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Il Grande libro dei santi protettori
Qualunque mestiere facciate qualsiasi problema abbiate esiste il Santo a cui rivolgervi
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Il Grande libro dei santi protettori
Qualunque mestiere facciate qualsiasi problema abbiate esiste il Santo a cui rivolgervi
Informazioni su questo libro
Il culto dei santi risale agli albori del cristianesimo, al tempo delle persecuzioni e dei martiri. La fede restituisce la certezza che essi, vicini a Dio in Paradiso, rimangono in qualche modo partecipi della vita degli uomini quaggiù. Seguendo quattro classiche tipologie (malattie e malanni; matrimonio e maternità; professioni, arti, mestieri e vocazioni; complicazioni e guai vari), l'Autore passa in rassegna i santi che la devozione popolare ha scelto, per fatti inerenti alla loro vita e non solo, quali protettori o patroni cui rivolgersi in circostanze particolari. Il Santo non chiede niente in cambio da noi; certo, gli piacerebbe che, graziati, ci mettessimo ad amare Dio, ma non ci forzerà e sarà disposto comunque a esaudirci di nuovo, perché conosce la fragilità umana. Ricco di esempi concreti, questo libro, anche attraverso l'accuratezza dei vari indici tematici, permette di scoprire a quale santo votarsi in qualunque situazione, a partire da colui che sentiamo più vicino perché magari di professione è un nostro "collega", o ha dovuto affrontare lo stesso problema che ci assilla.
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Informazioni
eBook ISBN
9788892982222Come si sarà notato, non di tutti i Patroni è dato conoscere la causa del patrocinio. Spesso la cosa nacque dopo, e senza alcun legame con la vita del Santo in questione. Certe categorie professionali, in un determinato momento storico, si misero sotto la protezione di un Santo, magari solo perché avevano contribuito finanziariamente a farne venire nella loro cappella le reliquie.
Il più delle volte fu per via di un miracolo, lucrato dopo secoli dalla morte del Santo in questione e senza attinenza con le caratteristiche dello stesso; la voce si sparse e tutti quelli che si trovavano nella stessa situazione del miracolato presero a rivolgersi a quel Santo.
L’episodio del rinnegamento di san Pietro «al canto del gallo» può ben dar conto del patrocinio dell’Apostolo sugli orologiai, per esempio. Ma non ci si stupisca di trovare santa Barbara a protezione dei marinai. La Santa non navigò mai, ma sappiamo che le navi a vela tenevano una sua immagine sulla porta della polveriera (Barbara è «signora del fulmine»).
A volte il patrocinio è legato alla fantasia dei pittori: sant’Ambrogio è raffigurato tra le api perché il suo eloquio era «dolce come il miele»; da qui, con qualche acrobazia, la protezione sugli apicoltori. Ma tra il caffè e sant’Amando non c’è acrobazia che tenga, la connessione dev’essere senz’altro legata a un accadimento posteriore. Comunque, il lettore curioso potrà benissimo, se vuole, fare qualche personale esercizio di logica, tanto per diletto. O, magari, chiedere in giro. In fondo, se questo libro dovesse stimolare qualche ricerca ulteriore, sarebbe tutto grasso che cola.
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Aceto (fabbricanti di)
Sant’Amando di Maastricht – 6 febbraio
La città del trattato europeo vanta un singolare numero di Santi, tra cui questo Amando che ne fu vescovo nel secolo VII. Era di Nantes e, ventenne, si fece accogliere tra i monaci di Yeu, un’isola sulla costa vandeana. Il padre, ricchissimo, non ne voleva sapere. Ma anche l’abate non credeva alla sincerità della vocazione di quel giovane figlio di ricchi; infatti non gli risparmiava angherie e umiliazioni per metterlo alla prova.
Un giorno Amando non ne poté più e se ne andò a Tours, alla tomba di san Martino. Illuminato spiritualmente, si recò a Bourges dal vescovo Austregisilo, a chiedergli consiglio. Costui, dopo aver pregato, gli disse di costruirsi una cella e attendere l’ispirazione divina. Amando divenne sacerdote e stette lì quindici anni, poi si recò in pellegrinaggio a Roma. Qui gli apparve san Pietro e gli disse di evangelizzare la Gallia.
Con l’approvazione di papa Martino I, il Santo cominciò dunque la sua opera e presto divenne famosissimo presso i franchi. Il re Dagoberto lo volle vescovo e gli assegnò la sede di Tongres-Maastricht.
Amando fece più volte la spola con Roma per consul-tarsi direttamente col Papa. Battezzò Sigeberto, figlio del Re, poi tornò a evangelizzare i frisoni e i fiamminghi.
Sempre in viaggio e sempre richiamando grandi folle, un giorno a Tournai vide condannare a morte per brigantaggio un uomo che sapeva innocente. Amando, chiesta ma non ottenuta la grazia, risuscitò il condannato e lo battezzò. Dopo aver fondato un notevole numero di monasteri, morì nel 675. Ben ottantasette chiese gli sono dedicate nel Belgio e ventiquattro nelle Fiandre.
È patrono dei fabbricanti di aceto, dei commercianti di vino, dei lavoratori del caffè e della mostarda.
San Vincenzo di Saragozza – 22 gennaio
Era di Huesca e di famiglia consolare. Affidato al vescovo di Saragozza, Valerio, per l’educazione, divenne arcidiacono e braccio destro di questo prelato. Durante la persecuzione di Diocleziano fu arrestato e portato a Valencia, dove venne fustigato e torturato. Fu gettato in una cella; la notte, gli altri cristiani prigionieri videro una splendida luce invadere l’ambiente. Poiché i magistrati non riuscivano a piegarlo con la forza, si ricorse alle lusinghe: Vincenzo venne alloggiato in una lussuosa stanza provvista di un morbido letto. Ma non ci fu nulla da fare, e il Santo finì martire.
