata di fervide fiamme Nostra Signora m’haguardato a ChartresIl sangue del vostro Sacro Cuore m’ha inondato aMontmartreMi ammalano le parole di beatitudineL’amore che mi tormenta è una malattia vergognosaE l’immagine che ti possiede ti fa sopravvivere nell’i...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Quaderno di traduzioni
- Premessa di Pier Vincenzo Mengaldo
- Introduzione di Enrico Testa
- Nota al testo
- Quaderno di traduzioni
- GUILLAUME APOLLINAIRE
- RENÉ CHAR
- ANDRÉ FRÉNAUD
- JACQUES PRÉVERT
- PAUL VERLAINE
- RENÉ GUY CADOU
- HENRI THOMAS
- FEDERICO GARCÍA LORCA
- MANUEL MACHADO
- THÉOPHILE DE VIAU
- VICTOR HUGO
- CHARLES BAUDELAIRE
- Note
- Il libro
- L’autore
- Dello stesso autore
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