Il diario perduto di Édouard Manet
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Il diario perduto di Édouard Manet

  1. 184 pagine
  2. Italian
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Il diario perduto di Édouard Manet

Informazioni su questo libro

La vita è troppo breve per dipingere tutto, ma come si può restare indifferenti alla luce che si riflette in una goccia di rugiada, alle ali di uno sciame di libellule, alla fragranza di una peonia o ai lineamenti vivi e pulsanti di una giovane barista? Maureen Gibbon cattura la fascinazione di Manet per una bellezza universale e, fra le pagine immaginate del suo diario, sa restituirne intatta l'esperienza dell'arte e della vita. «Proprio come un capolavoro del maestro, Il diario perduto di Édouard Manet ambisce all'universalità con la sua delicatezza. In altre parole, questo romanzo è un miracolo».
Rabih Alameddine Indebolito dalla malattia che lo tormenta ormai da anni, il precursore dell'Impressionismo Édouard Manet è costretto a cercare il conforto di cure idroterapiche in amene località di campagna. Massaggi, frizioni e spugnature - tanto corroboranti quanto faticose - non bastano a lenire i dolori del corpo e dell'anima. Su suggerimento dell'amico Tonin, l'artista si concede la compagnia di un confidente, un taccuino su cui annotare quasi ogni giorno - dal 30 aprile 1880 al 22 marzo 1883 - impressioni, pensieri e ricordi. Circondato da una natura benigna e dalle premure di Reine, la domestica che lo assiste nei suoi gravosi tentativi di dipingere en plein air, Manet riversa quotidianamente le sue idee e il suo genio nelle pagine del diario.
Tuttavia, esigenze artistiche e necessità economiche richiamano Manet in una Parigi vibrante di arte e di novità. Dallo studio dove intrattiene amici, amanti e potenziali clienti, riceve notizia del tanto agognato riconoscimento alla propria carriera, prima con una medaglia dal prestigioso Salon e poi con la croce di cavaliere della Legion d'onore. Un riconoscimento tardivo, ma è il prezzo da pagare per la sua visione schietta dell'arte, ostinata a perseguire uno stile personale malgrado le critiche e l'impopolarità: al centro delle sue opere non figurano personaggi idealizzati, che siano generali eroici o nobili uomini di campagna, bensí soggetti spogli di ogni sentimentalismo o aura mitologica. Ed è proprio per celebrare questo spaccato di autentica modernità, nonché per lasciare una sorta di testamento spirituale, che Manet, pur sofferente e semiimmobilizzato, si dedica alla realizzazione del suo ultimo capolavoro, Il bar delle Folies Bergère, un quadro che diventerà l'icona di un'intera epoca e l'immagine immortale del suo talento.
Purtroppo non basterà avvalersi di una carrozza per ogni minimo spostamento, né affidarsi a sostanze medicamentose che promettono miracoli e altrettanti rischi, e neppure circondarsi di fiori freschi ogni giorno, per sopravvivere ai dolori lancinanti che lo costringeranno a restare sdraiato quasi tutto il giorno, e persino a dipingere da quella posizione: Manet morirà la sera del 30 aprile 1883. Toccherà all'affezionata domestica Élisa conservare il taccuino che Manet le ha affidato e infine condividere con il mondo l'intimo racconto di una vicenda umana e artistica sincera e appassionata.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2022
Print ISBN
9788806251345

BELLEVUE, 1º LUGLIO 1880.

Tutta la casa dorme nella calura. Mia madre in camera sua al piano di sopra, e S distesa sul divano del salotto.
Proprio adesso ho visto, passando, il micetto adagiato sul cuscino dietro la testa di S, con le zampe anteriori fra i suoi capelli, come se le avesse appena fatto le trecce.

BELLEVUE, 3 LUGLIO 1880.

