«Lilith abbandonò Adàm perché non aveva voglia di andare a dormire sotto di lui al momento dei rapporti coniugali. Si sentiva pari a lui»: Lilith rifiuta quindi l'assoggettamento e sceglie la libertà.Il femminismo, di cui Lilith è qui eletta a icona, anima i testi raccolti in questo volume. Pur situandosi nella cittadinanza politica, il femminismo abbracciato dall'autrice non rinnega la vastità di sconfinamenti di anima-corpo, si espande invece al respiro della trascendenza e alla dimensione spirituale, si fa interrogare dalle risonanze di un divino estraneo al paradigma di quel dio maschio – caro a dottrine e tradizioni religiose – e asseconda, piuttosto, il germogliare dell'essere, accogliendone l'esultante dilatarsi e insieme la vulnerabilità. Dottrine e tradizioni religiose vengono colte nella loro costitutiva complicità e alleanza con assetti sociali incardinati sulla primazia maschile, quasi mai sfuggendo a una misoginia viscerale, a un disprezzo strisciante nei confronti delle donne.Questo libro si rivolge anche a chi è estraneo al mondo della fede, a chiunque individua nell'universo delle religioni un nucleo coriaceo di economia patriarcale.

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Informazioni
Argomento
Scienze socialiCategoria
Studi bibliciIndice dei contenuti
- Copertina
- Presentazione
- L’autrice
- Frontespizio
- Copyright
- Sommario
- Prefazione - In caratteri viventi
- Dedica
- Introduzione
- Rosso Umore, Rosso Amore: se il corpo entra in classe - Simbologia del sangue e fenomeno della stregoneria in una sperimentazione didattica
- Mal di madre - Sostando con la Medea di Euripide
- Eros e creaturalità, resistenza e resa
- La cittadinanza che c’è
- Vieni, vita…
- Alzati e va
- Sara e le altre: per una fertilità dell’anima
- Un protezionismo stolto
- Pecché? Riflessioni sul male
- Essere onda e oceano - Per Etty Hillesum
- Venezia salva, ovvero, sguardi di donne
- Tanzania: le donne, i bambini, la povertà e la bellezza - I parte
- Tanzania: le donne, i bambini, la povertà e la bellezza - II parte
- Un nuovo ordine amoroso - Note su Una Costituente per l’Europa. Scritti londinesi di Simone Weil
- Donna, perché piangi? (Gv 20,13)
- Ki-viachol, se così si può dire…
- “Ma non ne provavano vergogna” (Gn 2,25) - Chiese, anime, corpi: di donne e di uomini
- Sorgenti e Tzaddequet
- Una storia sui generis
- La dignità della prostituita - Commento a Lc 7,36-8,3
- Per un discepolato di uguali
- “Oppure il tuo occhio è cattivo perché io sono buono?” -Predicazione su Mt 19,27- 20,16
- “Tardi ti ho amato” - Ospitato da Identità e Differenza
- Lo Tzim tzum e l’essere madre
- E se decollasse il #ChurchToo?
- Lea, traghettatrice e rammendatrice
- Lucy Bartlett, femminismo e spiritualità all’inizio del ’900
- “… e abusarono di lei tutta la notte”
- “Neanche io ti condanno” - Aborto e Chiesa cattolica
- L’esercizio dell’ac-cordarsi - Cos’è l’Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne?
- Salvare Dio dal patriarcato
- Peccato originale o peccato patriarcale d’origine? - Riletture a partire dalle radici della fede ebraico-cristiana
- “Stavano di fronte l’uno all’altra”
- Il decimo comandamento: a chi appartiene la donna?
- Carla Lonzi, per una coscienza che sta di fronte
- Per un riscatto di Lilith
- Le acque dell’antisemitismo e del sessismo scorrono parallele
- Fecondarsi nella reciprocità
- Distruggere dicendo di amare
- Specchi
- La Cura: della necessità che le religioni si convertano
- La pianticella che abbiamo messo al mondo - Fedi/religioni, politica sessuale, e noi dell’OIVD
- Del genere della vulnerabilità
- Vulnerabilità: per una coscienza della forza debole della profezia
- Quell’uomo sei tu
- Quale Dio?
- Per una giustizia di genere
- Crudeltà maschili
- Lo stupro bellico: “quintessenziale” della virilità - A proposito dell’intervento di Edoardo Albinati su questo tema
- Lilith se ne va
- Dialoghi con la vita
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