Benvenuti nell'Antropocene
eBook - ePub

Benvenuti nell'Antropocene

Velociraptor, internet e la cometa di Halley: guida a un pianeta uomo-centrico

  1. 352 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Benvenuti nell'Antropocene

Velociraptor, internet e la cometa di Halley: guida a un pianeta uomo-centrico

Informazioni su questo libro

L'Antropocene è l'attuale era geologica, in cui l'opera dell'uomo ha profondamente ridisegnato e influenzato il pianeta. A partire dal podcast di grande successo in America, arricchito e trasformato in questo volume anche a causa della pandemia, John Green recensisce, con tanto di valutazione da 1 a 5 stelle, diversi aspetti del nostro pianeta antropocentrico - dalla tastiera QWERTY ai velociraptor, passando per Internet, i miti dello sport e i videogiochi, fino ai Pinguini di Madagascar. Prodotti artificiali come le bevande gassate, specie naturali le cui abitudini sono state irrimediabilmente modificate dall'azione umana, fenomeni che influenzano l'umanità come la cometa di Halley: le recensioni dell'autore compongono una vera e propria sinfonia, in un libro complesso e ricco di dettagli. Il talento di John Green per raccontare storie risplende più che mai e ci porta a guardare con occhi diversi il nostro presente e il mondo che ci circonda.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Benvenuti nell'Antropocene di Green John in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2021
Print ISBN
9788817159401
eBook ISBN
9788831805629

Note

Molti di questi saggi sono apparsi per la prima volta in forme diverse, nel podcast The Anthropocene Reviewed, una co-produzione di WNYC e Complexly. Parti di altri saggi sono apparse per la prima volta nella serie PBS Digital The Art Assignment, fondata e prodotta da Sarah Urist Green, o sul canale YouTube VlogBrothers. Le note seguenti non pretendono di essere esaustive (o di esaurirvi), ma vogliono dare spunti a chi è interessato ad approfondire con ulteriori letture gli argomenti trattati nei saggi.
Questa è un’opera di non-fiction, ma sono sicuro di essermi ricordato male parecchie cose. Inoltre in alcuni punti ho cambiato dettagli o caratteristiche specifiche al fine di preservare l’anonimato delle persone.
Queste note e fonti sono state compilate con l’aiuto di Niki Hua e di Rosianna Halse Rojas. Senza di loro questo libro sarebbe stato impossibile. Tutti gli errori sono miei.

You’ll Never Walk Alone

Uno dei tanti vantaggi di amare il Liverpool Football Club è che nel corso del tempo le nozioni sulla canzone You’ll Never Walk Alone si acquisiscono per osmosi. La notizia che Molnár non voleva che Liliom diventasse un’opera di Puccini è tratta da The Sound of Their Music, come molte delle altre informazioni sul musical e sul suo rapporto con Molnár. Da Nikki Hua ho appreso di Gerry and the Pacemakers e dei cambiamenti musicali che apportarono alla canzone. Gerry Marsden, morto all’inizio del 2021, spesso raccontò la storia del suo incontro con Shankly, anche in un’intervista con Simon Hart per l’Independent nel 2013. Nessuna vita umana è completa se non si è mai cantata You’ll Never Walk Alone in coro con sessantamila persone e spero che prima o poi possiate vivere quell’esperienza, e che possa riviverla presto anch’io.

L’arco temporale dell’umanità

L’idea per questo saggio è venuta da una conversazione con il mio amico e collaboratore di vecchia data Stan Muller. Ci sono molte versioni dell’analogia “se la storia della Terra fosse un anno”, ma io mi sono affidato soprattutto a una timeline sviluppata dal Kentucky Geological Survey. Il sondaggio sulle diverse credenze degli uomini riguardo alla data dell’Apocalisse a seconda dei Paesi è stato condotto da IPSOS Global Affairs. Gran parte delle informazioni sull’estinzione di massa del Permiano viene da un articolo del 2012 sul National Geographic di Christine Dell’Amore intitolato “‘Lethally Hot’ Earth Was Devoid of Life – Could It Happen Again?” (“Sulla Terra ‘surriscaldata’ la vita si estinse. Potrebbe succedere ancora?” Allarme spoiler: potrebbe. Anzi, succederà). Le citazioni di Octavia Butler vengono da Parable of the Talents. L’idea di vedere cose che non vedrai mai mi è venuta dall’opera dell’artista David Brooks attraverso la sua challenge sul compito di arte apparsa nel libro di Sarah Urist Green You Are an Artist. Il dato sull’aumento della temperatura media globale dalla Rivoluzione industriale proviene dal National Climatic Data Center del NOAA.

