Aldo Capitini è stato molte cose: filosofo sui generis, poeta, pedagogista, attivista per la pace, leader politico e libero religioso. Soprattutto, è stato uno dei più raffinati teorici della nonviolenza, creando un movimento nonviolento diffuso in tutta Italia.In questo volume Emanuele Follenti parte da una data centrale, il Seminario del 1963, in cui Capitini invita a riflettere sul metodo nonviolento e sulle sue tecniche anticipando alcuni temi del '68 ancora oggi di grande attualità: educazione nonviolenta nelle scuole, disobbedienza civile, partecipazione democratica alla vita politica, rispetto per il mondo animale, persuasione alla pace.A seguito del successo del Seminario si costituì il Movimento Nonviolento a cui Capitini decise di dedicarsi totalmente, sostenuto dall'amico di una vita Pietro Pinna, il primo obiettore di coscienza al servizio militare in Italia, che erediterà la guida del Movimento dopo la morte del filosofo.L'autore approfondisce un aspetto spesso marginalizzato della vita di Aldo Capitini, ovvero la sua figura di leader pacifista ed antimilitarista, rivalutando l'impegno politico di un uomo che all'idea di partito contrapponeva quella di "centro" aperto all'iniziativa di tutti, un intellettuale che univa intorno a sé pacifisti integrali che non hanno mai perso la speranza di costruire una società più giusta, attenta alle differenze culturali, alle minoranze e al dialogo

eBook - ePub
Una storia nonviolenta
Aldo Capitini e il Seminario internazionale del 1963
- 210 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Informazioni su questo libro
Scelto da 375,005 studenti
Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.
Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.
Informazioni
Print ISBN
9788861539624
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Colophon
- INDICE
- Prefazione di Giuseppe Moscati
- Introduzione
- I. Comprendere il Seminario: una biografia di Aldo Capitini
- II. La preparazione del Seminario
- III. Le voci dei protagonisti
- IV. L’eredità del Seminario
- Conclusioni
- Bibliografia