
- 288 pagine
- Italian
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Informazioni su questo libro
« Aleichem contribuisce, insieme a tanti altri scrittori, a tenere in vita la memoria storica, religiosa e culturale di un mondo ormai irrimediabilmente scomparso, travolto dalla furia nazista e inghiottito dalla tragedia bellica del secolo scorso. È un mondo in cui tradizione e modernità, progresso e arretratezza spesso convivevano. Di quel mondo, che fu il suo habitat e l'oggetto della sua passione civile e del suo impegno culturale, Aleichem ci fa comprendere i contrasti (nazionali, confessionali, etnici e culturali) e le contraddizioni che lo hanno solcato. »
dalla Prefazione di Giulio Schiavoni Per lungo tempo le misere condizioni di vita negli shtetl dell'Europa orientale furono considerate con disprezzo dagli ebrei benestanti ed emancipati dell'Occidente. Ben presto però, soprattutto grazie ai racconti di Sholem Aleichem, Isacco Leyb Peretz e Mendele Moicher Sforim (i tre grandi autori classici della letteratura yiddish), si sviluppò un modo diverso di guardare agli Ostjuden, gli ebrei orientali che vivevano come in un mondo a sé, impermeabile agli sviluppi della modernità, e che sarebbero poi stati spazzati via con la seconda guerra mondiale.
Sholem Aleichem, che in ebraico significa «la pace sia con voi», ha offerto coi suoi lavori un decisivo contributo al salvataggio della cultura yiddish. Al centro della sua prosa tagliente e umoristica c'è sempre la «gente semplice», con i suoi lati di luce e di ombra. I suoi racconti mescolano in modo inimitabile lo sguardo spassionato sulla vita appartata degli abitanti dello shtetl e il «panico» che si diffonde tra loro quando nel loro mondo irrompe la realtà esterna, avversa ed estranea: quel «panico» che costituisce una sorta di filo conduttore dei racconti che qui vengono proposti per la prima volta in italiano.
Nella sua vita, Aleichem soggiornò in varie località da Kiev e Odessa alla Svizzera e all'Inghilterra e infine agli Stati Uniti (New York), dove si trasferì dopo i pogrom del 1905 e dove abitò sino alla sua morte. Il corteo di centomila ebrei che lo accompagnarono nel suo ultimo viaggio e la chiusura dei negozi il giorno del suo funerale sono una dimostrazione del significato e dell'importanza rivestita dalla sua figura per gli ebrei emigrati in America.
Domande frequenti
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Informazioni
Indice dei contenuti
- L’autore
- Frontespizio
- Pagina di Copyright
- Avvertenza editoriale
- Prefazione. Sholem Aleichem, ovvero l’arte di narrare con pietas e umorismodi Giulio Schiavoni
- Panico nello Shtetl
- 1. Dreyfus a Kasrilevke
- 2. Non lo si deve augurare a nessuno!
- 3. Gli eredi
- 4. «Con l’aiuto di Dio...!»Un monologo
- 5. Una festa di nozze completamente rovinata
- 6. Tutte bugie! Un dialogo in Galizia
- 7. Velvel Gambetta
- 8. Due antisemiti. Un racconto
- 9. Se fossi RothschildMonologo di un maestro di scuola di Kasrilevke
- 10. Panico a Kasrilevke
- 11. «Centouno città». Un racconto
- 12. «Imploro il vostro perdono...!»Nel giorno che precede Yom Kippur
- 13. Due shalachmones. Storia di regali per Purim
- 14. Un «esproprio» pasquale
- 15. Da noi, nessuna novità!
- 16. Nostalgia della patria
- 17. Berl Ajsik racconta le grandi meraviglie dell’America
- 18. Storia di un berretto
- Note
- Indice
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