1955
Racalmuto, 15 marzo 1955
Caro Dr. Laterza,
sono molto lieto di averLa conosciuta, e gratissimo Le sono della proposta cordiale di preparare un libro per le Sue edizioni.
Ho molto pensato al lavoro da fare, e posso senz’altro assicurarLe che tra tre o quattro mesi sottoporrò al Suo giudizio il manoscritto.
Penso non supererà le 150 pagine di stampa: avrà una “introduzione” un tentativo di raccontare il paese nella sua vita di ogni giorno; e poi tre cronache relative al consiglio comunale, alle saline e alle scuole.
Le esprimo ancora la mia gratitudine e mi creda cordialmente Suo
Leonardo Sciascia
Bari, 1° aprile 1955
Caro Sciascia,
m’ha fatto molto piacere trovare la Sua lettera, e leggere ch’Ella accetta il nostro invito. Aspettavo Sue notizie con una certa trepidazione, augurandomi vivamente che la bellezza e l’interesse delle Sue cronache scolastiche La convincessero della bontà della via imboccata e delle straordinarie prospettive di conoscenza ch’essa dischiude. Mi creda che già conto sul Suo libro come su uno dei migliori acquisti della nostra Casa.
Mi manderà tutte insieme le altre parti, o non preferirà inviarmele man mano che le prepara? Ne sarei, in quest’ultimo caso, estremamente lieto.
Scrivendomi, mi dica anche per favore se vuol far subito un contratto. Con una cordiale stretta di mano mi abbia Suo
Vito Laterza
Racalmuto, 5 aprile 1955
Caro Dottor Laterza,
Le sono grato delle Sue cordiali espressioni; e spero che quanto vado scrivendo valga a confermarmi la Sua stima, alla quale moltissimo tengo.
Le manderò presto alcuni capitoletti delle cronache; e conto farLe avere nei primi di giugno il manoscritto completo – perché dopo le elezioni siciliane dovrei recarmi in Spagna per un “servizio”, e temo che il viaggio, se lasciassi in sospeso il lavoro, finirebbe col distrarmene.
Non fosse per una certa insidia di “divertimento”, alla Brancati (qui il Brancati si trova in natura), il mio lavoro scorrerebbe molto più agevolmente: quel che appunto non voglio è “divertirmi”.
Mi creda, con i più cordiali ringraziamenti e saluti,
Suo
Leonardo Sciascia
P.S. Per il contratto di cui mi parla, ci terrei che Lei giudicasse prima il lavoro – ma faccia come meglio crede, per conto mio son disposto a firmarlo anche subito.
Bari, 8 aprile 1955
Caro Sciascia,
eccoLe il contratto, in doppia copia, basato sui dati fornitimi da Lei. Se è d’accordo su tutte le clausole, me ne rimandi per favore una copia controfirmata; altrimenti mi dica francamente che cosa modificherebbe.
Attendo, con l’interesse che può immaginare, i capitoli che mi annuncia; per il resto, ho ferma fiducia che, al Suo ritorno dal “servizio” spagnolo, il libro potrà essere già in vetrina: non dobbiamo concorrere al Viareggio? Ma Lei dovrebbe aiutarmi perché entro giugno il volume esca.
Affettuosi auguri dal Suo
Vito Laterza
Racalmuto, 11 aprile 1955
Caro Dottor Laterza,
Le restituisco firmata una copia del contratto – e La ringrazio moltissimo.
In settimana Le spedirò la prima parte delle cronache.
Poiché i riferimenti a persone e a fatti sono in qualche punto evidenti, ho pensato di chiamare il paese “Regalpetra” e il libro intitolarlo R come Regalpetra – o soltanto Cronache regalpetresi. Lei che ne dice?
Con i saluti più cordiali,
Suo
Leonardo Sciascia
Racalmuto, 19 aprile 1955
Caro Dottor Laterza,
con un po’ di ritardo Le invio la prima parte del lavoro, non definitivamente ordinata e mancante di qualche capitoletto intermedio. Forse anche così può andare; forse no. Sono ansioso di sapere il suo giudizio.
Mi scusi per il ritardo. Sempre grato e con i più affettuosi saluti,
Suo
Leonardo Sciascia
[Postilla a margine dello stesso Sciascia]
Dal conte del Carretto al fascismo – anzi dal resoconto del governatore arabo nel 938, sino ai partiti e alla vita e al costume in paese attraverso una sequenza in un ordine storico e cronachistico.
Bari, 27 aprile 1955
Caro Sciascia,
mi perdoni se non Le ho scritto prima, ma la pubblicazione dei Dieci anni dopo1, con le manifestazioni che l’hanno accompagnata e l’accompagneranno, mi ha reso un po’ girovago.
Ho letto le pagine che mi ha mandato, con estremo interesse, mi creda, e con un piacere non smentito mai fino all’ultima pagina. Vi ho ritrovato tutta l’acuta intelligenza e le capacità consumate dell’autore delle “Cronache”, e ancora una volta mi permetta quindi di complimentarmi con Lei e di felicitarmi con me stesso per l’ottimo lavoro che si profila ormai con contorni certi.
Una sola osservazione potrei forse farLe, non di merito, ma di carattere esclusivamente editoriale, e che come tale gradirei molto se Lei volesse prendere in considerazione. È un’osservazione che riguarda l’ordine di questa prima parte, cui forse converrebbe dare un andamento più cronachistico, di narrazione distesa e anche esteriormente organica anziché a “flash”, a istantanee. Dalla relazione del governatore arabo risalirei velocemente, ma fermandomi sui diversi punti nodali da Lei accennati e su altri che pur si potrebbero indicare, sino al Risorgimento e al primo No...