Storia della magia
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Storia della magia

Dall'alchimia alla stregoneria

  1. 544 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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Storia della magia

Dall'alchimia alla stregoneria

Informazioni su questo libro

Scienza e religione: per gran parte di noi sono gli unici metodi validi per interpretare l'universo. Tendiamo a dimenticare che un'altra forza ha affiancato quelle due nel corso della storia, e le ha persino precedute: la magia. Ormai relegata al ruolo di favola per bambini o trucchetto da ciarlatani, la magia ha invece segnato lo sviluppo delle civiltà umane e, a partire dalla preistoria, è stata una presenza costante, un mezzo attraverso cui l'uomo ha cercato di confrontarsi con gli elementi più enigmatici della realtà. Oggi, un archeologo di fama internazionale ci invita a riconsiderarne la natura e l'influenza, nel passato come ai giorni nostri. Ancora adesso, infatti, «quando le persone si trovano davanti ai grandi problemi della vita e della morte, quando desiderano conoscere il futuro o vogliono comprendere il passato, quando cercano di proteggersi dal male o di promuovere il benessere, finiscono spesso per rivolgersi alla magia». Perché mai, altrimenti, continueremmo ad affidarci ad amuleti e portafortuna, a compiere piccoli riti propiziatori, a considerare infausti certi giorni, numeri o avvenimenti?
In un viaggio attraverso Africa, America ed Eurasia, spaziando dallo sciamanesimo del Neolitico all'alchimia del Rinascimento, dal primo oroscopo conosciuto al potere dei tatuaggi, dalle pratiche degli egizi a quelle dell'antica Grecia, fino ai misteri della fisica quantistica, questo libro ripercorre la storia della magia in tutte le sue forme e tradizioni, rivelando quale impronta profonda abbia lasciato in ogni società. Con l'autorevolezza di chi ha svolto decenni di ricerca in ogni angolo del mondo e il piglio divertito di chi ci invita a non prendere troppo sul serio le nostre convinzioni, Chris Gosden ci ricorda il senso profondo della magia e la sua importanza per ripensare il nostro rapporto con il mondo.

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2020
Print ISBN
9788817149822
eBook ISBN
9788831802086
1

Che cos’è la magia e perché è importante?

La magia viene praticata da decine di migliaia di anni in ogni parte del mondo abitato. Nonostante le numerose predizioni che la davano per morente, resta tutt’oggi diffusa e ha saputo sopravvivere anche ai tentativi di sradicarla. Quando le persone si trovano davanti ai grandi problemi della vita e della morte, quando desiderano conoscere il futuro o vogliono comprendere il passato, quando cercano di proteggersi dal male, di curare le malattie o di promuovere il benessere, spesso finiscono per rivolgersi alla magia. Per citare alcune delle sue innumerevoli manifestazioni, la stregoneria è vista come una pratica per far del male a qualcuno, gli spiriti dei morti possono parlare con i vivi e un amuleto protegge una famiglia dal malocchio. La magia può assumere connotati filosofici e accademici, portando a riflettere su domande profonde riguardo alla natura e al senso della realtà, ma può anche essere qualcosa di più semplice e pratico ed essere usata per rimuovere le verruche o curare una mucca. È una disciplina sperimentale, mutevole e creativa.
La mia definizione di magia pone l’enfasi sulle connessioni umane con l’universo, sottolineando come le persone siano aperte ai suoi meccanismi ed esso, a sua volta, risponda alle nostre azioni. Pur nelle loro differenze, la magia è legata agli altri due grandi fil rouge della storia, la religione e la scienza: la prima si concentra su un dio o più dèi, la seconda prevede una comprensione distaccata della realtà fisica. La magia è una delle visioni del mondo più antiche, ma è anche capace di un continuo rinnovamento; di conseguenza, una magia moderna potrebbe aiutarci a esplorare le nostre connessioni fisiche ed etiche con il mondo in un’epoca segnata da una profonda crisi ecologica.
