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Sulle frontiere del Far-West di Emilio Salgari in ebook
About this book
Sulle frontiere del Far-West
opera completa di Emilio Salgari in versione integrale
lettura agevolata in formato ebook
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Information
1) La gola del Funerale
ā Avremo una cattiva notte, ragazzi ā aveva detto, poco prima del tramonto, il colonnello Devandel, che il governo americano aveva mandato in gran fretta, con appena cinquanta uomini, racimolati per lo più fra i cow-boys, sulle montagne dei Laramie. ā Aprite gli occhi o glāIndiani approfitteranno dellāoccasione per forzare la gola del Funerale. ā
Il bravo soldato, che aveva conquistati i suoi galloni prima nella guerra contro il Messico e poi combattendo aspramente sulle frontiere del Far-West contro glāindomiti pellirosse, non si era ingannato.
Le alte cime della catena, che si stende fra i confini meridionali del Wyoming e quelli settentrionali del Colorado si erano subito coperte ed il tuono non aveva tardato a far udire la sua possente voce che le profonde gole ripercuotevano con una sonoritĆ inaudita.
Pochi istanti dopo una pioggia torrenziale si era rovesciata sullāaccampamento, costringendo le sentinelle a ripiegarsi, loro malgrado, e più che in fretta, verso i furgoni disposti a croce di SantāAndrea, per difendere le tende da una non improbabile sorpresa.
Solamente due giovani soldati, che fino a pochi giorni prima erano stati scorridori di prateria, e perciò abituati ad affrontare tutte le intemperie, si erano ostinatamente mantenuti allāestremitĆ dāuna profonda gola, che conduceva al passo chiamato del Funerale.
Si erano cacciati sotto un roccia sporgente, che in parte li proteggeva dal furioso acquazzone ed aprivano gli occhi e tendevano gli orecchi con estrema attenzione.
ā Nulla, Harry? ā aveva chiesto il più giovane, un bel tipo appena ventenne, bruno come un meticcio e cogli occhi ardenti come un serpente.
ā Niente, Giorgio, ā aveva risposto lāaltro, che gli rassomigliava moltissimo, quantunque avesse qualche anno di più. ā Eppure, fratello, sono sicuro che quellāindiano, che per tre notti ha tentato il passaggio, approfitterĆ di questo uragano per scendere nel Colorado e portare qualche importante messaggio a qualcuna delle tre tribù insorte.
ā Ed io, fratello, sono certo di abbatterlo con un buon colpo di rifle (carabina), ā rispose Harry. ā Che si mostri, ed avrĆ finalmente il suo avere.
ā Ma tu lo sai che i Chayennes non hanno paura del fuoco, fratello. Li abbiamo giĆ veduti più volte alla prova sulle praterie.
Ho marcato dieci tacche sul calcio del mio fucile, Giorgio, e ognuna vale la vita dāuna pellerossa.
ā Ed io ho sette segni e due ferite guarite molto lentamente, ā rispose Giorgio, ridendo. ā Apri, apri gli occhi, fratello: il colonnello Devandel deve sentire il nemico.
ā Ed io sento lāindiano che si ostina a forzare la gola del Funerale, ā rispose Harry. ā Il cuore mi dice che questa sera rinnoverĆ il tentativo.
ā E che lo ammazzerai?
ā Se vi sarĆ un bel lampo in quel momento!... Tieni asciutte le polveri, Giorgio?
ā Tutta la mia casacca di pelle ĆØ avvolta intorno alla batteria del mio rifle. Corpo dāun bisonte!... ā
Un lampo accecante era brillato in mezzo alle tempestose nubi che un vento furioso cacciava dal Wyoming al Colorado, seguito da un tuono spaventevole il quale si ripercosse lungamente in mezzo alle cupe foreste che coprivano i fianchi della catena dei Laramie.
I due scorridori, quantunque inondati dalla testa ai piedi, avevano lasciata la roccia che in parte li proteggeva, balzando verso lo sbocco della gola del Funerale.
