
Manuale dell'antiturismo
Possiamo dirci ancora viaggiatori?
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Informazioni su questo libro
All'indomani dello stop imposto dalla pandemia, il turismo di massa sembra ripartire da dove si era fermato, trasformando gli spazi in non-luoghi e convertendo l'immaginazione del viaggiatore in un bene di consumo. Nonostante sia praticato solo dal 3, 5% della popolazione mondiale (ricca e occidentale), il turismo resta la prima industria del pianeta e nulla sembra essere in grado di fermare la sua "mondofagia": né l'inquinamento che comporta, né la scomparsa delle specificità culturali a cui mira e tanto meno la coscienza dell'Altro, ridotta sempre più a una relazione commerciale. Ma è ancora possibile sfuggire al turismo? Quali sono le pratiche indispensabili per potersi definire ancora viaggiatori? Rodolphe Christin ci invita a riscoprire l'essenza del viaggio: preferire la strada alla meta, e "scomparire" piuttosto che apparire ovunque.
Domande frequenti
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Informazioni
Il turismo rinchiuso
tempo libero, notte fuori dal domicilio, spostamento di piacere, attività ricreative), non dà molti appigli. Appiana le asperità storiche e sociali del fenomeno turistico. Si tratta di un effetto ottico dovuto a un’esigenza di oggettività della sintesi appartenente alle ultime riflessioni della “comunità scientifica”. Siccome però non c’è in realtà niente di meno comunitario della società scientifica, dove ci si azzuffa in maniera accesa (col pretesto di dispute tra scuole e tra interpretazioni, tra competenze e controcompetenze) ci si imbatte in un’esitazione: quante notti passate fuori dal domicilio sono sufficienti per rendere qualcuno un turista? Una, due, tre, quattro o cinque? Poco importa. L’essenziale risiede nella constatazione che segue e che occorre formulare senza mezzi termini: questa definizione manca di precisione. Come qualificare le attività ricreative turistiche? Le loro motivazioni sono identiche? La posta in gioco è la stessa?
- implica una mobilità di piacere organizzata, pianificata in funzione di attrazioni di divertimento debitamente identificate e valorizzate come tali, sia soggettivamente dai turisti che ne sono attirati, che oggettivamente dagli “sviluppatori” (pianificatori, promotori, agenti di sviluppo, operatori, amministratori...) che ne elaborano l’attrattiva simbolica (attraverso la comunicazione) e la portata commerciale (attraverso la promozione);
- è ormai il risultato di un’ingegneria sociale dedicata all’adeguamento dello spazio e all’organizzazione di offerte commerciali appropriate. Questa ingegneria si manifesta attraverso dispositivi territoriali di controllo sociale, in particolare per quel che riguarda la gestione dei flussi e la valorizzazione degli spazi, normalizzati secondo criteri estetici, economici, di sicurezza e ambientali, dalle forme riconoscibili e dai contenuti specifici, spesso ricreativi, a volte pedagogici.
Indice dei contenuti
- Prefazione all’edizione italiana. Perché il turismo?
- Prefazione all’edizione canadese
- Capitolo primo. La mondofagia turistica
- Capitolo secondo. Tutti turisti!?
- Capitolo terzo. Il produttivismo delle vacanze
- Capitolo quarto. Il pianeta inscatolato
- Capitolo quinto. Piaceri simulati, godimenti programmati: la standardizzazione del mondo
- Capitolo sesto. Rifuggire il turismo?
- Appendice. Il turismo rinchiuso
- Bibliografia