Quando ho scritto di nuovo a Isabelle Lemonnier, la settimana scorsa, ho messo in cima alla pagina un piccolo acquerello di Jicky. Questa volta ha risposto immediatamente alla mia lettera, dicendo: «Adoro il tuo micetto. Che splendida creatura!»
A quanto pare le mie parole da sole non significano nulla. Per scoprire le mie carte devo mandare un gatto.
Non c’è santo. Fatto il primo passo, non si deve avere pudore – l’ho imparato tanto tempo fa. L’importante è che mi abbia risposto, autorizzandomi a scriverle quanto voglio e a «mandarle altre simpatiche cosine».
Molto bene, Mlle Lemonnier – giochiamo pure.
Méry dice che le donne mi danno alla testa. Che posso farmi stregare da una clavicola o dal profilo di un cappellino. Lo dice come se fosse una mia debolezza, eppure non è cosí difficile ricordare una persona: la vera sfida sta nel riuscire a dimenticarla e concedersi di andare avanti con la propria vita.
In questo momento amo le mani di Reine Piolet e le sue unghie squadrate. Amo il modo in cui le asciuga con uno strofinaccio, sul grembiule o direttamente sulla gonna prima di venire ad aiutarmi in qualcosa che stupidamente non riesco a fare da solo. Credo di aver cominciato a notare le sue mani quel giorno in giardino, tra le peonie, e ora non posso fare a meno di fissarle ogni volta che si avvicina. Credo di potermi immaginare il corpo di Reine Piolet a partire semplicemente dalle sue mani.
Anche S mi faceva lo stesso effetto. Tanti anni fa – una vita fa –, quand’ero un ragazzo ingenuo e vergine, ogni volta che ci sedevamo insieme al pianoforte per fare lezione mi accendeva i sensi. Non ero mai stato cosí vicino a una donna, e cosí a lungo, e la sua semplice presenza mi seduceva. Talvolta, quando si sedeva accanto a me, la gonna la fasciava stretta, e io allora immaginavo la forma delle sue gambe basandomi su come la stoffa le aderiva addosso e sul poco che intravedevo delle braccia. Il pensiero del calduccio fra le sue cosce mi faceva impazzire, e non so cosa avrei dato per infilare la mano fra quei pilastri.
Nella lettera di oggi alla «Belle Isabelle» disegnerò un altro micetto, e anche una rondine. Vediamo come reagisce.

BELLEVUE, 4 LUGLIO 1880.

Oggi in piscina mi è apparso tutto chiaro. È una soluzione cosí lampante che non so perché ci ho messo tanto ad arrivarci.
Stavo nuotando come faccio sempre, cercando di darmi la spinta solo con le gambe. Quando ho guardato di fronte a me, ho visto l’intera superficie dell’acqua scintillare di una luce proveniente da una finestra laterale. L’acqua a sua volta si rifletteva sul soffitto e sulla parete ovest. Ero talmente stupito che mi sono interrotto a metà di una bracciata e mi sono fermato a guardare. Tre superfici della stanza erano ricoperte di puntini luminosi. E d’un tratto ho capito come dipingere le libellule.
Se voglio rendere l’effetto di essere in aria con loro devo creare un corridoio o un’intera stanza di tele. Sui due lati, naturalmente, ma anche in alto, appese sopra la testa. Abbastanza larghe e alte perché la struttura dia l’effetto dell’aria, e con una fessura tra le tele del soffitto e quelle sui lati da cui lasciar passare la luce.
È assurdo, assurdo. O no? Il modo in cui oggi vengono appesi i quadri al Salon, uno sopra l’altro fino al soffitto, è meno ridicolo?
Sul momento mi sono chiesto perché ci avessi messo tanto a capire. Ogni tanto succede, lo so, che la soluzione giunga tutta in una volta. Poi però ho guardato attentamente da quale angolazione la luce del sole attraversasse le finestre dell’edificio: entrava dal margine superiore dei vetri. Negli ultimi due giorni, mentre il cielo era coperto, il sole doveva aver mutato la sua orbita di quel tanto che bastava per fare capolino e trasformare la piscina in uno specchio cangiante.
Quando l’ho capito mi sono sentito meglio. Ho passato il resto del giorno fantasticando di colori, e di modi diversi di dipingere ali che luccicano.

