Profili tributari del commercio elettronico
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Profili tributari del commercio elettronico

About this book

I rapidi cambiamenti tecnologici a cui abbiamo assistito negli ultimi anni e la globalizzazione informatica hanno fatto sĂŹ che il commercio elettronico abbia assunto una notevole importanza a livello mondiale. Le applicazioni dell'e-commerce rappresentano sempre di piĂš una reale opportunitĂ  di sviluppo e un concreto strumento per il miglioramento della competitivitĂ  delle imprese.
Proprio la crescente importanza che il commercio elettronico ha acquisito nel tempo ha di fatto accelerato il dibattito normativo attraverso il quale i singoli Paesi, la Commissione Europea, e l'OCSE hanno cercato di rendere i sistemi tributari meno distorsivi e piĂš consoni alla nuova realtĂ  economica.
Partendo da queste considerazioni, il presente lavoro si pone come obiettivo di andare ad analizzare concretamente, con un impostazione pratica, le principali problematiche tributarie del commercio elettronico.
STRUTTURA
- Utilizzo Internet nel commercio elettronico
- Adempimenti di inizio attivitĂ 
- il trattamento ai fini IVA nel commercio elettronico
- La "stabile organizzazione" nel commercio elettronico

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Information

Publisher
Il Fisco
Year
2013
eBook ISBN
9788860851116
Subtopic
Taxation
Capitolo I
Scenari nazionali e mondiali Utilizzo Internet nel commercio
di Federica Feci
1. Premessa
Con il termine “e-commerce” si intende l’insieme delle transazioni per la commercializzazione di beni e servizi tra produttore (offerta) e consumatore (domanda), realizzate tramite Internet1.
Il significato del termine “commercio elettronico” si è sviluppato nel tempo; inizialmente indicava solo il supporto alle transazioni commerciali in forma elettronica per inviare documenti commerciali come ordini d’acquisto o fatture in formato elettronico; in seguito sono state aggiunte delle funzioni che possono venire chiamate in modo più specifico come “e-commerce” (contrazione di Electronic commerce), l’acquisto di beni e servizi attraverso il World Wide Web con servizi di pagamento on line2.
Quali le prospettive per il mercato “e-commerce” nel futuro?
“Oggi più che mai, in un contesto di crisi globale che investe anche il nostro Paese, l’eCommerce non è più un’opportunità, ma diventa un’esigenza inderogabile per le imprese italiane che vogliano seriamente competere sui mercati internazionali” ha dichiarato Roberto Liscia nel 2011, Presidente Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, “La creatività, il genio e l’unicità italiana possono trovare in questo canale un alleato irrinunciabile e le imprese se ne stanno accorgendo. Dal monitoraggio mensile dell’indice di soddisfazione dell’eCommerce italiano che conduciamo con Human Highway, risulta che ad ottobre i compratori online sono stati 9,2 milioni e che circa l’87% di questi ha dato valutazione superiore a 7, in una scala da 1 a 10, a questo canale che si conferma quello con il maggiore indice di soddisfazione rispetto a tutti gli altri”.
I risultati della ricerca dell’Osservatorio Ecommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, presentati al Campus Bovisa a Milano il 25 ottobre 2012 hanno valutato il valore delle vendite, intese come valore complessivo dei beni transati, andando ad analizzare i fatturati dei principali operatori italiani.
Secondo tali risultati, i dati del 2012 faranno registrare un ulteriore aumento dell’e-commerce, con un incremento di quasi il 20% rispetto al 2011.
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Da un esame “d’impatto visivo” emerge chiaramente che crescono sia le vendite di prodotti (+29%) che di servizi (+14%).
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“Quasi 3 milioni di nuovi acquirenti online si sono affacciati su questo canale lasciando sorpresi gran parte degli operatori del settore” ha dichiarato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano – “Questo balzo è da attribuire a tre ragioni principali: la crisi, che ha fatto rompere gli indugi agli internauti ancora incerti e insicuri; la forte diffusione degli smartphone, con 30 milioni di possessori, che ha reso più facile l’accesso a internet educando e creando il cosiddetto fenomeno ‘me too’ che porta a modelli di consumo di massa; infine l’evoluzione dell’offerta delle vendite di abbigliamento sul modello delle Cash sales e l’offerta di coupon di servizi locali fortemente scontati che hanno dato una scossa al mercato. Dal lato dell’offerta oltre agli attori ‘discount’ sono comparsi in forze i produttori del ‘Made in Italy’ dalla moda e accessori al piccolo artigianato, cuore pulsante di una Italia dimenticata”.
Ad oggi è stato realizzato, rispetto al 2011, un incremento in tutti i settori merceologici.
Il settore Abbigliamento evidenzia una crescita del 33%; il settore Editoria, musica e audiovisivi registra un incremento del 11%; Informatica ed Elettronica un tasso di crescita del 27%.
La composizione delle vendite e-commerce 2012 in Italia può essere cosÏ rappresentata:
