Giorgio ha imparato a maneggiare le armi fin da quando è un bambino e, come prevede il regime fascista, è pronto a diventare un Avanguardista non appena compirà quattordici anni. Nel 1943, però, la guerra fino a quel momento esportata dal fascismo varca le montagne e arriva ovunque.
Con l'occupazione tedesca e la guerra civile i ragazzi più grandi abbandonano le armi finte della propaganda e imbracciano quelle vere, ma Giorgio è ancora troppo giovane. In fuga dagli spari che invadono la sua casa, sale sulle montagne sopra Framonti, dove Walter e Boris combattono insieme a Gordon, Tony, Ester, Dimitri, Carlos, Ada, Kurt, Jean e gli altri.
Sono partigiani. Hanno tra i diciotto e i ventisei anni e vengono da ogni parte del mondo. Sono temuti, rispettati, amati.
Un battaglione, un piccolo esercito, nessuna bandiera. Si fanno chiamare I Pirati delle Montagne.
Insieme a loro Giorgio, soprannominato Il Mozzo, si sente proprio parte di una ciurma, protagonista di una delle imprese più memorabili che gli potessero capitare: combattere per la libertà.
La Resistenza raccontata come un'avventura, nello sguardo di un ragazzo di tredici anni. Un romanzo accurato e appassionato, che ci riporta a Calvino ma anche a Salgari, e che allarga i confini di una pagina della Storia che ci riguarda tutti.

- 312 pagine
- Italian
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I Pirati delle Montagne
Informazioni su questo libro
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Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Prologo. Lo scalino. Prima mossa
- QUARANTATRÉ
- QUARANTAQUATTRO
- QUARANTACINQUE
- Epilogo. La collina
- Nota dell’autore
- Copyright