
- 112 pagine
- Italian
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eBook - ePub
Le più belle storie dei miti greci
Informazioni su questo libro
Le più belle storie della mitologia greca raccontate da una tra le più note autrici per ragazzi. Una splendida raccolta illustrata per scoprire le avventure di Apollo, Perseo, Teseo, Ulisse e tanti altri personaggi intramontabili che hanno incantato i lettori di ogni tempo.
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Informazioni
Editore
FABBRI EDITORIAnno
2022Print ISBN
9788891582973eBook ISBN
9788865977163PERSEO

IN UN TEMPO LONTANO, QUANDO GLI INDOVINI DICEVANO LA VERITÀ, viveva un uomo pauroso. Come ogni buon padre, Acrisio, il re di Argo, amava la figlia Danae e il figlioletto di lei, Perseo. Ma un giorno commise l’errore di rivolgersi a un indovino.
«Il figlio di Danae ti ucciderà» disse l’indovino al re.
Subito Acrisio diede ordine di costruire una cassa di legno e di portarla in riva al mare.
«Una cassa, sire?» chiesero i servitori.
«Sì, una cassa, con un coperchio e un lucchetto. Fate in fretta!»
Più tardi, alla spiaggia, i soldati spinsero Danae nella cassa, le gettarono il bambino in grembo e chiusero il coperchio. Acrisio rimase a guardare la cassa che prendeva il largo, agitando la mano in segno di saluto. «Annegheranno» pensava. «Ma non li ho uccisi io, non è così? Nessuno può dire che io li abbia uccisi.»
Ma invece di affondare, la cassa continuò a galleggiare. Fluttuò per giorni sul mare finché non rimase intrappolata nella rete di un giovane pescatore, vicino alle coste di un regno lontano.
Il pescatore, che si chiamava Ditti, condusse Danae nella capanna di legno in cui viveva e mostrò subito grande affetto per la giovane donna e il suo bambino. Sfortunatamente il sovrano di quella terra, re Polidette, non era buono come Ditti. Infatti, come altri collezionavano opere d’arte, lui amava collezionare mogli. E non appena sentì nominare Danae, decise di aggiungerla alla sua collezione.
Ma quando Polidette chiese la sua mano, Danae, cortesemente, rispose: «No». E continuò a dire “no” per altri diciassette anni, scatenando l’ira del re.
«Basta con le buone maniere! Guardie, andate a prendere Danae e portatela qui!» disse un giorno Polidette.
Aveva scordato che dopo diciassette anni il figlio di Danae, Perseo, era diventato un giovane uomo bello e forte. Perseo sistemò le guardie per le feste e le rimandò da Polidette tutte doloranti e piene di lividi.
«Quel Perseo è invincibile!» dissero le guardie, stremate. «Ha giurato che nessuno potrà prendere sua madre in sposa con la forza. Ha detto che la proteggerà giorno e notte.»
Re Polidette digrignò i denti. «Devo sbarazzarmi di lui!» disse. E sfidò Perseo a compiere un’impresa, la più difficile che la sua mente potesse concepire.
«Dovrai portarmi la testa di Medusa» disse.
Un tempo Medusa era stata una fanciulla affascinante e vanitosa, finché non aveva osato vantarsi di essere più bella di qualsiasi dea. Come punizione fu trasformata in una gorgone, un mostro dagli occhi micidiali e la chioma di serpenti. Chiunque incrociasse il suo sguardo veniva tramutato in pietra.

Perseo cadde nella trappola del sovrano. «Accetto la sfida!» gridò.
«Bravo!» esclamarono i cortigiani. «Ben detto, Perseo!»
“Bravo!” pensò Polidette. “Morirà di certo!”
«Bravo!» gridarono gli dei dalla cima dell’Olimpo. «Che giovane coraggioso! Merita il nostro aiuto.»
«Gli presterò i miei sandali alati» disse Ermes.
«Io gli presterò il mio scudo» disse la dea Atena.
«Io gli darò il mio elmo dell’invisibilità» disse Ade «e una grossa sacca dove chiudere la testa di Medusa.»
«Io guarderò, ma senza aiutarlo» disse Zeus. «Perseo deve dimostrare con i fatti il suo valore.»

Qualche giorno più tardi, dopo aver salutato la madre, Perseo si mise in cammino. Portava con sé solo una spada, ma presto vide un elmo sul ciglio della strada. Se lo mise subito in testa, pensando che potesse tornargli utile per combattere un mostro come Medusa. Ma quando guardò in basso i suoi piedi erano scomparsi! Non vide nemmeno le mani, gli abiti e il corpo! E quando lo prese tra le mani, si accorse che anche l’elmo era diventato invisibile.
Riprese il cammino e poco dopo trovò uno scudo lungo la strada. Era lucido e brillante come uno specchio. Si mise lo scudo in spalla, pensando che anche quello potesse tornargli utile, e ripartì.

