COMMENTI DEI LETTORI
Michelangelo diceva che, quando scolpiva un blocco di pietra, non era lui a creare qualcosa, ma era la scultura già presente nella pietra a liberarsi lentamente, sotto i colpi del suo scalpello, per uscire allo scoperto. Qualcosa di simile accade anche agli esseri uomini, che devono cercare di diventare quello che già sono. La storia di Alex, che Filippo Gigante racconta nel libro Bianco e nero, racconta esattamente questo: come si diventa quel che si è.
Stefano Bandiera (Redattore)
Non dedicavo da molto tempo oramai delle ore ad una ‘lettura piacevole’. Il romanzo si presenta scritto in una forma impeccabilmente diretta e semplice che mi ha catturato sin dalle prime righe; ho trovato molto affascinante il perdersi del protagonista tra la quotidianità e quel pizzico di sana follia che ci permette di sognare su quello che potrebbe essere anche il nostro ‘Monte Lontano’. Fortissimo il messaggio positivo che le parole; le espressioni e le ‘tempeste’ emanano. Mi sono ritrovato moltissimo nel personaggio di Alex, in certi momenti era quasi surreale, il quale percorso porta ad una pace con se stessi e con il mondo; una pace che spesso noi stessi ci neghiamo. Credo fermamente che ci sia un poco di ‘Alex’ in ognuno di noi; è per me splendido abbandonarmi a questo pensiero che preciso da non confondere con mera fantasia. Sicuramente lo rileggerò più volte, in momenti e con stati d’animo diversi, con la sicurezza che ogni volta troverò un nuovo spunto di riflessione e una nuova ‘sfumatura di colore’.
Corrado Pinna
Un libro che risveglia i sentimenti, quelli veri e sinceri, un libro che riscalda il cuore e fa scendere una lacrima dell’amore. Critica la società, l’autore pugliese e rimpiange la semplicità della natura ed i suoi incantevoli paesaggi, infatti Alex si accorge di «vivere ma di non esistere del tutto». Filippo Gigante descrive la natura donando al lettore bellissimi scenari che fanno da sfondo alla sfilata di sentimenti e pensieri che dispiega pagina dopo pagina attraverso una scrittura sensibile e colma di sentimenti.
Sara Stefanini (Giornalista)
EMOZIONA. Un evento raro, una sensazione bellissima.
Marcello Di Ninno (Studente)
Leggere "Bianco e Nero" di Filippo Gigante equivale a immergersi in un meraviglioso mare di riflessioni, considerazioni sul senso della vita, ma anche di emozioni e sensazioni difficili da esprimere a parole. Sfogliandone le pagine, il lettore si sente progressivamente invadere da una sensazione di pace e serenità. natura, il Creato, giocano un ruolo fondamentale in questo processo di riconciliazione con la vita, così come la fede, compagna del cammino di rinascita interiore di Alex, il protagonista.
Irene Teyxeira (Giornalista)
"Non è un libro, non è un romanzo, è un dialogo interiore, un dialogo fra l`Io e l`Anima, fra quella parte di noi che cerca la verità e la felicità in tutti i piccoli momenti della vita e quella parte di noi che si interroga su ogni momento già vissuto.. In queste parole, in queste pagine si fa strada il senso della vita e la sintesi perfetta di ogni interrogativo che sconvolge il Sé vivente. Potrei definirle "Parole della Nuova Era" raccontate da un Cuore ad un altro Cuore".
Emanuele Fabio Martinelli
"Un libro veramente da regalare. Scorrevole, con una trama avvincente, fin da subito ti appassioni alle vicende di Alex e le vivi in prima persona. Una nuovo scrittore emergente Filippo Gigante".
Luca Cannoli
Ciao, mi chiamo Roberta e ho 22 anni. Ho letto il tuo libro "Bianco e nero", me lo ha regalato mia madre prima che io partissi ed è stato davvero un piacere leggerlo. Mi ha preso, travolto, commosso, emozionato.. erano davvero le parole che avevo bisogno di leggere... nel frattempo ho deciso anche di farmi un tatuaggio.. dove c`è una frase del tuo libro che porterò sempre con me.. seguimi..ma fammi strada. Grazie
Roberta (Cat Key)
Un libro che sa commuovere, che sa emozionare davvero come pochi. Un gran bell`esordio letterario.
Davide B.
Il lavoro di Filippo Gigante, pur ricco di episodi di un ragazzo in cerca di una sua entità, si legge velocemente ed il lettore riesce ad impossessarsi dei personaggi, trascinato dal racconto di una vita che si scioglie nel contesto sociale ed umano poco attento alle problematiche giovanili sulle quale il protagonista ci invita a riflettere. E’ un collage dei flash che scalfiti nella nostra mente si ripresentano a piacere dell’anima come il planare delle piume d’oca, elegante omaggio che l’autore fa ai suoi lettori, che carezzano il cielo stellato rendendo un’immagine suggestiva e soave ricca di fede in ascoltazione del creato. Ma anche il risveglio, inatteso ottimismo dell’autore, porta alle gioie della rinascita nel bramato abbraccio della fredda ed arcana madre. Nel libro non mancano momenti di poesia: “vorrei sedermi sulla riva del mare e contemplare un’alba o un tramonto” che palesano un animo gentile, onesto, reale ma nello stesso tempo surreale in un contesto giovanile con la solidità di un Maestro.
