La più grande
eBook - ePub

La più grande

  1. 528 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

La più grande

Informazioni su questo libro

Canton, 1770.
Shi Yu non ha mai conosciuto i suoi genitori. Ha sei anni e lavora per l'irascibile locandiere Bai Bai, che non le risparmia insulti e frustate.
Un giorno, alla locanda Yu incontra Li Wei, un ragazzino esperto di arti marziali. Yu lo convince a insegnarle a combattere: la ragazza ha talento, si vede subito.
Quando, pochi anni dopo, viene rapita dai pirati della ciurma del terribile Drago d'Oro, a salvarle la vita è proprio la sua abilità nella lotta: invece di ucciderla, Drago d'Oro la arruola nell'equipaggio.
È l'inizio dell'ascesa di Yu nel mondo della pirateria. A diciannove anni diventa comandante di un'intera flotta, che in breve arriva a contare più di cento navi. Il suo nome terrorizza il Mar della Cina, la sua forza sembra inarrestabile... Ma la straordinaria fama di cui gode le ha creato un nemico, tanto potente quanto misterioso, che è pronto a tutto pur di distruggere il wushu dell'Aria e dell'Acqua, lo stile di arti marziali leggendario di cui la ragazza è diventata l'ultima maestra. Un'avventura mozzafiato e un romanzo di formazione straordinario, ispirato alla storia vera di Ching Shih, che comandò la più grande flotta pirata di tutti i tempi.

Tools to learn more effectively

Saving Books

Saving Books

Keyword Search

Keyword Search

Annotating Text

Annotating Text

Listen to it instead

Listen to it instead

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2020
Print ISBN
9788817149228
eBook ISBN
9788831802277