BELLEVUE, 7 LUGLIO 1880.

Stamattina ho spedito una lettera a Eva Gonzalès. Mi sa che è la prima volta che le scrivo dacché l’ho accusata di non affidarsi piú a me come suo mentore per via del mio scarso successo.
Vorrei poter dire che oggi sono esterrefatto di aver affermato una cosa del genere – ma non lo sono. Era stato un anno terribile – l’ennesimo rifiuto da parte della giuria del Salon, e il ritratto di Faure appeso talmente in alto da doverlo considerare un insulto. Quando scrissi a Eva la ferita bruciava ancora, e le mie parole erano una forma di ritorsione. Mi sentivo abbandonato anche da lei.
In realtà, qual è l’allievo che non prende le distanze dal proprio maestro? In maniera piú o meno gentile – ma con un unico scopo: arrivare a rendersi indipendente. Se penso a come mi accanivo io contro Couture per i suoi intingoli marroni e le sue scene fittizie – ero ansioso di liquidarlo, di liquidare tutto ciò che lo riguardava. E tuttavia ne ho imparate di cose da lui! L’immediatezza del disegno, quell’unità del sentire che viene dalla rapidità dello sguardo. Ed è stato Couture a portarci fuori, in strada, dopo il bagno di sangue, a spingerci a prendere i nostri carnet e ad andare a Montmartre a vedere i cadaveri.
«È la vostra storia, – aveva detto. – Sono le vostre Termopili. È la vostra Strage degli innocenti. E anche l’occasione per studiare un po’ di anatomia».
Eva non aveva altra scelta: doveva sottrarsi alla mia influenza. Che pessimo maestro sarei stato, se la mia allieva non avesse avuto l’ardire e la capacità di farlo. Eppure, ho scelto di prendere la cosa in maniera personale, e renderla spiacevole.
Couture – non gli ho mai chiesto scusa. Non l’ho mai ringraziato. Non direttamente, almeno. In realtà, a modo mio l’ho fatto: dopo essermi scagliato contro il romanticismo e l’allegorismo del suo ragazzo con le bolle di sapone, con un bel voltafaccia ho dipinto la stessa scena con Léon. Non ci ho messo dentro simboli o parole nascoste, ovvio, però c’era pur sempre un fanciullo che faceva le bolle di sapone, ed era un omaggio al mio vecchio maestro, il mio vecchio capro espiatorio.
Eva G. ha semplicemente fatto a me quello che io avevo fatto a Couture. È nell’ordine naturale delle cose. Se tutti gli allievi insorgessero contro i loro maestri e reclamassero il loro diritto al nuovo… ma quanto brucia essere il «vecchio», colui che nessuno piú corteggia. Che nessuno cerca piú di compiacere.

BELLEVUE, 8 LUGLIO 1880.

La Lemonnier ha apprezzato il micetto marezzato e il «grazioso uccellino». Rimane «sempre stupita» che io sappia «dipingere cosí meravigliosamente», data la «quantità di volte» che ho grattato via e ricominciato da capo i suoi ritratti, inducendola a chiedersi «che cosa ci fosse che non andava».
Ho letto la lettera un paio di volte per essere sicuro di aver capito bene il suo punto di vista e l’accusa. Poi ho ingoiato quel poco di orgoglio che mi resta per poterle rispondere.
Stavolta ho riprodotto sulla carta da lettere qualche schizzo che le avevo fatto in passato. I soggetti sono sempre il collo e i capelli, e i riccioli neri che lascia sciolti sulla nuca.
Ti ricordi di quando ti baciavo qui?, ho scritto nello spazio tra il collo e i capelli. Perdonami, se ho ricominciato tante volte i tuoi ritratti. Ero distratto.
E ho messo la mia firma.

BELLEVUE, 10 LUGLIO 1880.

