
- 160 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Complotto al nido del falco
Informazioni su questo libro
Marcel, quattordici anni, è il promettente portiere del Saint-Denis, una piccola squadra della periferia di Parigi. Quando per errore si trova a partecipare, invece che a uno stage sul calcio, a uno per giovani ambientalisti, per lui non è una bella sorpresa. Ma è troppo tardi per tornare indietro: Marcel e i suoi motivatissimi compagni di corso si trovano al Nido del falco, un forte nelle Alpi dove cominciano a succedere fatti strani. I ragazzi sospettano che si tratti di un complotto in cui sono coinvolti i professori invitati a parlare di crisi climatica e nuove energie. E qualcuno è già sulle loro tracce...
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Complotto al nido del falco di Alessandro Perissinotto in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.
Informazioni
Editore
EDIZIONI PIEMMEAnno
2022Print ISBN
9788856685268eBook ISBN
97888585290651
A un certo punto della storia
Visto il modo in cui i suoi insegnanti lo trattavano e la scarsa simpatia che lui nutriva per loro, Marcel non avrebbe mai pensato che avrebbe rischiato la sua stessa vita per salvare quella di una professoressa.
Vista la sua scarsa passione per la Storia, Marcel non avrebbe mai pensato di finire nei sotterranei di un antico forte arroccato sulla montagna.
Vista la sua avversione per il freddo, Marcel non avrebbe mai pensato…
Già, Marcel non avrebbe mai pensato un sacco di cose, ma, se voleva salvarsi la pelle, adesso doveva pensare… e in fretta.
2
Un tragico errore
Quando, durante le sue vacanze in Marocco dalla nonna Fathia e dal nonno Abdelkader, i ragazzi del posto gli chiedevano dove vivesse, Marcel rispondeva invariabilmente: Parigi. E poi aggiungeva che un giorno avrebbe giocato nel PSG, il Paris Saint-Germain, la più importante squadra di calcio della capitale. Ma entrambe le affermazioni non erano proprio vere. Un osservatore delle squadre giovanili del Paris Saint-Germain si era davvero interessato a lui, ma nessun contratto era ancora stato firmato, e Marcel continuava a fare il portiere nello Sporting Football Club di Saint-Denis. Perché era a Saint-Denis che abitava: non era proprio Parigi, ma quasi, nel senso che, a un certo punto, il comune di Parigi finiva e iniziava quello di Saint-Denis, ma a piedi o in macchina praticamente non te ne accorgevi e ancora meno te ne accorgevi se prendevi la metropolitana, linea 13, come stava facendo lui in quel momento, direzione Montparnasse.
Non gli capitava spesso di uscire dalla sua cittadina di periferia; in fondo, a Saint-Denis c’era tutto: la sua scuola, il College Alphonse Daudet, dove frequentava il terzo anno, il campo di calcio dello Sporting, dove si allenava tre volte alla settimana, un mercato animatissimo e poi la cattedrale nella quale erano sepolti i re di Francia e dove lui non metteva mai piede. A Parigi ci andava di rado, dunque, e quel giorno, quel 21 dicembre, la Ville Lumière, la città delle luci, sarebbe stata solo una tappa di un viaggio più lungo, un viaggio verso il Sud della Francia.
Con immensa soddisfazione di papà René, grande appassionato di sport, e di mamma Ayane, che nel 2000, prima di trasferirsi in Francia, aveva addirittura giocato in prima divisione nel campionato di calcio femminile marocchino, Marcel era stato convocato, unico della sua squadra, per lo stage invernale dell’Accademia Francese del Calcio Giovanile che si teneva a Montpellier, nel Sud della Francia, appunto. Nella mail di convocazione c’era scritto che il bus che doveva portare i giocatori della zona di Parigi allo stage sarebbe partito dal piazzale della stazione Montparnasse il 21 dicembre alle ore 7.30. E adesso, maledizione, erano le 7.22 e lui si stava affannando su per le scale della metro con il cuore in gola e nelle ossa la paura di rimanere lì, a terra, come un imbecille, e di dover dire addio all’occasione della sua vita. Appena uscito all’aria aperta, proprio davanti all’ingresso della grande stazione, vide un bus bianco e azzurro con quattro o cinque ragazzi della sua età che depositavano i bagagli nell’apposito vano. Li raggiunse di corsa e a un tipo che stava salendo chiese:
– È questo il bus per lo stage al Sud?