La cometa di Halley

Come ho precisato nella recensione, molte delle informazioni necessarie per comprendere Edmund Halley e i suoi calcoli relativi alle comete provengono da due piacevolissimi libri: Halley’s Quest di Julie Wakefield, sugli anni di Halley come capitano di nave ed esploratore, e Out of the Shadow of a Giant: Hooke, Halley and the Birth of Science. La teoria di Fred Whipple sulle comete come “palle di neve sporca” l’ho appresa dallo Smithsonian Astrophysical Observatory. Le reazioni all’apparizione di Halley nel 1910 sono narrate nell’articolo di Chris Riddell apparso sul Guardian nel 2012 intitolato “Apocalypse Postponed?” (“Apocalisse rimandata?” Solo rimandata, quell’Apocalisse).

La nostra capacità di meraviglia

Devo molto al libro di Matthew J. Bruccoli su F. Scott Fitzgerald, Some Sort of Epic Grandeur, e anche a Zelda di Nancy Mitford su Zelda Fitzgerald. Ho imparato molto sulle Armed Services Editions da un articolo del 2015 sulla rivista Mental Floss intitolato “How WWII Saved The Great Gatsby from Obscurity” (“Come la Seconda guerra mondiale salvò Il grande Gatsby dall’oblio”). Ho potuto soggiornare all’Hotel Plaza grazie alla generosità di Fox 2000, un’impresa cinematografica che non esiste più. The Crack-Up (Il crollo nell’edizione italiana, N.d.T.) fu pubblicato all’inizio nella rivista Esquire nel 1936 e ora è disponibile online. Vari manoscritti de Il grande Gatsby sono disponibili online grazie alla biblioteca dell’Università di Princeton, ed è affascinante vedere cos’è cambiato (e cosa no) tra le diverse revisioni. La citazione di David Denby è tratta da una recensione pubblicata dal New Yorker il 13 maggio 2013.

Le pitture rupestri di Lascaux

Ho saputo per la prima volta dell’esistenza di questi dipinti e delle vicende che ce ne hanno privati dal documentario di Werner Herzog Cave of Forgotten Dreams. Ho approfondito l’argomento grazie al saggio di Judith Thurman “First Impressions”, nel numero del New Yorker del 16 giugno 2008. Simon Coencas ha registrato un racconto orale per lo United States Holocaust Memorial Museum, disponibile online nel relativo sito. La citazione di Coencas sulla “combriccola” viene da un’intervista del 2016 con France Presse. Il saggio di Barbara Ehrenreich “The Humanoid Stain” è stato pubblicato per la prima volta su The Baffler nel novembre del 2019. Il sito web di Lascaux, su archeologie.culture.fr, è stato particolarmente utile, e comprendeva i riferimenti alle impronte di mani di Lascaux. Ho scoperto i lavori di Genevieve von Petzinger in un articolo di Alison George, apparso su New Scientist nel 2016. Infine, non sarei mai stato in grado di scrivere questa recensione senza il lavoro di Thierry Félix per conservare sia le caverne sia le storie di coloro che le scoprirono.

Gli adesivi gratta-e-annusa

La citazione di Helen Keller sull’olfatto è tratta dal suo splendido libro The World I Live in. L’incidente alla Baltimore Gas and Electric è descritto in un servizio dell’Associated Press del 4 settembre 1987.
Un giorno, quando frequentavo le medie, una delle mie insegnanti mi prese da parte dopo la lezione. Sapeva che stavo vivendo grosse difficoltà sia sotto il profilo scolastico sia sotto quello della socialità, e lei esulò dalle sue competenze per dirmi che le era piaciuta una cosa che avevo scritto. Mi disse: “Ne uscirai bene, vedrai. Non sulla breve distanza...” e poi fece una pausa prima di continuare: “Ma nemmeno sulla lunga. Sulla media distanza”. Quel momento di gentilezza me lo tenni dentro e mi aiutò a non crollare nei giorni più duri, e non so se questo libro sarebbe stato scritto, se quel momento non ci fosse stato. Ho dimenticato il nome dell’insegnante, come ho dimenticato quasi tutto, ma le sono immensamente grato.

