Per quale ragione le persone assumono sul lavoro un certo comportamento? Quali sono le motivazioni che le muovono? Esiste un approccio metodologico utile a inquadrare i diversi atteggiamenti e le azioni compiute dagli individui all'interno delle organizzazioni aziendali, per gestirle in modo tale da alimentare situazioni di reciproco vantaggio e sinergia? Il modello teorico dell'analisi transazionale nasce per rispondere a domande come queste, ovvero per offrire un'applicazione operativa ad alcune delle principali scoperte appartenenti alla psicologia dinamica e ai relativi meccanismi di funzionamento della nostra psiche. All'interno di questo manuale si spiega come comprendere meglio quali sono le motivazioni che spingono le persone a prendere decisioni sul lavoro, quali sono le relative posizioni esistenziali e come si sviluppano i giochi costruttivi o distruttivi che inevitabilmente vengono messi in atto nei contesti organizzativi. Scopo finale è di fornire non solo degli strumenti pratici di risoluzione delle situazioni problematiche e di disagio, ma anche un vero e proprio mezzo di empowering per la propria carriera e piÚ in generale per la gestione delle risorse umane.

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IL MIO CAPO Ă UN BAMBINO? L'analisi transazionale come strumento di studio e soluzione dei conflitti lavorativi.
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Economics1 - Introduzione
Per quale motivo le persone assumono sul lavoro un certo comportamento? Quali sono le motivazioni che le muovono? Esiste un approccio metodologico utile a inquadrare i diversi atteggiamenti e le azioni compiute dagli individui allâinterno delle organizzazioni aziendali, per gestirle in modo tale da alimentare situazioni di reciproco vantaggio e sinergia? Il modello teorico dellâanalisi transazionale nasce per rispondere a domande come queste, ovvero per offrire applicazione operativa ad alcune delle principali scoperte appartenenti alla psicologia dinamica e ai relativi meccanismi di funzionamento della nostra psiche.
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Per riuscire in tale intento, questo affascinante campo di sudi parte dal presupposto che sia possibile modificare le nostre possibilitĂ di comprendere e interagire con gli altri attraverso il riconoscimento della propria posizione esistenziale, oltre che per mezzo delle relazioni tra le diverse dinamiche interne alla personalitĂ : genitore, adulto e bambino. I tre stadi dellâIO si alternano nellâassumere il controllo degli stati cognitivi di un individuo durante il corso della giornata, dando vita alla fenomenologia transazionale.
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Presa consapevolezza di tale assunto, diventa evidente che le possibilitĂ di gestire le tante situazioni di complessitĂ che caratterizzano i rapporti umani nelle moderne organizzazioni non dipendono (solo o necessariamente) dalle capacitĂ autoritarie di dominare gli altri, bensĂŹ dallâautorevolezza che deriva dal comprendere se stessi e dalla capacitĂ di leggere correttamente le situazioni nelle quali ci si trova a operare. Ă seguendo questo principio che lâanalisi transazionale guida le persone verso la gestione di situazioni lavorative di disagio, lâaccettazione dei limiti personali e interpersonali, il riconoscimento delle potenzialitĂ del capitale umano e la concretizzazione di relazioni positive in grado di auto-alimentarsi nel tempo.
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In conformitĂ a questa premessa (la rinuncia al dominio dellâinterlocutore e alla ricerca del potere, in favore dello sviluppo dellâintelligenza emotiva e dellâassertivitĂ ), può trovare concretizzazione lo scopo per cui Eric Berne ha deciso di dare vita alla materia: far evolvere le persone e le organizzazioni a cui partecipano, sulla base di uno scambio e di una valorizzazione reciproca.
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Facendo propri i presupposti appena esposti, lâanalisi transazionale ha giĂ dimostrato nel corso del tempo la sua capacitĂ di saper divenire uno strumento pragmatico di gestione e risoluzione dei confitti, utilizzabile da parte di qualsiasi membro di unâorganizzazione aziendale, indipendentemente dal suo ruolo o dalla posizione che occupa. Come sarĂ possibile osservare nelle case history e negli esempi presentati allâinterno del presente lavoro di ricerca, i risultati migliori nellâapplicazione di questa metodologia sono sempre stati ottenuti a livello di gruppo, sia in ambito aziendale, sia in campo terapeutico (dove effettivamente la materia ha vissuto i propri esordi).