– Sì – fece l’altro sbrigativo.
– Quello per il camp di Montpellier?
– Sì – replicò di nuovo, ma la risposta fu quasi un sussurro, perché il ragazzo, con i capelli rossi e gli occhiali tondi cerchiati d’oro, era già vicino al guidatore.
Marcel gettò lo zaino nel bagagliaio e salì a bordo, notando con un po’ di sorpresa che le ragazze erano in numero maggiore rispetto ai maschi: sua mamma sarebbe stata contenta di quella rivincita del calcio femminile. Trovò posto vicino al finestrino e, una volta sistemato, si guardò intorno per cercare qualcuno che conoscesse: non trovò nessuno. Possibile che nemmeno una delle squadre che giocavano nel suo stesso campionato avesse ricevuto la convocazione? Solo lui, di tutti i club della zona Nord di Parigi, era stato chiamato a frequentare il più prestigioso corso di formazione calcistica che ci fosse in Francia? E perché no?, si rispose. In fondo, lui era destinato a giocare nel Paris Saint-Germain.
Le porte del bus si chiusero e lui prese il libro che si era portato per il viaggio, Le biografie dei più grandi portieri del XX secolo in ordine alfabetico, e notò come i cognomi che iniziavano con la Z sembrassero essere propizi al ruolo di estremo difensore: Zamora, Zoff, Zubizarreta. Buon segno, visto che lui di cognome si chiamava Zola, come un grande scrittore che, gli avevano detto, avrebbe poi studiato al liceo, o come un grande giocatore italiano, che però non faceva il portiere. Nel bus, pieno per due terzi di ragazze e ragazzi tra gli undici e i quattordici anni, regnava il silenzio, e tutti leggevano. Marcel Zola divorò, una dopo l’altra, le vite di quei numeri uno, poi, superato lo svincolo autostradale di Lione, si addormentò, pregustando il clima mite che avrebbe trovato a Montpellier, dove, secondo il sito di Meteo France, la temperatura media nel periodo natalizio non scendeva sotto i 12 gradi.
– Sveglia, siamo arrivati.
La voce che era giunta all’orecchio di Marcel, così come la mano che gli stava picchiettando sulla spalla, apparteneva a una ragazza bruna, con i capelli lunghissimi sciolti sulle spalle, che indossava una pesante giacca a vento gialla.
– Ok, grazie – rispose lui con gli occhi ancora semichiusi. Quando le sue palpebre si aprirono del tutto, Marcel ebbe un sussulto: fuori dal finestrino si vedeva una piccola piazza e alcune case basse, e il tutto era stranamente, drammaticamente coperto di neve. Neve sui tetti, neve sulla fontana al centro della piazza, neve sugli alberi rinsecchiti, neve sui compagni di viaggio che erano già scesi e ora stavano ritirando i bagagli.
– Ma… ma…
La voce gli uscì in un balbettio.
– Ma non siamo nel Sud della Francia?
– Certo che sì – gli rispose la bruna.
– E allora perché nevica?
– Perché non dovrebbe? Siamo a 1943 metri sul livello del mare e dobbiamo salire fino a 2272.
– Ma non dovevamo andare a Montpellier a fare lo stage?
Da dietro le sue spalle giunse una risata:
– A Montpellier? Stai scherzando? Lo stage si tiene a Montpentier, dipartimento delle Alte Alpi.
A dirlo era stato il tipo con i capelli rossi e gli occhiali tondi al quale aveva chiesto informazioni salendo sul bus.
– Stiamo parlando dello stage dell’Accademia Francese del Calcio Giovanile, vero?
Di nuovo quella risata acuta e sgradevole risuonò nell’abitacolo, che si stava svuotando.
– Certo che no. Lo stage dell’Accademia Francese del Calcio Giovanile si tiene probabilmente a Montpellier, come dici tu, ma questo è lo stage “Giovani per il pianeta” della Haeckel University.
