IL QUARTIERE
Partiamo così, de botto, con tre quartieri uno dopo l’altro.
Eh sì, perché qui non abbiamo tempo da perdere, ma soprattutto perché sono quasi uno “dentro” l’altro, e alla fine nemmeno vi accorgerete di aver cambiato rione.
Parliamo di tre quartieri romani veraci, popolari e popolosi, che sono, per noi local, un vero e proprio punto di riferimento per le uscite con gli amici o per le cene “de compleanno”, ma che hanno anche tanti luoghi da ammirare e scoprire.
Una cosa li accomuna: la genuinità, la romanità, quella di una volta all’insegna del: “C’hai fame, siediti e magna, nun te preoccupa’!”.
La Roma generosa, sempre pronta a dare una mano, e la Roma sarcastica, che con una battuta ti rischiara la giornata.
Quindi daje forte, iniziamo questo viaggio insieme, statemi dietro e sgranate gli occhi, che qui abbiamo un botto de roba da vede’!
SI PARTE
Cominciamo quindi la passeggiata da Garbatella. Lasciate perde i Cesaroni, abbandonate gli stereotipi tipo
Sì, siamo in uno dei quartieri più popolari e storici di Roma, ma non per questo vogliamo ridurlo a una macchietta, vero?
Garbatella è un quartiere perfetto per il tempo libero, quindi vi dico tre o quattro chicche e poi vi lascio tranquilli a girare, esplorare e curiosare. Ci rivediamo quando avete fatto, come nelle gite a scuola. Sì, perché Garbatella, nome che la leggenda riconduce a un’ostessa garbata e bella che serviva ai tavoli di una locanda nel quartiere, non si può percorrere seguendo un itinerario preciso. Siamo in un rione fatto di lotti e case popolari basse, dove ancora si stendono i panni all’aperto. Dove tutti si conoscono e si salutano, come fossero in un paesino che poco ha a che fare con la metropoli che lo ospita. A Garbatella troverete piazze piene di signori anziani e negozi rimasti identici agli anni Sessanta. Qui, addirittura, esiste ancora il murales “VOTA GARIBALDI” (anche se non è quello originale). Per questo vi dico girate, esploratela con lentezza e curiosità, per poterne apprezzare tutte le sfumature. Il vecchio, a Garbatella, si mischia con il nuovo, e le opere di street art non sono rare. Girando per i vicoli, vedrete moltissime contaminazioni artistiche che coprono intere facciate dei palazzi. Uno su tutti, quello di Alberto Sordi nel Marchese del Grillo, realizzato da Lucamaleonte (noto street artist). Garbatella ha un ritmo e un tempo tutto suo, che solo dopo averla visitata potrete capire.
Quando arrivate qui, sedetevi su una panchina di piazza Brin, prendete qualcosa da bere e lasciate perdere l’orologio.
Garbatella ha un ritmo e un tempo tutti suoi, che solo dopo averla visitata potrete capire.
Dopo una sosta sulle panchine di Garbatella, continuiamo su via Ostiense, una delle vie extraurbane più antiche di Roma che la univa al suo porto naturale, nel luogo dove secondo la mitologia Enea sbarcò dando il nome di Troia al suo primo accampamento, e nei cui pressi, secondo la tradizione, il re Anco Marzio nel 633 a.C. fondò sulla riva sinistra la colonia che prese il nome di Ostia.
Al civico 106 trovate un’istituzione di via Ostiense: la Centrale Montemartini, ex centrale termoelettrica del 1912 che ospita due turbine a vapore con tanto di caldaie e motori diesel realizzati dalla Franco Tosi Meccanica di Legnano, oggi adibita a museo.
La maggior parte dei reperti è costituita da pezzi provenienti dagli scavi portati avanti dopo l’Unità d’Italia, in particolare relativi agli antichi horti romani (che poi erano come gli orti de nonno). L’ordinamento espositivo mette in evidenza l’area di ritrovamento dei reperti e si articola in tre tematiche principali:
- Roma repubblicana (la sfera religiosa e funeraria, l’introduzione del lusso nella sfera privata, la ritrattistica), nella sala Colonne;
- il centro monumentale di Roma (area del circo Flaminio, tempio di Apollo Sosiano, Campidoglio, area sacra di largo Argentina, teatro di Pompeo), nella sala Macchine;
- i giardini, le residenze imperiali e le domus (horti dell’Esquilino, horti Sallustiani, horti Spei Veteris a Porta Maggiore, mosaico di Santa Bibiana), nella sala Caldaie.
