Chi è davvero Giacomo Casanova, protagonista della produzione letteraria tedesca, che incanta Arthur Schnitzler? È l'irriducibile seduttore del Ritorno di Casanova, che, vittima di un inglorioso declino, s'invaghisce di una giovane indifferente al suo fascino ma è in realtà innamorato solo di Venezia, la patria dove s'illude di trovare un nuovo inizio? O è l'eroe all'apice della sua fama di tombeur de femmes di Casanova a Spa, rapito in un turbine di truffe amorose e ricondotto infine a un'unione stabile e borghese? In questi due testi, per la prima volta proposti insieme, ritroviamo tutte le istrioniche facce di Casanova: eroe per eccellenza dell'ars amatoria ossessionato dall'idea di mantenere il proprio potere seduttivo, ma anche sciupafemmine che nel suo desiderio frustrato incarna il declino della società fin de siècle.
È in questa sua irresistibile umanità che ci specchiamo noi tutti, che ancora oggi lo sentiamo così vicino.

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- Italian
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Il ritorno di Casanova. Le sorelle ovvero Casanova a Spa
Informazioni su questo libro
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LE SORELLE OVVERO CASANOVA A SPA
Una commedia in versi. Tre atti in uno1
1. Titolo originale: Die Schwestern oder Casanova in Spa. Ein Lustspiel in Versen. Drei Akte in einem. Terminata nel 1917, quest’opera, in endecasillabi sciolti (che qui si è scelto di rendere in prosa), venne pubblicata nell’ottobre 1919 sulla rivista «Deutsche Rundschau» e poi riproposta dall’editore Samuel Fischer nello stesso anno. Fu rappresentata per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 26 marzo 1920.
PERSONAGGI
ANDREA BASSI, un giovane benestante di Ferrara (ventitreenne)
ANNINA,1 una ragazza, anche lei di Ferrara, rapita da Andrea dalla casa dei suoi genitori (diciassettenne)
IL SEDICENTE BARONE SANTIS (quarantenne)
FLAMINIA, la baronessa (ventiquattrenne)
VON GUDAR, un ufficiale olandese in congedo (ultrasessantenne)
CASANOVA (trentaduenne)
TERESA, una famosa ballerina di Napoli
TITO, il cameriere (quindicenne)
UN LORD
UNA VEDOVA di Amsterdam
UNA SIGNORA di Lione
SUA FIGLIA
ALTRI OSPITI
La vicenda è ambientata a Spa,2 verso la metà del Settecento, durante una giornata d’estate, nella bella e quasi sfarzosa camera di un albergo elegante ed esclusivo. Sul davanti, a destra, una porta dà sul corridoio; a sinistra, un’altra porta si apre sulla stanza vicina. Sullo sfondo, una grande finestra con veduta su un parco. A destra, un tavolino, con tutto l’occorrente per scrivere. A sinistra, un grande armadio, a destra un secrétaire e, accanto all’armadio, un baule. Sulla destra, un’alcova protetta da una tenda.
1. Anìna nell’originale tedesco, variante portoghese (nella forma diminutiva) di Anna. Qui è parso opportuno italianizzarlo in Annina.
2. Località termale belga situata nella provinca di Liegi, celebre già al tempo dei Romani. All’epoca di Giacomo Casanova divenne anche un rinomato polo d’attrazione per il gioco d’azzardo. In proposito, quest’ultimo scrive: «La quantità di avventuriere che si incontra a Spa nella stagione delle acque ha dell’incredibile: ci vengono in gran numero nella speranza di far fortuna, ma rimangono tutte a bocca asciutta. In città, di fatto, circola una quantità sbalorditiva di denaro, ma soltanto tra giocatori e commercianti. [...] La passione del gioco è più forte di quella della galanteria, e a Spa il giocatore non ha il tempo di fermarsi a considerare la qualità di una ragazza né ha il coraggio di sacrificarle qualcosa. [...] Tutto questo denaro esce dalla tasca degli sciocchi che da quattrocento leghe all’intorno corrono a rovinarsi in quel buco chiamato Spa» (cfr. Id., Storia della mia vita, a cura di Piero Chiara e Federico Roncoroni, Mondadori, Milano 1983-1989, vol. III, p. 382).
