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Patrimonio, testamento, eredità
Informazioni su questo libro
Patrimonio, testamento, eredità, è un'opera di Annamaria Bernardini de Pace, noto avvocato della persona e matrimonialista. È un'iniziativa editoriale che parla in articoli, in libri, e sul sito www.dallamoreallamore.com di tutto questo, con un linguaggio semplice, chiaro, e completo, brillante ma rigoroso, dimenticandosi del gergo difficile degli specialisti e degli addetti ai lavori. Storie vere di coppie e situazioni concrete sulle quali i giudici hanno espresso il loro punto di vista, registrando tutti i cambiamenti del costume e della società, come i patti prematrimoniali o i diritti delle coppie gay. Per dare informazioni ma soprattutto consapevole dignità alla famiglia, il nucleo più importante dove viviamo la nostra vita.
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Informazioni
Argomento
LawCategoria
Family LawI predestinati
Successione legittima e testamento
Ognuno di noi è un soggetto giuridico, cioè un individuo portatore di diritti. Quando i soggetti entrano in relazione tra loro si crea un rapporto giuridico. Soggetto di diritto non è necessariamente una persona fisica poiché è tale anche un ente o una società.
Se due persone si sposano, entrambe sono titolari del rapporto giuridico matrimoniale; i genitori sono titolari della potestà che è il rapporto giuridico che si crea tra loro e il figlio. Quando due divorziano, il vincolo coniugale, cioè il rapporto giuridico, si estingue. Quando il figlio ha diciotto anni, la potestà genitoriale si estingue.
Questi rapporti sono intrasmissibili: non si può delegare o trasferire ad altri la propria posizione di marito o di padre. Quando l’individuo muore perde la capacità giuridica ma succedono tante cose dal punto di vista giuridico: si estinguono per esempio i crediti personali connessi allo stato di familiare; vale a dire, se una moglie separata riceve un assegno di mantenimento dal marito, la sua morte estingue il credito e nessuno può farlo valere per lei. Si estingue anche il diritto di usufrutto di un immobile: se muore l’usufruttuario nessuno può andare, per quel medesimo diritto, ad abitare in quella casa.
Ci sono invece dei diritti e delle situazioni giuridiche che si possono trasmettere. Il trasferimento dei propri diritti trasmissibili ad altri soggetti si chiama successione mortis causa (ovvero in ragione della morte) ed è una sorta di ingresso nel patrimonio altrui.
La successione ereditaria può essere di due tipi:
•legittima, quando manca il testamento, ed è quindi regolata dalla legge;
•testamentaria, quando invece è programmata in un testamento.
La successione mortis causa (ma esistono altri tipi giuridici di successione patrimoniale non mortis causa) può essere a “titolo universale” o a “titolo particolare”.
Nel primo caso, il successore, definito “erede” (o i successori, coeredi) subentra nella quota (per esempio ½ ,¼, ¾, etc.) di sua spettanza nell’insieme dei rapporti giuridici del defunto (sia attivi, cioè crediti, sia passivi ovvero debiti); nel secondo caso, il successore che è definito “legatario”, non subentra per quota, ma riceve esclusivamente quello che gli è stato espressamente destinato dal defunto nel testamento, come ad esempio un bene oppure un diritto particolare (un’automobile, un anello, un bracciale, un immobile, l’usufrutto di un appartamento, etc.). Il defunto viene definito nel lessico giuridico de cuius.
Non si trasmettono, ma si estinguono con la morte, i diritti d’usufrutto, d’uso e d’abitazione e il diritto agli alimenti. Così come si estinguono i diritti e i doveri personali.
Ogni soggetto (giuridicamente è chiamato “testatore”) compiuti 18 anni di età e con piena capacità d’agire può fare testamento, disporre, cioè, “per il tempo in cui avrà cessato di vivere di tutte le proprie sostanze, o di parte di esse” [Art. 587, Codice Civile]. Anche se molte persone per una sorta di scaramanzia, o per inconsapevolezza, ignoranza o pigrizia, ma anche per fatalismo, non ci pensano per tempo.
Si creano così territori di battaglie, orrendi e deludenti, tra fratelli-coltelli e parenti-serpenti. Le cause ereditarie a volte durano più di vent’anni. Dovremmo tutti ricordare che la morte è una certezza e che un testamento è pur sempre un gesto di accudimento. Al ricordo di sé o di quelli che restano.
IL CASO - Teodoro e Elvira
Immaginiamo una coppia che si separi dopo meno di un anno di matrimonio senza figli, ma che trascini il giudizio di separazione e quello di divorzio per circa sette anni, grazie alle strategie dell’avvocato della moglie. Cosa potrebbe fare il marito che ogni giorno rischia la vita, essendo appassionato di paracadutismo, per evitare che la sua morte arrivi prima della sentenza e rendere felice la moglie che, così, può ancora ereditare? Immaginiamo che i due soggetti in questione si chiamino Teodoro ed Elvira. Teodoro potrebbe chiedere consiglio al proprio avvocato, e così organizzare, se non altro, un asse ereditario molto contenuto. L’avvocato gli consiglierebbe di scrivere, a mano, datandolo e sottoscrivendolo, un testamento nel quale devolvere alla moglie, ove non vi sia stato il divorzio, esclusivamente la quota riservata per le...
Indice dei contenuti
- Colophon
- Patrimonio, testamento ed eredità
- I predestinati
- Note legislative