Delfi
eBook - ePub

Delfi

Il centro del mondo antico

  1. 384 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Delfi

Il centro del mondo antico

Informazioni su questo libro

A Delfi arrivavano da ogni parte del Mediterraneo re, autorità cittadine e singoli individui, per consultare la Pizia, per erigere monumenti agli dei, per partecipare alle competizioni atletiche e musicali. La città, per lungo tempo, fu un concentrato di religione, arte, manovre politiche e ricchezze.Michael Scott racconta il più celebre oracolo dell'antichità e come una cittadina alle pendici del Parnaso sia diventata il centro del mondo.

La narrazione irresistibile di Scott riporta in vita il cuore della Grecia antica: un concentrato di religione, arte, atletica, manovre politiche e ricchezze. Un luogo così potente che è tuttora sinonimo di 'enigmatico': 'delfico', appunto. Barry Strauss

Michael Scott racconta come il santuario di Apollo a Delfi sia stato l'omphalòs, il cordone ombelicale attraverso cui il profondo viaggio mistico della religione ellenica ha tenuto collegato il solare mondo greco all'oscuro grembo della tradizione misterica ancestrale. Silvia Ronchey, "la Repubblica"

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Delfi di Michael Scott, Daniele A. Gewurz in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Storia e Storia antica. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Argomento
Storia
Categoria
Storia antica