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Aeronautici
San Cristoforo di Licia – 25 luglio
Ved. Morte improvvisa
Sant’Elia – 20 luglio
Il profeta veterotestamentario rapito in cielo su di un carro di fuoco era di Tisbe, ed esercitò il suo ministero nel IX secolo a.C., al tempo del re Achab. Questi aveva sposato la figlia del re di Tiro, Iezabel, e ne era stato convinto a introdurre il culto di Baal nel suo regno. Il Signore suscitò allora Elia. Il profeta predisse tre anni di siccità; poi si rifugiò in Transgiordania nutrito dai corvi, e infine vicino Sidone. Qui risuscitò il figlio di una vedova, cui moltiplicò prodigiosamente farina e olio.
Si svolse una sfida tra Elia e i sacerdoti di Baal: l’olocausto del profeta venne incenerito da un fulmine, mentre a nulla valsero gli sforzi dei quattrocentocinquanta sacerdoti pagani. Per evitare la vendetta della Regina fuggì verso il monte Horeb, sostentato da un angelo. Sulla cima ricevette la missione di consacrare Hazael come re di Damasco, Iehu come re di Israele ed Eliseo come profeta.
Al Giordano, Elia attraversò le acque col suo mantello e solo Eliseo riuscì a seguirlo. Gli ebrei aspettavano il ritorno di questo profeta per i tempi messianici. E in effetti apparve sul Tabor con Mosè accanto a Gesù durante la Trasfigurazione. Secondo la tradizione, Elia comanda al tuono e al-la pioggia. È venerato anche dai musulmani. Questi, con ebrei e cristiani, salgono nel suo giorno al monte Carmelo, attorno al monastero delle carmelitane scalze.
San Giuseppe da Copertino – 18 settembre
Giuseppe Desa, pugliese, nacque poverissimo in una stalla, ultimogenito. Una grave malattia durata cinque anni gli impedì di studiare. Guarito miracolosamente, dovette mettersi a lavorare. Chiese di farsi francescano, ma non lo vollero per la sua ignoranza. Nel 1620 lo presero i cappuccini, ma lo licenziarono presto per inettitudine. Sei anni dopo era sacerdote e frate conventuale. Come mai? Cercava di studiare e non ci capiva niente; allora pregava. Così, sempre miracolosamente, passò tutti gli esami.
Nel 1630, in chiesa, cominciò a levitare. Da quel momento i suoi «voli», quando meno se l’aspettava, si moltiplicarono, anche in pubblico. Lui digiunava, si mortificava, faceva penitenza, ma sempre più copiosa la gente veniva a chiedergli consiglio e miracoli.
Nel 1638 l’Inquisizione, insospettita, lo chiamò a Napoli, ed egli ripeté il volo davanti al tribunale. Fu assolto, ma papa Urbano VIII e il Sant’Uffizio romano decisero che era meglio tenerlo più vicino, ad Assisi. Qui ricominciarono i pellegrinaggi presso di lui. Vennero, tra gli altri, Giovanni Casimiro Waza, poi re di Polonia; il duca Federico di Sassonia, che abiurò il luteranesimo; Maria Infanta di Savoia, poi suora.
Nel 1653 fu trasferito presso Macerata e poi a Fossombrone, con tutta una serie di restrizioni (tipo Padre Pio, per intenderci). Nel 1656 finalmente papa Alessandro III lo liberò da ogni problema e lo destinò a Osimo, dove morì nel1663. È patrono degli esaminandi e degli astronauti.
Madonna di Loreto – 10 dicembre
Il motivo del patronato sulla gente dell’aria da parte della Madonna che si venera nel santuario di Loreto è da ricercarsi nella tradizione che vuole la Santa Casa (di Maria) ivi racchiusa portata in volo dagli angeli. Caduta in mani musulmane, da Nazaret venne traslata in Dalmazia, poi nella selva di Recanati e infine a Loreto. Sì, c’è chi dice che si tratta di un equivoco e che fu la famiglia Angeli a compiere il trasloco. Ma la Vergine può benissimo assistere le persone che volano, anche in questo caso.
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Agenti di cambio
San Matteo – 21 settembre
Patrono anche della Guardia di Finanza, dei doganieri e di tutti quelli che lavorano per il fisco, faceva il pubblicano. Cioè riscuoteva le tasse per conto degli occupanti romani. I quali stabilivano a priori la somma da incassare e ne ritenevano responsabili questi esattori che ne avevano l’appalto. Per non rimetterci di tasca propria, costoro vessavano un po’ più del necessario (onde compensare l’eventuale non percepito). Naturalmente, i potenti se la cavavano. Non così i poveracci. Da qui l’odio.
Il termine «pubblicano» divenne per gli ebrei sinonimo di peccatore: non solo li consideravano dei rinnegati, ma anche degli sfruttatori. Eppure proprio un paio di essi (Matteo e Zaccheo) furono chiamati da Cristo alla sua sequela. Matteo di Cafarnao...
Indice dei contenuti
- Introduzione
- Parte prima
- Addome
- Parte seconda
- Allattamento (incapacità o difficoltà di)
- Parte terza
- Aceto (fabbricanti di)
- Parte quarta
- Animali nocivi
- Elenco alfabetico dei Santi
- Calendario dei Santi
- Indice generale