Luca Pisapia legge il rapporto tra calcio e potere attraverso l'evoluzione del gioco e del linguaggio, per raccontare il regno a venire della Fifa, che da semplice organismo burocratico si è trasformata nella multinazionale che amministra la religione piú diffusa del pianeta, con oltre cinque miliardi di discepoli.
Il calcio non è mai stato innocente: fin da subito si rivela come uno strumento di potere. E nell'evoluzione della sua manifestazione piú importante, i Campionati mondiali di calcio maschile, si può intravedere una fitta trama di vittorie e sconfitte che esce dal campo e investe la storia sociale e politica dell'ultimo secolo. Dal trionfo del fascismo nei Mondiali di Italia 1934 ai diritti umani calpestati per Qatar 2022, il calcio è il prodotto dell'industria culturale che meglio rappresenta la vittoria del capitale nel conflitto contro il lavoro. E adesso gli Stati Uniti di Donald Trump si apprestano a ospitare i Mondiali del 2026.

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Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Copyright
- Il calcio è potere
- Parte prima Annientamento (1930-1978)
- Parte seconda Autorità (1982-2018)
- Parte terza Accettazione (2022-∞)
- Nota a margine
- Grazie
- Note