Le incredibili avventure di un Rospo snob e capriccioso, di una Talpa, un Topo d'acqua e un Tasso vecchio e saggio, nella felice traduzione di Beppe Fenoglio.
«Il vento nei salici parla del desiderio che ciascuno di noi ha di sentirsi al sicuro dentro la propria casa, e di come ciò confligga con il nostro bisogno di avventura. Narra della bellezza e dell'asperità della natura. Di quanto sia piacevole essere bambino e dei pericoli in cui possiamo incorrere senza la guida di un adulto. Parla di amicizia e di lealtà e delle manchevolezze di quegli amici a cui siamo cosí fedeli».
Mark Haddon
Il vento nei salici, insieme con Alice nel Paese delle Meraviglie, si è affermato come uno dei capolavori della letteratura inglese per ragazzi.

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Il vento nei salici
- 240 pagine
- Italian
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Il vento nei salici
Nota al testo
Questa edizione del testo di una traduzione che non disonora Grahame, che anzi proietta il suo capolavoro in una dimensione inaspettata che sicuramente gli avrebbe fatto piacere, mira prima di tutto a documentare una presa di possesso attiva da parte del traduttore. Fenoglio ha scelto, e di proposito, un libro inglese stilisticamente difficile, di complessa espressività e di eccezionale ricchezza lessicale. Chiaramente non ambiva ad eclissarsi, e tanto meno a nascondere nella notte di una resa passiva la specifica problematicità dell’avversario-testo; mirava, anzi, a misurarsi con esso. Giacobbe, poi, dopo l’incontro con l’Angelo, porterà sul proprio corpo il segno di una lotta non disuguale.
Non è irresponsabile, poi, la nostra decisione di dare alla luce il contenuto di questi quaderni privati, del resto gelosamente conservati; si tratta invece di un atto di omaggio, che si fa forte dell’intelligente comprensione del lettore debitamente avvertito. Le piccole difficoltà e i limiti locali (e ce ne sono) niente tolgono alla bellezza e all’importanza di questa traduzione: bisogna intenderli e ridimensionarli, poi, entro spazi ancora piú larghi, mettendoli in rapporto con il significato globale dell’assunto fenogliano come tale.
Interventi.
La mia decisione di stampare Ur Partigiano Johnny, nell’edizione Einaudi 1978, direttamente da fotocopie del dattiloscritto originale, e di intervenire editorialmente solo nel caso di errori palesemente meccanici, partiva da una precisa valutazione a priori della natura privata e non normativa di quel particolarissimo testo poliglotto. I parametri si spostavano in continuazione, in particolar modo quelli grafici, e un’Edizione Critica, chiaramente non destinata al grande pubblico, poteva permettersi il lusso di documentare il fatto. Sostanzialmente diverso il caso del nostro testo, Il vento nei salici. Qui Fenoglio traduce, e traduce in italiano; ma ci sono, ciò nondimeno, piccole «sforzature», che possono essere chiarite mediante confronto diretto con la fonte, il testo inglese di Grahame. Questo spiega perché le conservo di proposito. Sono intervenuto, difatti, solo per raddrizzare piccoli elementi potenzialmente intralcianti per il lettore. Ovviamente gli errori di traduzione non sono stati da me «corretti».
Postille linguistiche.
punteggiatura Fenoglio tende a seguire con troppo devozione le norme inglesi del testo di partenza: intervengo solo nel senso della chiarezza, isolando mediante corsivo, ad esempio, il testo lirico alle pp. 113-14, in conformità all’originale.
accenti L’accento acuto non è usato nel ms.: troviamo alcunchè, talchè, e cosí via. La nostra edizione in questo caso normalizza. Normalizza anche le ricorrenti forme sè stesso, sè stessi, ecc.
maiuscole / minuscole In certi casi, come accade per la «t», la grafia non distingue maiuscole da minuscole; ma le letture Talpa, Topo, Tasso si conformano al testo inglese e agli altri nomi non ambigui, come Lontra. Per gran parte del nono capitolo, però, il ms., che altrove scrive di regola la forma Topo d’acqua, sottolinea il confronto Water Rat / Sea Rat con le contrapposte maiuscole doppie Topo d’Acqua / Topo di Mare. Conservo anche le oscillazioni nei nomi di luogo (del tipo Fiume / fiume) perché a piú punti, intervenendo, si cambierebbe il senso: ad es. a p. 139 la traduzione il fiume di Londra per London River fraintende un nome proprio.
genere grammaticale Nel testo di Grahame tutti gli animali sono maschi; la traduzione, seguendo le esigenze della lingua italiana, li divide in maschi e femmine: Mole diventa la Talpa e si trasforma da «amico» in amica; Otter diventa la Lontra e, nel settimo capitolo, da «padre» diventa madre. Sono intervenuto per rendere coerente con tale scelta del genere femminile i moltissimi punti in cui, davanti a he / him / his, il traduttore si lascia fuorviare, scrivendo egli, vederlo, ecc., forme nel contesto errate. Inoltre, rettifico tacitamente altre concordanze mancanti all’interno di sintagmi non problematici: ad esempio, a p. 54, dove il ms. ha: frammenti d’automobili, nessuna piú grossa del tuo cappello, ma dove è ovviamente di frammenti che si parla, e non di automobili.
lacune Sono da me segnalate nel testo, ad eccezione dell’esempio 3), perché in quel caso un mio intervento avrebbe fratturata un’unità espressiva in sé completa. Elenco numerando:
1. p. 8: Fenoglio traduce solo il primo elemento di una lunga catena; non lascia spazio alcuno per ulteriori interventi. Il testo inglese elenca in corrispondenza, quasi (è il caso di dirlo) a perdifiato: coldtonguecoldhamcoldbeefpickledgherkinssaladfrenchrollscresssandwidgespott
edmeatgingerbeerlemonadesoda water –
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2. p. 56: L’attacco, quasi identico, di due paragrafi («Very well then!» continued the Badger e «Well, then», went on the Badger) comporta la perdita del primo, senza che questo intacchi, del resto, la continuità del discorso.