Prof. Cav. Acc. Rocco Giuseppe Tassone
Vita e destini avanzano nello scorrere del tempo, aiutati dalla presenza di un Dio che torna presente per ridare equilibrio alle cose. In fondo la ricerca della felicità può passare per un percorso anche difficile in cui le paure devono essere superate. Dal buio può scoprirsi il bianco tornando nuovamente a respirare la vita. Filippo Gigante non si ferma qui. Chiude il suo lavoro con tre delicati e bei respiri; tre dolci racconti… un degno epilogo. Un bel romanzo che parla al cuore attraverso la descrizione dei sentimenti e delle emozioni più belle… quelle che ognuno di noi conserva proprio come pietre uniche e preziose.
Stefano Carnicelli (Autore)
(...) nello scritto una affannosa ricerca di se stesso, una descrizione favolistica, con dovizia di particolari, che passavano dallo stile preciso e puntuale del famoso Giorgio Faletti all’autore del Mago di Oz: L. Frank Baum. I personaggi descritti, quasi Felliniani, spaziavano dalla figura paterna alle giraffe dai lunghi colli, da sua madre, i nonni, dagli amici agli acrobatici personaggi circensi. Un fantasioso accoppiamento di folletti, clown, alberi magici dei desideri sino alla figura della morte. Molto, ma molto curata, la bellissima descrizione, con spiegazioni semplici della cromia dei colori per arrivare... alla poesia!
Ninni Di Lauro (Autore)
Bene e male, yin e yang, tutto ed il contrario di tutto. Questo sembra richiamare ad un primo approccio il titolo del primo prodotto della penna del nostro giovane autore pugliese Filippo Gigante: Bianco e nero. Un breve romanzo, scritto con molto amore e trasporto sull’onda di una onirica serie di ‘Respiri’ (come li definisce l’autore stesso). Una sorta di adagi, quindi, piuttosto che dei veri e propri capitoli. Non esiste una trama canonicamente intesa ma una serie di visioni interconnesse tra loro.
Cinzia Dal Col (Docente)
Filippo, ho letto il libro. Mi è piaciuto,molto introspettivo, quasi un diario. I personaggi, ben caratterizzati, belle le immagini, i pensieri profondi, le riflessioni ma potresti provare a lasciarle più latenti per farle trapelare dalla storia, dai fatti, dalle azioni dei personaggi per imprimere nel lettore tutte quelle emozioni che vuoi trasmettere. Modesto parere di lettrice naturalmente!
Milena Palmisano
Una storia di sentimenti, di solitudine, di amarezza, di contemplazione verso quell’io che non vuol saper (almeno all’inizio) di uscire dal suo guscio. Il mare è lo sfondo della narrazione e un compagno placido, silenzioso, confortante, spiraglio di tante risposte portate in alto dalla brezza marina. (…) Dal libro si rimane affascinati anche da diverse nozioni... I capitoli sono scanditi da respiri quasi come se progressivamente l’autore stesse facendo dei progressi nel suo percorso iniziatico. (…) La lettura sottende la ricerca come fulcro per la nostra esistenza, c’è chi indaga e risorge come una fenice, c’è chi viene sconfitto. Non ci resta di trovare la nostra dimensione attraverso un filtro particolareggiato che si affaccia sul “Monte Lontano” paradiso dell’esistenza terrestre.
Gino Centofante (Poeta)
(…) Il racconto tesse la sua trama a partire dal mare, donando a chi legge un momento di riconoscimento universale - il ritrovarsi a contatto con la natura, in piena solitudine - destinato poi a dissolversi , come un sogno, nelle pagine seguenti. Il cammino di Alex, diviso non in capitoli ma in ‘respiri’, è ricco di domande, interrogazioni, dialoghi, aforismi - persino alcune perle tratte dall’infinito tesoro della saggezza popolare giapponese. Come una “petite mort”, l’ultimo soffio sta a significare la fine di una vita e l’inizio di un’altra, il sacrificio della vecchia persona in cambio di quella nuova, pulita, resa libera dai fantasmi delle paure. Al termine di questa strada l’autore fa seguire, in appendice, altre narrazioni dello stesso tipo - ‘brevi respiri’ appunto -, coerente coronamento di un viaggio che è soprattutto traguardo di chi lo ha vissuto e scritto. Difficile mettersi nei panni del viaggiatore, così particolari da risultare poco adatti ad esser vestiti da tutti, ma di “Bianco e Nero” può colpire l’innocenza, un senso diffuso di altruismo con cui Gigante regala ai lettori la sua personalissima visione dell’esistenza e le risposte che ne ha ottenuto e annotato, attraverso un labilissimo filtro.
Francesca Fichera
Grazie mille per la dedica e soprattutto per il tuo bellissimo libro, me ne son davvero INNAMORATA e son solo arrivata al Sesto Respiro! Avevo davvero una voglia irresistibile di leggerlo! E poi il connubio tra le tue parole e le illustrazioni di Davide, sono il massimo!
Claudia Castellana (Studentessa)
Abbiamo regalato, a Natale, delle copie del tuo libro. È stato un regalo graditissimo, come avevamo immaginato. Grazie e complimenti per il tuo romanzo!
Roberta e Gabriele
Bianco e nero è un viaggio nella vita. Romanzo di esordio di un giovane scrittore di Alberobello, innamorato della poesia e del senso della scrittura quale momento per andare al di là di quello che appare, quale momento per scavare nel profondo. ...