Nel corso degli ultimi secoli, la magia si è fatta una cattiva reputazione, in parte dovuta alle affermazioni stravaganti fatte dai suoi praticanti più disonesti. Inoltre, è anche stata vittima di una campagna di propaganda portata avanti con successo dalle sue cugine, la religione e la scienza. Tuttavia, se un ramo del comportamento umano è così diffuso e ha millenni di vita alle spalle, significa che svolge un ruolo importante per gli individui e le culture. Quindi, il mio scopo nelle pagine seguenti sarà quello di documentare la strana e avvincente varietà della magia; e, dato che quest’ultima si ritrova in ogni epoca e in qualunque luogo, ciò verrà a dischiudere una nuova dimensione della storia del mondo. Inoltre, mi propongo anche di esplorare le sue qualità positive e di chiedermi che cosa possa offrire al mondo odierno.
Uno degli aspetti affascinanti della magia che non prenderò in considerazione potrebbe essere colloquialmente chiamato «prestidigitazione»: l’abilità nello sviare l’attenzione e la destrezza di mano con cui un prestigiatore riesce a ingannare persino l’osservatore più accorto.1 I giochi di prestigio contraddicono le nostre idee, basate sul senso comune, riguardo al funzionamento del mondo: persone vengono segate a metà per poi tornare intere senza riportare nessuna ferita, oggetti scompaiono o appaiono dove non ce lo aspetteremmo, e il pubblico non è mai in grado di dire sotto quale dei tre bicchieri sia nascosta la pallina. In questo sconvolgimento dell’esperienza sensibile, le tecniche per sviare l’attenzione si fondono con quel genere di magia in cui le persone rivendicano in modo più serio le loro capacità di cambiare il mondo; e, senza dubbio, queste tecniche sono state sviluppate nel corso dei millenni anche con l’aiuto di sciamani e figure appartenenti al mondo magico. Ciononostante, c’è un’importante distinzione tra la magia praticata a scopo di intrattenimento e quella che incarna un obiettivo più rigoroso e concreto. Dicendo questo, non intendo minimamente gettare discredito sulla «prestidigitazione», bollandola come un’attività inferiore; anzi, devo dire di essere un suo grande fan. Faccio questa distinzione in modo da potermi poi concentrare su altre forme di magia che rivendicano la serietà della scienza e le aspirazioni metafisiche della religione, affermazioni che non dovrebbero essere liquidate con un’alzata di spalle, ma che meriterebbero piuttosto un esame più approfondito. Dato che la pratica magica viene ad assumere molteplici forme, sarà quindi opportuno farci un’idea iniziale di ciò che può comprendere ricorrendo a qualche esempio concreto.
Una volta, tanti anni fa, presi parte a uno scavo archeologico sull’isola di New Ireland (in Papua Nuova Guinea), in una caverna chiamata Matenkupkum. Gli uomini avevano vissuto lì 35.000 anni fa: tra le prove della loro presenza, c’erano tracce di alcuni tra i primi viaggi marittimi nella storia del mondo. Io vivevo in uno dei molti villaggi affacciati sull’oceano Pacifico, Hilalon. Un giorno feci un’escursione a piedi insieme ad alcuni abitanti: volevo visitare i luoghi dove, prima dell’epoca coloniale, sorgevano i villaggi più vecchi, oggi abbandonati. Nel tardo pomeriggio, mentre tornavamo a Hilalon, mi dissero che volevano mostrarmi qualcosa d’interessante, senza però essere più precisi. Intrigato, decisi di seguirli; ci allontanammo dal sentiero che riportava dritto alla costa e, dopo una mezz’ora, ci ritrovammo in una radura nella foresta pluviale, in cui c’era un leggero avvallamento ricoperto dall’erba. Quel posto trasmetteva una sensazione insolita; rappresentava una sorta di rottura naturale in mezzo alla distesa di alberi, dove faceva molto più caldo che nell’ombra della foresta circostante. I miei amici mi indicarono alcune pietre disposte a terra, nell’erba, che sembravano piccole stalagmiti; molte di esse avevano un’estremità appuntita, composta da un materiale di consistenza cremosa. Non saprei dire con certezza come si fossero formate o come fossero arrivate proprio lì. Un uomo più anziano mi raccontò che, in certe occasioni, quelle pietre si mettevano a volare, librandosi appena sopra il terreno, e che i presenti dovevano prestare attenzione in quanto si muovevano velocemente e c’era il rischio di rimanere feriti; tuttavia, chi aveva le conoscenze giuste poteva esaminare i loro movimenti al fine di prevedere il futuro. Colmo d’eccitazione, dissi: «Mi piacerebbe vederle muoversi». «No» mi risposero i miei amici. «Se ci sono in giro dei bianchi, non lo fanno.»