1.
L’oracolo

[L’oracolo] non dice né occulta
ma dà segni.
Eraclito in Plutarco, Moralia 404D1
Il giorno fissato era giunto. Dopo un viaggio su per i tortuosi sentieri montani che portavano al luogo santo nascosto nei recessi del massiccio del Parnaso, si erano riunite nel santuario di Apollo persone venute da vicino e da lontano, rappresentanti di città e di Stati, di dinastie e di regni fin dalla parte opposta del Mediterraneo. Allo spuntare dell’alba girò la voce che presto si sarebbe saputo se il dio Apollo avrebbe risposto alle loro domande. La luce del sole si rifletteva sulla facciata di marmo del tempio, la sacerdotessa dell’oracolo entrò nella parte più interna e gli interpellanti in folla cominciarono ad avanzare, in attesa del proprio turno per apprendere che cosa avessero in serbo per loro gli dèi. Si riteneva che le divinità potessero tutto, controllassero tutto, sapessero tutto: le loro sentenze, più e più volte, si erano dimostrate definitive. Tra gli interpellanti c’era chi aveva atteso mesi, chi aveva percorso migliaia di chilometri. Adesso attendevano pazienti il proprio turno, ognuno presumibilmente pieno di apprensione per ciò che avrebbe ascoltato entrando nella casa del dio. Alcuni ne uscivano soddisfatti, altri delusi, i più pensierosi. Al crepuscolo la sacerdotessa del dio si faceva muta. Le folle si disperdevano, dirette verso tutti gli angoli del mondo antico, portando con sé le parole profetiche dell’oracolo di Delfi.
Ciò che sicuramente ci affascina più di tutto, di questo santuario, sono le storie che riguardano l’oracolo e le donne che, per secoli, furono al centro delle consultazioni oracolari, come sacerdotesse e portavoce del dio Apollo. Ma come funzionava l’oracolo di Delfi, e perché fu così importante per tanto tempo per l’antica Grecia?
Sono domande a cui è difficile rispondere, per due motivi principali. In primo luogo perché – cosa incredibile per un’istituzione tanto fondamentale, e tanto a lungo, per il mondo greco – non ci è rimasto nessun resoconto chiaro e completo di come si svolgesse di preciso una consultazione dell’oracolo di Delfi, o di come giungesse alla sacerdotessa pizia l’ispirazione divina. Delle fonti che abbiamo, quelle del periodo classico (dal VI al IV secolo a.C.) trattano le procedure di consultazione come conoscenza comune, tanto che non c’è bisogno di spiegarle, e anzi le consultazioni a Delfi sono spesso usate per descrivere concisamente quanto accadeva in altri santuari provvisti di oracoli («qui le cose funzionano proprio come a Delfi...»). Molte delle fonti interessate a trattare come funzionasse in dettaglio l’oracolo sono in realtà di epoca romana (dal I secolo a.C. al IV d.C.) e quindi nella migliore delle ipotesi possono riferirci solo le opinioni di chi viveva allora (e spesso con versioni contraddittorie) su un fenomeno che, come confermano tutti gli autori dell’epoca, aveva ormai superato il periodo di massima fioritura. Inoltre, è vero che i ritrovamenti archeologici ci aiutano in qualche misura a farci un’idea dell’ambiente in cui si svolgevano le consultazioni e a capire i possibili modi in cui la Pizia riceveva l’ispirazione, nei periodi classico, ellenistico e romano, ma non sono in grado di darci lumi sulle prime fasi di esistenza dell’oracolo (la fine dell’VIII secolo e il VII a.C.), durante le quali l’attività dell’oracolo era, secondo le fonti letterarie, frenetica2.
La seconda difficoltà che circonda l’oracolo riguarda come analizzare gli indizi dati dalla letteratura sulle domande poste e sui responsi forniti3. E ciò non solo perché molti dei responsi furono registrati da autori antichi che scrissero molto tempo dopo la presunta formulazione delle risposte, e a volte da autori ostili alle pratiche religiose pagane, come lo scrittore cristiano Eusebio. E il problema non è neppure solo che questi autori spesso si basavano a loro volta su altre fonti, con il risultato che persino quando due o più riportano lo stesso responso i loro resoconti sono spesso diversi. È anche che essi tendono a non registrare i consulti dell’oracolo come storia «normale», bensì usano questi racconti con funzioni specifiche all’interno dei loro testi4. Di conseguenza, alcuni studiosi hanno deciso di considerare astorico quasi tutto ciò che viene attribuito all’oracolo di Delfi prima del V secolo a.C. Altri hanno ritenuto pressoché impossibile scrivere una storia dell’oracolo dopo il IV secolo a.C. per via delle difficoltà presentate dalle fonti. Altri ancora hanno cercato una via di mezzo nello spettro della verosimiglianza, ma con l’idea – per dirla con le parole degli studiosi Herbert Parke e Donald Wormell nel loro repertorio del 1956 dei responsi delfici, tuttora autorevole – che «non c’è praticamente alcun vaticinio di cui si possa asserire con completa sicurezza l’autenticità»5.
Quindi, come hanno osservato vari studiosi, uno dei molti paradossi di Delfi è il fatto che le sacerdotesse pizie – le donne al centro di un meccanismo che in teoria avrebbe dovuto aiutare a chiarire le idee in vista delle decisioni più difficili del mondo antico – si siano portate nella tomba il mistero di questo meccanismo lasciandoci un’immagine molto opaca di questa fondamentale istituzione antica. Così stando le cose, l’unica possibilità è creare un’istantanea piuttosto statica del funzionamento dell’oracolo di Delfi, di cui sappiamo invece che fu mutevole nei suoi mille e più anni di storia; un’istantanea che è una collazione di fonti da tempi e luoghi diversi (con tutte le difficoltà che una ricostruzione del genere comporta) e al contempo inevitabilmente adotta una posizione specifica su varie questioni in contrasto irresolubile.
