C'è chi alla vigilia di un giorno importante scrive a sua sorella Costanza. Si chiama Iacopo Melio, ha ventotto anni ed è un attivista per i diritti umani e civili. Iacopo, di mestiere, raccoglie e racconta le storie degli altri, storie di ordinaria fragilità e straordinaria resilienza, storie di persone a volte sperdute o sovversive, persone che chiedono risposte o soltanto ascolto. Sono i cavalieri con la macchia e con la paura, come lui ama definirli, e sono quelli che vanno avanti nonostante tutto, che ci provano sempre, che non smettono di sognare e di mettersi in gioco. Sono così i dodici protagonisti delle storie di questo libro, acceso dai colori e dalla poesia di Agnese Innocente e pensato come una passeggiata in mezzo alle emozioni: cogliendo insieme a Costanza un fiore dopo l'altro, percorrendo i sentieri di tante vite, noi lettori torniamo a casa con un pugno di bellezza da tenerci stretta, il cuore più grande e la speranza di vivere in un mondo ogni giorno migliore. Tra i dodici fiori per Costanza, ce n'è uno seminato da Guido Catalano e uno dalla mamma di Iacopo e Costanza, Barbara.

- 192 pagine
- Italian
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Informazioni su questo libro
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Decimo fiore
Dai un nome alle emozioni


GIORNO #1
A come Alfabeto, ma soprattutto Attesa.
Per questo lo chiamerò l’Alfabeto dell’Attesa… Originale, ve’?
Se non avrò abbastanza lettere per coprire i chilometri che ci separano, inventerò alfabeti diversi in lingue che nessuno ha pronunciato.
Sai, non sono mai stato bravo ad aspettare. Eppure l’attesa ci costringe a dare la giusta misura, a capire quali sono le priorità e a eliminare il superfluo. Si aspetta un pezzettino di vita, quella che s’incastra con noi alla perfezione e ci rimette in pace col mondo. Come la pappa al pomodoro calda che mangerò con te, nel giorno più perfetto in un ristorante così perfetto da non ritornarci mai più.
«Se per esempio vieni alle quattro del pomeriggio, io dalle tre comincerò a essere felice» diceva il Piccolo Principe.
Sono le otto. Facciamo che saranno sempre le otto a partire da oggi. Se ti va.
Buona giornata, Chiara.
***
GIORNO #2
B come Buongiorno.
Okay, scontato pure questo a quest’ora, lo so. Ma credo che un buongiorno a spremuta con pane e Nutella, un buongiorno a caffellatte e biscotti al miele, un buongiorno a ciambellone allo yogurt o crostata alla marmellata, raddrizzi qualunque notte storta, cancelli ogni incubo e scopra dalle paure sulle spalle, se condiviso con la persona giusta.
Ecco perché dovremmo meritarci tutti il buongiorno migliore possibile. Magari a letto, in mezzo a lenzuola profumate di pulito e abbracci assonnati, a proteggerci da un mondo ostile chiuso fuori e distante da tutto. Anche da quel tempo dove posso raggiungere di nuovo te. Forse è questo il segreto per capire se si è davvero al posto giusto. Pensare a come sia il nostro buongiorno e a chi potrebbe renderlo migliore. Speciale.
«Ogni mattina noi nasciamo nuovamente.» Lo ha detto il Buddha (o almeno così dice Internet).
Quanto vorrei ricostruirmi insieme a te…
Buona giornata, Chiara.
P.S. Te l’avevo promesso, un messaggio ogni giorno alle otto in punto, finché non ci abbracceremo di nuovo.
***
GIORNO #3
C come Caso.
Per caso ci siamo incontrati. Per caso ci siamo intrecciati. Per caso ci siamo scoperti, sorpresi, scelti.
Per caso ci siamo scritti addosso tutto il bello che potevamo. Per caso ci siamo anche cancellati senza volerlo.
Per caso siamo ancora qui, da capo. Per caso ci siamo sempre stati solo che non lo sapevamo ancora.
Per caso ti cerco. E ti aspetto.
Per caso resistiamo. Perché al caso non ci credo.