La particolarità di questo museo è soprattutto nella scelta dell’allestimento: la fusione di archeologia classica e macchinari industriali conferisce all’ambientazione un’atmosfera estremamente suggestiva.
Ostiense è il quartiere romano per eccellenza della street art e delle serate indie...
Di fronte alla Centrale, noterete sicuramente una specie di cantiere (non importa quando leggerete queste pagine, il cantiere sarà sempre lì, è aperto da dieci anni!). Quelli erano i vecchi Mercati Generali di Roma, dove tutti i negozianti e i ristoratori venivano ad acquistare primizie. Mi ricordo che all’interno i vari padiglioni erano decorati e allestiti in base al cibo di riferimento: per esempio, dove era esposto il pescato, i capitelli e le colonne erano decorati con animali marini. Purtroppo ora i folcloristici Mercati sono in disuso, se non abbandonati… sempre a Roma stiamo, eh!
Se invece avete voglia de ’na basilica, ve ne consiglio una piccola piccola piccola. Percorrendo via Ostiense (senza esagerare che sennò finimo al mare), qui vicino c’è la seconda basilica più grande dopo San Pietro. Sto parlando di San Paolo fuori le Mura.
Una cosetta lunga 131 metri, larga 65 e alta 30.
La riconoscete per i mosaici dorati, che durante i giorni di sole si riflettono a chilometri di distanza. Qui, tra porte bizantine, necropoli del IV secolo a.C. e un chiostro del XIII secolo, una volta entrati vi sentirete veramente piccoli. Me ce sento io, che sono alto 1,89!
Le navate della basilica a me ricordano moltissimo la scena del Signore degli anelli, quando arriva il Balrog. Insomma, questa basilica è veramente una bomba, quindi visitate, ammiratela, amatela e poi…
Ostiense, oltre ad avere tanta storia, è anche il quartiere romano per eccellenza della street art e delle serate indie…
Qui, tra localini più o meno fescion e caratteristici, vi potete imbattere, su via del Porto Fluviale, in un edificio interamente dipinto e personalizzato da Blu, che ha voluto creare un effetto “finestre” con 27 faccioni coloratissimi. Basta girare appena lo sguardo e si staglierà di fronte a voi il bio murales di Iena Cruz, intitolato Hunting Pollution, realizzato con pitture naturali ed ecosostenibili capaci di assorbire l’aria e purificarla.
INSTAGRAM MOMENT
Qui non dovete far altro che aspettare che i semafori siano rossi, mettervi di fronte all’opera e prendere come riferimento l’angolo del palazzo:
daje de grandangolo e scattate!
Nel piazzale dei Partigiani c’è la famosa Stazione Ostiense. L’area interna, dedicata alla tratta Roma/Ostia Lido, è rimasta intatta dagli anni Venti, così come la sua biglietteria. Quanti ragazzetti romani che ce so’ passati in questi cento anni, pronti a salire sul primo treno per andare a rubarsi uno scampolo di mare e di sole!
Di fronte alla stazione, invece, vedrete svettare una piramide. È la Piramide Cestia, che riprende fedelmente la struttura di quelle egizie. È a tutti gli effetti una tomba, costruita tra il 18 e il 12 a.C. per volere del pretore romano che lì venne sepolto: Gaio Cestio Epulone. La leggenda narra che nel suo testamento venne imposto agli eredi di poter accedere ai suoi beni solo una volta terminata la costruzione della Piramide. E in effetti so’ stati parecchio efficienti!
Dietro la Piramide, c’è una vera e propria chicca di Ostiense: il Cimitero acattolico, conosciuto anche come “cimitero degli inglesi”, datato 1716. La Chiesa cattolica vietava infatti di dare sepoltura a protestanti, ebrei e ortodossi, ma anche ai suicidi e agli attori. Questi ultimi venivano così espulsi dalla comunità cristiana cittadina e seppelliti fuori le mura. Tra le tante, qua troverete le tombe di Keats, Shelley, Gramsci, Camilleri, Foà e Gadda. La tomba più famosa, però, è L’angelo del dolore, un incantevole an...