Violenza. Violazione.
Violare. Violentare. Tradire.
Violazione e tradimento dei diritti umani.
Mondo violento. Società violenta.
Violenza sulle donne e sui bambini,
sulla natura e sugli animali.
Pensieri violenti. Immagini e azioni violente.
Film e spettacoli violenti.
Ingiustizia: il dominio dei più forti sui più deboli.
Imperialismo, colonialismo, razzismo.
Globalizzazione, economia predatoria neoliberista.
Guerra, genocidio, omicidio, infanticidio.
Il denominatore comune di ogni forma di violenza è una violazione della verità.
La verità? Quale verità?
La verità fondamentale che tutto è uno.
Alla base di ogni forma di violenza c’è la separazione dell’Io-umano – Io-ragione, Io-pensiero, Io-linguaggio – dal mondo, dagli altri, dalla natura.
Io-umano che perde il senso di connessione e di appartenenza.
Io preda della paura, della rabbia, del risentimento.
Io narcisista, autocentrato, che pensa solo a se stesso.
Io, io, io, io...
Io che ha perso contatto con il vero Sé,
con le sue parti tenere,
con la totalità del suo essere.
Io mutilato, incapace di amare, perennemente infelice,
alla spasmodica ricerca del potere.
Il potere come dominio su di sé,
sugli altri, sulla natura.
Potere come forma di compensazione
a una vita fredda, una vita agitata, una vita grigia.
Priva di senso, priva di direzione,
priva di affetti, di amicizia, di vero amore.
Io mutilato, fragile, impaurito.
Io desolato che crea un mondo desolato,
una società disumanizzata, suicidaria,
insocievole, materialista,
nichilista, oppressiva e depressiva.
È questa la società che vogliamo
per noi e per i nostri figli?
Certamente NO!
Possiamo cambiarlo questo mondo,
creato da noi, radicato nella violenza,
nella falsità, nell’ingiustizia?
Possiamo creare una società umanizzata e pacifica?
Possiamo creare una società conviviale, solidale e armonica?
Possiamo compiere questa rivoluzione,
l’unica vera e autentica Rivoluzione?
La Rivoluzione dell’Io-Anima, dell’Io relazionale e socievole,
che tutti auspichiamo?
L’unica autentica Rivoluzione che,
liberandoci da ogni forma di oppressione,
può restituirci la gioia e felicità che cerchiamo?
SÌ: la liberazione è possibile.
Iniziando dal nostro interno.
Questa è la retta via. Inutile cercare fuori di noi.
Nessuna rivoluzione esterna ha mai funzionato.
«Sii il cambiamento che desideri dagli altri» ci ricorda Gandhi.
«Non guardare la pagliuzza nell’occhio altrui,
guarda la trave che si nasconde nel tuo» ci ammonisce Gesù.
La trave che ti impedisce di amare te stesso e il prossimo.
La Costituzione: un testo sacro
La via appena illustrata, una via spirituale, è la stessa indicata nella Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Nell’articolo 3, comma 2, si parla di «pieno sviluppo della persona umana» come premessa indispensabile alla «partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
Cosa significa “pieno sviluppo della persona umana”?
Significa pieno sviluppo della consapevolezza, pieno sviluppo della coscienza etica universale, che ci rende esseri umani. Uomini e donne radicati nelle qualità dell’essere, o qualità dell’amore1, o qualità della vita – amorevole gentilezza, gratitudine, generosità, empatia, compassione... – virtù che ci rendono esseri umani comunitari, donativi, naturalmente socievoli.
Quindi gioiosi, entusiasti, felici.
A differenza degli inquinanti della mente – indifferenza, ingratitudine, competizione, invidia, tirchieria... – che ci rendono incapaci di amare e, di conseguenza, aridi e infelici.
La nostra Costituzione, la più democratica del mondo, l’Anima del Popolo italiano, prima di essere un testo giuridico è un testo sacro. Un testo che si ispira ai valori universali delle grandi tradizioni sapienziali, antropologiche e filosofiche. Ed è in queste tradizioni che troviamo la distinzione, molto semplice, tra qualità dell’amore, o virtù, e inquinanti della mente, o peccati.
Con la Costituzione italiana, per la prima volta nella storia umana conosciuta le qualità dell’amore sono state costituzionalizzate. Non sono più solo un impegno morale, ma diventano un dovere giuridico, rivolto a tutti i cittadini, e in particolare ai dirigenti e alle pubbliche autorità2. Dovere che tutela le qualità dell’amore come valore irrinunciabile, fondativo, posto al vertice dell’ordinamento della Repubblica.
Ciò è accaduto dopo che l’umanità, a seguito delle Guerre mondiali e dei totalitarismi del Novecento, ha sentito il bisogno di dire un forte e deciso “NO, mai più”, a un simile disastro planetario. Era un sentire comune a tutti i popoli del mondo, che i nostri Costituenti hanno recepito, in particolare come sentire del Popolo italiano. Un sentire emerso con lo spirito della Resistenza che aveva unito tutte le componenti sane del Paese contro le forze distruttive e diaboliche del nazifascismo.
Queste componenti, che si rifacevano a ideologie diverse, in aperto contrasto tra loro – comunisti, socialisti, democristiani, liberali – hanno trovato la forza morale di superare le divergenze, promuovendo una sintesi dei differenti punti di vista. Una sintesi che recepisce il meglio delle visioni parziali creando una visione d’insieme, più intelligente, che le supera tutte.
