Sanità e salute
L’assistenza sanitaria, insieme alla previdenza, rappresenta un asse portante del welfare. Obiettivo dei sistemi sanitari nazionali è la promozione e il miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini, da attuarsi mediante iniziative di educazione, prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Gli indicatori sanitari misurano una realtà che, oltre a rappresentare una voce centrale nel bilancio dello Stato, è soprattutto un elemento primario del sistema dell’assistenza sociale. Da oltre un decennio, in Italia e nell’Unione europea, il sistema sanitario è sottoposto a riforme che hanno come obiettivo la razionalizzazione delle risorse e il contenimento della spesa.
• La spesa sanitaria pubblica è, nel 2012, di circa 111 miliardi di euro, pari al 7,0 per cento del Pil e a 1.867 euro annui per abitante, molto inferiore a quella di altri importanti paesi europei.
• Nel 2011 le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 20,6 per cento, in calo di oltre due punti percentuali rispetto al 2001. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’1,8 per cento del Pil nazionale e ammonta mediamente a 949 euro per le famiglia del Mezzogiorno e a 1.222 euro per quelle del Centro-Nord.
• In tutte le regioni, tra il 2002 e il 2010 si è verificata una convergenza verso la media nazionale del numero di posti letto ospedalieri, passata da 4,3 a 3,5 per mille abitanti.
• Nel 2011 le regioni sono state interessate da circa 588 mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti (8,4 per cento del totale dei ricoveri ordinari per “acuti”) e da oltre 523 mila ricoveri di pazienti provenienti da una regione diversa da quella di residenza (7,6 per cento, riferito ai soli residenti in Italia).
• I tumori e le malattie circolatorie si confermano le principali cause di ricovero ospedaliero, con una scarsa variabilità a livello regionale.
• In Italia, il tasso di mortalità infantile nel 2010 è di 3,3 decessi per mille nati vivi. Negli ultimi dieci anni il valore di questo indicatore ha continuato a diminuire su quasi tutto il territorio italiano, raggiungendo valori tra i più bassi in Europa.
• Le malattie del sistema circolatorio rappresentano la principale causa di morte in quasi tutti i paesi dell’Ue. In Italia nel 2010, il tasso standardizzato di mortalità per queste cause è pari a 30,4 decessi ogni diecimila abitanti, quello relativo ai tumori è pari a 25,9 decessi ogni diecimila abitanti, con valori maggiori negli uomini (35,5) rispetto alle donne (19,3). I tumori sono la seconda causa di morte dopo le malattie del sistema cardiocircolatorio sia in Italia sia nel gruppo dei 27 paesi Ue.
• Nel 2012 i fumatori ed i consumatori di alcol a rischio rappresentano rispettivamente il 21,9 e il 14,1 per cento della popolazione di 14 anni e più, mentre le persone obese sono il 10,4 per cento della popolazione di 18 anni e più.
Spesa sanitaria pubblica
La spesa sanitaria pubblica assorbe nel 2012 il 7,0 per cento del Pil
UNO SGUARDO D’INSIEME
La spesa sanitaria pubblica misura quanto viene destinato per soddisfare il bisogno di salute dei cittadini in termini di prestazioni sanitarie. La spesa sanitaria pubblica corrente dell’Italia risulta nel 2012 (dato provvisorio) di circa 111 miliardi di euro, pari al 7,0 per cento del Pil e a 1.867 euro annui per abitante.
DEFINIZIONI UTILIZZATE
I dati nazionali e regionali qui riportati sono elaborati secondo il Sistema europeo delle statistiche della protezione sociale e il Sistema europeo dei conti nazionali (Sec95): la spesa sanitaria pubblica rappresenta l’insieme delle operazioni correnti effettuate dalle Amministrazioni pubbliche operanti nel settore, utilizzando direttamente proprie strutture produttive o acquistando dalle istituzioni private beni e servizi da erogare ai cittadini in regime di convenzione (inclusi i costi per servizi amministrativi, interessi passivi, imposte e tasse, premi di assicurazione e contribuzioni diverse). Per i confronti internazionali si utilizzano gli indicatori di spesa sanitaria raccolti dall’Oecd (Health data), basati su definizioni e classificazioni stabilite per i paesi membri. Il dato differisce da quello pubblicato dall’Istat per alcune componenti, principalmente per la presenza, nell’aggregato considerato, della spesa sanitaria pubblica in conto capitale. I confronti sono effettuati in dollari pro capite in parità di potere d’acquisto (Ppa), misura che tiene conto del diverso livello dei prezzi nei paesi stessi. Per i dati a livello nazionale e regionale si usano le serie elaborate e aggiornate sulla base della classificazione delle attività economiche (Ateco 2007) e della classificazione dei prodotti associata alle attività (Cpa 2008).
Spesa sanitaria pubblica corrente per regione
Anno 2011 (euro per abitante)
Fonte: Istat, Health for All - Italia
L’ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO
La spesa sanitaria pubblica italiana è molto inferiore rispetto a quella di altri importanti paesi europei. A fronte dei circa 2.345 dollari per abitante, in parità di potere d’acquisto, spesi in Italia nel 2011, di poco inferiore alla spesa sostenuta dalla Finlandia (2.477 dollari pro capite) e poco più della Spagna (2.244 dollari pro capite), il Regno Unito spende quasi 2.821 dollari pro capite, mentre Francia e Germania superano i 3.000 dollari, con importi pro capite rispettivamente di 3.204 e 3.436 dollari. Il livello di spesa più alto si registra per i Paesi Bassi (4.055 dollari pro capite), quello più basso per la Polonia (1.021 dollari pro capite).
L’ITALIA E LE SUE REGIONI
Nel 2011 la spesa sanitaria pubblica corrente in Italia è stata di 1.849 euro per abitante, abbastanza in linea con quanto osservato per le ripartizioni del Nord-ovest (1.873 euro per abitante) e del Nord-est (1.841 euro per abitante); nettamente al di sopra del valore medio nazionale si colloca la ripartizione del Centro (1.931 euro per abitante), mentre per il Mezzogiorno la spesa pro capite è decisamente inferiore alla media nazionale (1.788 euro); la regione Valle d’Aosta registra la spesa pro capite più elevata (2.221 euro), seguita dalla provincia autonoma di Bolzano (2.199 euro) e dal Molise (2.079 euro); la spesa per abitante risulta più contenuta nel Veneto (1.737 euro), Campania (1.748 euro) e Sicilia (1.755 euro). I livelli di spesa per abitante sono dunque molto variabili, a testimonianza sia di condizioni socio-economiche diversificate, sia di diversi modelli di gestione del sistema sanitario regionale.
Su base nazionale, il 36,4 per cento della spesa sanitaria pubblica corrente è destinato a servizi in regime di convenzione, mentre ben oltre la metà (57,0 per cento) riguarda la fornitura di servizi erogati direttamente. Anche a livello di singola regione si riscontra una prevalenza della spesa per servizi sanitari forniti direttamente, pur osservando una quota più elevata di spesa per servizi in regime di convenzione per le regioni Lombardia (42,9 per cento), Campania (42,0 per cento) e Lazio (42,1 per cento). In Italia, la spesa in convenzione è indirizzata in prevalenza verso l’assistenza farmaceutica (24,4 per cento), l’assistenza medica di base e specialistica (28,4 per cento) e le prestazioni fornite dalle case di cura private (23,5 per cento).
Spesa sanitaria pubblica in alcuni paesi europei
Anno 2011 (a) (dollari per abitante in parità di potere d’acquisto)
Fonte: Oecd...