Durante gli anni trascorsi in Nuova Guinea, mi sono imbattuto in diverse altre storie di questo genere: c’erano, per esempio, delle pietre in grado di teletrasportare in un luogo remoto la persona che vi avesse messo le mani sopra pensando a quel posto. Gli abitanti della Nuova Guinea, sempre pronti a adattarsi, hanno inventato delle forme di stregoneria che risultano utili nel mondo contemporaneo: come diventare invisibili al fine di svaligiare una banca, per esempio, cosa che richiede di mettersi tra i capelli le ossa di un gatto nero (chi me lo ha raccontato lo ha fatto tra le risate, chiedendomi se pensassi che potesse funzionare davvero). Le stregonerie per far entrare i propri figli all’università o alle scuole superiori vengono prese più sul serio, ma la gente era meno disponibile a parlarne. Magia e stregoneria sono diffuse in Papua Nuova Guinea e richiedono la capacità di leggere il mondo nel modo corretto, che si tratti di interpretare i movimenti delle pietre, di mettere a punto delle azioni magiche che funzionino nel villaggio o di promuovere le nascenti aspirazioni di qualche cittadino del ceto medio.
Uno dei più famosi resoconti della magia scritti da un occidentale è quello dell’antropologo E.E. Evans-Pritchard, che lavorò negli anni Trenta del Novecento con gli azande, un popolo contadino stanziato tra il Sudan meridionale, la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica Centrafricana. Nel suo libro Witchcraft, Oracles and Magic among the Azande (Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande), Evans-Pritchard sottolineava come la magia e la stregoneria non fossero pratiche irrazionali, ma tenessero conto di argomentazioni razionali, basate su premesse differenti da quelle comuni nella tradizione intellettuale occidentale. Per gli azande, la sfortuna e la morte avevano sempre una causa umana che agiva attraverso la stregoneria e la magia, e le origini dei particolari casi di incidenti o decessi andavano cercate nelle motivazioni umane e nella politica. La causalità, secondo gli azande, aveva una natura duplice. Se un granaio crollava su una persona seduta alla sua ombra e la uccideva, si accettava che la causa ultima del collasso della struttura stesse nel fatto che le formiche avevano mangiato i suoi sostegni di legno. La vera domanda, però, era la seguente: «Perché è caduto proprio nel preciso momento in cui qualcuno era seduto lì?». Di norma, si rispondeva chiamando in causa la stregoneria, cosa che portava a una nuova serie di pressanti domande sull’identità della strega – o dello stregone – e quali fossero state le sue motivazioni. Nessuno metteva in dubbio che una strega fosse in grado di far crollare un granaio, in quanto la loro volontà poteva agire – spesso a distanza – sugli oggetti materiali. Un metodo per indagare sui casi di stregoneria prevedeva di dare del mangime avvelenato a una gallina: dalla sopravvivenza o meno di quest’ultima – e dal suo comportamento successivo, se sopravviveva – si potevano trarre informazioni riguardo alla strega. Si diceva che, nei tempi antichi, il veleno venisse somministrato direttamente al presunto stregone: nel caso morisse, era la prova definitiva della sua colpevolezza (oltre che la punizione per il suo crimine).