Un cavallo, tutto bianco, con una superba criniera ed una coda lunghissima, montato da un indiano adorno di penne e che pareva stringesse contro il suo petto qualche cosa, era comparso a soli cinquanta passi dallo sbocco.
ā Fuoco, Harry!...
ā Fuoco, Giorgio!...
Due spari erano rimbombati, formando quasi una sola detonazione e strappando, alle sentinelle veglianti nei furgoni, dei furibondi Ā«AllāarmiĀ».
Il cavallo, colpito dalle infallibili palle dei due cacciatori di prateria, i quali non mancano quasi mai i loro colpi, aveva fatto un salto immenso, poi con una rapida volata aveva salito lāultimo tratto della gola del Funerale e dopo essersi impennato quasi verticalmente, si era lasciato cadere di quarto mandando un lungo nitrito.
Lāindiano che lo montava era stato sbalzato dāarcione di colpo, insieme allāessere che stringeva fra le braccia.
Harry e Giorgio si erano precipitati su di lui coi coltelli in pugno, pronti a scotennarlo secondo la legge inesorabile della prateria, se avesse cercato di opporre qualsiasi resistenza, mentre dieci o dodici sentinelle accorrevano in gran furia portando alcune grosse lanterne.
Lāindiano, stordito dalla caduta non aveva nemmeno pensato a servirsi della scure di guerra, nĆØ del fucile (Si sappia che nel 1863 le pelli-rosse avevano abbandonato gli archi).
ā Camerati, ā disse Harry agli accorsi ā formate cerchio intorno a noi e lasciate sbrigare questo affare a me ed a mio fratello Giorgio, giacchĆØ siamo stati noi a fare il colpo. ā
Prese una lanterna e sāavvicinò allāindiano.
Era un bel giovane di sedici o diciassette anni, dalla tinta assai chiara, tanto da crederlo un meticcio, coi capelli lunghi e nerissimi e gli occhi invece azzurrastri, come non se ne trovano mai fra le pelli-rosse.
Indossava però un costume di perfetto americano primitivo: casacca di pelle con disegni a tinte forti; calzoni aperti in fondo ed adorni di ciuffetti di capigliature umane, con sotto dei bellissimi mocassini ricamati.
Intorno alla testa portava un cerchio dāoro il quale tratteneva un ciuffo di penne dāaquila, distintivo delle persone importanti.
ā Ecco una buona preda, ā disse Harry. ā O māinganno assai o questi ĆØ il figlio di qualche capo chayennes. ā
Il giovane lanciò sullo scorridore uno sguardo feroce, poi disse con una certa amarezza:
ā Hug! i visi pallidi posseggono gli occhi dei falchi? ā
Ad un tratto tentò di liberarsi dalla stretta e gettò intorno a sĆØ, fra le rupi frantumate che coprivano lāultimo sbocco della gola del Funerale, uno sguardo angoscioso.
Si sarebbe detto che cercava qualcuno.
ā Ehi, Harry, ā disse un soldato. ā bada!... Forse non era solo.
ā Cercate, per Bacco!... ā disse Giorgio ā mentre noi conduciamo questo prigioniero dal colonnello. Veglia tuttora?
ā Poco fa chiacchierava ancora, nella sua tenda, collā indian-agent, quel bravo John Maxim ā rispose un altro soldato.
ā Andiamo ā disse Harry. ā E voi cercate dentro la gola. Mi ĆØ parso che questāindiano portasse fra le braccia un fanciullo.
ā Se ĆØ caduto col cavallo non ci scapperĆ , camerata, ā risposero le sentinelle, allargando subito il cerchio.
I due scorridori disarmarono lāindiano, il quale ormai non opponeva alcuna resistenza; che del resto sarebbe stato affatto inutile poichĆØ altri uomini accorrevano, attirati da quei due colpi di fucile; e lo trassero verso i furgoni, tenendo in pugno i bowie-knifes, quei lunghi coltelli americani, dāuna resistenza a tutta prova e che formano parte dellāarmamento dei volontari che combattono alle frontiere indiane.
