Il libro della giungla (Deluxe)
eBook - ePub

Il libro della giungla (Deluxe)

  1. 224 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Il libro della giungla (Deluxe)

Informazioni su questo libro

I profumi dell'India, la giungla misteriosa, l'incanto di atmosfere lontane: dalla sua prima pubblicazione a fine Ottocento, la storia di Mowgli, cucciolo d'uomo perso nella foresta tropicale e allevato dai lupi, e degli animali che incontra nel suo percorso - il simpatico orso Baloo, la coraggiosa pantera Bagheera, la temibile tigre Shere Kan, il saggio lupo Akela - è entrata a far parte dell'immaginario collettivo mondiale. Nel folto di una giungla insieme lussureggiante e minacciosa, popolata da maestosi elefanti e branchi di scimmie moleste, meschini sciacalli e piccole manguste pronte a sfidare cobra velenosi, le avventure di Mowgli e dei suoi compagni diventano anche tappe di un avvincente percorso di crescita, in cui scoprire cosa significano il coraggio e la paura, la lealtà e il tradimento, l'amicizia e l'amore. Un classico della letteratura, qui presentato con le suggestive illustrazioni dei fratelli Detmold, capaci di ricreare con sorprendente immediatezza i colori, i protagonisti e i paesaggi di un mondo esotico, pericoloso e affascinante, da cui è impossibile non farsi sedurre.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Il libro della giungla (Deluxe) di Rudyard Kipling in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Literature e Classics. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
BUR
Anno
2020
Print ISBN
9788817090650
eBook ISBN
9788831802345
Argomento
Literature
Categoria
Classics

LA CACCIA DI KAA

Le chiazze sono la gioia del Leopardo; le corna
sono l’orgoglio del Bufalo.
Sii pulito, perché la forza del cacciatore si rivela
nello splendore del suo pelo.
Se scopri che il torello può travolgerti, o che il
Sambhur dalla gran fronte può incornarti;
Non occorre che ti interrompa per dircelo; lo
sapevamo da dieci stagioni.
Non opprimere i cuccioli dello straniero, ma
accoglili come Sorella e Fratello,
Perché se anche son piccoli e rotondetti, l’Orsa
può essere loro madre.
«Nessuno è pari a me!» dice il Cucciolo
nell’orgoglio della prima uccisione;
Ma grande è la Giungla e piccolo è il Cucciolo.
Che egli rifletta e stia quieto.
Massime di Baloo
I fatti che narriamo accaddero prima che Mowgli venisse espulso dal Branco dei Lupi di Seeonee e si vendicasse di Shere Khan la tigre. Erano i tempi in cui Baloo gli insegnava la Legge della Giungla. Il vecchio orso bruno, grosso e serio, era felice di avere un allievo così pronto, perché in genere i giovani lupi vogliono imparare soltanto quella parte della Legge della Giungla che interessa il loro singolo branco o tribù, e scappano via appena hanno imparato a memoria il Ritornello di Caccia: «Piedi che non fanno rumore, occhi che vedono al buio, orecchi che dalle tane possono udire il vento e bianchi denti aguzzi; tutti questi segni distinguono i nostri fratelli, eccettuato lo sciacallo Tabaqui e la Jena che odiamo». Ma Mowgli, essendo un Cucciolo d’Uomo, doveva imparare molto di più. A volte Bagheera, la Pantera Nera, veniva pigramente attraverso la Giungla per conoscere i progressi del suo beniamino e faceva le fusa beata, strofinando il capo a un albero, mentre Mowgli recitava a Baloo la lezione del giorno. Il ragazzo si arrampicava bene quasi quanto nuotava, e nuotava bene quasi quanto correva. Perciò Baloo, il Maestro della Legge, gli insegnò le Leggi dei Boschi e delle Acque; gli insegnò a distinguere un ramo marcio da uno sano, gli insegnò a parlare gentilmente alle api selvatiche quando incontrava un alveare a cinquanta piedi da terra, gli insegnò quello che doveva dire al Pipistrello Mang quando lo disturbava tra i rami in pieno giorno e come doveva avvertire le bisce d’acqua degli stagni prima di tuffarsi in mezzo a loro. Gli abitanti della Giungla non amano essere disturbati e sono tutti pronti ad avventarsi contro gli intrusi. Poi, Mowgli imparò anche il Grido di Caccia degli Stranieri che gli abitanti della Giungla, quando cacciano fuori della loro zona, devono ripetere forte finché non ricevono risposta. Tradotto significa: “Permettetemi di cacciare qui perché ho fame”; e la risposta è: “Caccia dunque per mangiare, ma non per divertirti”.
