Pio XII e Alcide De Gasperi
eBook - ePub

Pio XII e Alcide De Gasperi

Una storia segreta

  1. 106 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Pio XII e Alcide De Gasperi

Una storia segreta

Informazioni su questo libro

Nelle pagine di due verbali custoditi negli Archivi vaticani, la testimonianza di un momento particolare della storia della nostra democrazia e dello scontro tra due protagonisti della scena politica e religiosa.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Pio XII e Alcide De Gasperi di Andrea Riccardi in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Theology & Religion e Italian History. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Attorno a una storia segreta

Due verbali, sicuramente custoditi negli Archivi Vaticani ma pervenuti in copia, testimoniano due eccezionali conversazioni tra personaggi molto diversi1. Uno è il presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, la figura chiave della ricostruzione democratica italiana; l’altro è un uomo di fiducia degli ambienti vaticani, monsignor Pietro Pavan. Ma dietro a Pavan c’è Pio XII che parla a distanza con De Gasperi; monsignor Pavan, non ancora cinquantenne, docente di dottrina sociale nell’Ateneo Lateranense, futuro cardinale e collaboratore di Giovanni XXIII, è infatti l’inviato del papa2. Il tema dei colloqui è molto delicato: il futuro della politica italiana e l’appoggio della Chiesa alla Democrazia Cristiana. Pavan si fa latore delle tante perplessità del capo della Chiesa cattolica; Pio XII, che pure aveva appoggiato il partito di De Gasperi, infatti, ora è assai perplesso. Forse la Chiesa ritirerà il suo sostegno alla DC? L’appoggio cattolico andrà ad altre forze? La DC è giudicata dal Vaticano troppo debole nella lotta ai comunisti. Questi sembrano, sempre secondo gli ambienti vaticani, a un passo dalla vittoria in Italia. È un pericolo gravissimo per il paese, per la Chiesa e per la libertà dell’azione della Santa Sede nel mondo. Se ne rende conto il presidente del Consiglio italiano?
Da parte sua, De Gasperi difende, con convinzione e dignità, l’operato del suo governo e la politica democristiana. I due verbali mettono alla luce conversazioni riservate che manifestano lo stato d’animo degli ambienti cattolici e rivelano tensioni molto forti tra Vaticano e democristiani. Sono anche la testimonianza di un mondo politico che è all’origine della nostra democrazia repubblicana, con i suoi gravi problemi e con un conflitto tra personalità notevoli, pur appartenenti allo stesso schieramento: Pio XII e De Gasperi.

