La grande strategia dell'Impero asburgico
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La grande strategia dell'Impero asburgico

Informazioni su questo libro

L'impero asburgico fu la potenza europea che più di tutte si trovò a fronteggiare nemici pericolosi durante la propria esistenza, contando su ben pochi dei vantaggi che solitamente si trovano alla base degli imperi vittoriosi. I suoi eserciti non erano rinomati per le capacità offensive, le sue finanze erano spesso ridotte e la sua popolazione era frammentata in oltre dodici etnie. Eppure l'Austria sopravvisse agli ottomani, ai russi, a Federico il Grande e a Napoleone. Ad essere descritta e analizzata in queste pagine è proprio la grande strategia dell'impero asburgico, dalla Guerra di successione spagnola del primo Settecento fino alla sconfitta per mano prussiana nel 1866. Ne emerge un percorso in cui rispetto alla potenza militare prevale la capacità di manipolare il fattore temporale nelle competizioni geopolitiche, attraverso lo sviluppo di un "grande gioco" che condusse nel lungo termine a una benevola egemonia nelle turbolente terre dell'Europa centrale.

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Informazioni

Anno
2022
Print ISBN
9788861026162
eBook ISBN
9788861029279
Argomento
Storia

NOTE

I. Il puzzle degli Asburgo
1 Citato in Charles W. Ingrao, In Quest and Crisis: Emperor Joseph I and the Habsburg Monarchy (West Lafayette, IN: Purdue University Press, 1979), 163.
2 L’efficienza militare austriaca è materia di dibattito storiografico. Una tradizione critica, radicata nei giudizi negativi degli autori militari tedeschi dopo la Prima guerra mondiale, negli ultimi anni è stata controbilanciata da valutazioni più positive che sottolineano la coesione dell’esercito asburgico, il suo ruolo politico di garante della dinastia e la sua efficacia come forza difensiva. Il più prolifico autore appartenente a questo secondo filone è Gunther Rothenberg; si veda, ad esempio, Gunther E. Rothenberg, The Army of Francis Joseph (Lafayette, IN: Purdue University Press, 1999); Gunther E. Rothenberg, “The Shield and the Dynasty: Reflections on the Habsburg Army”, Austrian History Yearbook 32 (2001): 169–208. Per un eccellente contributo appartenente a questo filone, si veda Richard Bassett, For God and Kaiser: The Imperial Austrian Army, 16191918 (New Haven, CT: Yale University Press, 2015). Altri storici portatori di valutazioni positive sono Lawrence Sondhaus, István Deák, Archer Jones e Christopher Duffy. Hans Delbrück, Alan Sked, A. J.P. Taylor e, più in particolare, Geoffrey Wawro sono più critici. Per le critiche più datate si veda Moriz Edler von Angeli, Wien nach 1848 (Vienna: Braumüller, 1905); Eduard Bartels von Bartberg, Der Krieg im Jahre 1866 (Leipzig: Verlag Otto Wigand, 1866). Per un riepilogo delle moderne discussioni di argomento militare sugli Asburgo, si veda Lawrence Sondhaus, “The Strategic Culture of the Habsburg Army”, Austrian History Yearbook 32 (2001): 225–34; Charles W. Ingrao, “Query: the Habsburg Military: Why Mediocrity?”, [email protected], August 17, 1999. Si veda anche Manfried Rauchensteiner, “Die Militärgeschichtsschreibung in Österreich nach 1945”, Vorträge zur Militärgeschichte, vol. 6: Militärgeschichte in Deutschland und Österreich vom 18. Jahrhundert bis in die Gegenwart (Berlin: Mittler, 1985), 134–61; Laurence Cole, Christa Hämmerle e Martin Scheutz (a cura di), Glanz-Gewalt-Gehorsam: Militär und Gesellschaft in der Habsburgermonarchie 1800 bis 1918 (Essen: Klartext Verlag, 2011).
3 Charles W. Ingrao, Nikola Samardžic´ e Jovan Pešalj (a cura di), The Peace of Passarowitz, 1718 (West Lafayette, IN: Purdue University Press, 2011), 6; Christopher Duffy, The Army of Maria Theresa: The Armed Forces of Imperial Austria, 1740–1780 (New York: Hippocrene Books, 1977), 144.
4 L’mmagine economica dell’impero alla fine del XIX secolo stava migliorando e godeva di maggior considerazione che in passato. Si veda David F. Good, The Economic Rise of the Habsburg Empire, 1750– 1914 (Berkeley: University of California Press, 1984).
5 Citato in Harvey L. Dyck, “Pondering the Russian Fact: Kaunitz and the Catherinian Empire in the 1770s”, Canadian Slavonic Papers / Revue Canadienne des Slavistes 22, no. 4 (December 1980): 469.
