Per rinascere
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Per rinascere

  1. 228 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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Per rinascere

Informazioni su questo libro

Le vacanze in montagna sono una noia mortale per Gioia, ma non ha altra scelta: sua mamma ha bisogno di passare un po' di tempo con lei per ricucire il loro rapporto. Così, in men che non si dica, Gioia lascia Palermo, il fidanzato Alex e le sue amiche per recarsi in un hotel tra le cime innevate, dove l'età media della clientela ricorda quella di una casa di riposo. Ma proprio quando ha perso le speranze di incontrare qualche suo coetaneo, scorge una ragazza dal volto famigliare… Dove può averla già vista? Ma certo, su Instagram! Si tratta di Valeria Vedovatti, la famosa influencer. Peccato che a Gioia le influencer non piacciano per niente, le sembrano un po' tutte uguali, superficiali e vanitose.Ma le sue amiche insistono, vogliono che si procuri una videodedica di Valeria, in cambio controlleranno Alex a una festa. Non le resta che accettare l'offerta.Avere a che fare con Valeria, però, si rivela molto meno noioso del previsto e ben presto Gioia si renderà conto che dietro la ragazza che agli occhi di molti può sembrare perfetta si nasconde un lato che sono in pochi a conoscere, e che i momenti di fragilità in cui il buio ci avvolge non risparmiano nessuno.In un'incredibile avventura tra la neve, baite abbandonate e pericoli dietro l'angolo, il loro incontro cambierà per sempre la vita di entrambe, perché il segreto che nasconde Valeria ha una forza strabiliante. E non importa cosa ti è successo, l'importante è rialzarsi. Per rinascere.

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2021
eBook ISBN
9788831805025
Print ISBN
9788817155755
1

