Solo poco tempo fa questo non era un libro. Del libro aveva solo una vaga forma. E sarebbe rimasto qualcosa a forma di libro (e non un vero libro) se non fosse stato per l’aiuto di alcune persone incredibilmente piene di talento e generosità. Il tempo è prezioso e loro ne hanno dedicato molto a leggere e a darmi consigli su come trasformare questo progetto in una storia. Sono infinitamente riconoscente per ogni lettura approfondita, ogni nota, ogni suggerimento che ha acceso una lampadina su una parte della storia che era ancora carente o poco chiara.
Innanzitutto, un grazie di cuore a tutta la squadra della Pitch Wars, che ha realizzato il mio sogno di scrittrice. È solo un primo trampolino, ma importante, e la comunità che avete creato mi ha permesso di incontrare tante persone meravigliose. Grazie al gruppo 2017 della Pitch Wars, in cui mi sento a casa. È il luogo dove torno quando mi sento perduta (e quando mi perdo nelle mie emozioni).
Grazie a Kate Karyus Quinn e Mindy McGinnis, che hanno pescato questa storia nella loro casella di posta in arrivo e mi hanno detto tutto quello che non andava. Grazie per aver risposto a mille domande e per avermi aiutato a sdrammatizzare i momenti più complicati della stesura. Il vostro umorismo, la vostra sensibilità e le innumerevoli osservazioni mi hanno reso un’autrice migliore, e sono veramente grata per il tempo che avete dedicato a questa storia.
Sono anche grata alla mia fantastica agente, Suzie Townsend, e all’intera équipe della New Leaf, che mi ha letteralmente sommerso di attenzioni. È stato come essere accolta in famiglia. Suzie, penso che ci siano stati momenti in cui hai creduto in questo libro più di me: grazie per essere la più preziosa alleata che uno scrittore possa sperare di avere.
Grazie al mio brillante editor, Ben Rosenthal, per aver letto questo libro tante volte, e per amarlo ancora. Grazie per aver recuperato tutti i fili che avevo lasciato cadere e per avermi aiutato a intesserli di nuovo nella storia. Grazie agli altri membri del team della Katherine Tegen Books per il cordiale benvenuto e per avere prestato a questo libro i vostri numerosi e straordinari talenti.
Agli scrittori del collettivo The Great Noveling Adventure: avete creato la prima comunità di autori alla quale ho sentito di appartenere. Grazie per avermi aiutato a mettere insieme le prime mille parole di questa storia. Jenny Perinovic, la mia amica senatrice della Pennsylvania, non so proprio dove sarei senza di te. Grazie per l’incoraggiamento, gli appuntamenti di scrittura e per la tua amicizia. Ti sono immensamente grata.
Grazie ai miei professori del liceo e ai docenti di sociologia dell’università. Gli uni mi hanno insegnato a trovare la mia voce, gli altri mi hanno insegnato come usarla. Grazie di tutto, Pat e Jill.
Grazie a te, Natalie, per essere la mia più cara amica da quasi vent’anni. Mi hai aiutato a navigare in un mare di decisioni difficili. Sono così lieta di aver trovato, come direbbe Anne “con la e”, un’anima gemella. Adiah Wren, spero che tu sappia quanto ti ammiro. Appena comincio a dimenticarlo, tu mi rammenti che le nostre voci contano davvero. Non vedo l’ora di leggere ancora ciò che hai da dire. Jacqueline, grazie per essere stata una delle mie prime lettrici e amiche, e per offrirmi inesauribile supporto fin dal primo giorno.
Alla mia grande e meravigliosa famiglia, inclusa quella acquisita, siete la rete che ci tiene insieme. Che incredibile dono è avere la sicurezza del vostro affetto! Non l’ho mai dato per scontato. Un grazie speciale a zia Molly, per gli Oreo e le puntate di Una mamma per amica, e a zio Matt per il Nintendo. Davvero, questo è un grazie per essere stati presenti al momento giusto – per me è stata una salvezza. Nonna McCauley, grazie per avermi prestato la tua casa e la tua cocciuta speranza, quando ne avevo più bisogno. E grazie a te, mamma, per essere la mia stella polare. Guarderò sempre a te quando ho bisogno di una guida. Sei il mio primo amore.