Durante tali inchieste, il gruppo sondava tensioni e motivazioni sociali, trasformando così la magia in un’arena dove la domanda ultima era quella sulla responsabilità sociale: chi erano gli stregoni responsabili del crimine, da quali motivazioni erano mossi e fino a che punto potevano essere chiamati a rispondere? Una disputa sui terreni, il pagamento di una dote per un matrimonio, un ferimento o una presunta infedeltà erano tutte cose che potevano portare alla stregoneria. In alcuni casi, si trattava di singoli eventi isolati; in altri, gli episodi avevano alle spalle una lunga storia di liti all’interno del gruppo. Il lavoro investigativo degli azande sui motivi per cui si erano verificati degli episodi pericolosi e sulle persone che potevano averli causati mirava a identificare la causa alla base di un evento: se quest’ultima non veniva portata alla luce e affrontata dal gruppo, avrebbe infatti potuto esacerbarsi, conducendo ad altre liti e a pericoli più grandi. La magia degli azande era razionale sotto ogni punto di vista. La diagnosi e la risoluzione delle tensioni sociali e dei disaccordi avvenivano esclusivamente attraverso la magia, che svolgeva così il ruolo che, in molte parti del mondo, è rivestito dal sistema giudiziario dei tribunali. Il punto fondamentale è che la credenza nella magia non rende la gente irrazionale e che il contrasto tra magia e scienza non è rappresentabile come una contrapposizione tra irrazionalità e razionalità; piuttosto, le persone utilizzano varie forme di logica che si basano su premesse radicalmente diverse. Ci soffermeremo più a lungo sulla magia e la divinazione in Africa nel capitolo 8.
La magia è stata praticata anche in Europa, e lo è tuttora. Nella Bodleian Library dell’Università di Oxford ci sono registrazioni di circa ottantamila consultazioni astrologiche, risalenti al periodo tra la fine del regno di Elisabetta I (all’alba del XVII secolo) e l’ascesa di Carlo II nel 1660. Nel suo complesso, si tratta della più grande testimonianza di attività astrologica nell’Europa dell’inizio dell’Era moderna, cosa che dimostra anche la serietà con cui l’astrologia veniva considerata. Come vedremo più nel dettaglio nel capitolo 9, questi registri erano tenuti da Simon Forman e Richard Napier, il primo a Londra e il secondo nella contea di Buckinghamshire, dove era parroco. Napier insegnò l’arte astrologica anche a suo nipote, poi diventato Sir Richard Napier, che l’avrebbe praticata fino al XVII secolo inoltrato. Andarono a consultarli più di sessantamila persone, alcune più di una volta; la maggior parte delle loro domande riguardavano problemi medici, ma c’era anche chi li interrogava sulla propria carriera, su persone scomparse, su oggetti di valore perduti e su tutta una serie di altre questioni importanti. Per ogni consultazione abbiamo una carta astrologica che mostra le costellazioni di corpi celesti che si pensava influenzassero la salute e il destino del cliente; vengono inoltre riportate le domande fatte e le diagnosi ottenute. I clienti potevano anche richiedere la preparazione di un tema astrale, un oroscopo generale per l’intera vita basato sulle posizioni di stelle e pianeti al momento della loro nascita.