Capirete da ciò che Mowgli doveva imparare a memoria un sacco di cose e che finiva per stancarsi di ripetere le stesse frasi centinaia di volte. Ma, come disse Baloo a Bagheera un giorno che Mowgli, dopo averle buscate, era corso via infuriato: «Un Cucciolo d’Uomo è un Cucciolo d’Uomo, e deve imparare tutta la Legge della Giungla».
«Ma pensa com’è piccolo!» obiettò la Pantera Nera che, se avesse potuto fare a modo suo, avrebbe certamente viziato Mowgli. «Come può quella sua testolina contenere tutti i tuoi lunghi discorsi?»
«C’è forse nella Giungla un animale troppo piccolo per venire ucciso? No. Ecco perché gli insegno queste cose, ed ecco perché lo picchio, molto delicatamente del resto, quando le dimentica.»
«Delicatamente! Che ne sai tu di delicatezza, vecchio Piede di Ferro?» brontolò Bagheera. «Oggi la sua faccia è tutta un livido per la tua… delicatezza! Uff!»
«Meglio che sia coperto dalla testa ai piedi di lividi fatti da me che gli voglio bene, piuttosto che gli capiti del male per ignoranza» disse Baloo accalorandosi. «Ora gli sto insegnando le Parole d’Ordine della Giungla, che lo proteggeranno presso gli uccelli e il Popolo dei Serpenti e presso tutti quelli che cacciano su quattro zampe e non appartengono al suo branco. Ora, purché si ricordi le Parole, può pretendere protezione da tutti, nella Giungla. Ti pare che ciò non valga un po’ di scappellotti?»
«Come vuoi. Bada soltanto di non ammazzare il Cucciolo d’Uomo. Non è un tronco d’albero e non puoi adoperarlo per aguzzare le tue rozze unghie. Ma che cosa sono queste Parole d’Ordine? Benché sia più facile che io dia aiuto anziché chiederne,» e qui Bagheera allungò una zampa e si guardò soddisfatta gli artigli azzurrini come l’acciaio e taglienti come un bisturi «mi piacerebbe conoscerle.»
«Chiamerò Mowgli e lui te le dirà… se ne ha voglia. Vieni, Fratellino!»
«La testa mi ronza come un alveare» disse una vocetta imbronciata sopra il loro capo, e Mowgli scivolò lungo il tronco d’un albero, molto stizzito e indignato. «Se vengo è per Bagheera e non per te, vecchio e grasso Baloo» aggiunse toccando terra.
«Per me è lo stesso» rispose Baloo; ma era offeso e addolorato. «Dille a Bagheera, allora, le Parole d’Ordine della Giungla che ti ho insegnato oggi.»
«Le Parole d’Ordine di quale popolo?» domandò Mowgli, felice di poter fare sfoggio del suo sapere. «La Giungla ha molte lingue e io le conosco tutte.»
«Qualcosa sai, ma non molto. Vedi, Bagheera, non ringraziano mai il maestro. Mai che un lupacchiotto sia tornato a ringraziare il vecchio Baloo dei suoi insegnamenti. Di’ le parole per i Cacciatori, allora, sapientone.»
«Siamo dello stesso sangue, voi e io» disse Mowgli dando alle parole l’accento dell’Orso, come fanno tutti i Cacciatori.