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Il tasso di penetrazione dell’e-commerce B2C, registra un incremento e passa dall’2,20% del 2011 al 2,60% del 2012.
Un’indagine sugli acquirenti “online” segnala che i Web shopper italiani crescono di circa il 33% nel 2012, rispetto al 2011, arrivando quasi a 12 milioni.
I Web Shopper Italiani rappresentano quasi il 40% dell’utenza internet totale italiana, con una crescita del 33% rispetto al 2011, che nel 2012 hanno incrementato il valore degli acquisti online (+18%).
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Il valore delle vendite “Mobile Commerce” – gestione del commercio elettronico (e-commerce) attraverso l’uso di un dispositivo mobile come un telefono cellulare, un PDA oppure uno Smartphone – segnala una decisa crescita passando da circa euro 74 milioni a circa euro 179 milioni, con un incremento – rispetto al 2011 – del 142%.
Il negozio online ha affiancato al sito internet una versione per Smartphone (mobile Site o App) al fine di poter utilizzare congiuntamente il sito Ecommerce ed il canale Mobile.
Le vendite attraverso il “Mobile Commerce” sono rappresentate per il 53% da prodotti ed il 47% da servizi.
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Degno di nota è anche il ruolo dei Social Network supporto delle vendite online.
Il 90% dei merchant censiti dalla ricerca dell’Osservatorio Ecommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, ha sviluppato la presenza sui Social Network. Circa l’80% è presente su almeno due social diversi, il 60% è presente su addirittura tre.
Il Social Network preferito è Facebook (84% dei negozi online), a seguire Twitter (70%), Youtube (58%), Google+ (34%) e Pinterest (27%).
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“Se il 2011 era stato l’anno del boom dei siti di Couponing, dei club online e dell’ingresso di Amazon, il 2012 è invece l’anno del consolidamento di questi fenomeni” ha commentato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico Osservatorio B2c Netcomm-Politecnico di Milano, “La ricerca di quest’anno evidenzia inoltre il ruolo sempre più rilevante della multicanalità, soprattutto intesa come l’utilizzo congiunto e integrato di canale fisico e canale online. Molti i benefici: maggiore efficacia nel trasferimento delle informazioni grazie all’Infocommerce, incremento nell’efficienza dei processi di punto vendita mediante il ‘Prenota online e ritira in negozio’ e miglioramento del servizio al cliente con l’acquisto online e l’assistenza in-store”.
2. Tipologie di commercio elettronico
In base ai soggetti che prendono parte al processo di vendita, il commercio elettronico può essere classificato come segue:
• business to consumer (B2C): l’insieme delle transazioni commerciali di beni e servizi tra imprese e consumatori finali - rappresenta la forma di commercio elettronico che progressivamente sta andando a sostituire i tradizionali canali di distribuzione al dettaglio;
• business to business (B2B): l’insieme delle transazioni effettuate tra un’impresa ed altre imprese.
All’interno di questo mercato vanno distinti:
– business end-use (uso finale): si tratta dell’attività di vendita diretta ad altre imprese di prodotti e servizi;
– business process-use (uso finalizzato al processo): si tratta dell’attività di automazione dei processi industriali o commerciali utilizzato per creare sinergie con altre imprese (o all’interno della stessa impresa) nella formazione della catena del valore;
• business to administration (B2A): l’insieme delle transazioni effettuate tra un’impresa e le Pubbliche Amministrazioni – mercato ancora in fase embrionale che comporta un elevato livello di automazione delle Pubbliche Amministrazioni, ad oggi ancora non disponibile;
• consumer to consumer (C2C): mercato di beni/servizi dei consumatori, fra consumatori - rappresenta una forma di commercio che coinvolge solo i consumatori;
• intra business: mercato che coinvolge un’azienda con sedi dislocate sul territorio o un insieme di aziende appartenenti allo stesso gruppo. Le principali caratteristiche del commercio intra-aziendale sono molto simili a quelle del B2B con la caratteristica che il gruppo di soggetti coinvolti è chiuso, la classificazione dei prodotti già definita e la transazione economica passa in secondo piano.
3. Oggetto commercio elettronico
Le operazioni di commercio e vendita online possono essere cosĂŹ classificate:
• commercio elettronico “indiretto”;
• commercio elettronico “diretto”.
Commercio elettronico “indiretto”: la fase di effettuazione dell’ordine ed anche il pagamento vengono effettuati online , ma il bene viene poi spedito fisicamente all’acquirente.
Commercio elettronico “diretto”: l’intera transazione commerciale (ordine, pagamento e consegna del bene) avviene per via telematica, attra...

Table of contents

  1. Premessa
  2. 1. Scenari nazionali e mondiali: utilizzo Internet nel commercio
  3. 2. Adempimenti inizio attivitĂ 
  4. 3. FiscalitĂ  indiretta: il trattamento ai fini Iva nel commercio elettronico
  5. 4. La stabile organizzazione nel commercio elettronico
  6. 5. Casi particolari
  7. Bibliografia