Noi Italia 2013
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Noi Italia 2013

100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo

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Noi Italia 2013

100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo

About this book

Noi Italia offre un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano. Il volume arricchisce l'ampia e articolata produzione dell'Istat attraverso la proposta di indicatori, aggiornati e puntuali, che spaziano dall'economia alla cultura, al mercato del lavoro, alle condizioni economiche delle famiglie, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all'ambiente, alle tecnologie e all'innovazione. Gli indicatori sono raccolti in 118 schede e distribuiti su 19 settori di interesse.

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Information

Macroeconomia
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Le grandezze macroeconomiche descrivono la struttura di un sistema economico e sono diffusamente utilizzate per misurare lo stato di salute e la capacità di crescita di un’economia. La più importante è sicuramente il prodotto interno lordo (Pil), che rapprese

    • Nel 2011 in Italia il Pil pro capite, valutato ai prezzi di mercato, rimane invariato in termini reali. Nell’Unione europea l’indicatore misurato in Ppa è molto variabile, con una evidente tendenza alla convergenza nel corso del decennio. L’Italia, seppur con uno scarto dello 0,4 per cento, si colloca tra i paesi che superano la media Ue27.

nta il risultato finale dell’attività di produzione di una determinata area geografica. Misure come il Pil sono fondamentali perché consentono di stimare, seppure in modo parziale e indiretto, il livello di benessere di una comunità.

    • L’Italia è tra i paesi europei che presentano una domanda interna – consumi e investimenti – superiore alle risorse annualmente prodotte: nel 2011 la quota dei consumi sul Pil raggiunge l’82,7 per cento, mentre l’incidenza degli investimenti è pari a poco meno del 20 per cento. La situazione di insufficienza della produzione è particolarmente evidente nel Mezzogiorno, dove in alcuni casi il consumo è più elevato del Pil.

    • Nel periodo 1992-2011 la produttività del lavoro ha registrato una crescita media annua dello 0,9 per cento. Negli anni più recenti, in linea con l’andamento del ciclo economico, si sono alternate fasi di forte riduzione (-3,9 per cento nel 2009, anno di recessione) a fasi di recupero (+3,7 per cento 2010, grazie alla ripresa dell’economia), seguite da una sostanziale stabilità nel 2011. In ambito europeo la produttività del lavoro italiana risulta sostanzialmente allineata con la media dei paesi Ue27, mentre nel 2002 era più elevata del 9,5 per cento.

    • Nel 2011 l’inflazione registra una netta risalita rispetto al 2010, attestandosi a 2,8 per cento, in linea con la tendenza registrata nell’area dell’euro. A livello territoriale, la ripresa interessa la totalità delle regioni.

    • In Italia la quota del credito al consumo è pari all’11,9 per cento del totale degli impieghi alle famiglie consumatrici, valore ampiamente superato da tutte le regioni del Mezzogiorno, la cui media è pari al 20,6 per cento contro il 9,3 per cento del Centro-Nord.

    • Negli ultimi dieci anni la quota di mercato delle esportazioni italiane sul commercio mondiale è diminuita, passando dal 3,9 per cento del 2002 al 2,9 per cento del 2011, seguendo una tendenza comune a molte economie più avanzate. L’Italia è fra i paesi dell’Ue27 che contribuisce maggiormente all’export verso i paesi esterni all’Unione: nel 2011 detiene il 10,6 per cento delle esportazioni dei paesi Ue verso il Resto del mondo e il 7,5 per cento dei flussi intra-Ue.

Pil pro capite
Nel 2011 Pil pro capite in termini reali inferiore a quello del 2000
UNO SGUARDO D’INSIEME
Il prodotto interno lordo (Pil) rappresenta il risultato finale dell’attività di produzione di beni e servizi delle unità produttrici residenti. Rapportandolo alla popolazione residente (Pil pro capite) si ottiene una delle più importanti misure del benessere di un paese, nonché il principale indicatore utilizzato nei modelli di crescita economica. Tuttavia, l’utilizzo esclusivo del Pil pro capite come indicatore del benessere è oggetto di molte critiche: considerando solo elementi monetari, trascura alcuni aspetti di fondamentale importanza della vita economica e sociale. Nel 2011 il Pil pro capite valutato ai prezzi di mercato è rimasto invariato in termini reali.
DEFINIZIONI UTILIZZATE
Il Pil utilizzato per l’analisi dei dati regionali è misurato ai prezzi di mercato, cioè al valore al quale i beni sono scambiati. Inoltre è valutato in termini reali per depurare la variazione dei volumi dalla variazione dei prezzi e, quindi, misurare la crescita economica indipendentemente dall’influenza monetaria; nello specifico, la tecnica tramite la quale sono calcolati i valori in termini reali è il concatenamento attraverso gli indici di tipo Laspeyres. Il Pil viene rapportato alla popolazione media residente nell’anno. Nei confronti europei è stato utilizzato il Pil misurato in parità di potere d’acquisto (Ppa), che consente una migliore comparabilità internazionale in quanto viene depurata l’influenza dei differenti livelli dei prezzi nei vari paesi. Per i dati nazionali si usano le nuove serie elaborate e aggiornate sulla base delle versioni più recenti della classificazione delle attività economiche (Ateco 2007) e della classificazione dei prodotti associata alle attività...

Table of contents

  1. Informazioni
  2. Presentazione
  3. Avvertenze
  4. Sommario
  5. Territorio
  6. Ambiente
  7. Popolazione
  8. Stranieri
  9. Istruzione
  10. Sanità e salute
  11. Cultura e tempo libero
  12. Turismo
  13. Criminalità e sicurezza
  14. Strutture produttive
  15. Agricoltura
  16. Energia
  17. Infrastrutture e trasporti
  18. Scienza, tecnologia e innovazione
  19. Macroeconomia
  20. Mercato del lavoro
  21. Condizioni economiche delle famiglie
  22. Protezione sociale
  23. Finanza pubblica