«Bene. E ora quelle per gli uccelli.»
Mowgli ripeté, con il fischio dell’avvoltoio alla fine della frase.
«Ora per i serpenti» lo invitò Bagheera.
La risposta fu un sibilo del tutto indescrivibile, e Mowgli lanciò in aria le gambe e batté le mani per applaudirsi da solo; poi saltò in groppa a Bagheera e vi sedette di traverso, tamburellando coi talloni sulla lucida pelliccia e facendo a Baloo le più orribili smorfie del suo repertorio.
«Là… là! Questo valeva bene un po’ di lividi» bofonchiò l’Orso Bruno con tenerezza. «Un giorno ti ricorderai di me.» Poi si rivolse a Bagheera e le raccontò come avesse chiesto le Parole d’Ordine a Hathi, l’Elefante Selvaggio che conosce a fondo queste cose, come Hathi avesse accompagnato Mowgli a uno stagno per fargli dire da un serpe d’acqua le Parole dei Serpenti che Baloo non riusciva a pronunciare, e come ora Mowgli fosse relativamente al sicuro contro qualsiasi incidente della Giungla, perché né serpenti, né uccelli, né belve gli avrebbero fatto del male.
«Quindi non deve temere nessuno» concluse Baloo battendosi con orgoglio il grosso petto peloso.
«Fuorché quelli della sua stessa tribù» osservò sottovoce Bagheera; e aggiunse forte, a Mowgli: «Un po’ di riguardo per le mie costole, Fratellino! Che cos’hai da agitarti tanto?»
Da un po’ Mowgli stava cercando di attirare l’attenzione arruffando il pelo di Bagheera e scalciando a tutta forza. Quando i due lo ascoltarono, gridò a gola spiegata: «E così avrò una mia tribù e la guiderò tutto il giorno tra i rami».
«Che nuova pazzia è questa, piccolo sognatore?» domandò Bagheera.
«Sì, e getteremo rami e sporcizie al vecchio Baloo» proseguì Mowgli. «Me l’hanno promesso. Ha!»
«Whoof!» Con una zampata, Baloo spazzò Mowgli dal dorso di Bagheera, e il ragazzo, steso a terra tra le sue grosse zampe anteriori, si accorse che l’Orso era davvero infuriato.
«Mowgli» disse Baloo. «Tu hai parlato con le Bandar-log, con le Scimmie.»
Mowgli guardò Bagheera per vedere se anche la Pantera era in collera, e notò che gli occhi di Bagheera erano duri come la giada.
«Sei stato con le Scimmie, le scimmie grigie, le creature senza Legge, che mangiano di tutto. È una vergogna grande.»
«Quando Baloo mi ha ammaccato la testa» disse Mowgli, ancora con le spalle a terra, «sono scappato, e le scimmie grigie sono scese dagli alberi e hanno avuto compassione di me, loro sole fra tutti.» Mowgli tirò su col naso.
«La compassione delle Scimmie!» sbuffò Baloo. «È come dire la calma di un torrente montano o il fresco del sole d’estate! E poi, Cucciolo d’Uomo?»
«E poi, e poi mi hanno dato noci e altre buone cose da mangiare e… e mi hanno portato in braccio su in cima agli alberi e mi hanno detto che sono loro fratello di sangue, con l’unica differenza che non ho la coda, e che un giorno diverrò loro capo.»
«Le Scimmie non hanno capo» disse Bagheera. «Mentono. Hanno sempre mentito.»
«Sono state molto gentili e mi hanno detto di ritornare. Perché non mi avete mai portato dalle Scimmie? Stanno ritte come me, non mi picchiano con zampe pesanti e giocano tutto il giorno. Lasciami alzare! Cattivo Baloo, lasciami alzare! Voglio giocare ancora con loro.»