Trentatré anni

63

Come un gabbiano, Yu stava in equilibrio sul pennone di maestra.
Osservava col cannocchiale la giunca davanti a lei che filava di tre quarti con tutte le vele al vento.
Era una bella nave, veloce, rossa come il sangue.
Anche lì c’era qualcuno appollaiato sull’albero di maestra, di vedetta proprio come Yu. Un ragazzo scuro, muscoli lucidi di sudore, capelli lunghi che si agitavano nel vento.
A un tratto il ragazzo si voltò verso di lei e la salutò da lontano, agitando un braccio.
Yu rispose alzando una mano. Sorrise.
«È incredibile com’è cresciuto Wen» mormorò.
Le sembrava che fosse passato solo un giorno da quando poteva stringerlo come un bambolotto, e adesso era già marinaio. Un pirata della Ninfea Cremisi, la nave di sua sorella Qi.
Yu spostò il cannocchiale per scrutare il ponte della giunca, dove la figlia stava discutendo con Lontra d’Acqua.
Anche lei era cambiata: un’adolescente che sembrava già una donna fatta, molto più alta di Yu, coraggiosa e fiera.
La Ninfea Cremisi era il suo primo comando. E da quando era salpata, Yu aveva smesso di dormire tranquilla.
Più spostata verso sud, completava la formazione la giunca di Cavaliere del Fiume. Era la più grossa delle tre navi, pesante di cannoni, in grado di affrontare anche un fortino d’artiglieria.
Ma da quelle parti non c’era niente del genere, solo mare aperto.
Si trovavano a circa quattro giorni di navigazione a nord di Hong Kong, al largo delle coste orientali dell’isola di Taiwan. Yu aveva scelto quella zona per il primo viaggio da comandante di Qi, nella speranza che non ci fossero troppe navi da affrontare in battaglia. La sua presenza, e quella di Cavaliere del Fiume, doveva servire proprio a scoraggiare eventuali nemici.
Non che ne restassero poi molti.
Negli ultimi sei anni Yu aveva lavorato notte e giorno per ingrandire la sua forza navale, richiamando i pirati che si erano allontanati per colpa di Tigre Blu.
La Flotta Rossa era rapidamente tornata quella di un tempo, e Yu l’aveva ingrandita ancora, catturando nuove giunche e convincendo gli equipaggi a unirsi a lei.
Adesso poteva contare su trecento navi e quasi quarantamila uomini: senza dubbio la più grande flotta pirata che la Cina avesse mai conosciuto. Così famosa che i mercanti si arrendevano non appena vedevano una delle sue giunche. Così potente che i vascelli dei diavoli stranieri pagavano a lei il pedaggio sullo Humen, invece che ai mandarini.
Yu aveva cambiato molte cose anche nell’amministrazione: aveva capito che un ammiraglio deve restare in mare o rischia di rammollirsi, perciò aveva delegato la maggior parte delle scartoffie a Bel Ragazzo.
L’uomo (ormai era un po’ troppo cresciuto per considerarlo ancora “ragazzo”) si era rivelato più bravo con il pallottoliere che con la sciabola, ed era un eccellente organizzatore… Oltre a farle compagnia quando Yu decideva di fermarsi a Hong Kong per qualche giorno.
Purtroppo non accadeva molto spesso.
«Capitano» la chiamò Annusa il Vento dal cassero di poppa.
Yu mise via il cannocchiale e con un salto raggiunse il timoniere, che indossava la solita tunica da monaco taoista. Rivolse verso di lei l’unico occhio.
«Cosa c’è?» domandò Yu.
«Nave all’orizzonte» rispose l’altro, e puntò il dito.
Yu non notò niente, ma Annusa il Vento non aveva mai sbagliato un avvistamento.
«Riesci a vedere che giunca è?»
«Da carico, o da guerra… È troppo lontana per dirlo. Di sicuro, pesante. E viene verso di noi.»
Il cuore di Yu partì al galoppo nel petto.
«Tigre Scarlatta!» chiamò.
Il pirata le comparve davanti in un attimo.
Lui e Piccola Furia erano stati tra i primi a tornare a Hong Kong dopo la riconquista della flotta e una sera, all’improvviso, erano entrati nelle sue stanze. Tigre era caduto in ginocchio, aveva sfoderato le lame lu jiao dao e aveva detto: «Non sono stato in grado di proteggerti. Ti prego di uccidermi con le tue mani».
Era questo che aveva cercato di fare Tigre nei tre anni di prigionia di Yu: morire. E nonostante ci si fosse impegnato parecchio, andando all’attacco contro cento nemici per volta e senza nessuna strategia in mente, non ci era riuscito.
«Smetti di dire sciocchezze» lo aveva rimproverato Yu. «Mi servi al mio fianco, come sempre.»
Lo aveva costretto a rialzarsi, e da allora Tigre Scarlatta non si era più allontanato da lei, come se avesse paura di perderla di nuovo.
«C’è una nave da quella parte» gli spiegò Yu. «Segnala subito alla Ninfea Cremisi di ritirarsi: prenderemo noi la testa della formazione per l’attacco.»
Le cicatrici sul volto di Tigre si contrassero in un sorriso.
«Comandante…»
«Sì?»
«Scusa se mi permetto, ma tua figlia Qi si è guadagnata il suo comando. È in grado di affrontare una battaglia.»
«È ancora piccola…»