3. p. 64: Il testo inglese ha: a damp and airless tunnel that wound and dipped, part vaulted, part hewn through solid rock; il ms. ha: un umido e soffocante budello, in parte intagliato nella viva roccia.
4. pp. 102 e 103: Il ms. lascia uno spazio in bianco in corrispondenza al nome proprio del testo inglese Little Portly. In questo caso ho integrato tra parentesi uncinate, in modo da spiegare l’uso del maschile in questo punto del testo, dato che, a partire da p. 110, subentrerà il femminile: Eccotelo qui, il marmocchietto! E con un urlo di gioia si precipitò sulla Lontrina in sopore. Va sottolineato che Lontrina in sopore traduce the slumbering Portly, parola prima evitata, e che nell’inglese indica un piccolo essere maschile.
integrazioni Sono rigorosamente limitate. Sul senso del testo inglese, caso per caso, non esistono dubbi; sulla resa, a volte sí. Un esempio: in corrispondenza a p. 60 l’originale parla di ricci: [they] looked timidly up at Mr Badger, but were too shy to say anything; nell’italiano, sogguardarono timidi il signor Tasso, ma non ebbe cuore a interloquire. Qui ho integrato: non ebbe<ro>; ma in altri casi, piú ambigui, ho stampato il manoscritto. Fenoglio calca l’inglese Mr con Sig. persino nel titolo di uno dei capitoli: anche qui sono intervenuto, segnalando l’intervento.
distrazioni In corrispondenza al testo inglese, The child loved the spot, il ms. ha Al bimbo piaceva al bimbo (p. 103). L’Apparato documenta un intervento minimo. Non intervengo, invece, quando il fenomeno è per qualsiasi motivo rivelatore, come nel caso di quel rapito e dormente nel sonno Rospo a p. 34: the spellbound, sleepwalking Toad, dove lo sforzo di assimilazione ha raggiunto la forma ma a spesa del contenuto. Si tratta, comunque, dell’unico esempio nel nostro testo di una forma composta di questo tipo, altrove abbondantemente testimoniata in Fenoglio.
errori di traduzione Non si è ritenuto di dover intervenire, prima di tutto perché, in generale, non sono tali da danneggiare la coerenza di superficie del testo italiano, e, inoltre, perché, in non pochi casi, ci servano a documentare aspetti anche importanti nell’apprendistato dello scrittore di Alba. Insomma, Fenoglio qui ci interessa quanto Grahame.
A. errori al livello del lessico Sono molto spesso rivelatori e quasi sempre insignificanti. Do tre esempi:
a) reef, p. 39: La Talpa affronta il Bosco Selvaggio che le si parava dinnanzi basso e minaccioso, come una nera vela in qualche immobile mare australe: like a black reef dice l’inglese, ed è ben vero che la parola «reef» può indicare un tipo di vela; molto piú probabile, però, per non dire piú ovvio, il senso «frangente», «banco di scogli».
b) Yule, p. 79: Il canto è natalizio: parla di Maria e di Giuseppe; dev’essere cantato at Yule-time, e cioè a Natale, appunto. La parola rara, non nota, porta alla resa di luglio.
c) common, pp. 26, 28 e 29: Si tratta del pascolo demaniale, ma in un primo momento il traduttore accoglie altri sensi meno ricercati: la prima volta ha la vita in comune; poi mette un deserto comune lontano da abitazioni, e solo alla fine un’area pubblica.
In modo analogo, e che ho voluto fosse documentato, Fenoglio arriva, strada facendo, ad una bella resa del nome della Casa del Rospo. In un primo momento, traduce l’inglese Toad Hall (si tratta di una casa di campagna) con Palazzo del Rospo (p. 27); in seguito, approda a Villa del Rospo (p. 86); infine (p. 116), risolve brillantemente con Villa Rospina. È cosí che uno scrittore si impadronisce dei propri mezzi espressivi.
B. idiomi e locuzioni colloquiali Fenoglio non è l’unico traduttore dell’epoca a trovare difficoltà davanti alla li...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Copyright
- Introduzione. di Mark Haddon
- Il vento nei salici
- I. La proda del fiume
- II. La strada aperta
- III. Il Bosco Selvaggio
- IV. Il sig<nor> Tasso
- V. Dulce domum
- VI. Il signor Rospo
- VII. Il pifferaro alle soglie dell’alba
- VIII. Le avventure del Rospo
- IX. Tutti in cammino
- X. Altre avventure del Rospo
- XI. Come estivo acquazzone venne il suo pianto
- XII. Il ritorno di Ulisse
- Kenneth Grahame e Beppe Fenoglio. di John Meddemmen
- Nota al testo