I nostri tre astrologi erano tutti cittadini rispettabili che praticavano la loro arte alla luce del sole e venivano regolarmente pagati. Tutto indica che prendessero le loro conoscenze astrologiche sul serio: per esempio, facevano confronti tra i diversi casi, chiedendosi se in passato avessero formulato una diagnosi corretta e se il responso a cui erano giunti potesse essere migliorato o perfezionato in futuro. Queste consultazioni astrologiche costituiscono uno dei più grandi insiemi di documenti medici anteriori al XX secolo, e ci forniscono una testimonianza dal valore inestimabile sulle malattie e sul rapporto con la salute all’inizio dell’Era moderna, oltre a mostrarci una mentalità magica molto diversa da quella adottata dalla teoria dei germi. Forman e i due Napier facevano parte di una grande rete di astrologi; tuttavia, la maggior parte dei registri dei loro colleghi – sempre ammesso che li tenessero – sono andati perduti. L’astrologia è uno dei temi più importanti di questo libro; è giunta in Europa e nel Medio Oriente dall’antica Mesopotamia, dove già cinquemila anni fa si conducevano attente osservazioni dei corpi celesti (Sole, Luna, stelle e pianeti) che avrebbero creato le basi non solo per l’astrologia ma anche per l’astronomia. Abbiamo ricchissimi documenti d’archivio che attestano la pratica della magia dalla comparsa della scrittura (intorno al 3200 a.C.) fino a oggi. Una schiera di studiosi specialisti – la cui competenza spazia dalla scrittura cuneiforme all’antico cinese fino ai complessi manoscritti moderni – stanno rendendo disponibili un patrimonio di informazioni, alle quali ho avuto la fortuna di poter attingere.
FIGURA 1.1: Una volvella: uno strumento di carta, costituito da uno o più dischi mobili, che serve a localizzare le posizioni dei pianeti all’interno dello zodiaco. È l’equivalente astrologico dell’astrolabio, che veniva usato per fare osservazioni della volta celeste.
FIGURA 1.1: Una volvella: uno strumento di carta, costituito da uno o più dischi mobili, che serve a localizzare le posizioni dei pianeti all’interno dello zodiaco. È l’equivalente astrologico dell’astrolabio, che veniva usato per fare osservazioni della volta celeste.
Astrologi simili a Forman e ai Napier hanno praticato in Gran Bretagna almeno fino al XIX secolo. Per i britannici del Medioevo e dei primi secoli dell’Era moderna, l’astrologia non era un ripiego: gli astrologi erano invece le prime persone a cui si rivolgevano, perché i loro metodi erano visti come fidati e collaudati (e, probabilmente, non erano pericolosi come quelli della medicina dell’epoca) (si veda la Figura 1.1). Oggi possiamo consultare il nostro oroscopo attraverso un’app, anche se forse non tutti coloro che praticano l’astrologia vi si dedicano con la stessa serietà dei loro predecessori. Nel mondo odierno, le persone si accostano regolarmente all’astrologia e prendono in considerazione molte altre possibilità magiche; alcuni lo fanno con piena fiducia nelle potenzialità della magia, mentre molti altri si limitano a chiedersi «E se ci fosse qualcosa di vero?». Più avanti, torneremo su quest’ultima domanda per vedere dove ci conduce.
Sono certo che molti lettori saranno giustamente scettici riguardo all’esistenza e all’efficacia della magia. Una prima risposta davanti a un atteggiamento di radicale scetticismo sta nel sottolineare come la magia non derivi da strani capricci o da una deliberata irrazionalità. Nel pensiero occidentale, sono occorsi grandi sforzi per costruire la visione di un universo meccanicistico, dove i pianeti e gli atomi sono mossi da forze, e gli esseri viventi sono caratterizzati da reazioni biochimiche o talvolta dall’attivazione di neuroni. Allo stesso modo, in altre culture è stato fatto un lavoro altrettanto impegnativo per negare le differenze tra animato e inanimato, tra vivente e non vivente, tra umano e non umano. Anche nel mondo occidentale, nella vita quotidiana tali distinzioni vengono spesso a cadere, e molti di noi si ritrovano a parlare con il gatto o a insultare la stampante quando non funziona. Sotto la retorica razionalista della nostra cultura c’è tutta una serie di incontri quotidiani con piccole forme di magia: numeri e giorni possono essere più o meno propizi, ci sono gatti neri che ci tagliano la strada e chi si dedica a una professione sportiva può guardare la magia con la stessa serietà con cui considera il proprio allenamento. Cerchiamo piccoli vantaggi attraverso cose che spesso bolliamo come mezzi irrazionali, cose che per quanto difficili da prendere totalmente sul serio sono anche difficili da ignorare. Per molti, la netta distinzione fatta nel pensiero occidentale tra le categorie della natura – dove si applicano le leggi della scienza – e della cultura – dove a dominare sono le condizioni economiche, politiche, emozionali o estetiche – non ha senso. In tutte le varietà dell’esistenza emergono delle distinzioni tra diverse categorie di cose, ma anche delle somiglianze: i punti dove vengono tracciate le linee di differenza o di connessione possono variare, ma chi le traccia vi vede sempre qualcosa di logico e di sensato.