E tirò fuori un volantino, stampato su carta riciclata, al centro del quale campeggiava la fotografia di un anziano signore barbuto che, come si deduceva dalla didascalia, era Ernst Haeckel, 1834-1919. Fondatore dell’Ecologia.
– Siete studenti universitari? – domandò allibito Marcel.
A rispondere, e con molta più cortesia, fu questa volta la ragazza:
– No, veniamo tutti dalle medie, come te, immagino. Siamo stati selezionati attraverso un concorso che chiedeva di inviare una ricerca su un’idea innovativa per fronteggiare la crisi climatica. I venti migliori candidati hanno ricevuto in premio la possibilità di partecipare a questo stage. A tenere le conferenze saranno i più importanti scienziati nel campo della tutela ambientale.
Marcel si lasciò cadere sul sedile, poi infilò la mano nella tasca posteriore dei jeans e ne estrasse la stampata, tutta spiegazzata, della mail di convocazione: …la partenza per Montpellier avverrà il 21 dicembre alle ore 8.30.
Diede una testata allo schienale di fronte che, per fortuna, era imbottito. – 8.30, non 7.30. E io che credevo di essere in ritardo! Sono arrivato un’ora prima e ho preso il bus sbagliato.
Tutta colpa della sua maledetta distrazione, della superficialità con cui leggeva le comunicazioni e gli avvisi. A scuola era ormai una celebrità per questo: si presentava in tenuta da atletica pensando che fossero previste delle gare e invece in programma c’era la visita a un museo, bussava la domenica pomeriggio alla porta di una compagna vestito da gladiatore romano e scopriva che la festa in maschera si era svolta il giorno prima… E le prese in giro fioccavano: Pecorello Smarrito era il più gentile dei soprannomi che gli erano stati affibbiati. Fu colto da un senso di vergogna così forte che il suo viso si fece paonazzo.
– Cos’hai? – gli domandò la ragazza.
– Niente. Volevo farvi uno scherzo e convincervi che eravate nel posto sbagliato, ma sono andato in confusione –. Poi, indicando il libro che teneva stretto sotto il braccio in modo da nasconderne la copertina, aggiunse: – Quando mi immergo nella lettura di Zola sono sempre un po’ confuso.
– Certo, – fece, sarcastico, il rosso occhialuto – è la stessa cosa che capita a me quando rileggo la teoria della relatività di Einstein per scoprire quali sono i punti che ancora richiedono delle verifiche.
Voleva essere una battuta, ma non rise nessuno e il ragazzo scese dal bus.
– Piacere, io sono Laila – gli disse la ragazza tendendogli la mano in un modo così serio che gli fece pensare a un’ambasciatrice in visita diplomatica.
– Piacere, Marcel.
– Adesso però scendiamo, perché se no ci lasciano qui a Montpentier.
– Ma non è qui che si tiene lo stage?
– Sì, il comune è Montpentier, ma non rimaniamo in paese. Il corso si terrà al forte del Nido del falco. Ci aspettano ancora due ore di cammino.
– Due ore?
– Non lo hai letto il programma?
– Certo che l’ho letto, ma mi pareva che ci fosse meno da camminare.
– Hai ragione, d’estate c’è un sentiero che ti permette di raggiungere il Nido del falco in poco più di un’ora, ma d’inverno e con tutta questa neve è troppo pericoloso: cadono le valanghe, da quella parte. Per questo bisogna seguire il percorso dell’antica mulattiera.
– Naturalmente. Io sono abituato all’itinerario estivo.
Per nessun motivo al mondo avrebbe rivelato agli altri il suo errore, per nessun motivo al mondo sarebbe diventato anche lì il Pecorello Smarrito.
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- 1. A un certo punto della storia
- 2. Un tragico errore
- 3. Il Nido del falco
- 4. Qualcosa di minaccioso
- 5. Un inspiegabile voltafaccia
- 6. Un pranzo indigesto
- 7. La prova del nove
- 8. Brutta cosa rimanere soli
- 9. La mappa del castello
- 10. Uno strano rumore e un boato tremendo
- 11. Sconfinate miniere d’Australia
- 12. Il codice segreto
- 13. Colpi di coda
- 14. Tutti a bere un tè caldo
- Copyright