«All’età di Wen tu avevi già sconfitto Montagna Che Cammina, a quella di Qi avevi partecipato a cento battaglie. E la ragazza è stata addestrata bene. Devi avere fiducia.»
«Tigre ha ragione» esclamò Annusa il Vento. «I figli hanno bisogno di essere messi alla prova. Di misurare le proprie forze. E andare a sbatterci il muso, se serve.»
Yu sbuffò.
«Da quando in qua voialtri sareste esperti di come si tirano su i figli?» ruggì. Poi fece un respiro profondo. «Va bene. Segnalate solo che c’è una nave in vista. Qi si prepari all’attacco, noi resteremo un passo indietro, pronti a intervenire in caso di bisogno.»
«Sissignora.»
«E, Tigre: vedi di non ribattere mai più a un mio ordine, oppure la prossima volta potrei accettare la tua offerta, e usare le lu jiao dao per tagliarti la gola.»
Il pirata scoppiò in una grossa risata e saltò via.
Yu invece si spostò a prua, per vedere meglio cosa stesse accadendo.
Ora riusciva a distinguere il loro avversario: una giunca a tre alberi piuttosto tozza e lenta, proprio come aveva detto il timoniere. La Ninfea Cremisi le filava incontro di gran carriera, e Yu poteva vedere i pirati che si preparavano all’attacco.
«Prima i cannoni, Qi» mormorò lei. «Razzi contro le vele, e mitraglia a spazzare il ponte. Ti prego, non fare errori.»
La Ninfea Cremisi alzò la bandiera con la stella a otto punte, simbolo della flotta.
Era quello il momento cruciale, in cui l’altra nave aveva l’occasione di arrendersi evitando una lunga e sanguinosa battaglia.
Yu osservò la scena stritolando il cannocchiale. Sulla giunca nemica ferveva una grande agitazione. Cosa aspettavano a dichiarare la resa?
A un tratto dalla barca si levò un pennacchio di fumo, poi il mare esplose a babordo della Ninfea Cremisi, sollevando alti spruzzi.
Un colpo di cannone.
Sparavano, quei maledetti, e avevano buona mira, ci erano andati fin troppo vicini…
Qi, maledizione, fuoco a volontà!
Invece la giunca di sua figlia continuava dritta per la propria strada, velocissima, sembrava intenzionata a speronare l’avversaria.
Poi, con orrore, Yu vide Qi che alzava il flauto d’acciaio che usava come arma. Stava radunando i suoi uomini per l’arrembaggio.
Oh no, pensò. Oh no, no, no. Non così. È troppo presto…
Wen, Qi e Locusta Verde volarono insieme dal ponte della Ninfea Cremisi verso il castello di prua dell’altra nave.
Gigante di Pietra, che Yu aveva imposto a sua figlia come guardiano, lanciò un rampino grosso come un’ancora per agganciare la giunca e ridurre le distanze. Tutti i pirati della Ninfea Cremisi si scagliarono all’attacco, chi volando, chi coi rampini.
In un attimo infuriò la battaglia.
«Maledizione» disse Yu. «Sono andati all’arrembaggio senza sparare un colpo, ma perché diavolo hanno fatto una cosa simile?»
La Ninfea Cremisi e la giunca nemica erano avvinghiate strette, uno scafo contro l’altro. Un solo colpo di cannone avrebbe potuto affondare l’avversaria. E sul ponte di entrambe si combatteva. Dov’erano i suoi figli? A Yu sembrò di scorgere Wen saltare alle spalle di un uomo col triplo dei suoi anni e mandarlo lungo disteso con un calcio. Ma fu solo un lampo, poi il ragazzino sparì alla vista.
E Qi?
E perché la Vendetta andava così piano?
Yu si voltò verso Annusa il Vento e per poco non si scontrò con Orso Nero, che correva verso il cannone di prua con un barile di polvere nera.
«Ormai sono a tiro» la avvertì.
«È troppo pericoloso, rischieremmo di colpire la Ninfea Cremisi. Senza Nome, hai sentito? Non sparare.»
«Sissignora» rispose l’artigliere.
«Tigre Scarlatta, ti cedo il comando della Vendetta
«In che senso? Tu dove vai?»
Yu lo guardò. «Ad aiutare i miei figli.»
Raccolse la sua energia vitale ed eseguì la mossa delle Ali d’Airone Appese al Cielo.
Sorvolò l’acqua grigia per un bel tratto, poi appoggiò su un’onda la punta del piede e lasciò che il mare la spingesse in avanti, con la furia di un pescecane.
Mentre l’oceano le spumeggiava intorno, Yu sfoderò la spada, l’ormai leggendaria Schiuma del Mare del signor Long.
Fece un altro salto, e questa volta atterrò dritta sul ponte della Ninfea Cremisi.
Tre marinai le corsero intorno impugnando lunghe sciabole. Erano vestiti con uniformi imperiali, indossavano corazze ed elmi che nascondevano il viso.
Yu non perse tempo a ucciderli, semplicemente li saltò e lasciò che la loro stessa foga li spedisse in mare.
Vide Gigante di Pietra ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. I personaggi della storia
  4. Glossario
  5. Unità di misura
  6. Il tempo
  7. Sei anni
  8. Nove anni
  9. Dodici anni
  10. Quattordici anni
  11. Sedici anni
  12. Diciannove anni
  13. Ventiquattro anni
  14. Ventisette anni
  15. Trentatré anni
  16. Trentacinque anni
  17. Quarantasei anni
  18. Ringraziamenti
  19. Copyright