La Diet Dr Pepper

La storia della Dr Pepper viene raccontata in sintesi (anche se con un filino di autocelebrazione) presso il Dr Pepper Museum and Free Enterprise Institute di Waco, Texas. (Foots Clements, anticomunista irriducibile, insisté perché il museo non fosse solo una celebrazione della Dr Pepper ma anche del libero mercato.) Charles Alderton era un membro della massoneria e, per quanto ne so, la più completa biografia scritta su di lui fu redatta dalla loggia massonica di Waco ed è disponibile sul suo sito. Devo molto anche a due storie della Dr Pepper: The Legend of Dr Pepper/7Up di Jeffrey L. Rodengen e The Road to Dr Pepper, Texas di Karen Wright, che esplora la sorprendente storia dello stabilimento per l’imbottigliamento della Dr Pepper di Dublino, che fino al 2012 produsse una versione della bevanda allo zucchero di canna.

I velociraptor

Mentre scriveva Jurassic Park, Michael Crichton si consultò con il paleontologo John Ostrom, le cui ricerche contribuirono a rivoluzionare la nostra conoscenza dei dinosauri. In un’intervista del New York Times con Fred Musante del 29 giugno 1997, Ostrom descrisse i suoi rapporti con Crichton e come Crichton scelse il nome “velociraptor” perché “faceva più effetto”. Come spiegato in un articolo di Yale News del 2015, l’équipe del film Jurassic Park richiese tutte le ricerche di Ostrom sul deinonico quando si trattò di decidere come raffigurare i velociraptor del film. Ho imparato molte delle verità sui velociraptor come li intendiamo oggi da mio figlio Henry, e poi dall’American Museum of Natural History, dove ho anche letto la storia del velociraptor che morì al culmine di un duello con un protoceratopo. La mia lettura preferita sulla resurrezione del brontosauro è “The Brontosaurus Is Back”, pubblicato da Scientific American il 7 aprile 2015.

Le oche del Canada

Per quanto come uccello mi stia cordialmente antipatica, l’oca del Canada per me è stata lo spunto per letture piacevolissime. Molte delle informazioni riportate in questo saggio vengono dal Cornell Lab of Ornithology (allaboutbirds.org), così meravigliosamente comprensibile e accessibile che il resto di Internet farebbe bene a prendere lezioni. Il libro di Harold C. Hanson The Giant Canada Goose è uno di quei testi altamente specializzati che riescono a essere al tempo stesso veramente spassosi. Anche The World of the Canada Goose, di Joe Van Wormer, edito nel 1968, è un libro delizioso. La citazione di Philip Habermann è tratta da History Afield di Robert C. Willging. Se volete approfondire la storia dei tappeti erbosi, raccomando l’articolo di Krystal D’Costa apparso su Scientific American, “The American Obsession with Lawns” (“L’ossessione americana per i prati).

Gli orsacchiotti di peluche

Ho sentito per la prima volta la storia di Teddy Roosevelt che risparmia l’orso che tuttavia poi viene ucciso ugualmente in un TED Talk pronunciato da Jon Mooallem, il cui libro Wild Ones: A Sometimes Dismaying, Weirdly Reassuring Story about Looking at People Looking at Animals in America è godibile quanto ci si può aspettare dal sottotitolo: “Storia talvolta sconcertante e stranamente rassicurante di come in America si guarda chi guarda gli animali”. L’etimologia della parola bear, nata per evitare un tabù, è descritta nel dizionario etimologico online (etymonline.com), risorsa incredibilmente utile. Molto utile è stata anche la storia dell’orsacchiotto di peluche dello Smithsonian; è così che ho scoperto l’articolo del Washington Post del 1902 su Roosevelt e l’orso graziato (per modo di dire). I numeri sulla distribuzione delle biomasse sulla Terra sono tratti da “The Biomass Distribution on Earth”, autore principale Yinon M. Bar-On, pubblicato per la prima volta il 21 maggio 2018 in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America. Ad avvicinarmi al concetto di biomassa delle specie è stato il libro di Noah Harari Sapiens. La citazione di Sarah Dessen viene dal suo splendido romanzo What Happened to Goodbye.

La Hall of Presidents

Un grazie speciale ai miei figli, Henry e Alice, per aver rinunciato a una mezz’ora della loro gita nell’universo Disney per consentirmi di visitare la Hall of Presidents per questa recensione. Quando poi ho chiesto a mio figlio se gli era piaciuta la presentazione, lui è rimasto zitto per un momento prima di rispondere: “Vorrei dire di sì, ma non mi è piaciuta”.