La settimana scorsa ho scritto a Tonin dicendogli che penso ininterrottamente alle donne, anche se le occasioni di avvicinarne una si riducono a quando Reine Piolet mi porta la sedia in giardino, o quando mi apposto per vederla stendere il bucato in cortile o lavare le scale sulla facciata. Come qualunque vecchio sporcaccione, ho scritto. Non sono diverso dagli altri.
Tonin mi ha risposto nel suo stile inconfon...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Il diario perduto di Édouard Manet
  4. PARIGI, 30 APRILE 1880.
  5. BELLEVUE, 11 MAGGIO 1880.
  6. BELLEVUE, 12 MAGGIO 1880.
  7. BELLEVUE, 13 MAGGIO 1880.
  8. BELLEVUE, 14 MAGGIO 1880.
  9. BELLEVUE, 15 MAGGIO 1880.
  10. BELLEVUE, 16 MAGGIO 1880.
  11. BELLEVUE, 17 MAGGIO 1880.
  12. BELLEVUE, 18 MAGGIO 1880.
  13. BELLEVUE, 19 MAGGIO 1880.
  14. BELLEVUE, 20 MAGGIO 1880.
  15. BELLEVUE, 21 MAGGIO 1880.
  16. BELLEVUE, 22 MAGGIO 1880.
  17. BELLEVUE, 24 MAGGIO 1880.
  18. BELLEVUE, 25 MAGGIO 1880.
  19. BELLEVUE, 26 MAGGIO 1880.
  20. BELLEVUE, 27 MAGGIO 1880.
  21. BELLEVUE, 30 MAGGIO 1880.
  22. BELLEVUE, 2 GIUGNO 1880.
  23. BELLEVUE, 4 GIUGNO 1880.
  24. BELLEVUE, 7 GIUGNO 1880.
  25. BELLEVUE, 10 GIUGNO 1880.
  26. BELLEVUE, 11 GIUGNO 1880.
  27. BELLEVUE, 13 GIUGNO 1880.
  28. BELLEVUE, 16 GIUGNO 1880.
  29. BELLEVUE, 19 GIUGNO 1880.
  30. BELLEVUE, 29 GIUGNO 1880.
  31. BELLEVUE, 1º LUGLIO 1880.
  32. BELLEVUE, 3 LUGLIO 1880.
  33. BELLEVUE, 4 LUGLIO 1880.
  34. BELLEVUE, 7 LUGLIO 1880.
  35. BELLEVUE, 8 LUGLIO 1880.
  36. BELLEVUE, 10 LUGLIO 1880.
  37. BELLEVUE, 11 LUGLIO 1880.
  38. BELLEVUE, 12 LUGLIO 1880.
  39. BELLEVUE, 13 LUGLIO 1880.
  40. BELLEVUE, 14 LUGLIO 1880.
  41. BELLEVUE, 16 LUGLIO 1880.
  42. BELLEVUE, 20 LUGLIO 1880.
  43. BELLEVUE, 21 LUGLIO 1880.
  44. BELLEVUE, 22 LUGLIO 1880.
  45. BELLEVUE, 23 LUGLIO 1880.
  46. BELLEVUE, 26 LUGLIO 1880.
  47. BELLEVUE, 1º AGOSTO 1880.
  48. BELLEVUE, 3 AGOSTO 1880.
  49. BELLEVUE, 9 AGOSTO 1880.
  50. BELLEVUE, 11 AGOSTO 1880.
  51. BELLEVUE, 12 AGOSTO 1880.
  52. BELLEVUE, 15 AGOSTO 1880.
  53. BELLEVUE, 19 AGOSTO 1880.
  54. BELLEVUE, 23 AGOSTO 1880.
  55. BELLEVUE, 28 AGOSTO 1880.
  56. BELLEVUE, 29 AGOSTO 1880.
  57. BELLEVUE, 1º SETTEMBRE 1880.
