A Neopoli nisciuno è neo è il racconto di una città dove tutti vogliono cantare. Gira per i suoi trenta quartieri, corre fino in periferia senza smarrire la dritta via tracciata da Ettore Petraroli, novello Virgilio.Neo, come fosse un'emozione troppo proletaria da scontare, un'emozione troppo banale, troppo genericamente esagerata, un'emozione che sta al Buvero, a Scampia, a piazza Sannazaro, a Melito, diversa da quella educata che sta al Vomero, a Santa Lucia, a via dei Mille, a piazza Plebiscito.Questa è la storia, almeno un poco, dei divi di Napoli che fanno alcuni pensano di fare musica. Questa è una storia che passa di bocca in bocca, il più delle volte derisa dagli stessi napoletani, una storia di soldi, di brutte canzoni, di belle frasi, di Smart e Cinquecento sgargianti, di fan urlanti, di televisioni locali, di qualche artista vero, di truffatori e di pochi bravi autori, di gravidanze nascoste dal velo bianco (ancora, sì), di tanti manager padri-padroni, di rari figli di talento, di grosse illusioni e di grandi speranze. Questa è la storia di una geografia, della suddivisione di un territorio come fosse un'India musicale, quartieri spartiti con l'accetta dove regna ora un Franco Ricciardi, ora una Ida Rendano, ora una Maria Nazionale, ora un Natale Galletta, ora un Alessio, ora una Emiliana Cantone, ora un Raffaello, che se ci fosse un castello e ci fossero dei draghi, potremmo chiamarli principi e principesse del regno di Napoli.

- 176 pagine
- Italian
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A Neopoli nisciuno è neo
Informazioni su questo libro
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Informazioni
Editore
Editori LaterzaeBook ISBN
9788858104125
Anno
2012Barbie e Winnietu
A Giugliano abita Valentina OK. “Dopo di me il buio”, diceva anni fa. Lo dice ancora. Il primo – diciamo anche unico e grande – successo della transessuale Valentina, molto amata dai bambini, è stato Ok, scritta dall’onnipresente Vincenzo D’Agostino e da Carmine Tammaro. E quindi Valentina ha pensato di aggiungere il titolo di questo successo al suo nome, per rendersi meglio riconoscibile. Il testo è una sfida alle regole della nostra lingua al fine di trovare la rima appropriata:
Ok, se tu mi vuoi
l’appuntamento vale per le sei
sarei una pazza se non ci verrei
e poi hai il numero, mi chiamerai.
Ok, se aspetterai
cinque minuti e io non ci sarei
appena arrivo non dirò di no
se a letto nuda mi vorrai con te.
Valentina fu imitata anni fa dall’attrice Rosalia Porcaro a L’ottavo nano, la trasmissione della Dandini. Il personaggio Natasha ci ha tormentato per un paio d’anni con Sesso senza amore sesso senza cuore, chiudendo tutte le performance con “vabbuò ja, tras’”. Valentina ha rielaborato in tutte le salse questa sua Ok, passando per una versione remix, per una versione in inglese, approdando a Hey ragazzo gay e, in tempi recenti, Ok si è permutata diventando KO (presentata a Piedigrotta 2009):
M’é dato ’o super occhei
cappa cappa o
io t’aggia miso a cappa cappa o.
Pochi mesi fa Valentina ha inciso Barbie e Winnietu, non si capisce bene rivendicando cosa, se radici popolari e carnali al grido di chi più ne ha può metterne di più o il modello della fatalona dei quartieri alti tutta rifatta al grido di Winnietu Winnietu ormai tu nun te puorti cchiù, resto sempre la più bella, ’e criature vonno a mme. Una guerra tra bambole di quartiere, forse. Magari un subliminale messaggio alla Mattel, una richiesta implicita di commercializzare una Barbie trans.
E a proposito di bamminelle di quartiere, un manifesto sulla diversità, o meglio sull’annullamento delle distanze generate dalla diversità è la hit Da donna a trans (con la partecipazione di Anna Merolla).
Valentina:
Io nun tengo proprio colpa
si dint’ ’a me ci sta isso e essa
e me sento maltrattata
vattuta e minacciata.
Coro:
Non hai colpa.
Anna Merolla:
Io so’ femmina dint’ ’e fora
e pe’ me si’ ’na cumpagna
tieni core e sentimenti
e non si’ diversa ’a me.
Chillo ca se mette scuorno
nun te parla e po’ te ne caccia
tutte ’e notti po’ te cerca
’mbraccia a te vene a carè.
Storia di molti uomini, spesso sposati, che di giorno si dedicano al lavoro e alla famiglia e di notte cercano un altro tipo di conforto, di piacere, compagnia; è lo stesso uomo che in branco insulta le transessuali, le prende anche a mazzate se così gli gira per la testa e poi la notte, la notte, ’mbraccia a te vene a carè. Questa canzone racconta una realtà, una realtà non solo partenopea. Non è un granché dal punto di vista musicale, ma io apprezzo: a Valentina va il merito di averci messo la faccia.
Napoli ha fama di essere sempre stata accogliente con i femminielli, ovvero i transessuali (non con i gay tout court). Ai Tribunali, di mattina, si vedono molte trans vestite “per tutti i giorni” che scendono a fare la spesa, oggi come trent’anni fa, come qualcuna più nota scendeva per Toledo, hanno una vita sociale, parlano con le altre donne, si consigliano. E non si parla solo di ...
Indice dei contenuti
- — dedica
- — epigrafe
- C’è chi dice neo
- Canta, Partenope
- Napolimania
- Arrivano i mostri
- Malamusica
- Serenata calibro 9
- Le invasioni melodiche
- Alessio di Ponticelli
- Una città per Natale
- Paninopolis
- Gigi del Buvero
- Maria di Torre Annunziata
- Il mare rotto si è alzato in piedi
- Fotomodelli un po’ poveri
- Staje a casa toje
- Fattore Napoli
- Raffaello di Poggioreale
- Sciuè
- Ida della Sanità
- Melogrammy Awards
- Rosario del Vomero
- Gigi di San Giuseppe
- Miseria e nobiltà
- Barbie e Winnietu
- Celò celò mimanca
- Melò fritti e affettati
- Nino di San Pietro a Patierno
- Le decisioni barbariche
- Neo in lavatrice
- Il mare che dorme sul fianco
- Un posto a tavola
- Franco di Secondigliano
- Les entrailles
- Il Cafè do Friariell
- Ragione e Sentimento
- Le parole di Gaetano
- L’iPhone scomparso
- Al mare devi dare del Voi
- Lo stile di vita neomelodico
- Vedi Napoli e poi Moira
- Playlist neomelò
- Crediti. Debiti. Ringraziamenti