Fra i due bracci della croce, sāergeva unāaltra tenda, un vero wigwam di costruzione indiana, di forma conica, rinforzato da un gran numero di pali legati verso la cima, per poter resistere meglio ai venti delle praterie, che talvolta hanno una potenza inaudita.
Lāinterno era illuminato da un fuoco, intorno a cui stavano discutendo animatamente due uomini, ai quali forse erano sfuggiti, fra i fragori della bufera, i due colpi di fucile sparati nella gola del Funerale.
Erano il colonnello Devandel ed il suo indian-agent, John Maxim, veri tipi di avventurieri, tutti e due colle carni assai abbronzate ed i capelli giĆ brizzolati.
Come la maggior parte degli yankees delle frontiere, avevano forme erculee, specialmente il secondo, il quale doveva essere dotato dāuna forza straordinaria.
ā Colonnello, ā disse Harry, alzando un lembo della tenda e spingendo innanzi il giovane indiano. ā Finalmente lāabbiamo catturato. ā
Il comandante del piccolo corpo di osservazione si era alzato come spinto da una molla, mentre lā indian-agent impugnava un rifle.
Il pelle-rossa era rimasto immobile, dardeggiando solamente i suoi occhi, quasi fosforescenti, sul colonnello.
Il suo viso non aveva tradito alcuna emozione. Si sa giĆ che tutti glāindiani si studiano accuratamente di nascondere i loro pensieri, come i loro dolori e le loro gioie.
ā Chi sei? ā chiese il colonnello, mentre i due corridori si mettevano a guardia dellāuscita.
ā LāUccello della Notte, ā rispose il giovane, con voce pacata.
ā Un chayenne?
ā Il mio costume te lo dice, padre bianco. Non ĆØ necessario che te lo spieghi.
ā Non sai che siamo in guerra colla tua nazione, cogli Sioux e cogli Arrapahoes che si sono collegati ai nostri danni?
ā Lo so.
ā PerchĆØ cercavi di attraversare il nostro campo? ā chiese il colonnello.
ā PerchĆØ dovevo portare, al campo arrapahoe Mano Sinistra, sua figlia Minnehaha.
ā Tu menti!... Mano Sinistra non avrebbe certamente commessa una simile imprudenza.
ā Hug!... Io ho obbedito perchĆØ sono un guerriero e non devo discutere.
ā E dovāĆØ questa fanciulla?
ā Mi ĆØ caduta dalle braccia e si ĆØ ammazzata in fondo alla gola del Funerale. ā
Il colonnello si era voltato verso lā indian-agent.
ā Ci credi tu, John?
ā Questo verme vi dĆ a bere delle fiabe, mio colonnello, ā rispose il gigante. ā Io sono anzi convinto che questo giovane non sia un indiano puro sangue, bensƬ un mestizo, nato da qualche prigioniera bianca e da qualche sioux piuttosto che da un chayenne.
Non vedete che ha la tinta più chiara, gli occhi quasi azzurri, gli zigomi meno sporgenti, la fronte più alta e la bocca dal taglio diverso?
E poi ecco appesa al suo collo la piccola pietra azzurra dellāArca del Primo Uomo, che sogliono portare gli Sioux.
Cercava dāingannarvi, il briccone. Non vi pare? ā
Il colonnello non aveva risposto. Si era appoggiato a uno dei pali della tenda e guardava, con estrema ansietĆ , il prigioniero, il quale rimaneva sempre impassibile, quantunque non dovesse illudersi sulla sorte che lo aspettava.
Il vecchio soldato, abituato a tutte le emozioni, era diventato improvvisamente pallidissimo, e la sua fronte si era coperta dāun abbondante sudore.