6 L’osservazione di Federico, letteralmente, era “f…-vous les Austrichiens”. Friedrick to Podewils, September 1, 1741, citato in Politische Correspondenz Friedrichs des Groβen (Berlin: Geheimes Sta- atsarchiv Preussischer Kulturbesitz, 1879), 1:323. Fleury è citato in Oskar Criste, Kriege unter Kaiser Josef II. Nach den Feldakten und anderen authentischen Quellen bearbeitet in der kriegsges-chichtlichen Abteilung des k. und k. Kriegsarchivs (Vienna: Verlag von L. W. Seidel und Sohn, 1904), 1.
7 Citato in Sir Richard Lodge, A History of Modern Europe (New York: Harper and Brothers, 1886), 386. Si veda anche Reed Browning, The War of the Austrian Succession (New York: St. Martin’s Press, 1995), 64.
8 Sulla politica estera dell’impero asburgico nei secoli XVIII e XIX c’è un ampia letteratura, troppo numerosa per citarla nel dettaglio. Per una buona introduzione sul XVIII secolo, si veda Charles W. Ingrao, The Habsburg Monarchy, 1618–1815 (New York: Cambridge University Press, 2000). Oltre a trattare i maggiori temi inerenti la sicurezza affrontati dall’Austria in questo periodo, esso fornisce un’utile bibliografia sugli argomenti più importanti. Per una panoramica sulle priorità degli Asburgo in politica estera, si veda Charles W. Ingrao, “Habsburg Strategy and Geopolitics during the Eighteenth Century”, in East Central European Society and War in the Pre-Revolutionary Eighteenth Century, (a cura di) Gunther E. Rothenberg, Béla K. Király, e Peter F. Sugar (New York: Columbia University Press, 1982). Un’altra opera assai utile sul XVIII secolo è Michael Hochedlinger, Austria’s Wars of Emergence, 1683–1797 (New York: Routledge, 2013). Ricercatore presso gli archivi austriaci, Hochedlinger è forse il più dotato studioso degli Asburgo nel XVIII secolo. Austria’s Wars of Emergence ha aperto in modo rilevante ai lettori anglofoni la strada alla spiegazione del comportamento diplomatico e militare austriaco alla fine del XVII e nel XVIII secolo e il libro fornisce un’accurata nota bibliografica alla fine di ogni capitolo che contempla fonti in lingua inglese e tedesca. Ulteriori fonti introduttive circa il XVIII secolo comprendono le diverse opera di Christopher Duffy, Karl A. Roider Jr. e Franz Szabo, per citare forse solo i più importanti. Per il XIX secolo, oltre ai lavori citati nei capitoli che seguono, sono fonti insostituibili Paul W. Schroeder e F.R. Bridge. Schroeder tratta in modo brillante e persuasivo aspetti vitali della strategia diplomatica degli Asburgo dalla fine del XVIII secolo fino alla metà del XIX in numerosi libri e articoli. Si veda, in particolare, Paul W. Schroeder, The Transfor- mation of European Politics, 1763–1848 (Oxford: Oxford University Press, 1994). Per i diversi saggi di Schroeder sulla diplomazia austriaca nell’era Metternich, si veda David Wetzel, Robert Jervis e Jack S. Levy (a cura di), Systems, Stability, and Statecraft: Essays on the International History of Modern Europe (New York: Palgrave Macmillan, 2004). Per quanto riguarda le opera più importanti di Bridge, si veda F.R. Bridge, The Habsburg Monarchy among the Great Powers, 1815–1918 (Oxford: Berg Pub- lishers, 1990); F.R. Bridge, From Sadowa to Sarajevo: The Foreign Policy of Austria-Hungary, 1866–1914 (London: Routledge and K. Paul, 1972); F.R. Bridge con Roger Bullen, The Great Powers and the European States System, 1815–1914 (London: Longman, 1980).
9 Pochi storici hanno usato il termine “grande strategia” per caratterizzare le politiche dei singoli regnanti della casa d’Asburgo, ma il loro interesse è solitamente ristretto a una specifica guerra o campagna militare. Matthew Z. Mayer descrive una grande strategia di Giuseppe II “per affrontare l’apparentemente insolubile problema di come affrontare le conquiste della Russia e allo stesso tempo rifiutare compensazioni a...

Indice dei contenuti

  1. Prefazione
  2. Nota terminologica
  3. I. Il puzzle degli Asburgo
  4. Parte I. Aspetti strategici dell’impero asburgico
  5. Parte II. Sistemi di difesa dei confini asburgici
  6. Parte III. Apogeo, declino ed eredità
  7. Bibliografia
  8. Note