Molte persone, probabilmente la maggioranza di chi è vissuto in passato o è ancora vivo, credono in una qualche manifestazione della magia; tuttavia, il semplice fatto che un sacco di gente creda a una cosa non basta a renderla vera. In ogni caso, dato che la magia è così pervasiva, chi vuole raggiungere una piena comprensione della storia umana non può limitarsi a ignorarla. Inoltre, aprendoci alle possibilità dischiuse dalla magia, potremmo anche arrivare a vedere alcuni vantaggi presenti in una mentalità magica, come spiegherò meglio più avanti.
Innanzitutto, però, dobbiamo affrontare i problemi relativi alla definizione della magia, chiedendoci se possa essere separata dagli altri ambiti delle credenze e delle azioni umane.

Che cos’è la magia?

Una delle prime domande da porci riguardo alla magia è: «Di che cosa si tratta?». La definizione che userò è incentrata sulla partecipazione. Gli esseri umani partecipano direttamente all’universo, e quest’ultimo ci influenza e ci plasma. Uno stregone azande può far crollare un granaio senza che vi sia alcun contatto fisico, magari recitando l’incantesimo corretto o collocando nelle sue vicinanze le sostanze appropriate (non conosciamo con certezza le particolari tecniche adottate da questa popolazione). La magia è potente perché le persone ci credono e agiscono sulla sua base. Non essendo un azande, resto in fondo un po’ scettico, ma ciò è in parte dovuto al fatto che sono cresciuto in un mondo dove il pensiero critico è fondamentale e contano le prove rigorose. Da un punto di vista scientifico, potremmo concentrare la nostra indagine su come il granaio potrebbe collassare senza che vi sia un’influenza fisica percettibile. Forse, però, dovremmo chiederci quali siano le conseguenze, buone o cattive, del pensare che sia stato lo stregone a farlo crollare. Il mondo è una realtà complessa dalle molteplici sfaccettature, con così tanti possibili modi di unire causa ed effetto, che la stregoneria potrebbe benissimo costituire un filo ragionevole da seguire attraverso le numerose combinazioni di persone e cose. In una sit...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Storia della magia
  4. 1. Che cos’è la magia e perché è importante?
  5. 2. La storia profonda della magia (40.000-6000 a.C. circa)
  6. 3. La magia delle città: Mesopotamia ed Egitto (4000-1000 a.C.)
  7. 4. La magia cinese: partecipazione profonda (20.000 a.C. circa-oggi)
  8. 5. Sciamanesimo e magia nella steppa euroasiatica (4000 a.C. circa-oggi)
  9. 6. Tradizioni magiche nell’Europa preistorica (10.000-0 a.C.)
  10. 7. Magia ebraica, greca e romana (1000 a.C.-1000 d.C. circa)
  11. 8. Le magie dell’Africa, dell’Australia e delle Americhe
  12. 9. La magia medievale e moderna in Europa (500 d.C.-oggi)
  13. 10. La magia contemporanea e futura
  14. Cronologia: Storia globale della magia
  15. Note
  16. Bibliografia
  17. Ringraziamenti
  18. Indice delle illustrazioni
  19. Indice delle tabelle
  20. Copyright