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Al fine di porre le basi per proseguire il nostro approfondimento, di seguito vengono elencati alcuni punti chiave che saranno esplorati durante lo svolgimento della presente trattazione. Ci occuperemo di chiarire:
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- qual è la struttura psicologica che muove e motiva le persone allâazione, allâinterno dei contesti lavorativi;
- perchĂŠ le persone adottano determinati atteggiamenti e comportamenti nei propri luoghi di lavoro e come mai alcuni di essi generano conflitti;
- quali strategie possono essere messe in pratica per analizzare le situazioni lavorative complesse e per gestirle in modo funzionale, con lâobiettivo di favorire tanto la crescita delle persone quanto quella dellâorganizzazione in cui lavorano;
- come gestire e risolvere le situazioni di conflitto che possono prendere forma in ambito di business.
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Scopo finale dellâAnalisi Transazionale applicata al campo lavorativo è di fornire non solo alle persone uno strumento pratico di risoluzione delle situazioni problematiche e di disagio, ma anche un vero e proprio mezzo di empowering per la gestione della propria carriera e piĂš in generale per lâamministrazione delle risorse umane, oltre che nello sviluppo del relativo capitale intellettuale.
2 - Cenni storici e metodologici sullâanalisi transazionale
Prima di poter approfondire in che modo lâanalisi transazionale può diventare un utile strumento al servizio delle organizzazioni aziendali, è necessario spiegare come nasce questa materia, in quale contesto storico e con quali aspettative metodologiche / applicative. Partiamo da una definizione teorica:
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<<lâanalisi transazionale, nella sua espressione piĂš semplice, si occupa di diagnosticare quale stato dellâio ha provocato uno stimolo transazionale e quale ha messo in moto la reazione transazionale. Secondo quanto stabilito dalla Transactional Analysis Association, si tratta di una teoria della personalitĂ nata per favorire lo sviluppo e il cambiamento personale (1)>>.
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Come approfondiremo nel proseguo, quando ci occuperemo di esplorare il sistema dellâanalisi strutturale, la grande intuizione alla base di questa disciplina risiede nellâaver scoperto e reso accessibile a livello teorico / pratico un sistema coerente di atteggiamenti, derivanti da tre differenti stati interiori (genitore, adulto e bambino), che a loro volta possono produrre degli schemi di comportamento automatici e ripetitivi.
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Nello specifico, grazie a questa metodologia è possibile trasmettere in via universale (e non solo agli addetti ai lavori del campo psicologico e psichiatrico) dei metodi di riconoscimento e interpretazione dei repertori e degli atteggiamenti psicologici che caratterizzano gli stati dellâio; è bene ricordare che questâultimi non risultano parti âinterpretateâ dagli individui, ma piuttosto realtĂ psicologiche condizionate dallâambiente, dalle esperienze pregresse e dallâatteggiamento assunto verso il lavoro o piĂš in generale verso la propria esistenza.
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La nascita di questa disciplina (a partire dallâintuizione embrionale da cui si è poi sviluppata lâintera materia), è avvenuta per opera dello psichiatra Eric Berne (Montreal, 10 maggio 1910 â 15 luglio 1970). Lo studioso, che nella prima fase della propria vita lavorativa si è dedicato con solerzia alla teoria psico-analitica di stampo freudiano, come molti altri successivamente se ne è distaccato, dando vita ad una propria corrente di studi psicodinamici: lâanalisi transazionale.
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Laureatosi presso la McGill University di Montreal nel 1931, Berne ha completato un dottorato in medicina e chirurgia nel 1935. Successivamente si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha deciso di specializzarsi in psichiatria presso la Yale University, studiando assieme al noto psicoanalista Paul Federn. Interromperà i propri studi a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, ma li riprenderà successivamente quando giungerà a San Francisco.
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A livello storico, è importante sottolineare che lo psichiatra ha sperimentato in pieno i drammi della seconda guerra mondiale, un vissuto che interruppe anche la sua formazione clinica. Partecipò al conflitto arruolandosi tra i medici dellâesercito americano, servendo presso il Bushnell Army Hospital di Ogden, nello Utah. Quando la guerra finĂŹ, nel 1945, riprese i propri studi presso il San Francisco Psychoanalytic Institute, sotto la direzione di Erik Erikson. Divenne quindi un terapista di gruppo e cominciò a sviluppare con le proprie intuizioni il modello degli stati dellâIo, giĂ abbozzato da Pual Ferdern (allievo diretto di Sigmund Freud).