Una prima conversazione: il messaggio di Pio XII

L’iniziativa degli incontri è di Pavan, che all’inizio del dicembre 1951 chiede di essere ricevuto dal presidente in forma privata, «possibilmente a casa sua». Il tono della richiesta è cortese, ma l’interlocutore vaticano è piuttosto perentorio: ha fretta, come dice chiaramente nel suo messaggio. Si capisce subito che l’ecclesiastico viene per mandato superiore: «il Santo Padre – scrive Pavan – mi manda, in via riservata, da V. Eccellenza per riferirle su alcune materie. Le sarei vivamente grato se mi potesse fissare un incontro quanto prima»3. Non si tratta di una richiesta formale di udienza da parte del nunzio accreditato presso il governo italiano; non è un messaggio che qualche altro prelato vaticano in dimestichezza con De Gasperi, come monsignor Giovan Battista Montini, poteva passargli. In questo caso si tratta di un messo inviato appositamente per esternare in modo molto riservato, ma solenne, l’opinione del papa su alcune materie, come si legge nella lettera.
De Gasperi aveva già avuto sentore in varie occasioni che il papa era preoccupato per la situazione politica italiana. Qualche tempo prima, incontrando Mario Cingolani, ex popolare e parlamentare democristiano, Pio XII aveva detto:
andiamo male: ricevo notizie da ogni parte d’Italia sulla attività comunista che è sempre più audace, sull’aumento del numero dei proseliti: dovreste essere più decisi, più forti: anche la legge sulla stampa sembra insabbiata; negli ambienti cattolici si ha la sensazione della necessità assoluta di una vigoria maggiore e di una rapidità maggiore nell’azione di Governo4.
Cingolani aveva rapidamente riferito a De Gasperi le opinioni del papa. Tra le due rive del Tevere i messaggi passavano rapidamente e abitualmente, ma questa volta il Vaticano aveva scelto di fare un passo allo stesso tempo riservato ma grave.
La prima conversazione tra Pavan e De Gasperi avvenne in tempi molto rapidi. Il 5 dicembre, mons. Pavan si recava nell’abitazione di De Gasperi, vicino al Vaticano, in Via Bonifacio VIII. Conosceva quell’immobile per avervi vissuto, per qualche tempo, al piano inferiore dello statista, che conosceva già da vari anni. Lì De Gasperi abitava con la famiglia. In quella casa, aveva passato i lunghi anni del suo esilio particolare, quando lavorava come bibliotecario in Vaticano, estraniato dalla politica e dalla vita di Roma, protetto da Pio XI. Lì, in un ambiente modesto, continuava ad abitare da presidente del Consiglio. In questo luogo avvenne il primo incontro con l’inviato vaticano.
Due giorni dopo il colloquio, Pavan trasmise il verbale dell’incontro alla Segreteria di Stato e ne trattenne una copia per sé. È il primo verbale che qui si pubblica. Destinatario del documento era monsignor Angelo Dell’Acqua, che lavorava nella prima sezione della Segreteria di Stato, quella degli affari straordinari. La seconda sezione, quella degli affari ordinari, era guidata da mons. Montini, un ecclesiastico stimato dagli intellettuali e considerato in Italia e all’estero come una personalità aperta al nuovo. L’incarico a Pavan non era venuto da Montini bensì da mons. Domenico Tardini, che si trovava alla testa della prima sezione della Segreteria di Stato, quella impegnata nelle questioni internazionali5. Le due sezioni avevano competenze che spesso si incrociavano, ma gli affari italiani erano in genere seguiti da Montini. La Segreteria di Stato non aveva alla sua testa un cardinale Segretario, perché Pio XII, dopo la morte del cardinale Luigi Maglione, non aveva voluto nominare un successore e, in un certo senso, si era assunto personalmente la responsabilità di questa funzione. Il papa non amava avere accanto a sé una figura forte di Segretario di Stato e preferiva – secondo un’espressione riferita da Tardini – più esecutori che collaboratori6. Indubbiamente, nonostante il ruolo delle due sezioni della Segreteria nell’affare, l’incarico a Pavan nei confronti di De Gasperi proveniva direttamente da Pio XII.
Tardini era una personalità ben nota ai diplomatici accreditati in Vaticano, anzi il loro interlocutore abituale, conosciuto per il suo proverbiale tono schietto e ironico da romano. Il suo era un carattere diverso da Montini, più legato ai problemi politici italiani e noto per la sua tempra di intellettuale, generalmente prudente ma talvolta ardito in alcune espressioni. Sulla copertina del verbale, Pavan annota: «Colloquio con Alcide De Gasperi su mandato di Sua Eccellenza Tardini a nome del Santo Padre (1951)». Dal Vaticano, da Tardini, Pavan aveva ricevuto un promemoria sulle questioni da trattare con il leader della DC: era un elenco preciso dei problemi che la Santa Sede voleva discutere con il presidente. Purtroppo non è stato possibile ritrovare questo documento, ma i problemi lì indicati vengono discussi nella conversazione tra De Gasperi e Pavan. È un testo che mostra le difficoltà, anzi il punto di divergenza, a cui erano giunti il Vaticano di Pio XII e la Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi.