I
ANNINA (È sola. Dà un’occhiata verso il parco e un leggero brivido la percorre. Si allontana dalla finestra e va al tavolino, dove si siede e comincia a scrivere. Poi si ferma, rilegge, quindi riprende a scrivere con più celerità. Sentendo dei passi, nasconde la lettera nel corsetto e torna alla finestra.)
GUDAR (ufficiale olandese in congedo, passa davanti alla finestra, si ferma e saluta Annina) Le auguro buon mattino, gentile signora.
ANNINA Oh, è ancora mattino? Io veramente credevo fosse già mezzogiorno!
GUDAR Così decreta il sole. Qui però non sono i suoi raggi a decidere l’ora. E scommetto che anche il signor Bassi sonnecchia ancora.
ANNINA Non penso proprio. Anzi, a dire il vero... è già uscito... (Gudar la guarda stupito.) Beh, sì, è uscito. Come lei, del resto, signor von Gudar. E se non sbaglio, entrambi siete stati svegli fino all’alba.
GUDAR Sa, a noi vecchi giova poco o niente dormire. Sarebbe proprio da perfetti cretini offrire, ogni notte, un anticipo al grande usuraio della morte, che presto verrà a riscuotere tutto intero il debito di una vita.
ANNINA (sorridendo) Anche stavolta non ha avuto fortuna al gioco, vero?
GUDAR Oh, se è per questo la sfortuna non mi ha tolto il buonumore, come da parecchio ormai. Non mi interessa più né perdere né vincere.
ANNINA E che cosa la interessa, allora?
GUDAR Vedere come escono le carte.
ANNINA Ma se poi per lei è lo stesso, se non le interessa quali carte le siano finite in mano...
GUDAR Oh, no, non mi sono spiegato bene. Anzi, mi affascina l’azzardo, entrare in lizza con le potenze del destino.
ANNINA Che paroloni per cosa di così poco conto!
GUDAR Perché di poco conto? Ogni volta che interrogo le carte, ogni volta che mi sono lanciato al galoppo nella furia della battaglia, ogni volta che, come spesso capitava in tempi andati, gli occhi luccicanti di una maschera mi hanno invogliato a lasciare le danze e a seguirla nella sera, a perdermi con lei nella misteriosa penombra di un giardino... non sono state mai né gioia né paura a farmi fremere, non sono stati mai né odio né amore ad accelerare i battiti del mio cuore... ma una e una sola domanda: che cosa vuoi, vecchio nemico rintanato nel buio?... che cosa ti aspetti da me, o destino?... Lo stesso vale ora per il gioco. È l’unico autentico piacere che mi sia rimasto, e questo è già molto per me.
ANNINA E allora... chi ha vinto, stanotte?
GUDAR Come, non lo sa?
ANNINA E come potrei?...
GUDAR Ma suo marito non le ha detto...
ANNINA (frettolosamente) Io dormivo già al suo rientro. Non l’ho udito quasi per niente... E stamattina, quando s’è alzato ed è uscito, non mi sono svegliata. Eppure, ecco... ho come l’impressione di aver sentito nel sonno... e mi pare di sentirlo ancora... un tintinnare di ducati d’oro, che poi uno dopo l’altro sono rotolati lì dentro. (Si avvicina al secrétaire e lo apre, ed ecco apparire i ducati d’oro.)
GUDAR Un sonno cos...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Introduzione. di Giulio Schiavoni
- Cronologia della vita e delle opere. di Arthur Schnitzler
- Cronologia della vita e delle opere. di Giacomo Casanova
- Testimonianze e giudizi critici su Arthur Schnitzler
- Bibliografia
- IL RITORNO DI CASANOVA
- LE SORELLE OVVERO CASANOVA A SPA
- Copyright