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Questo lavoro sfocerĂ dopo qualche anno nella teoria dellâanalisi transazionale, una metodologia per molti aspetti differente rispetto allâanalisi psicologica di matrice freudiana, che porterĂ Berne (nel 1949) a rompere definitivamente con la psicoanalisi e con il San Francisco Psychoanalytic Institute.
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Fatte queste premesse di stampo biografico, è opportuno proseguire con unâindagine sullâimpatto che ha avuto la nascita di questa materia nella psicologia clinica e in quella del lavoro, a partire dalle iniziali ricerche personali di Berne che hanno successivamente portato alle sue prime pubblicazioni, sino ad arrivare ai giorni nostri. Nella pratica, lâanalisi transazionale rappresenta una teoria della personalitĂ di stampo post-freudiano, che cerca di far evolvere il concetto alla base della psicologia del profondo. Ricordiamo un punto importante: tra i capisaldi della formulazione della psiche umana proposta dal padre della psicodinamica, vi sono proprio le due topiche freudiane del conscio, inconscio e subconscio / io, es e super io, che verranno successivamente elaborate da Berne.
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Il modello topografico freudiano ha conosciuto successivamente diverse evoluzioni, elaborate da vari studiosi che si sono occupati della psicologia dinamica, detta anche del profondo. Ebbene, sarĂ proprio dai dubbi che scaturiranno in Eric Berne durante la sperimentazione pratica di queste correnti teoriche che nasceranno i primi postulati fondativi dellâanalisi transazionale, a cui seguirĂ infine la creazione del modello G-A-B (genitore, adulto e bambino).
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La nuova impostazione offriva, secondo Berne, due tipi di vantaggi: da un lato permetteva lâapplicazione della propria teoria in un numero molto elevato di contesti, che non facessero esclusivamente capo a quello clinico. La terminologia semplice e immediata utilizzata nellâAnalisi Transazionale ne ha infatti decretato lâespansione verso ambiti aziendali, che sono rimasti preclusi o comunque distanti rispetto alla psicoanalisi freudiana.
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Dallâaltro lato, lâimpostazione transazionale ha messo lâaccento non piĂš sugli Stati dellâIo, ma sullâinterazione che prende forma quando questi si combinano tra di loro. Il termine scelto dallâautore della disciplina è appunto transazione, una parola che sottâintende tanto la dinamicitĂ di questi studi, quanto la possibilitĂ di intervenire in modo pragmatico per ottenere risultati operativi.
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Ă in questo senso che Berne ha piĂš volte suggerito come sia possibile arrivare ad una catarsi attiva dei propri pazienti, mentre la psicoanalisi si concentra maggiormente sulla loro comprensione. Un concetto pragmatico che ovviamente assume valore premiale anche e soprattutto allâinterno dei contesti organizzativi.
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Nel tempo, lo studio delle transazioni e del modo in cui queste si evolvono ha portato Berne a delineare il concetto di giochi, ovvero una serie di schemi sociali portati avanti da due o piĂš interlocutori spesso inconsapevoli, alla base di molte delle incomprensioni e dei conflitti che si riscontrano durante lo svolgimento di compiti lavorativi.
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Nel 1964 il fondatore di questa nuova materia pubblicherĂ il libro âA che gioco giochiamoâ, mentre seguirĂ nel 1964 âCiao⌠e poi?â. SarĂ invece lo psichiatra Thomas Anthony Harris a sdoganare definitivamente la materia verso il largo pubblico, attraverso la diffusione del libro âIo sono Ok, tu sei Okâ nel 1969.
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Sempre nel 1964 Eric Berne fonderĂ unâassociazione professionale che raccoglierĂ al proprio interno i professionisti di analisi transazionale di tutto il mondo: la ITAA (international transcational analysis association). A contraddistinguere la teoria di Berne vi è da sottolineare un minimo comun denominatore che non abbandonerĂ mai lâapproccio pratico del ricercatore per tutto lâarco della vita: la fiducia nel potenziale umano del prossimo.