L’oracolo di Delfi era una sacerdotessa, nota come la Pizia. Sappiamo relativamente poco delle singole pizie, o di come e perché venissero scelte6. La maggior parte delle informazioni ci viene da Plutarco, scrittore greco del I secolo d.C. originario di una città non lontana da Delfi, che fu uno dei sacerdoti del tempio di Apollo (infatti, oltre alla sacerdotessa pizia che faceva da oracolo, vi erano anche alcuni sacerdoti: ci torneremo su). La Pizia doveva essere di Delfi, e Plutarco ci racconta che ai suoi tempi veniva scelta da una delle «più solide e apprezzate famiglie di Delfi», ma non necessariamente una famiglia nobile; anzi, la Pizia di Plutarco viveva «in modo pio quant’altri mai; ma, essendo cresciuta in una famiglia di poveri contadini, scende al santuario sprovvista di ogni arte poetica, di ogni esperienza e talento»7. Una volta scelta, la Pizia serviva Apollo per tutta la vita, si impegnava a svolgere attività spossanti e a osservare la castità. In qualche momento della storia dell’oracolo, forse già nel IV secolo a.C. e certamente entro il 100 d.C., le fu assegnata un’abitazione, pagata dal santuario. Plutarco lamenta che mentre nei secoli precedenti il santuario era così affollato da dover far uso di tre Pizie simultaneamente (due titolari e una riserva), ai suoi tempi una Pizia era sufficiente per far fronte al numero sempre più esiguo degli interpellanti8.
Diodoro Siculo, che visse nel I secolo a.C., ci racconta che in origine la donna scelta doveva anche essere giovane e vergine. Ma le cose cambiarono con Echecrate di Tessaglia che, venuto a consultare la Pizia, se ne invaghì, la portò via e la violentò; così i Delfi stabilirono che in futuro la Pizia dovesse avere almeno cinquant’anni, ma che dovesse continuare a indossare un abito da fanciulla in ricordo delle profetesse vergini di un tempo. Si ritiene quindi che non di rado una donna fosse stata sposata e avesse avuto figli prima di essere scelta come Pizia e, quindi, di allontanarsi dal marito e dalla famiglia per svolgere il suo ruolo9.
La Pizia era disponibile per i consulti solo un giorno al mese, presumibilmente il settimo, perché il sette del mese di bisio – l’inizio della primavera (il nostro marzo/aprile) – era considerato il compleanno di Apollo. Inoltre era in attività solo per nove mesi all’anno, perché nei tre mesi invernali Apollo era considerato assente da Delfi, in soggiorno presso gli Iperborei (un popolo mitico che viveva agli estremi confini del mondo). In questo lasso di tempo Delfi era priva di oracolo ma non di una divinità, perché il santuario si riteneva retto dal dio Dioniso10.
Nonostante queste opportunità di consultazione piuttosto ristrette – appena nove giorni all’anno – si è molto discusso sulla disponibilità (e anzi popolarità) di forme alternative di divinazione offerte a Delfi. In particolare gli studiosi hanno dibattuto sull’esistenza di un oracolo «a sorteggio»: un sistema in cui qualcuno che operava nel santuario, forse la stessa Pizia, emanava responsi usando una serie di oggetti estratti a caso, che venivano «letti» per dare una risposta a una specifica domanda11. Questo sistema di consultazioni potrebbe essere stato integrato con un oracolo in cui si usavano «dadi» in funzione presso l’antro Coricio, alto sopra Delfi (fig. 2), che dal VI secolo a.C. in poi fu un luogo di culto sempre più popolare per il dio Pan e le Muse, e parte integrante dell’itinerario e dell’ambiente «delfico»12.
Ognuno dei nove giorni dedicati alle consultazioni oracolari vere e proprie si svolgeva presumibilmente come segue. All’alba la Pizia si recava a fare il bagno nella sorgente Castalia, vicino al santuario (fig. 2). Una volta purificata, tornava al santuario, probabilmente accompagnata dal suo seguito, ed entrava nel tempio, dove bruciava ad Apollo un’offerta di foglie di alloro e farina d’orzo, forse accompagnandola con un omaggio a voce a tutte le divinità locali (similmente a quello che viene messo in scena all’inizio della tragedia di Eschilo Le Eumenidi)13. Più o meno contemporaneamente, i sacerdoti del tempio dovevano verificare che potessero aver luogo queste già rare giornate di consultazioni. La procedura consisteva nell’aspergere di acqua fredda una capra (che doveva essere a sua volta pura e senza difetti), forse nel focolare sacro all’interno del tempio. Se la capra rabbrividiva, voleva dire che Apollo era lieto di essere interpellato; la capra veniva quindi sacrificata su un grande altare al dio fuori del tempio, come segno per tutti che la giornata era propizia e le consultazioni avrebbero avuto luogo14.
Gli interpellanti, che probabilmente dovevano arrivare già alcuni giorni prima della giornata fissata, svolgevano a quel punto la loro parte. Per prima cosa dovevano purificarsi con l’acqua delle sorgenti di Delfi. Poi dovevano organizzarsi secon...

Indice dei contenuti

  1. Prologo. Perché Delfi?
  2. Parte prima Alcuni nascono grandi
  3. 1. L’oracolo
  4. 2. Gli inizi
  5. 3. Trasformazione
  6. 4. Rinascita
  7. Parte seconda Altri pervengono alla grandezza
  8. 5. Il fuoco
  9. 6. Predominio
  10. 7. Il rinnovamento
  11. 8. La transizione
  12. Parte terza Ad altri ancora la grandezza viene imposta
  13. 9. Un nuovo mondo
  14. 10. Rinascimento
  15. 11. L’ultima gloria?
  16. 12. Il viaggio continua
  17. Epilogo Il disseppellimento di Delfi
  18. Conclusione
  19. Un breve giro guidato del sito e del museo di Delfi
  20. Abbreviazioni
  21. Bibliografia
  22. Ringraziamenti
  23. Tavole e figure
  24. Carte geografiche