
- 168 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Mi ricordo Anna Frank
Informazioni su questo libro
Una grande amicizia nata tra i banchi di scuola, quella tra Anna e Hannah. Un'amicizia che è sopravvissuta alla paura, alla fame, al freddo dei campi di concentramento. Ripercorsa in un racconto toccante che inizia dove finisce il diario di Anna Frank.
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Mi ricordo Anna Frank di Alison Leslie Gold in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Storia e Biografie in ambito storico. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.
Informazioni
Capitolo dodici
A Westerbork si viveva nel terrore del lunedì e del giovedì notte. La tensione cresceva inesorabilmente e quando veniva sera erano tutti isterici. In quei giorni la polizia faceva visita alle baracche. Leggevano i nomi di quelli che avrebbero lasciato il campo l’indomani.
Venivano nominati alcuni luoghi: Auschwitz e Sobibor in Polonia, Bergen-Belsen in Germania. Erano i campi di concentramento a cui erano destinati i nuovi convogli. Westerbork era solo un campo di raccolta, ma girava voce che in quegli altri si venisse costretti ai lavori forzati. Si mormorava che lì le condizioni di vita erano molto più brutali. E che spesso i bambini, le donne e coloro che erano troppo deboli per lavorare morivano.
«Abbiamo i documenti per la Palestina e anche i passaporti del Paraguay: vedrai che non ci succederà niente» il papà aveva rassicurato Hannah.
Così, ogni lunedì e giovedì sera, dopo che il poliziotto dall’uniforme verde aveva letto la lista, i prescelti cadevano in uno stato d’ansia insopportabile. Raccoglievano in un fagotto le loro quattro cose e spesso singhiozzavano tutta la notte perché sapevano che quello del giorno dopo sarebbe stato un viaggio verso l’ignoto. Forse li aspettava la camera a gas.
Il martedì e il venerdì mattina, per prima cosa, le SS scortavano quelli della lista fino al treno e li caricavano sui carri bestiame. I loro averi venivano ammassati sulle carriole. Il treno lanciava il suo fischio stridulo che risuonava per tutto il campo. Poi lo scoppiettio del motore che si allontanava.
Quindi si perdevano le notizie di quasi tutti quelli che salivano su quel treno.
Arrivò l’autunno, portando con sé freddo e umidità. Hannah e Gabi non avevano niente di pesante nello zaino, a parte un paio di giubbini felpati. Che sciocca! pensò Hannah. Il freddo trapassava i loro miseri indumenti.
Con la pioggia le strade tornarono a essere torrenti di fango appiccicoso. I prigionieri soprannominarono la via principale Via della Miseria. Hannah doveva camminare con attenzione se non voleva perdere le scarpe nella melma. Temporali e acquazzoni si susseguirono senza pietà e le pareti delle baracche finirono per essere tappezzate di una muffa verde-nerastra.
Tra il lavoro alle latrine e i bambini da accudire all’orfanotrofio, Hannah era occupata tutto il giorno. Le faceva piacere. Almeno non era mai sola. Nel gruppo si respirava quel tipo di cameratismo che unisce i sopravvissuti a un naufragio stretti sulla scialuppa di salvataggio. Certo come scialuppa era davvero squallida, ma almeno stava a galla ed era fervida di spirito ebraico.
Dopo due settimane a Westerbork, Gabi una notte pianse ininterrottamente. Hannah non sapeva cosa fare per farla smettere. Al mattino le posò la mano sulla fronte. Scottava per la febbre. Il corpicino era scosso dai tremori. Gli occhi erano rossi e tristi e il naso le colava.
Gabi si copriva le orecchie con le mani. Si stropicciava il viso paonazzo e continuava a lamentarsi. Non c’era niente che potesse calmarla. Hannah capì che era una cosa grave. Tutte le volte che tentava di toccarla, Gabi la respingeva urlando ancora più forte. Finalmente Hannah si decise a portarla alla grande baracca adibita a ospedale.
Lì c’erano dei dottori, anch’essi prigionieri ebrei, che la visitarono.
Dopo il lavoro Hannah andava all’ospedale e accanto al letto della sorellina incontrava anche il papà e i nonni.
Da quel momento in poi riuscirono a ritrovarsi insieme proprio lì accanto a Gabi, che esibiva un vistoso bendaggio intorno alla testa e alle orecchie. Era molto malata. Gli occhi erano lucidi di rabbia e lacrime, però non gridava più. Il signor Goslar tentava di farla mangiare, ma lei si rifiutava. E anche Hannah fallì.
Quella sera udirono un rumore di aerei alti nel cielo. Molto più tardi, nel cuore della notte, ne sentirono altri. Quando faceva buio, guardando a oriente si vedeva l’Orsa Minore. Sul far del giorno la costellazione saliva e cominciava ad attraversare la volta celeste. Dalla parte opposta si delineava la costellazione del Leone. C’erano forse queste stesse costellazioni nei luoghi dove si trovavano Anna e Alfred?
A novembre una voce si diffuse rapidamente per tutto il campo. Diceva che da quel momento in poi i nazisti non avrebbero più rispettato gli elenchi speciali e perciò tutti avrebbero potuto essere deportati. Hannah fu presa dal panico e cercò con lo sguardo suo padre. Ma non riuscì a trovarlo.
Al termine di una cena a base di rape e pane ammuffito, all’orfanotrofio arrivò un poliziotto. Annunciò che le liste per la Palestina erano state invalidate e che coloro che vi erano iscritti sarebbero stati deportati a est per una nuova destinazione. Dopo aver rimescolato i fogli, aggiunse che venivano ritenute valide soltanto le prime due liste.
Era stato grazie alla posizione di rilievo occupata in Germania dal signor Goslar che tutta la famiglia aveva potuto essere inserita in quella seconda lista. Hannah lasciò che il poliziotto se ne andasse e poi corse giù per la strada, verso l’ospedale. Qui trovò il papà curvo su Gabi, intento a parlarle con dolcezza. Gabi stava mangiando un piccolo pomodoro.
«Hanno annullato le liste per la Palestina,» gli riferì.
Lui rispose che lo sapeva.
«Ma non la prima e la seconda. E noi siamo sulla seconda, vero?»
Doveva assolutamente accertarsene.
«Sì, Hanneli, siamo sulla seconda. Per questa volta siamo salvi.» Poi la invitò a pregare per quelli che sarebbero partiti il giorno dopo.
L’indomani partì un convoglio eccezionalmente numeroso, di un migliaio di persone. Dopodiché nel campo regnò la calma.
Ma a Westerbork arrivarono da Amsterdam nuovi treni carichi di prigionieri. Il cielo era plumbeo e la pioggia cadeva senza sosta inzuppando ancora di più le loro baracche, le torrette di guardia e le baracche-S, quelle di punizione.
Era lì che venivano portati coloro che commettevano reati contro i nazisti. Venivano chiamati criminali e la loro colpa consisteva nell’aver tentato di fuggire o nell’essere stati trovati in un nascondiglio. Altri si erano uniti al movimento anti-nazista clandestino per sabotare le azioni degli oppressori e aiutare quelli che avevano bisogno.
I “criminali” delle baracche-S stavano fuori. Sulle loro tute era applicata una pezza rossa. Li rapavano a zero e poi davano loro dei berretti. Le donne non venivano rasate, ma i loro capelli venivano tagliati molto corti. I “criminali” ricevevano pochissimo cibo, ed erano i più affamati del campo. Erano anche sudici perché a loro il sapone non veniva dato per nulla, e spesso gli indumenti erano infestati dai parassiti.
La pioggia non dava tregua. Quando cessò, però, la temperatura scese di colpo. Si formò il ghiaccio e il suolo divenne pericolosamente scivoloso. Hannah non aveva altro che la felpa ed era impossibile proteggersi da tanto freddo e dall’umidità, fuori come al coperto.

