Dopo la crisi. Torniamo all'etica protestante?
eBook - ePub

Dopo la crisi. Torniamo all'etica protestante?

Sei considerazioni critiche

  1. 64 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Dopo la crisi. Torniamo all'etica protestante?

Sei considerazioni critiche

Informazioni su questo libro

«Nel caso favorevole le crisi sono temporali purificatori. Può anche darsi che la crisi attuale favorisca un cambiamento di mentalità che alla fine induca nelle persone un atteggiamento più prudente rispetto a quello promosso dal capitalismo di debito. Quali possano essere i meccanismi sociali capaci di condurre a un simile cambiamento non è però chiaro. Non pare comunque che stiano nascendo movimenti politici in grado di offrire progetti di un futuro alternativo che abbiano una qualche speranza di raccogliere ampie adesioni. Il motivo è semplice: la crisi ha prodotto indubbiamente vittime, ma non ha creato una nuova forza politico-sociale capace di promuovere un cambiamento di mentalità in nome di un'immagine del futuro che abbia prospettive di successo.»

Il volume è accompagnato da una Postfazione di Laura Leonardi.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Dopo la crisi. Torniamo all'etica protestante? di Ralf Dahrendorf, Michele Sampaolo in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Politics & International Relations e Essays in Politics & International Relations. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Postfazione
di Laura Leonardi

Come sarà il mondo dopo la crisi? Ralf Dahrendorf ci lascia con questo interrogativo, non senza averci dato prima molti elementi per vedere le cose in modo non scontato, e suggerendoci dove andare a cercare i segnali di nuovi inizi: forse, addirittura, di «una nuova epoca». Quest’ultimo scritto arriva quanto mai opportuno mentre si è immersi, rimanendone anche un po’ frastornati, nel dibattito attuale, che oscilla tra le tesi pessimiste che decretano l’imminenza della crisi, ormai irreversibile, del capitalismo e quelle, più possibiliste, che si chiedono perché le politiche neoliberali continuino a godere di popolarità, dopo aver dato prova di tanti insuccessi nel prevenire e nel far fonte ai problemi finanziari ed economici; si stenta, ovunque, a vedere elementi tali da innescare un cambio di rotta1.
Innanzi tutto, Dahrendorf ci riporta al centro della carreggiata: nell’affrontare il fenomeno della crisi, è importante adottare una particolare attitudine e consapevolezza, evitando di prefigurarne gli esiti in modo tale da chiudere gli orizzonti del cambiamento invece di lasciarli aperti. Anche se, come egli afferma, «l’analisi comporta sempre un primo momento che è spietato [...] un’analisi costruita in modo tale che i suoi esiti finali non possano suonare che nefasti, costituisce un’artificiosa limitazione per la comprensione esattamente allo stesso modo che il tenersi sconsideratamente attaccati all’auspicabile»2.
L’analisi di Dahrendorf si caratterizza per la ricerca costante dei legami tra le trasformazioni economiche in atto e le loro basi sociali, nel tentativo incessante di «diagnosticare» la direzione del cambiamento. Questo implica non ridurre a pochi, singoli fattori, il complesso delle cause che concorrono a spiegare gli eventi, e a non cedere alla tentazione di stabilire rapporti di causa ed effetto secondo una logica lineare.
Così, per capire i fenomeni di crisi nell’ambito economico, non si limita a considerare i condizionamenti e le pressioni che derivano dai meccanismi astratti che regolano il funzionamento del mercato, né ritiene sufficiente soffermarsi sulle responsabilità di chi ricopre posizioni di potere economico e politico, ed è in grado di fare scelte che condizionano pesantemente le chances di vita degli altri. Trova parte della spiegazione nei comportamenti diffusi e generalizzati, a livello sociale più ampio, che contribuiscono a produrre la crisi, assecondandola oppure tentando di resistere e reagire. Per questo, Dahrendorf si sofferma sulle culture egemoniche, le «culture prevalenti» – come le chiama in questo saggio – che danno forma e motivazione alle azioni individuali e collettive, e sono, allo stesso tempo, riconducibili a solide strutture di relazioni sociali e di potere.
Non è la prima volta che Dahrendorf affronta il tema della crisi; quest’ultimo scritto è dedicato a quella finanziaria del 2008, ma costituisce un punto d’arrivo di un’analisi condotta nell’arco di molti anni. Infatti, egli stesso rimanda a come aveva affrontato la questione più di «un quarto di secolo fa»; lo aveva fatto, già allora, mettendo al centro le profonde trasformazioni del capitalismo e della democrazia, ricercando il loro radicamento nei mutamenti sociali e culturali cui si accompagnavano.
Che cosa hanno in comune la crisi attuale e quelle precedenti? Dahrendorf ha tracciato un filo rosso che vale la pena di seguire. All’inizio degli anni Ottanta, egli guarda alla crisi come fenomeno che apre opportunità di cambiamento3. Anche allora, egli prende le distanze dalle spiegazioni troppo riduttive della complessità circa le cause e le caratteristiche della crisi. Si tratta di interpretazioni, come egli sottolinea, filtrate dalla lente dell’economicismo, che avallano soluzioni politiche non adatte ad affrontare i problemi alla radice e non ne vedono le conseguenze in termini di costi sociali.
Il primo momento «spietato» dell’analisi della crisi, negli anni Ottanta, lo porta ad affermare che «un nuovo clima socio-economico ostacolerà la crescita per molto tempo»4. Un passaggio epocale segna la fine del «secolo socialdemocratico», che ha portato i paesi occidentali a livelli di benessere e di ampliamento delle chances di vita mai conosciuti prima, grazie alla capacità di conciliare crescita economica e uguaglianza dei diritti civili, per il tramite delle politiche di sicurezza e protezione sociale. In questo modo si è costruita «una base per l’edificio della società». Ma, dopo un periodo di crescita ininterrotta, nei venticinque anni del secondo dopoguerra, la crisi «mette di fronte ad un’esperienza umana fondamentale [...] da una parte, la crescita rapida e costante ha in sé anche qualcosa di pesante per l’uomo, anzi di spaventoso; dall’altra, le attitudini degli uomini mostrano una maggiore disponibilità al cambiamento che non le strutture delle istituzioni». Dahrendorf afferma che «paghiamo oggi il prezzo dell’espansione e dei ritmi della crescita stessa»5, i cui effetti sono ambivalenti, spesso negativi: per esempio, lo sfruttamento senza limiti delle risorse naturali, l’inquinamento ambientale, la minaccia nucleare. Egli estende il concetto di crisi al mondo sociale centrato sulla crescita economica, con tutte le sue istituzioni, prima fra tutte il lavoro: che cosa succede, si chiede, se alla società del lavoro «il lavoro stesso viene meno?»6. È questo uno degli aspetti più sign...

Indice dei contenuti

  1. I. Qualche spiegazione
  2. II. Capitalismo di risparmio, capitalismo di debito
  3. III. Globale o mondiale
  4. IV. Rabbia popolare e cambiamento
  5. V. Un’epoca nuova
  6. VI. Capitalismo responsabile
  7. Postfazione