«Ascolta, Cucciolo d’Uomo» esclamò l’Orso, e la sua voce rombò come il tuono in una notte calda. «Ti ho insegnato la Legge della Giungla per tutte le creature della Giungla… eccetto le Scimmie che vivono sugli alberi. Esse non hanno legge, sono proscritte. Non hanno un loro linguaggio, ma adoperano parole rubate che carpiscono stando sugli alberi a origliare e spiare. Le loro usanze non sono le nostre. Non hanno capi, non hanno memoria. Sono vanitose e chiacchierone e si atteggiano a personaggi importanti intenti a grandi imprese nella Giungla, mentre basta la caduta di una noce a distrarle; ridono e dimenticano tutto. Noi della Giungla non abbiamo rapporti con loro. Non beviamo dove bevono le Scimmie, non andiamo dove vanno le Scimmie; non andiamo a caccia dove ci vanno loro e non moriamo dove muoiono loro. Mi hai mai sentito parlare delle Bandar-log prima d’oggi?»
«No» sussurrò Mowgli. Ora che Baloo aveva finito, nella foresta il silenzio era profondo.
«Il popolo della Giungla le esclude dalle sue parole e dai suoi pensieri. Sono moltissime, cattive, sporche, svergognate e desiderano, se mai possono avere un desiderio preciso, farsi notare dal popolo della Giungla. Ma noi non le notiamo, anche quando ci gettano in testa noci e sozzure.»
Aveva appena finito che una gragnuola di noci e di ramoscelli piovve dal fogliame; molto in alto, tra i rami sottili, si udirono colpi di tosse, schiamazzi e balzi rabbiosi.
«Le Scimmie sono proibite,» disse Baloo «proibite al Popolo della Giungla. Ricordalo.»
«Proibite» ripeté Bagheera. «Tuttavia, penso che Baloo avrebbe dovuto metterti in guardia contro di loro.»
«Io… io? Come potevo immaginare che sarebbe andato a giocare con quelle spregevoli creature? Con le Scimmie? Puah!»
Un’altra gragnuola piovve sulle loro teste, e i due se la svignarono tirandosi dietro Mowgli. Quello che aveva detto Baloo sulle scimmie era vero. Esse vivevano in cima agli alberi, e poiché gli animali guardano raramente in alto, le scimmie e gli abitanti della Giungla non avevano alcuna occasione di incontrarsi. Ma ogni volta che si imbattevano in un lupo malato o in una tigre o in un orso feriti, le scimmie li tormentavano, e tiravano bastoncini e noci ad ogni bestia, un po’ per divertirsi e un po’ con la speranza di farsi notare. Poi schiamazzavano e urlavano canzoni prive di senso e invitavano il Popolo della Giungla ad arrampicarsi sugli alberi e a lottare con loro; oppure iniziavano tra loro lotte furibonde per un nonnulla e lasciavano le scimmie morte in luoghi dove il Popolo della Giungla potesse vederle. Stavano sempre per eleggersi un capo e per scegliersi leggi e costumi loro propri, ma non lo facevano mai perché erano assolutamente incapaci di tenere a mente una cosa da un giorno all’altro. Perciò erano venute a un compromesso, creando la massima: “Ciò che le Bandar-log pensano oggi, lo penserà domani anche la Giungla”, che le confortava molto. Nessuna bestia poteva raggiungerle, ma d’altro canto nessuna bestia badava loro, ed è per questo che si rallegrarono tanto quando Mowgli andò a giocare con loro e quando videro che Baloo era così adirato.
Non avevano mai avuto altre intenzioni; le Bandar-log non hanno mai un’intenzione precisa. Ma una di loro ebbe un’idea che le parve brillante e che comunicò a tutte le altre: Mowgli sarebbe stato ut...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. IL LIBRO DELLA GIUNGLA
  4. Prefazione dell’autore
  5. I fratelli di Mowgli
  6. La caccia di Kaa
  7. «Tigre! Tigre!»
  8. La foca bianca
  9. «Rikki-Tikki-Tavi»
  10. Toomai degli elefanti
  11. Al servizio di sua maestà
  12. Copyright