Hannah (nel cerchio a sinistra) e Anna (a destra) in classe. Amsterdam, 1935.

Hannah e suo padre. Amsterdam, 1936.

Hannah con sua madre di fronte a casa. Amsterdam, 1936.

Gruppo di amiche nel recinto di sabbia, luglio 1937. Hannah è all’estrema sinistra; Anna è la seconda da sinistra.

Anna (a sinistra) e Hannah (a destra) di f...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Nota dell’autrice
- Nota di Hannah Pick-Goslar
- Capitolo uno
- Capitolo due
- Capitolo tre
- Capitolo quattro
- Capitolo cinque
- Capitolo sei
- Capitolo sette
- Capitolo otto
- Capitolo nove
- Capitolo dieci
- Capitolo undici
- Capitolo dodici
- Capitolo tredici
- Capitolo quattordici
- Capitolo quindici
- Capitolo sedici
- Capitolo diciassette
- Capitolo diciotto
- Capitolo diciannove
- Capitolo venti
- Capitolo ventuno
- Capitolo ventidue
- Capitolo ventitré
- Capitolo ventiquattro
- Capitolo venticinque
- Capitolo ventisei
- Capitolo ventisette
- Capitolo ventotto
- Capitolo ventinove
- Capitolo trenta
- Sopravvivere, raccontare, testimoniare
- Copyright