Più avanti s’imbatté in un paio di sandali alati. Provò a indossarli e… «Ohhh!», si alzò in volo. I sandali lo portarono in alto, fin sopra le cime degli alberi. Di sicuro anche i sandali gli sarebbero stati utili. Guardò il cielo e ringraziò gli dei per i loro doni e ripartì.
Ma per arrivare da Medusa doveva prima trovare le tre sorelle Graie. Solo loro sapevano dove si nascondeva il mostro. Le Graie, tre orride vecchine, vivevano in cima a un dirupo e stavano sempre di guardia, sperando di avvistare qualche passante da cuocere nel loro calderone. Ma non facevano mai la guardia insieme: in tre avevano un solo occhio e lo usavano una alla volta.
Prima di avvicinarsi al loro covo, Perseo indossò l’elmo dell’invisibilità. Anche da lontano sentiva le mostruose vecchine che litigavano per chi dovesse cenare prima. In tre, infatti, avevano solo un dente marcio.

Poi una vecchina esclamò: «Dammi l’occhio! È il mio turno!».
Una delle sorelle sospirò e si levò l’occhio. «Ecco, tieni!»
«Dov’è? Mettilo qui, nel palmo della mia mano!»
«È quello che ho fatto! Non dirmi che l’hai lasciato cadere!»
«Non me l’hai dato!»
Senza smettere di discutere, le tre sorelle cominciarono a tastare il terreno tutto intorno alla ricerca dell’occhio perduto.
«Ho quello che state cercando!» disse Perseo.
«Chi parla? Facciamolo a pezzi! Ha rubato il nostro prezioso occhio!»
«Calmatevi!» disse Perseo. «Vi restituirò l’occhio…»
«Bravo, giovanotto! Da’ qui! Che cosa aspetti?
«… se prima mi direte dove si nasconde Medusa.»
«Mai! No! È un segreto!»
«Non possiamo dirtelo!»
«Non vogliamo!»
«Allora getterò l’occhio nel calderone!
O preferite che lo faccia rotolare lungo
il fianco della montagna?»
«No! No!»
«Non farlo!»


«Te lo diciamo! Te lo diciamo! Devi andare verso Est per tre giorni, verso Nord per due giorni, verso Ovest per un giorno e verso Sud per un’ora. Ora ridacci l’occhio!»
Le Graie tesero gli artigli verso Perseo, seguendo il suono della sua voce.
Perseo gettò l’occhio a terra e rimase a guardare le Graie mentre cercavano di recuperarlo a tentoni.
«Non preoccupatevi, sorelle» sentì una di loro mormorare. «Un’occhiata di Medusa e quel ladruncolo diventerà una statua di pietra!»
“È un’impresa degna di un eroe!” pensò Perseo. E volò verso Est sopra il mare agitato.
Anche con i sandali di Ermes, gli ci volle molto tempo prima di avvistare l’isola di Medusa. Da quell’altezza sembrava un grande occhio grigio spalancato sul mare. Perseo non cercò Medusa con lo sguardo; sapeva che una sua occhiata l’avrebbe tramutato in pietra. Ma la trovò lo stesso seguendo il rumore della sua chioma. La testa di Medusa era coronata di serpenti sibilanti che si contorcevano e sputavano veleno.
Tutto intorno a lei, un centinaio di figure se ne stavano immobili come statue: erano le vittime del suo sguardo terrificante.
«Come posso uccidere quel mostro senza guardarlo?» si chiese Perseo.
Un raggio di sole illuminò lo scudo scintillante di Atena, suggerendogli un’idea. Perseo cominciò a camminare all’indietro tenendo lo scudo in alto davanti al viso. Finalmente vide il mostro riflesso sulla superficie lucida di metallo.
Medusa dormiva profondamente, al contrario dei serpenti sulla sua testa, che non dormivano mai. Sembrava avessero avvertito la presenza di Perseo e infilzavano l’aria con le loro lingue biforcute. Ma il guerriero invisibile li allontanò con un calcio e tracciò un arco con la spada. Un attimo dopo la testa di Medusa rotolò a terra. Il mostro era morto, ma i serpenti continuavano ad agitarsi. Facendo grande attenzione, Perseo infilò la testa nel sacco.

Sulla strada del ritorno, mentre l’eroe sorvolava il deserto, il sangue di Medusa sgorgava dal sacco. Ogni volta che una goccia toccava terra, un serpente si liberava e ...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- PREFAZIONE
- DALLE ORIGINI AL VASO DI PANDORA
- PERSEFONE E IL MELOGRANO
- ECO E NARCISO
- DEDALO E ICARO
- LA TELA DI ARACNE
- RE MIDA
- PERSEO
- LE DODICI FATICHE DI ERACLE
- APOLLO E DAFNE
- TESEO E IL MINOTAURO
- GIASONE E IL VELLO D’ORO
- ORFEO ED EURIDICE
- LA CORSA DI ATALANTA
- IL CAVALLO DI TROIA
- ODISSEO
- LA LIBERAZIONE DI PROMETEO
- Copyright