Scriveva Umberto Eco che "il fumetto è un prodotto industriale, commissionato dall'alto" e che "funziona secondo tutte le meccaniche della persuasione occulta", supponendo nel "fruitore un atteggiamento di evasione che stimola immediatamente le velleità paternalistiche dei committenti". Per noi il fumetto è esperienza dell'infanzia e dell'adolescenza, moltiplicatore delle conoscenze e dei miti. Attraverso le pagine di Ferdinando Leonzio riscopriamo il fumetto delle origini attraverso il mondo dei collezionisti. "Questo librino sostiene la battaglia di Davide contro Golia, rendendo palpabile anche grazie a quali armi si è aggiudicato la vittoria. Per averlo chiaro, basta scorrerne le pagine": dalla Prefazione di Gianni Brunoro.

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Sei parole sui fumetti
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Fumetti che passione!
La data di nascita ufficiale del fumetto italiano, quella comunemente accolta dagli studiosi, è il 27 dicembre 1908, quando venne pubblicato il primo numero del Corriere dei Piccoli, in cui, fra l’altro, appariva il primo personaggio di un autore italiano, Bilbolbul di Attilio Mussino.

Ma è il 1934 l’anno della svolta per la diffusione del fumetto in Italia. Grazie all’editore fiorentino Mario Nerbini nell’ottobre di quell’anno esce, infatti, in formato giornale l’avventuroso, che pubblica i più famosi personaggi americani, ora non più comici (da cui “comics”) come agli inizi, ma in maggior numero avventurosi, che hanno segnato il periodo d’oro del fumetto: Gordon di Alex Raymond, Mandrake di Lee Falk e Phil Davis, Phantom (in Italia L’Uomo Mascherato) di Falk e Moore, Cino e Franco di Lyman Young, ecc. All’Avventuroso si affiancheranno l’ Audace di Lotario vecchi con Tarzan e Brick Bradford, Topolino di Arnoldo Mondadori, con le più classiche avventure del topo disneyano, che nel 1949 sarà pubblicato nel formato “libretto”, così come noi oggi lo conosciamo. E poi l’Intrepido, Il Monello, Il Vittorioso…



Table of contents
- Prefazione di Gianni Brunoro
- Introduzione
- Lo strano caso di Meo Porcello
- Fumetti che passione!
- Il fumetto nella Lentini del dopoguerra
- Sono passati due anni, e non mi sembra vero
- Bratislava, la Slovacchia e il fumetto
- I fumetti
- Nota di edizione
- Note