ā Dio!... ā lo udirono mormorare lā indian-agent ed i due scorridori della prateria.
ā Mio colonnello, che cosa avete dunque? ā Chiese John Maxim nel vedere il suo comandante cosƬ alterato.
ā Tu lo credi un mestizo, hai detto, ā disse il colonnello, facendo uno sforzo supremo e ripassandosi più volte la destra sulla fronte per allontanare qualche penoso pensiero.
ā Scommetterei il mio rifle contro un coltello da due dollari, ā rispose il gigante.
ā E lo credi sioux?
ā Lāamuleto che porta al collo lo ha tradito. NĆØ gli Arrapahoes, nĆØ i Chayennes ne posseggono di simili.
ā Allora bisogna che parli.
ā Uhm!... Questi pelli-rosse sono cocciuti come muli. ā
Il giovane guerriero ascoltava senza manifestare alcuna ansietĆ . Solamente, con un gesto di rabbia, aveva strappata la pietra azzurra che portava appesa al collo e che lo aveva tradito.
Il colonnello fece due o tre volte il giro della tenda, come se volesse rimettersi meglio da quella improvvisa emozione, poi si era avvicinato rapidamente al prigioniero afferrandolo strettamente pei polsi e scuotendolo brutalmente.
ā Sei un sioux o un chayenne? ā gli chiese, con voce alterata.
ā Sono un guerriero indiano che si ĆØ messo sul sentiero della guerra contro i visi-pallidi e nullāaltro, ā rispose il giovane.
ā Voglio saperlo. ā
LāUccello della Notte alzò le spalle e parve porgere più attenzione allo scrosciare della pioggia che alle parole del colonnello.
ā Tu hai avuto un padre! ā
Altra alzata di spalle, che fece sbuffare soprattutto lā indian-agent, il quale forse conosceva più profondamente di tutti i pelli-rosse.
ā Parla dunque, disgraziato!... ā gridò il colonnello. ā Chi era tuo padre?
ā Non lo so, ā rispose finalmente il giovane guerriero.
ā Un uomo bianco o un indiano?
ā Non lāho mai conosciuto.
ā E tua madre era una schiava viso-pallida od una squaw sioux od arrapahoe?
ā Non lāho mai veduta.
ā Ć impossibile! ā gridò il colonnello.
ā LāUccello della Notte non ha mai avuta la lingua biforcuta (lingua doppia), ā rispose il pelle-rossa.
ā Dimmi almeno se sei un chayenne od uno sioux.
ā Posso essere lāuno e anche lāaltro. E che cosa importerebbe questo allāuomo pallido? Sono stato preso, e so quali sono le leggi della guerra: uccidimi e sia finita.
Il Grande Spirito mi accoglierĆ fra le sue praterie eternamente verdi, ricche di selvaggina.
ā Tu sei un coraggioso, ā disse il colonnello, la cui voce sembrava commossa. ā Quale sangue hai tu dunque nelle vene?
ā Forse quello di du...
Table of contents
- Copertina
- Sulle frontiere del Far-West
- Indice dei contenuti
- 1) La gola del Funerale
- 2) Il grande cavallo bianco
- 3) Lāattacco degli Sioux
- 4) Le stragi del 1863
- 5) Una storia di briganti
- 6) La difesa della cripta
- 7) Nella grande prateria
- 8) Gli squatters di Kampa
- 9) La prateria in fiamme
- 10) Le miniere di Mogallon
- 11) Nelle viscere della terra
- 12) Nel Mar Morto
- 13) Ore dāangoscia
- 14) Lāassalto dellāorso grigio
- 15) Una corsa sfrenata
- 16) Il gran Lago Salato
- 17) Mano Sinistra
- 18) Yalla
- 19) Sioux contro Corvo
- 20) Alla caccia degli scorridori
- 21) Lāhacienda di San Felipe
- 22) Lāassalto allāhacienda
- 23) I prigionieri
- 24) Chivington-massacre
- Conclusione
- Note