Le cose di Benni
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Le cose di Benni

  1. 240 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Le cose di Benni

Informazioni su questo libro

Una voce intima, feroce, che scava nel mistero dei sentimenti, illuminando quel confine sfuggente in cui amore e amicizia si confondono. Mentre Milano è avvolta dal freddo, due ragazzi dividono un sacco a pelo nascosti sotto il letto e scrivono sulle doghe le canzoni di Dalla. In un angolo un pastore tedesco se ne sta accucciato a guardarli. Lui è Falco e loro sono Drago e Benni. Sono cresciuti insieme guardando il cielo in quella stanza e sono inseparabili. Ma un giorno il futuro bussa alla porta e Benni, la persona con cui Drago ha condiviso tutto, quella che pensava di conoscere più di ogni altra, e forse di amare, gli sembra all'improvviso una sconosciuta. E quando la rabbia e l'autolesionismo di lei deflagrano come una bomba, Drago è costretto a fare i conti con una realtà in cui il bene e il male, l'amore e la violenza, si confondono e si fondono senza regole. E nel momento più difficile dovrà decidere se allontanarsi da lei per salvarla. E salvare se stesso.
In questo romanzo, che ci fa assaporare la bellezza e la crudeltà dei sentimenti con la forza di chi li vive per la prima volta, Gianmarco Perale ci pone una domanda per cui non esiste risposta: fino a che punto, per salvare chi amiamo, è giusto sacrificare noi stessi?

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2021
Print ISBN
9788817154895
eBook ISBN
9788831802970

PRIMA PARTE

Un anno prima

«E ti ha legata?» ha detto Rebecca.
È la migliore amica di Benni. Bionda, alta, occhi azzurri.
«Non ci credi?» ha detto Benni.
«Giura.»
Benni mi ha guardato. Io ho bevuto ancora un po’ di birra, e ho fatto finta di niente. Poi ha detto: «Giuro. Perché non mi credi?».
«Per quanto tempo?»
«Per tutto il tempo.»
«E com’eri legata?»
«Polsi.»
«E le gambe?»
Continuavo a guardare il bicchiere. Il locale era pieno di gente, anche se era tardi. Più in là avevo riconosciuto un ragazzo che una volta giocava a calcio con me. Stavo per alzare la mano, ma lui si è girato prima. Benni e Rebecca continuavano.
«Le gambe erano libere?» ha detto Rebecca.
«Sì.»
«E com’eri messa?»
Benni mi ha guardato ancora e si è messa a ridere. Ho guardato subito Rebecca. Aveva la bocca aperta con la cannuccia appoggiata sul labbro.
«Anche da dietro?» ha detto.
Benni non mi guardava più. C’è stato un attimo di silenzio. Poi ha tirato su con la cannuccia, ha appoggiato il bicchiere sul tavolo e si è alzata.
«Vado in bagno.»
Né io né Rebecca abbiamo risposto. Benni le ha chiesto: «Mi guardi la borsa?».
Non capivo perché non l’avesse chiesto a me.
«Te la guardo io?» ho detto.
Benni ha fatto sì con la testa e ha girato intorno al tavolo. L’ho vista allontanarsi. Poi ho guardato la borsa e poi ancora lei. Volevo fermarla, ma era tardi. Ho detto a Rebecca: «Gli assorbenti?».
Rebecca mi fissava ma non capiva. Così ho indicato la borsa di Benni e ho detto ancora: «Gli assorbenti. Li ha presi?».
«Non so. Li ha presi?»
Ho spinto la borsa verso di lei e ho detto: «No. Glieli porti?».
Lei ha messo giù il bicchiere e con la mano si è asciugata la bocca. Si è alzata, ha preso la borsa ed è corsa in bagno.
Sono rimasto un po’ da solo. C’erano i telefoni di tutti e tre sul tavolo, e quello di Benni era a faccia in giù.
Quando sono tornate, Rebecca si è seduta e Benni, in piedi, ha detto: «Bevete altro?».
Rebecca ha finito il drink e ha alzato il bicchiere, per dire che ne voleva uno uguale. Benni mi ha guardato. Avevo appena fatto un sorso di birra, ma ho mandato giù anche io e ho detto: «Me ne porti un’altra?».
Si è allontanata di nuovo. Io e Rebecca non parlavamo molto. Eravamo amici perché lei era amica di Benni.
«Università? Tutto bene?» ha detto.
Ho alzato le spalle, per dire che era tutto normale.
«Hai esami?» ha detto.
«Due.»
«Ti stai preparando?»
Al bancone c’era Benni che parlava col barista. Ogni tanto rideva. Ho guardato ancora Rebecca, e ho detto: «Sì. Te?».
«Il mese scorso ho rifiutato un ventiquattro.»
Non mi interessava per niente.
«Come mai?»
Lei ha guardato il soffitto e ha detto qualcosa, ma non ho capito. Ho guardato di nuovo verso il bancone. Il barista era ancora lì, ma non vedevo Benni. Mi sono alzato per cercarla, e dopo qualche secondo l’ho trovata. Parlava con la Dede, una compagna dell’università. Si parlavano all’orecchio, ripetendo le frasi, perché la musica era alta. Mi sono seduto e ho guardato Rebecca. Avevo le mani appiccicose, perché il tavolo di legno era tutto sporco.
Dopo qualche minuto è tornata Benni. Ha appoggiato i bicchieri sul tavolo e ha detto: «La Dede cambia corso. Sapevate?».
Rebecca ha preso subito il bicchiere e ha fatto un sorso dalla cannuccia. Si è sistemata i capelli dietro le orecchie e ha detto: «Cosa va a fare?».
Benni ha preso il cucchiaino e si è messa delle noccioline sulla mano.
«Psicologia» ha detto, e si è riempita la bocca.
Rebecca ha fatto una smorfia, per dire che non era difficile. Benni mi ha guardato e mi ha sorriso. C’è stato un attimo di silenzio.
«Mi ha legata una volta sola, comunque. Okay?»
Ho guardato Rebecca. Masticava la cannuccia. Non sapevo cosa dire.
«Sono affari tuoi, comunque. No?» ho detto.
Silenzio. Rebecca mi ha guardato. Ho detto: «Comunque meglio. Uno che ti lega è a posto?».
«Non so. Non lo è?» ha detto Benni.
Rebecca era ancora zitta.
«Non so. Ti sembra a posto?»
Benni ha tolto la cannuccia e l’ha messa sul tavolo. Poi ha fatto un sorso. Ha detto: «C’è gente che non ti lega, e che comunque non è a posto. Sbaglio?».
Ho sentito la puzza del fumo di una sigaretta, e mi sono guardato intorno. Poi ho detto: «È vero. Ma fra qualcuno non a posto che ti lega e qualcuno non a posto che non ti lega, meglio quello che non ti lega. No?».
Benni ha riso.
«No.»
Ha bevuto ancora.
Rebecca ha detto: «Ma era sadomaso?».
Ho...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Le cose di Benni
  4. PRIMA PARTE
  5. SECONDA PARTE
  6. TERZA PARTE
  7. QUARTA PARTE
  8. Copyright