Non so se alla fine mi denuncerai per stalking o continuerai ad amarmi, ma anche stamani ti becchi un buongiorno. Perché sei un’idea fissa che sa di bello e io te lo ricordo così. Si ritorna sempre dalle persone giuste, anche solo col pensiero.
Buona giornata, Chiara.
***
GIORNO #4
D come Domodoss...
No, okay.
D come Dono.
Credo che in mezzo a troppe cose difficili che ci capitano ogni giorno, sia ancora possibile fermarsi e scoprire come alcune di queste siano un dono da accogliere, ribaltando prospettive e costruendo opportunità. E se anche così non fosse, possiamo sempre trovarlo noi il modo di realizzare quotidianamente qualcosa in grado di stupirci.
Vorrei farti pensare “Toh, vedi, in fin dei conti non va tutto così da schifo, c’è qualcos’altro che può farmi sentire fortunata”.
C’è anche altro. C’è sempre altro. E lo metto in fila nei miei pensieri mentre aspetto che ritorni, per consegnartelo nel primo abbraccio che ci daremo.
Chissà se ti lascerai sorprendere.
Sono sveglio da poco ma continuo a sognarti e allora te lo racconto. Che se si fanno in due, certi sogni, diventano un pezzo di vita vera.
Buona giornata, Chiara.
***
GIORNO #5
E come Estate.
L’estate è un sentimento. Il posto più bello dove perdersi insieme a qualcuno.
Ci sarà un motivo se si dice «È stato un amore estivo» e mica «invernale», «d’autunno» o «di primavera», che quella risveglia tutto ma finisce sempre troppo in fretta, lasciando solo la voglia di voltare pagina e dimenticare, tuffandosi là dove i soli si sfumano di rosso.
Ecco, appunto, vorrei una vita vista mare. Con una terrazza coperta dove poter mangiare all’ombra, insieme a qualcuno che sia dipinto e mai cornice.
Respirare a pieni polmoni il vento e il sale, sentirmi a casa senza alcuna parete d’oro a ingabbiarmi.
È quello che auguro anche a te: un’estate dentro costante.
«L’afa scioglie le porte.
Programmiamo le ferie
per guardarci negli occhi.»
Chissà quando riavrò i tuoi occhi indietro. Chissà se sarà estate di nuovo, fuori e dentro di noi.
Io, stamani, non smetto di ricordarti che ti aspetto.
Buona giornata, Chiara.
***
GIORNO #6
F come Farfalla.
Ti sto scrivendo di domenica pomeriggio e quando leggerai questo messaggio saranno trascorsi alcuni giorni. Sto programmando gli invii per essere certo di non saltarne nemmeno uno, sempre alle otto in punto.
Spero tu voglia concedermi ancora del tempo prima di stufarti di me…
Ti sto scrivendo ora che è appena tornato il sole dopo giorni di pioggia insistente.
Una piccola farfalla si è posata sulla persiana di camera mia, poco fa, e ci è rimasta un bel po’, piccola e resistente contro il temporale.
Poi, a un certo punto, è volata via, proprio quando avevo preso in mano il telefono per farle una foto: bravo me, tempismo perfetto, non c’è che dire.
Intanto ricordo a me stesso che «Il battito d’ali di una farfalla può provocare blablabla», la conosciamo tutti quella frase.
Secondo me tu sei un piccolo battito d’ali e nemmeno te ne accorgi. Hai sollevato dubbi e domande, pensieri e immaginaz...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Primo fiore. Semina bellezza per un domani migliore
- Secondo fiore. Scorgi sempre la grandezza nelle piccole cose
- Terzo fiore. Cambia prospettiva e anche una smorfia diventa sorriso
- Quarto fiore. Troverai sempre qualcuno pronto a proteggerti
- Quinto fiore. Le tue idee sono più forti di qualunque prepotenza
- Sesto fiore. Ama sempre, a voce alta, senza troppi perché
- Settimo fiore. Vola leggera sul giudizio degli altri
- Ottavo fiore. Respira poesia
- Nono fiore. Dentro al buio sei tu che fai luce
- Decimo fiore. Dai un nome alle emozioni
- Il fiore di Guido Catalano. Una questione di tempi
- Il fiore di mamma. Non scordarti chi sei
- Ringraziamenti
- Copyright