Kayleigh, grazie per aver risposto alle mie telefonate quando ero nel panico, per essere stata la prima e più convinta sostenitrice di questa storia, e per avere letto questo libro dalla prima all’ultima pagina più volte di me. Grazie a te, Katharyn, per farmi ridere fino alle lacrime. Voi due siete le mie migliori amiche in assoluto, ed è una fortuna avervi nella mia vita.
Infine, Andrew. Hai trattato questo libro (e tutto ciò che scrivo) come se fosse un evento inevitabile e mai come un sogno irrealizzabile e inopportuno, come lo vedevo io. Grazie per aver avuto fiducia quando io non l’avevo e per aver tenuto a bada i nostri bimbi, quei piccoli mostri, mentre scrivevo. Grazie per essere la prima persona cui mi sono rivolta quando avevamo sedici anni, e ci lasciavamo i testi degli Straylight Run nelle rispettive chat. Adoro aspettare il treno insieme a te.
Se queste ali potessero volare è fondamentalmente una storia di sopravvivenza. Ma anziché svolgersi su un’isola o in qualche luogo remoto e selvaggio, lontano dal contatto umano, questa storia è ambientata nei luoghi più tipici: una piccola città, una casa che è stata modellata dalla violenza domestica.
Ho scritto il libro che avrei voluto leggere a quindici anni, quando non sapevo che ciò che vivevo si chiamava “violenza domestica”. Nessuno l’aveva mai chiamata così e di certo io non l’avevo mai trovata in un libro.
Da adulta mi sono dedicata al sostegno delle vittime di maltrattamenti, lavorando come volontaria in un centro d’accoglienza e studiando le radici sociologiche del problema. Ma più acquisivo conoscenze, più ardente diventava il mio desiderio di poter tornare indietro e condividere quella conoscenza acquistata a fatica con la versione di me stessa che più ne aveva bisogno.
In seguito mi sono resa conto che non era necessario viaggiare nel tempo per trovare adolescenti che avessero bisogno di sentire queste parole. Sapevo che, scrivendo una storia imperniata sulla violenza domestica, dovevo far capire che la minaccia della violenza è una spada che ti pende sulla testa, e averne paura a volte può essere peggio che subirne gli effetti. Che ciò di cui hai paura ha il volto di una persona amata e questo ti destabilizza profondamente. Ecco perché la violenza domestica è così devastante per chi la vive, e così poco riconoscibile dall’esterno.
In questa storia c’è anche un aspetto magico. Ho sempre avuto l’impressione che ci fosse qualcosa di soprannaturale nella violenza domestica. È come se esistesse in una bolla di assenza all’interno della casa, dove il tempo rallenta e il mondo esterno sembra lontanissimo. Un universo parallelo. Con la mia scrittura potevo rappresentare in modo tangibile quella sensazione sotto forma di una casa ostile che occulta le tracce della violenza. E, allo stesso modo, potevo immaginare una forza antagonista, la magica forza di centomila corvi che vengono a proteggere le ragazze.
Il mio obiettivo è sempre stato narrare questa storia attraverso la lente della speranza e trasmettere quell’urgenza di speranza al lettore che più ne sente il bisogno.
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Se queste ali potessero volare
di Kyrie McCauley
Proprietà letteraria riservata
© 2020 Kyrie McCauley
© 2021 Mondadori Libri S.p.A., Milano
Pubblicato per la prima volta da Katherine Tegen Books, un marchio di HarperCollins Publishers
195 Broadway, New York, NY 10007
Titolo originale: If These Wings Could Fly
Tutti i diritti riservati.
Realizzazione editoriale: Netphilo Publishing, Milano
Pubblicato per Rizzoli da Mondadori Libri S.p.A.
Ebook ISBN 9788831804622