Sembrava un sabato pomeriggio come tutti gli altri. Ludovica e io eravamo nella nostra cameretta; lei giocava con le bambole di stoffa delle principesse delle favole e io, dopo aver finito i compiti, scrollavo le challenge sul cellulare: finalmente era arrivato il weekend e potevo rilassarmi!
La sfida del momento riguardava gli enigmi: non so chi l’avesse lanciata, ma sembrava che tutti volessero partecipare. Un TikToker proponeva un indovinello, taggando qualcuno; se questo trovava la soluzione poteva continuare il giro, se invece sbagliava, doveva subire una penitenza!
Alcuni erano facili, altri invece difficilissimi. Come quello che stavo cercando di risolvere in quel momento: “Cerca la terra e va sempre per mare, ma non impara mai a nuotare”. Cosa poteva mai essere? Mentre mi arrovellavo per trovare la soluzione, la mamma è entrata all’improvviso nella stanza.
«Ragazze, io e papà andiamo a fare la spesa!» ha detto. «Volete venire con noi?»
Di solito mi piace un sacco andare al centro commerciale, se si tratta di fare shopping; la spesa, però, è davvero noiosa! E fuori pioveva a catinelle…
«No, grazie!» ho risposto. «Noi restiamo qui. Vero, Ludo?»
«Io voglio andare!» ha detto lei, invece. «Così posso comprare le caramelle!»
«Le caramelle fanno male ai denti!» le ho ricordato. Poi, siccome sapevo che non bastava a convincerla, ho aggiunto: «Se rimani, faremo un gioco bellissimo!».
«Davvero? Me lo prometti?»
«Te lo giuro! Ci divertiremo da matti!»
La mamma ci ha guardato e ha sospirato. «Siete sicure che posso lasciarvi da sole? Non è che combinate qualche guaio?»
«Mamma!» ho sbuffato. «Sono grande ormai! Ho badato a Ludovica tante volte… Vai e non preoccuparti, qui è tutto sotto controllo!»
Ero così decisa che alla fine la mamma si è arresa.
«Va bene! Allora noi torniamo tra un paio d’ore. Fate le brave, mi raccomando!»
Poi è uscita dalla stanza e, dopo pochi minuti, abbiamo sentito la porta d’ingresso chiudersi. Ludovica ha mollato all’istante le sue bambole e si è voltata verso di me, impaziente di giocare.
«Allora, cosa facciamo?» ha chiesto.
A dire la verità, non ci avevo ancora pensato. Volevo solo convincerla a restare a casa, perché sapevo che altrimenti la mamma mi avrebbe costretto ad andare con loro per tenerla d’occhio. Ci voleva un’idea geniale, diversa dal solito. Pensa, Aurora, pensa…
Mi è caduto l’occhio sulla cassettiera, dove c’era una collana che la mamma mi aveva prestato per una festa e che non le avevo ancora restituito. Anche Ludovica aveva insistito per provarla: adora mettere le cose della mamma… Ecco l’idea!
«Ludo, che ne dici se proviamo i vestiti della mamma?» ho chiesto.
«Sììì!!!» ha strillato lei. «Che bello! Andiamo!»
Siamo entrate in camera dei nostri genitori, abbiamo aperto ante e cassetti e abbiamo tirato fuori tutto. In un batter d’occhio, il letto è stato seppellito da mucchi di camicie, maglioni, gonne e abiti. Che confusione! Ma era troppo divertente: abbiamo iniziato a provarli uno dopo l’altro.
Ludovica era buffissima, perché tutto le stava largo. Se indossava una maglia, su di lei sembrava un vestito; se indossava un vestito, diventava… un vestito con lo strascico! Ogni volta che ne provava uno sfilava per la stanza, atteggiandosi come una star sotto il flash dei fotografi. Anche le scarpe erano troppo grandi per lei, e ondeggiava come una papera. Faceva troppo ridere!
Io invece, dopo gonne e magliette, avevo provato un vestito rosso con lo scollo a cuore e un paio di scarpe con il tacco e il cinturino che la mamma aveva comprato di recente. Erano davvero alte, ma quanto erano belle! Magari fra qualche anno me le avrebbe prestate…
Dopo i vestiti, abbiamo provato anche i trucchi e i gioielli. Era iniziato tutto come un gioco per intrattenere la mia sorellina, ma devo ammettere che mi stavo divertendo un mondo.
Come succede sempre con le cose belle, però, il tempo vola in un lampo. Ho guardato la sveglia sul comodino e mi sono resa conto che era già trascorsa più di un’ora.
«Forza, Ludo, rimettiamo a posto!» ho detto. «La mamma sta per tornare!»
«Nooo, io voglio giocare ancora!»
«Lo rifacciamo un’altra volta! Lo sai che la mamma non ama il disordine…»
Ludovica ha sbuffato, ma è una brava sorellina e alla fine si è convinta. Abbiamo iniziato a riordinare: io piegavo le maglie e infilavo gli abiti sulle grucce, lei rimetteva a posto le scarpe. Poi, a un tratto, Ludo ha esclamato: «Aurora, guarda cos’ho trovato!».
Mi sono voltata e l’ho vista sbucare dall’armadio stringendo qualcosa tra le mani; sembrava una scatola. Quando si è avvicinata, ho potuto guardare meglio: era un portagioie di legno, decorato con disegni di fiori sbiaditi e chiuso da un fermaglio arrugginito. Non l’avevo mai visto prima…
Ludovica era elettrizzata dalla sua scoperta.
«Dev’essere un regalo per noi!» ha detto. «Ecco perché la mamma l’ha nascosto nell’armadio! Noi però lo abbiamo trovato…»
Non avevo mai visto quel portagioie prima, ma dubitavo che Ludovica avesse ragione. In camera ne avevamo già uno grande abbastanza per metterci tutte le nostre cose. E poi, il legno era rovinato: sembrava un oggetto antico…
«No, Ludo, non è un regalo: è della mamma» ho detto. «Rimettilo a posto!»
«No!»
«Ludo, non fare i capricci. Se è prezioso e lo rompiamo, la mamma poi si arrabbia! Dammelo, su…» ho insistito, tendendo la mano.
Ludovica ha scosso la testa, ha fatto un passo indietro e ha stretto al petto la scatola. «No! Voglio vedere cosa c’è dentro!»
La mia sorellina è dolcissima, ma anche testarda, e quando si impunta c’è poco da fare. Così, anziché insistere ho fatto un balzo in avanti per prendere il portagioie a tradimento e… sono finita lunga distesa per terra!
Indovinate un po’? Già! Avevo dimenticato di togliere le scarpe con il tacco!
Davanti al mio capitombolo, Ludovica è scoppiata a ridere.
«Ahahah! Tanto non mi prendi!» ha cantilenato, con un sorriso furbo. Poi è uscita dalla stanza come un razzo, con il portagioie stretto al petto.
Accidenti a quelle scarpe, così belle e così scomode! Me le sono tolte al volo e le sono corsa dietro. Per fortuna, ero abbastanza sicura di sapere dove trovarla: infatti, come immaginavo, era tornata nella nostra cameretta.
Quando sono entrata, Ludovica aveva appena posato il portagioie sul tavolino.
«Adesso lo apro!» ha detto, allungando le manine sul fermaglio.
«Aspetta, aspet…»
Niente da fare: il meccanismo è scattato e il coperchio del portagioie è saltato su come spinto da una molla. Dall’int...