Io non sono una sirena

“Sei la migliore di tutte.”
Intravedo sullo schermo dell’iPhone il messaggio di Alex, seduto tre file di banchi dietro di me, e sulle mie labbra spunta un sorriso. Adoro quando mi scrive frasi di questo tipo, senza un motivo preciso, ma soltanto per farmi sentire amata. Prima di lui, questo genere di cose me le dicevo da sola. Mi mettevo davanti allo specchio (magari dopo la doccia, con i capelli ancora umidi avvolti dentro l’asciugamano) e guardavo dritto in faccia la mia immagine riflessa sussurrando: «Tu sei okay» oppure «Tu sei intelligente». Lo so, le persone che parlano da sole sono un po’ matte, e non sono qui per dimostrare il contrario. La cosa pallosa dei complimenti è che non funzionano, se siamo noi stessi a farceli, anzi, ci rendono solo più narcisisti. Ma io non ero innamorata di me stessa, mi sentivo molto sola.
Per questo mi parlavo.
Ma ora c’è Alex, e almeno questo problema è risolto.
“Vedrai che sceglieranno te.” Il secondo messaggio compare sullo schermo del mio cellulare e questa volta mi giro. Alex mi sorride, io ricambio arrossendo, il nostro flirt è stato intercettato da mezza classe, tanto che qualcuno inizia pure a sghignazzare.
«Cosa succede?»
L’insegnante di teatro si intromette cercando di interpretare il brusio nell’aula, la sezione B della terza liceo, ma nessuno risponde, però tutti mi stanno fissando. Allora lei striscia sui tacchi bassi fino al mio banco; non ho mai capito che senso abbia indossare i tacchi se poi non ci sai camminare.
«Lo ripeto un’ultima volta: c-h-e s-u-c-c-e-d-e?»
Scandisce le parole come se noi non avessimo capito la domanda. Abbasso la testa e mi guardo la punta delle Nike. Da piccola ero molto timida e tenevo sempre gli occhi bassi, studiavo le scarpe di chi mi stava intorno, ho imparato a conoscere le persone fissando la punta delle loro scarpe e ascoltandone la voce.
«Molto bene. Gioia, vuoi venire tu a farci vedere il pezzo che hai preparato?»
Ecco quello che temevo, quello per cui Alex mi ha scritto: “Sei la migliore di tutte” e “Vedrai che sceglieranno te”. Intendeva l’audizione per il ruolo di Circe nello spettacolo di fine anno. Siccome tutte le ragazze si sono preparate per fare le sirene oppure Nausicaa, io ho pensato che potessi tentare di ottenere la parte della maga cattiva che trasforma i compagni di Ulisse in maiali. Il vero motivo è che ho ideato una coreografia di ginnastica artistica d’accompagnamento da esibire durante la recita. Il problema è che non l’ho ancora preparata bene, nonostante Alex sia convinto del contrario, quindi oggi reciterò e basta.
«Allora? Dobbiamo aspettare ancora molto che la sirena ci degni della sua attenzione?»
«In realtà il pezzo che ho preparato è della maga Circe, non voglio fare la sirena…»
L’insegnante di teatro si zittisce per un secondo, poi si trascina fino alla cattedra traballando sui tacchi, si appoggia sul bordo, solleva una mano con gesto teatrale e mi dice: «Prego, siamo in trepida attesa».
Io mi alzo dal banco, raggiungo la lavagna e, con la classe alle mie spalle, faccio un lungo respiro.
«Un momento, ci serve un Ulisse! Qualche volontario?»
Non mi volto, ma so che non si è offerto nessuno, c’è un silenzio troppo lungo e sospetto. Stringo i pugni per la tensione e spero che Alex mi salvi.
«Mi offro io.»
Riconosco la sua voce, anche se ora la classe ci sfotterà perché siamo ufficialmente “la coppietta che recita insieme”. Vi spiego: io e Alex siamo considerati “quelli strani” perché be’, siamo un po’ alternativi. Ovviamente le mie migliori amiche, Le Incredibili, non la pensano così, o meglio, pensano che siamo strani ma mi vogliono un sacco bene.
Alex si avvicina alla lavagna, si piazza accanto a me e mi strizza l’occhio. Posso farcela. L’insegnante gli allunga il copione, io invece ho studiato le battute a memoria, ne faccio a meno.
«Quando volete» la sento dire, e così chiudo gli occhi cercando di scacciare l’ansia.
Visualizzo mentalmente gli ultimi messaggi di Alex: sono brava, ce la posso fare.
Mi volto verso la classe, e Alex mi dà la battuta: «È proprio questo tuo vivere in un mondo di incantesimi, Circe, che non ti fa comprendere la forza dei sentimenti umani, di un amore che, se è vero, è per sempre e non è legato solamente al fiore degli anni e della bellezza…».
Alex stringe tra le mani il copione e legge con la sua splendida voce da usignolo, ogni tanto alza lo sguardo dal foglio per fissarmi negli occhi. Io sono impalata, rimango rigida con le braccia lungo il corpo, poi quasi in un sussurro rispondo…
«Folle, se mi abbandoni, non potrò fare più nulla per te, ma rimarrai sottoposto nuovamente alle ire del dio, alle quali non potrò più sottrarti…»
Doveva essere una minaccia, invece dal mio tono sembra quasi che gli stia chiedendo se preferisce il gelato alla crema o al pistacchio. Lui intuisce il mio disagio e fa un passo verso di me, mi stringe le mani, la classe sghignazza.
«Restare con te, dimenticare tutto, riposare finalmente…»
Alex mi guarda come se tentasse di regalarmi un po’ della sua forza attraverso gli occhi. Io scuoto leggermente la testa…
«Ulisse, ti offro tutta me stessa… mi dichiaro disposta, se gli dèi lo consentiranno, a rinunciare ai miei poteri magici per poterti seguire, come semplice donna mortale, nel tuo destino, qualunque esso sarà…»
Tossisco, qui dovrei attaccare con la coreografia che ho preparato, ma non l’ho fatto abbastanza bene, mi guardo attorno spaesata, la voce dell’insegnante di teatro mi ferma.
«Bene, grazie a tutti e due, vediamo per alzata di mano a chi è piaciuto.»
La odio. Il voto per alzata di mano è la cosa più umiliante e ingiusta che ci sia sulla faccia della Terra. Ti obbliga a startene lì, in piedi sul patibolo, ad accettare il tuo spietato destino. Cerco di sorridere ma mi trema il labbro inferiore per il nervoso, l’ennesima umiliazione della giornata che si abbatte su di me come una piaga.
«Allora, nessuno?»
Le Incredibili alzano la mano, la alza anche Giovanni dell’ultimo banco (a cui scrivo sempre i temi di italiano in cambio di un suo aiuto in matematica) e la alza pure Denise, a cui non credevo di stare simpatica perché non ci siamo mai parlate, in realtà non ha mai parlato con nessuno. Ovviamente, accanto a me, alza la mano anche Alex.
L’insegnante di teatro si sfila gli occhiali, gesto che ripete sempre quando è stanca.
«Allora, se c’è qualcun altro che vuole fare la parte di Circe si faccia avanti ora, poi faremo un’altra votazione…»
La classe rimane talmente in silenzio che si sentono le voci degli studenti dall’aula di fianco, e io ho stretto i pugni così forte che mi sono lasciata i segni delle unghie sui palmi delle mani.
«Come pensavo, nessuno…» commenta annuendo con un leggero cenno del capo.
«Quante, invece, vogliono fare le sirene?»
Le mani si alzano al cielo come grattacieli, ci sono solo cinque ragazze che non si sono mosse, ma so già che vorranno il ruolo di Nausicaa.
Tutto questo mi sembra così stupido, non riesco a credere che quasi tutte le mie compagne vogliano fare la parte delle sirene, non hanno praticamente battute, l’unica cosa che devono fare è flirtare con Ulisse e pettinarsi i capelli. Ma il costume da sirena, con la coda brillantinata e il top a forma di conchiglia, è il più bello di tutti. Il migliore per farsi le foto su Instagram.
«Allora la parte è tua» sussurra l’insegnante di teatro scrivendo il mio nome a matita sul suo copione.
«Avevo preparato anche una coreografia, magari la prossima lezione potrei…»
«Basta così per oggi, ne riparleremo» mi interrompe, infilando il copione nella borsa.
La campanella suona. Mentre la classe si svuota come se fosse scattato l’allarme antincendio, Alex mi stringe un gomito, tirandomi a sé.
«Complimenti, amore…» mi dice, ma io mi divincolo e mi avvio con passo deciso fino al mio banco.
Le Incredibili mi corrono incontro, accerchiandomi.
«Complimenti, Gioia!»
Alex si fa largo tra le mie amiche. «Gioia, ma che hai?»
Io chiudo la zip dello zaino e me lo metto in spalla, sono una di quelle persone che non riescono a nascondere un’emozione: quando sono giù lo si vede subito, sono un libro aperto, mi si legge facilmente.
«Ma lo avete capito o no che ho ottenuto la parte perché nessun’altra la voleva?» Scuoto la testa ed esco dalla classe.
«Gioia, aspetta! Ne possiamo parlare?» Nicole mi raggiunge nel corridoio e mi mette una mano sulla spalla. Alex invece rimane in disparte. Ho come l’impressione di deluderlo ogni volta che fallisco in qualcosa.
Ho così paura di sbagliare, di deludere le persone e di non piacere agli altri che a volte l’unica soluzione che trovo è scappare, così mi allontano da tutto e da tutti, anche da me stessa.
Anonimo
2