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Il principio teorico dellâOkayness sarĂ infatti alla base di tutto il sistema teorico ed empirico che caratterizzerĂ lâanalisi transazionale, includendola nellâambito della psicologia umanistica: di fatto, Eric Berne ribadirĂ sempre la propria profonda fiducia nelle capacitĂ decisionali e trasformative di ogni individuo.
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Dare fiducia agli individui è dâaltra parte una pratica che lo psichiatra ha introiettato seguendo lâimpostazione Eriksoniana e che trova conferma anche nei riscontri lavorativi del famoso psichiatra inglese Donald W. Winnicott, quando delinea lâassunto dellâambiente âdi contenimentoâ. Con questo termine vuole indicare la sensazione rigenerativa e primordiale del sostegno dato dalla mamma al proprio bambino, quando lo abbraccia nel momento in cui viene al mondo e quando lo sostiene nei primi mesi di vita, trasmettendogli cosĂŹ la fiducia fondamentale per poter accettare il suo ambiente di riferimento come un luogo non ostile. Allo stesso modo, lâambiente di lavoro deve risultare di sostengo per i lavoratori che lo frequentano.
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Berne parlerĂ dellâOkeyness come di âqualcosa che la persona si trova addosso nella prima infanzia o è costretta a imparare in seguito con molta fatica; non si può conseguire con un semplice atto di volontĂ â (2).
3 - Analisi G-A-B e stati dellâIO
Come abbiamo avuto modo di approfondire nelle pagine precedenti, lâanalisi transazionale è una teoria della personalitĂ utile a valutare le reazioni psichiche, emotive, verbali e comportamentali delle persone, mentre operano nel loro ambiente di lavoro. Gli individui che partecipano e collaborano allâinterno di unâorganizzazione non mantengono gli stessi atteggiamenti, punti di vista, espressioni e comportamenti in modo standardizzato per tutto il tempo della loro presenza.
Al contrario, il comportamento normativo è caratterizzato da una certa differenziazione di atteggiamenti e stati dâanimo, che condizionano le azioni conseguenti; queste alterazioni sono definite dallâanalisi transazionale come gli stati dellâIO.
Per riprendere la definizione offerta dallo stesso Eric Berne (3):
<<uno stato dellâIo può essere definito fenomenologicamente come un sistema coerente di sentimenti, ed operativamente come un insieme di tipi di comportamenti coerenti [âŚ] ogni individuo ha a disposizione un repertorio limitato di stati dellâio, non parti recitate, ma realtĂ psicologiche>>.
In questo senso, lâanalisi strutturale è relativa alla parte fondante della personalitĂ di ciascun lavoratore che opera nellâorganizzazione. Tale realtĂ psichica si divide a sua volta in tre forme di strutture pensanti: lo stato dellâIo parentale o esteropsichico, lo stato dellâIo adulto o neopsichico e lo stato dellâIo bambino o archeopsichico. Genitore, adulto e bambino sono quindi i termini che caratterizzano lâutilizzo pragmatico e lavorativo di queste tre parti, che dâora in avanti utilizzeremo come parametri standardizzati allâinterno di questa libro.
Ă però doveroso fare unâimportante premessa: nessuno di questi tre stati può considerarsi come migliore o superiore rispetto allâaltro. Non ha senso quindi privilegiare lâassunzione o il rinforzo di un...
Table of contents
- Copertina
- Il mio capo è un bambino? Lâanalisi transazionale come strumento di studio e soluzione dei conflitti lavorativi.
- Indice dei contenuti
- Premessa
- 1 - Introduzione
- 2 - Cenni storici e metodologici sullâanalisi transazionale
- 3 - Analisi G-A-B e stati dellâIO
- 4 - Il bisogno di riconoscimento nei contesti lavorativi
- 5 - Le transazioni e comunicazioni interpersonali sul lavoro e la nascita dei conflitti
- 6 â Lâassunzione delle posizioni esistenziali nei contesti lavorativi
- 7 â Esempi pratici di transazioni lineari, incrociate e delle possibili conclusioni
- 8 â Il copione di vita nellâanalisi transazionale, la strutturazione del tempo e le relative influenze nei luoghi di lavoro
- 9 â Il contratto psicologico nelle organizzazioni aziendali, i giochi e i racket
- 10 â Caso di studio: intervista al Dott. Pier Paolo Sposato
- Conclusioni
- Bibliografia
- Note
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