  58. BELLEVUE, 2 SETTEMBRE 1880.
  59. BELLEVUE, 5 SETTEMBRE 1880.
  60. BELLEVUE, 8 SETTEMBRE 1880.
  61. BELLEVUE, 12 SETTEMBRE 1880.
  62. BELLEVUE, 28 SETTEMBRE 1880.
  63. BELLEVUE, 8 OTTOBRE 1880.
  64. BELLEVUE, 14 OTTOBRE 1880.
  65. PARIGI, 3 NOVEMBRE 1880.
  66. PARIGI, 10 NOVEMBRE 1880.
  67. PARIGI, 11 NOVEMBRE 1880.
  68. PARIGI, 12 NOVEMBRE 1880.
  69. PARIGI, 14 NOVEMBRE 1880.
  70. PARIGI, 18 NOVEMBRE 1880.
  71. PARIGI, 21 NOVEMBRE 1880.
  72. PARIGI, 22 NOVEMBRE 1880.
  73. PARIGI, 24 NOVEMBRE 1880.
  74. PARIGI, 26 NOVEMBRE 1880.
  75. PARIGI, 27 NOVEMBRE 1880.
  76. PARIGI, 28 NOVEMBRE 1880.
  77. PARIGI, 29 NOVEMBRE 1880.
  78. PARIGI, 4 DICEMBRE 1880.
  79. PARIGI, 5 DICEMBRE 1880.
  80. PARIGI, 6 DICEMBRE 1880.
  81. PARIGI, 8 DICEMBRE 1880.
  82. PARIGI, 14 DICEMBRE 1880.
  83. PARIGI, 15 DICEMBRE 1880.
  84. PARIGI, 18 DICEMBRE 1880.
  85. PARIGI, 20 DICEMBRE 1880.
  86. PARIGI, 21 DICEMBRE 1880.
  87. PARIGI, 4 GENNAIO 1881.
  88. PARIGI, 5 GENNAIO 1881.
  89. PARIGI, 6 GENNAIO 1881.
  90. PARIGI, 7 GENNAIO 1881.
  91. PARIGI, 8 GENNAIO 1881.
  92. PARIGI, 9 GENNAIO 1881.
  93. PARIGI, 10 GENNAIO 1881.
  94. PARIGI, 17 GENNAIO 1881.
  95. PARIGI, 18 GENNAIO 1881.
  96. PARIGI, 20 GENNAIO 1881.
  97. PARIGI, 23 GENNAIO 1881.
  98. PARIGI, 26 GENNAIO 1881.
  99. PARIGI, 30 GENNAIO 1881.
  100. PARIGI, 31 GENNAIO 1881.
  101. PARIGI, 8 FEBBRAIO 1881.
  102. PARIGI, 9 FEBBRAIO 1881.
  103. PARIGI, 11 FEBBRAIO 1881.
  104. PARIGI, 15 FEBBRAIO 1881.
  105. PARIGI, 16 FEBBRAIO 1881.
  106. PARIGI, 19 FEBBRAIO 1881.
  107. PARIGI, 20 FEBBRAIO 1881.
  108. PARIGI, 25 FEBBRAIO 1881.
  109. PARIGI, 17 MARZO 1881.
  110. PARIGI, 18 MARZO 1881.
  111. PARIGI, 20 MARZO 1881.
  112. PARIGI, 23 MARZO 1881.
  113. PARIGI, 24 MARZO 1881.
  114. PARIGI, 25 MARZO 1881.
  115. PARIGI, 27 MARZO 1881.
  116. PARIGI, 29 MARZO 1881.
  117. PARIGI, 1º APRILE 1881.
  118. PARIGI, 3 APRILE 1881.
  119. PARIGI, 4 APRILE 1881.
  120. PARIGI, 8 APRILE 1881.
  121. PARIGI, 9 APRILE 1881.
  122. PARIGI, 20 APRILE 1881.
  123. PARIGI, 21 APRILE 1881.
  124. PARIGI, 25 APRILE 1881.
  125. PARIGI, 26 APRILE 1881.
  126. PARIGI, 30 APRILE 1881.
  127. PARIGI, 14 MAGGIO 1881.
  128. PARIGI, 16 MAGGIO 1881.
  129. PARIGI, 20 MAGGIO 1881.
