Le giocate piú spettacolari, i gesti tecnici che ci fanno saltare dalla sedia, nascono dal corpo o dalla mente? Rispondere a questa domanda è come dare la caccia alla balena bianca. Di sicuro, lo sport contemporaneo è sempre piú attento alla dimensione cognitiva, e al suo allenamento, ma questo regno dell'intangibile continua a preservare qualcosa di misterioso e divino, che ha a che fare con l'arte e la creazione. Cosa succede a quegli atleti che si esprimono in stato di grazia, in preda a una specie di trance? In che modo la percezione, e in particolare la «visione», di uno sportivo di genio è alterata rispetto alla normalità? Il gol di Dennis Bergkamp contro il Newcastle; i lanci di Totti verso zone di campo invisibili ai nostri occhi; il contro-smash di Federer ai danni di Roddick; la partita da 63 punti di Jordan contro i Boston Celtics: guardando le loro gesta, abbiamo l'impressione che gli atleti migliori non vedano le cose come noi, ma abbiano una conoscenza dello spazio e del tempo differente, piú porosa, atomica, maneggevole.

- 50 pagine
- Italian
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