Dopo un anno di conflitto tra De Gasperi e il Vaticano: la «storia segreta»

Il secondo verbale, invece, fa stato di una conversazione avvenuta durante l’estate del 1952 in tutt’altro luogo. De Gasperi era in vacanza nella sua casa a Borgo Valsugana in Trentino. Si tratta di una conversazione piuttosto lunga, perché Pavan ne annota pure la durata: i due parlano dalle 18,30 alle 20. I mesi trascorsi dal primo incontro erano stati molto difficili, per quanto riguardava i rapporti tra De Gasperi e il Vaticano. In particolare il leader democristiano si era opposto alla cosiddetta operazione Sturzo che, alle elezioni per il Comune di Roma, aveva tentato di apparentare la DC con le destre in funzione anticomunista, servendosi del nome dell’anziano fondatore del Partito Popolare. Questo secondo colloquio a Borgo Valsugana risulta essere l’ultimo tra i due, almeno allo stato attuale della documentazione. Non sono attestati altri contatti tra Pavan e De Gasperi, se non una lettera del dicembre 1948, quindi precedente agli incontri, in cui l’ecclesiastico manifestava il suo scontento (e quello degli «ambienti a noi vicini») per una conversazione radio del presidente del Consiglio del 19 dicembre7.
Il punto focale dei contatti Pavan-De Gasperi è il 1951-52. Ci si trova nel cuore di un conflitto tra il leader italiano e il Vaticano, anzi lo stesso Pio XII, a proposito della politica democristiana. Si sa che l’iniziativa politica di Alcide De Gasperi, nel secondo dopoguerra, non aveva mai riscosso l’unanimità negli ambienti vaticani. Sin dall’inizio vari gruppi ecclesiastici erano rimasti perplessi di fronte al suo orientamento politico e alle sue scelte. Dobbiamo soprattutto a Pietro Scoppola le prime e più chiare indicazioni su questo conflitto; sin dal 1977, infatti, questi ha messo in luce come De Gasperi non potesse sempre giustificare di fronte all’opinione pubblica i limiti reali delle sue scelte politiche, che erano quelli impostigli dalla situazione internazionale, ma anche dalla Santa Sede. Il suo dramma fu – scrive Scoppola – «di non poter soprattutto rendere note le difficoltà dei rapporti con la Santa Sede per non provocare una reazione anticlericale»8. Questa era la sua «storia segreta», a cui talvolta allude.
Le due conversazioni con Pavan, qui pubblicate, rappresentano un passaggio delicato di questa «storia segreta», fatta di contatti, di inviti, di pressioni, di dialogo in quel tessuto tanto particolare che è Roma. Nella capitale, infatti, sulle due rive del Tevere, il mondo politico e il mondo religioso si distinguono chiaramente come responsabilità e come spazi giuridico-istituzionali ma, d’altra parte, non sono separati, vivendo in un tessuto di connessioni tipiche della situazione romana e italiana9. Ci sono anche confini territoriali tra la Roma vaticana e quella italiana, ma in realtà il mondo romano non ha frontiere vere e proprie. I politici italiani, qualunque fosse la loro posizione, si sono sempre interrogati sugli orientamenti del Vaticano a proposito dell’Italia. Questo vale ancora di più per un partito come la DC che, pur essendo nato per iniziativa dello stesso De Gasperi con l’appoggio di Montini, era divenuto in breve il partito della Chiesa. Per la DC era vitale, specie nel momento delle elezioni, l’appoggio fattivo del clero, delle organizzazioni e delle istituzioni cattoliche, come si era visto il 18 aprile 1948 con la sua vittoria alle elezioni. C’era una dipendenza effettiva della DC dal punto di vista del consenso elettorale nei confronti della Chiesa, assai forte almeno nel...

Indice dei contenuti

  1. Attorno a una storia segreta
  2. Documenti della storia segreta
  3. Primo verbale. Colloquio con Alcide De Gasperi su mandato di Sua Eccellenza Tardini a nome del Santo Padre (5 dicembre 1951)
  4. Secondo verbale. Conversazione Alcide De Gasperi - Mons. Pavan (13 agosto 1952)
  5. A S. Eccellenza l’on. Alcide De Gasperi Presidente del Consiglio dei Ministri (20 dicembre 1948)
  6. Ill.mo e Rev.mo Mons. Angelo Dell’Acqua Segreteria di Stato di Sua santità Città del Vaticano (7 dicembre 1951)
  7. Dal Diario di padre Lombardi