Tu non ci sei mai

Mamma mi aspetta in macchina, e siccome è giovedì (il giorno in cui lavora mezza giornata) mi ha promesso il sushi. Ogni tanto nella mia vita una gioia che giustifichi il mio nome.
Aspetta parcheggiata al solito posto, è al telefono e sta parlando in inglese con qualcuno, dal tono non sembra una conversazione pacifica, immagino riguardi il lavoro.
«Yes, of course Mr Green, we will provide…»
Mi pare una chiamata delicata per il fatto che mamma si sta massacrando con le unghie i palmi delle mani, la stessa cosa che ho fatto io poc...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Per rinascere
  4. 1. Io non sono una sirena
  5. 2. Tu non ci sei mai
  6. 3. Imprevisti
  7. 4. Anniversario in anticipo
  8. 5. Marshmallow e cannoli
  9. 6. Scommesse per colazione
  10. 7. Tra le nuvole
  11. 8. Come ti vesti?
  12. 9. Pasta al pomodoro
  13. 10. Un volto familiare
  14. 11. Influencer in vacanza
  15. 12. Tempo variabile
  16. 13. Dramma
  17. 14. Non abbiamo altra scelta
  18. 15. L’uomo
  19. 16. Amicizia
  20. 17. Tu non hai paura?
  21. 18. Un rumore improvviso
  22. 19. Tè avvelenato per merenda
  23. 20. Amore
  24. 21. Crush
  25. 22. Primo bacio
  26. 23. Abiti bruciati
  27. 24. Confessioni fumanti
  28. 25. Famiglia
  29. 26. Lupi
  30. 27. Segreto
  31. 28. Momento buio
  32. 29. Per rinascere
  33. 30. Pericolo
  34. 31. Aiuto
  35. 32. Chiarimenti
  36. 33. Confessioni finali
  37. 34. Finalmente salve
  38. 35. Il futuro è imprevedibile
  39. 36. Mamma
  40. 37. Solo se ti rende felice
  41. 38. Scheletri
  42. 39. Alex
  43. 40. Messaggi
  44. 41. Ava
  45. 42. Nuovi inizi
  46. Ringraziamenti
  47. Copyright