Come è avvenuto questo miracolo?
È avvenuto grazie alle qualità umane, la virtù, la dedizione alla verità, dei nostri Padri costituenti. Intellettuali onesti, competenti e colti, capaci di umiltà, capaci di ascoltarsi, dialogare e apprendere gli uni dagli altri.
Il metodo adottato dai Costituenti è la creazione di una mente di gruppo, più intelligente e più affidabile della mente individuale di ciascun partecipante3.
Partecipare a una mente di gruppo, oggi lo sappiamo anche scientificamente, eleva lo stato di coscienza dei singoli membri. Predisposti dal clima condiviso di stima e di amicizia, liberati temporaneamente dalle loro strutture difensive4, essi si rendono capaci di dare il meglio di sé alla causa comune: la causa della comunità alla quale sentono di appartenere.
Ci sono tanti livelli via via più ampi di comunità: la comunità individuale interiore, la coppia, la famiglia, un gruppo di nobili amici, un gruppo di lavoro, su su fino al Popolo comunità, previsto in Costituzione, che risiede su un territorio ed è sovrano nei propri confini.
Per essere comunità, e non un coacervo di elementi individuali, disgregati e caotici, occorre che gli elementi che appartengono all’insieme siano tra loro correlati in relazioni armoniche, che con il tempo crescono in intensità e profondità. Affinché si crei una comunità individuale, l’Io-governo, al servizio dell’Anima, come buon genitore di sé, deve educare le parti interne, più piccole e meno evolute. Deve educarle come un buon genitore educa i propri figli, attraverso l’ascolto, l’empatia, il riconoscimento e il sostegno. Deve educarle ai valori dell’Anima, scintilla divina naturalmente in ascolto e in risonanza con altre Anime.
Anime che insieme formano una sorta di orchestra, sotto la direzione intelligente del divino creatore del Cosmo.
Divino che non è trascendente e separato5, ma che a sua volta ha bisogno dell’umanità e delle sue Anime per realizzare il suo progetto: un mondo dove l’amore, la connessione, le relazioni armoniche, sono in continua crescita ed espansione.
Liberismo e pensiero oppresso
Questo mondo è il progetto dello spirito divino.
Il progetto del symballein, della forza attrattiva e unitiva dell’amore.
Non è il mondo reale, ma il sogno di nuova umanità umanizzata, spirituale e costituzionale, che dobbiamo impegnarci a realizzare.
Quello in cui risediamo è il mondo incarnato e diabolico della vecchia umanità morente.
È la società dei conflitti crescenti e insolubili che dominano la politica, l’economia e la finanza criminale di oggi.
In questa società insocievole, i lavoratori diventano sempre più poveri e gli sfruttatori sempre più ricchi.
Non solo: ogni tipo di comunità vitale e armonica viene sistematicamente privata delle sue risorse e condannata alla dissoluzione e alla miseria.
La stessa mente individuale viene attaccata dai demoni, che operano per distruggere la ragione e il pensiero intelligente. La schizofrenia, intesa come la scissione tra parti della psiche separate e in conflitto tra loro, non è più cosa rara, ma è la norma.
Il neoliberismo è una dottrina economica che postula la necessità di ridurre al massimo l’intervento dello Stato e di trasferire il potere di guidare l’economia alle forze del mercato. Il libero mercato, fortemente competitivo, è ritenuto una macchina perfetta per allocare le risorse nel modo più produttivo ed equilibrato. Nonostante la propaganda mainstream, che ne fa continuo elogio, sono sotto gli occhi di tutti le sue conseguenze catastrofiche per le classi meno abbienti: disoccupazione, riduzione dei salari, aumento delle tasse, privatizzazioni, delocalizzazioni delle imprese, impoverimento generale. Il suo esito finale è regolarmente la guerra, militare, economica, finanziaria. Questa dottrina non solo ci rende umanamente più poveri, più autocentrati, più narcisisti, più competitivi con gli altri e con noi stessi, ma ci priva del bene più grande: la libertà del pensiero autentico, originario, creativo, che sgorga dalla nostra Anima quando la ascoltiamo.
L’Anima, unitiva e amorevole, raramente viene oggi ascoltata.
La sua voce è come il suono di un liuto: non può essere sentita e distinta in un ambiente ove per ventiquattro ore al giorno domina una musica non-musica demenziale suonata a tutto volume.
Oggi non c’è nessuna pausa di silenzio, nessuna pausa di riflessione, nessuna possibilità di sentire, di entrare in contatto con le nostre emozioni e i nostri sentimenti, con la nostra crescente sofferenza: la sofferenza di chi è parte di un processo di anestetizzazione e alienazione collettivo, che porta alla dissoluzione della psiche, alla schizofrenia, alla fine di ogni forma di intelligenza e creatività.
La mente così non produce ed elabora pensieri originali, autentici, propri, ma registra e riproduce in continuazione i pensieri velenosi diffusi dai mezzi di comunicazione di massa.
Pensieri tossici, patologici, costruiti scientificamente per renderci ottusi, malati, deboli.
Per renderci oppressi, depressi, incapaci di ogni resistenza.
Piena occupazione, obiettivo primario della Costituzione
Se i nostri Costituenti oggi risorgessero, si troverebbero davanti a uno scenario terribile: un mondo totalmente preda del neoliberismo, militare, economico, finanziario, che essi ben conoscevano.
Un mondo patologico e criminale, distruttore di tutto ciò che è umano, dal cui ritorno essi ci volevano liberare per sempr...