L’aria condizionata

L’idea per questo saggio me l’ha data il mio amico Ryan Sandahl, che mi ha raccontato la storia di Willis Carrier. Mi sono basato anche sul libro di Margaret Ingels Willis Haviland Carrier: Father of Air Conditioning. Le informazioni sul ruolo dell’aria condizionata e dei ventilatori nel cambiamento climatico sono tratte dal rapporto 2019 dell’Agenzia internazionale per l’energia, “The Future of Cooling”. Le cifre sulla catastrofica ondata di caldo del 2003 provengono da un rapporto pubblicato per la prima volta in Francia nel 2008 in Comptes Rendus Biologies. Il resoconto di John Huxham dell’ondata di caldo che colpì l’Europa nel 1757 fu pubblicato per la prima volta in Philosophical Transactions of the Royal Society. L’ho scoperto tramite Wikipedia. Per la comprensione di come la climatizzazione ha cambiato l’architettura devo molto a un episodio del podcast 99% Invisible.

Lo stafilococco aureo

Volevo scrivere qualcosa sullo stafilococco da quando il mio medico mi parlò della mia “fascinosamente aggressiva” colonia batterica. Prendevo così tanti tipi di antibiotici per cercare di arginare l’infezione che, a un certo punto, il medico dovette accertarsi che non avessi già assunto il farmaco che voleva prescrivermi. “Questa pillola è gialla” disse. “Hai preso altre volte una pillola gialla?” Può darsi, risposi. “Questa pillola è rotonda. Hai già preso altre volte una pillola rotonda?” Di nuovo: può darsi. E poi: “Questo farmaco costa 700 dollari a pillola. Hai già preso altre volte...”.
“No” dissi. La medicina mi costò 2000 dollari anche se avevamo un’assicurazione sanitaria, ma non siamo qui per recensire il sistema sanitario americano (una stella e mezza, comunque). Le citazioni di e su Alexander Ogston in questo saggio provengono dal libro Alexander Ogston, K.C.V.O.: Memories and Tributes of Relatives, Colleagues and Students, with Some Autobiographical Writings, che venne redatto dal figlio di Ogston, Walter. Ho trovato interessantissime le memorie scritte dalle figlie di Ogston, Helen e Constance, e quelle dei suoi colleghi. La statistica riguardo al Boston City Hospital nel 1941 è tratta da un articolo del 2010 del Journal of the Association of Basic Medical Sciences, “MRSA as a Cause of Nosocomial Wound Infections”, di Maida Šiširak, Amra Zvidzić e Mirsada Hukić, che mi ha anche aiutato a capire il peso attuale delle infezioni da stafilococco. Ho appreso la vicenda di Albert Alexander e di sua figlia Sheila (oggi Sheila LeBlanc) da un articolo del 2012 di Penny Schwartz, apparso sul quotidiano Press-Enterprise, “Local Artists Share Childhood Bond” (“Artiste locali legate da un’esperienza nell’infanzia”), che mi ha anche permesso di vedere alcuni dei dipinti di LeBlanc. Molte delle informazioni sulla sintesi della penicillina vengono dall’articolo del 2012 di Robert Gaynes in Emerging Infectious Disease, “The Discovery of Peni...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Benvenuti nell’Antropocene
  4. Introduzione
  5. You’ll Never Walk Alone
  6. L’ arco temporale dell’umanità
  7. La cometa di Halley
  8. La nostra capacità di meraviglia
  9. Le pitture rupestri di Lascaux
  10. Gli adesivi gratta-e-annusa
  11. La Diet Dr Pepper
  12. I velociraptor
  13. Le oche del Canada
  14. Gli orsacchiotti di peluche
  15. La Hall of Presidents
  16. L’aria condizionata
  17. Lo stafilococco aureo
  18. Internet
  19. Il decathlon accademico
  20. I tramonti
  21. L’impresa di Jerzy Dudek del 25 maggio 2005
  22. I pinguini di Madagascar
  23. Piggly Wiggly
  24. La gara di mangiatori di hot dog di Nathan’s Famous
  25. La CNN
  26. Harvey
  27. La sindrome degli yips
  28. Auld Lang Syne
  29. Googlare gli estranei
  30. Indianapolis
  31. L’erba fienarola
  32. La 500 Miglia di Indianapolis
  33. Il Monopoly
  34. Super Mario Kart
  35. Il deserto salato di Bonneville
  36. I disegni a cerchietti di Hiroyuki Doi
  37. I sussurri
  38. La meningite virale
  39. La peste
  40. L’acquaneve
  41. L’hot dog di Baejarins Beztu Pylsur
  42. L’app Note
  43. I Mountain Goats
  44. La tastiera QWERTY
  45. La palla di vernice più grande del mondo
  46. Gli alberi di sicomoro
  47. New Partner
  48. Tre contadini che vanno a un ballo
  49. Postfazione
  50. Note
  51. Ringraziamenti
  52. Copyright