  130. PARIGI, 21 MAGGIO 1881.
  131. PARIGI, 22 MAGGIO 1881.
  132. PARIGI, 23 MAGGIO 1881.
  133. PARIGI, 3 GIUGNO 1881.
  134. PARIGI, 9 GIUGNO 1881.
  135. PARIGI, 10 GIUGNO 1881.
  136. PARIGI, 14 GIUGNO 1881.
  137. PARIGI, 15 GIUGNO 1881.
  138. PARIGI, 17 GIUGNO 1881.
  139. PARIGI, 21 GIUGNO 1881.
  140. PARIGI, 26 GIUGNO 1881.
  141. VERSAILLES, 28 GIUGNO 1881.
  142. VERSAILLES, 29 GIUGNO 1881.
  143. VERSAILLES, 5 LUGLIO 1881.
  144. VERSAILLES, 8 LUGLIO 1881.
  145. VERSAILLES, 13 LUGLIO 1881.
  146. VERSAILLES, 17 LUGLIO 1881.
  147. VERSAILLES, 19 LUGLIO 1881.
  148. VERSAILLES, 20 LUGLIO 1881.
  149. VERSAILLES, 29 LUGLIO 1881.
  150. VERSAILLES, 30 LUGLIO 1881.
  151. VERSAILLES, 31 LUGLIO 1881.
  152. VERSAILLES, 2 AGOSTO 1881.
  153. VERSAILLES, 6 AGOSTO 1881.
  154. VERSAILLES, 13 AGOSTO 1881.
  155. VERSAILLES, 23 AGOSTO 1881.
  156. VERSAILLES, 12 SETTEMBRE 1881.
  157. PARIGI, 7 OTTOBRE 1881.
  158. PARIGI, 9 OTTOBRE 1881.
  159. PARIGI, 10 OTTOBRE 1881.
  160. PARIGI, 13 OTTOBRE 1881.
  161. PARIGI, 15 OTTOBRE 1881.
  162. PARIGI, 16 OTTOBRE 1881.
  163. PARIGI, 20 OTTOBRE 1881.
  164. PARIGI, 24 OTTOBRE 1881.
  165. PARIGI, 28 OTTOBRE 1881.
  166. PARIGI, 29 OTTOBRE 1881.
  167. PARIGI, 2 NOVEMBRE 1881.
  168. PARIGI, 3 NOVEMBRE 1881.
  169. PARIGI, 6 NOVEMBRE 1881.
  170. PARIGI, 7 NOVEMBRE 1881.
  171. PARIGI, 12 NOVEMBRE 1881.
  172. PARIGI, 16 NOVEMBRE 1881.
  173. PARIGI, 17 NOVEMBRE 1881.
  174. PARIGI, 23 NOVEMBRE 1881.
  175. PARIGI, 26 NOVEMBRE 1881.
  176. PARIGI, 29 NOVEMBRE 1881.
  177. PARIGI, 5 DICEMBRE 1881.
  178. PARIGI, 6 DICEMBRE 1881.
  179. PARIGI, 7 DICEMBRE 1881.
  180. PARIGI, 10 DICEMBRE 1881.
  181. PARIGI, 11 DICEMBRE 1881.
  182. PARIGI, 13 DICEMBRE 1881.
  183. PARIGI, 15 DICEMBRE 1881.
  184. PARIGI, 16 DICEMBRE 1881.
  185. PARIGI, 18 DICEMBRE 1881.
  186. PARIGI, 19 DICEMBRE 1881.
  187. PARIGI, 22 DICEMBRE 1881.
  188. PARIGI, 26 DICEMBRE 1881.
  189. PARIGI, 30 DICEMBRE 1881.
  190. PARIGI, 31 DICEMBRE 1881.
  191. PARIGI, 7 GENNAIO 1882.
  192. PARIGI, 12 GENNAIO 1882.
  193. PARIGI, 14 GENNAIO 1882.
  194. PARIGI, 15 GENNAIO 1882.
  195. PARIGI, 17 GENNAIO 1882.
  196. PARIGI, 18 GENNAIO 1882.
  197. PARIGI, 19 GENNAIO 1882.
