New York City, 1979
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New York City, 1979

  1. 47 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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New York City, 1979

Informazioni su questo libro

La New York di Kathy Acker pare poter esistere soltanto di notte, è un buco nero di rabbia e amore, in cui tra lo squallore e la grazia non c'è nessun confine perché sono sempre stati la stessa cosa. Una metropoli seducente e oscena lasciata al suo sfavillante destino di morte, prima che giungano gli immobiliaristi a comprarsela per restituirla ai ricchi e renderla un posto in cui regnano la noia delle cartoline e delle transazioni finanziarie. La New York di Kathy Acker si sveglia ogni mattina in un'alba grigia; si svegliano le artiste e i tossici, le prostitute e i jazzisti falliti, si svegliano e desiderano e prendono e possiedono, e sono presi e possedute: e ogni volta alla fine restano senza niente. Un testo che brucia con l'intensità letteraria di una fiamma giovane e incosciente, come poche altre se ne sono viste negli ultimi decenni.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2022
eBook ISBN
9788858439838

New York City, 1979

alla bellezza offesa di Jeanne
Ci sono persone che dicono che New York City è malvagia e non ci vivrebbero per tutto l’oro del mondo.
Sono le stesse persone che hanno votato per Johnson, Nixon e Carter, e che hanno eletto sindaco Koch.

Le puttane in galera di notte.

– Sai che ti dico? Che il mio uomo appena ha un attimo mi tira fuori di qui.
– E quando si libera, dolcezza?
– Ah sí, ti tira fuori? Cosí può risbatterti subito in strada.
– Be’, che problema c’è se mi vuole risbattere in strada? È il posto mio. Gli faccio fare bei soldi.
– Il tuo uomo cara è un agnellino! Johnny dice che se non do via il culo come si deve, non mi lascia rientrare.
– Io con meno di duecento non posso presentarmi a casa.
– Duecento? È un cazzo! Ci metti meno di una notte. Io devo farne quattrocento, oppure di andare a dormire non se ne parla, e non si scappa da uno come Lui. Il mio piccolo è il piú duro di tutti.
– Be’, merda ragazze, se io non porto a casa almeno ottocento bigliettoni mi prende a cinghiate.
– Come no bella, quello è perché sei una tossica.
– Non sono una strafatta, io! Siete voi le tossiche. Lo so cosa combinate.
– Che problema hai, tesoro?
– Stai lí rannicchiata da un’ora.
– Mi fa davvero male. Oogh. Sono due giorni che sanguino.
– Oogh Oogh Oogh.
– Le sta esplodendo la testa. Deve farsi uno shottino.
– Mettetele un maglione in testa o le salta per aria.
– Dovresti vedere un medico, dolcezza.
– Il medico mi ha detto che sto avendo un aborto.
– Hey capa. Cazzo. Capa porta qui il tuo culone.
– Non sto sanguinando piú tanto. Forse è andato.
– Capa! Questa ragazzina sta avendo un aborto. Fai qualcosa. Bella, che cazzo è sta roba? – La capa lancia un assorbente stracciato alla ragazzina. – Il servizio da queste parti peggiora sempre di piú.
– Non sei in un hotel, tesoro.
– Una volta era meglio. Non ci date nemmeno qualcosa da mangiare. Questo posto sta proprio scadendo.
– Perché non chiudi quella fogna. Sto cercando di dormire. Devo farmi il mio sonno, perché a differenza vostra, ragazze, io domani torno a lavorare.
– E che cazzo devi metterti a dormire adesso? Questa è una festa. Dormi poi a lavoro.
– Di certo mi posso riposare solo qui. Domani di nuovo per strada.
– Se ti va bene.
LE LESBICHE sono donne che preferiscono arrivarci a modo loro invece di prendere la via degli uomini.
LE LESBICHE preferiscono i contorti meandri della sensualità all’abitudine di chi punta a raggiungere subito l’obbiettivo.
LE LESBICHE si sono costruite un piccolo mondo profondamente dentro il mondo ma da un’altra parte. Quello che di solito si chiama mondo è il mondo degli uomini.
I contorti meandri della sensualità ti portano a dipendere dalle illusioni. Le bugie e i silenzi sono piú reali della realtà.
O ami qualcuno, oppure? Oppure niente.
Il fatto è che quando ami qualcuno lo sai di essere innamorata: o stai volando o sei sul punto di farla finita.
Io non conosco nessuno di cui sono innamorata o forse non so se sono innamorata. Ho tutti questi ricordi. Ricordo che dopo che mi scopano, come un cane non mi frega piú niente dell’uomo che mi ha appena scopata, di cui prima ero innamorata persa.
E allora perché dovrei spendere un centinaio di dollari per volare a Toronto e fare sesso con qualcuno che non so se amo che non so se posso amare: sono un aborto? Voglio dire, cento bigliettoni e una volta che abbiamo finito per me è un’agonia: non farò ciò che piú desidero. Non posso vivere normalmente ovvero amando quindi: non c’è altra vita.
Appena usciti dall’utero il mondo è grigio. Finto. Tutta New York City è finta e sta per crollare tutti i miei amici stanno uscendo di testa e lo sanno il disastro è la sola cosa che accade adesso.
D’improvviso questi squarci in mezzo alla finzione, che sono cosí vasti, generano qualcosa di nuovo, di vivo. Sto aspettando che succeda.
Voglio sempre piú disastri a New York City perché voglio disperatamente vedere la cosa nuova che accadrà quest’anno.
Janey è una donna che è stata ferita sessualmente cosí tanto da essere diventata frigida.
Non vuole piú vedere suo marito. Tra loro non è rimasto nulla.
Suo marito è d’accordo con lei che non ci sia piú nulla.
Ma non c’è qualcosa che sia veramente nulla. Non qui. Solo la morte qualsiasi cosa sia è il nulla. Tutto ciò di cui le parlano per lei non significa niente. E lei non vuole pronunciare parole senza significato.
Janey non vuole piú vedere suo marito.
La qualità della vita in questa città fa schifo. Quasi i...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Quanti Einaudi
  4. New York City, 1979
  5. Voglio Sopra Di Noi Soltanto Il Sole
  6. QUALSIASI COSA PURCHÉ FRANTUMI I LIMITI
  7. Gli altri Quanti. Città
  8. Il libro
  9. L’autrice
  10. Copyright