  198. PARIGI, 23 GENNAIO 1882.
  199. PARIGI, 3 FEBBRAIO 1882.
  200. PARIGI, 6 FEBBRAIO 1882.
  201. PARIGI, 10 FEBBRAIO 1882.
  202. PARIGI, 11 FEBBRAIO 1882.
  203. PARIGI, 12 FEBBRAIO 1882.
  204. PARIGI, 23 FEBBRAIO 1882.
  205. PARIGI, 27 FEBBRAIO 1882.
  206. PARIGI, 1º MARZO 1882.
  207. PARIGI, 8 MARZO 1882.
  208. PARIGI, 11 MARZO 1882.
  209. PARIGI, 14 MARZO 1882.
  210. PARIGI, 16 MARZO 1882.
  211. PARIGI, 18 MARZO 1882.
  212. PARIGI, 23 MARZO 1882.
  213. PARIGI, 26 MARZO 1882.
  214. PARIGI, 6 APRILE 1882.
  215. PARIGI, 20 APRILE 1882.
  216. PARIGI, 28 APRILE 1882.
  217. PARIGI, 2 MAGGIO 1882.
  218. PARIGI, 4 MAGGIO 1882.
  219. PARIGI, 5 MAGGIO 1882.
  220. PARIGI, 3 GIUGNO 1882.
  221. PARIGI, 6 GIUGNO 1882.
  222. PARIGI, 15 GIUGNO 1882.
  223. RUEIL, 26 GIUGNO 1882.
  224. RUEIL, 28 GIUGNO 1882.
  225. RUEIL, 2 LUGLIO 1882.
  226. RUEIL, 9 LUGLIO 1882.
  227. RUEIL, 12 LUGLIO 1882.
  228. RUEIL, 20 LUGLIO 1882.
  229. RUEIL, 28 LUGLIO 1882.
  230. RUEIL, 31 LUGLIO 1882.
  231. RUEIL, 3 AGOSTO 1882.
  232. RUEIL, 5 AGOSTO 1882.
  233. RUEIL, 12 AGOSTO 1882.
  234. RUEIL, 17 AGOSTO 1882.
  235. RUEIL, 4 SETTEMBRE 1882.
  236. RUEIL, 9 SETTEMBRE 1882.
  237. RUEIL, 25 SETTEMBRE 1882.
  238. PARIGI, 1º NOVEMBRE 1882.
  239. PARIGI, 6 NOVEMBRE 1882.
  240. PARIGI, 14 NOVEMBRE 1882.
  241. PARIGI, 18 NOVEMBRE 1882.
  242. PARIGI, 20 NOVEMBRE 1882.
  243. PARIGI, 27 NOVEMBRE 1882.
  244. PARIGI, 3 DICEMBRE 1882.
  245. PARIGI, 8 DICEMBRE 1882.
  246. PARIGI, 15 DICEMBRE 1882.
  247. PARIGI, 27 DICEMBRE 1882.
  248. PARIGI, 1º GENNAIO 1883.
  249. PARIGI, 3 GENNAIO 1883.
  250. PARIGI, 7 GENNAIO 1883.
  251. PARIGI, 11 GENNAIO 1883.
  252. PARIGI, 18 GENNAIO 1883.
  253. PARIGI, 21 GENNAIO 1883.
  254. PARIGI, 23 GENNAIO 1883.
  255. PARIGI, 30 GENNAIO 1883.
  256. PARIGI, 8 FEBBRAIO 1883.
  257. PARIGI, 11 FEBBRAIO 1883.
  258. PARIGI, 16 FEBBRAIO 1883.
  259. PARIGI, 21 FEBBRAIO 1883.
  260. PARIGI, 26 FEBBRAIO 1883.
  261. PARIGI, 1º MARZO 1883.
  262. PARIGI, 5 MARZO 1883.
  263. PARIGI, 22 MARZO 1883.
  264. Fin.
  265. Note dell’autrice.
  266. Elenco delle illustrazioni.
  267. Per approfondire
  268. Il libro
  269. L’autrice
  270. Della stessa autrice
  271. Copyright